Approvata in Commissione ecomafie la relazione sul Sin di Crotone-Cassano-Cerchiara

E’ stata approvata all’unanimità dalla ‘Commissione parlamentare bicamerale di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali e agroalimentari’, riunitasi in plenaria, la “Relazione sullo stato di attuazione degli interventi di bonifica del Sin di Crotone-Cassano-Cerchiara: analisi ambientale, amministrativa e giudiziaria”.

“L’approvazione della relazione – dichiara il senatore Irto – è un atto importante, ma il tempo degli annunci è finito. Per il Sin di Crotone si attendono da anni scelte necessarie, nell’interesse delle comunità locali. Adesso tutte le istituzioni coinvolte hanno la responsabilità di tradurre questo lavoro parlamentare sul piano operativo, senza zone grigie e rimpalli. La rimozione e lo spostamento fuori dal territorio dei materiali contaminati non vanno considerati un dettaglio tecnico né una questione di puri rapporti istituzionali. Bisogna tutelare la salute pubblica, garantire la sicurezza ambientale e il futuro dell’area, colpita da un inquinamento pesantissimo. La Regione Calabria lo aveva già stabilito nel Paur del 2019, nel quale aveva indicato l’esigenza di trasferire i rifiuti in impianti idonei, proprio a tutela delle popolazioni locali.
Dunque va rispettata quella posizione, fondata su valutazioni scientifiche e amministrative. Il rapporto Sentieri contiene un quadro inequivocabile e drammatico. Emergono eccessi di mortalità e patologie gravi che non ammettono doppiezze e immobilismo. Ignorare quelle evidenze sarebbe un errore politico e morale imperdonabile. La relazione approvata oggi ribadisce che la tutela della salute deve essere la bussola delle scelte pubbliche. Dopo questo voto, nessuno può più nascondersi. C’è bisogno di atti immediati, di una governance efficace, di controlli serrati e del rispetto tassativo del principio secondo cui chi inquina paga. Le comunità del Crotonese devono avere presto una bonifica radicale, sicura e definitiva”.

“Le recenti parole del ministro Giorgetti in Commissione Bilancio indicano che il governo ha cambiato idea riguardo al progetto del ponte sullo Stretto, rivelatosi una costosa illusione”. È quanto dichiara il senatore Nicola Irto, segretario regionale del Pd Calabria, a proposito della riprogrammazione delle risorse per il Ponte annunciata dal governo. “Di conseguenza, ora – prosegue Irto – i fondi da ridestinare vanno impiegati in favore delle regioni Calabria e Sicilia. Per questo, la maggioranza di centrodestra voti un nostro apposito emendamento in cui si prevede che le risorse levate al Ponte siano indirizzate soprattutto alle due regioni, alle quali negli ultimi anni sono stati tagliati fondi di coesione essenziali per lo sviluppo, le infrastrutture e i servizi primari”. “Non è accettabile – aggiunge il senatore dem – che Calabria e Sicilia paghino due volte: prima con la sottrazione di risorse di coesione, poi se finiscono altrove i fondi recuperati dal definanziamento del Ponte. Quelle somme vanno invece stanziate per lo sviluppo delle due regioni del Sud. Il Pd continuerà a battersi in Parlamento per ridurre le disuguaglianze territoriali e proteggere Calabria e Sicilia dagli scippi del ministro Salvini e – conclude Irto – e dell’intero governo Meloni”.

Il senatore Nicola Irto, segretario regionale del Pd Calabria, ha presentato un’interrogazione al ministro dell’Interno per chiedere il potenziamento immediato delle forze dell’ordine e misure straordinarie per fermare l’escalation di atti intimidatori in corso a Lamezia Terme. L’atto è stato firmato anche dalla senatrice Vincenza Rando, che nella segreteria nazionale del Pd ha la delega al contrasto delle mafie, alla legalità e alla trasparenza. Da mesi Lamezia Terme è colpita da una lunga scia di gravi episodi: ordigni fatti esplodere davanti a negozi, minacce con bottiglie incendiarie e proiettili, l’escavatore dato alle fiamme nel cantiere del quartiere San Teodoro, fino alla tanica di benzina trovata davanti a un emporio in via Fusco. Una sequenza che ha creato paura, tensione e un clima pesante tra commercianti, imprenditori e cittadini. “In atto vi è – dichiara Irto – un’escalation vera e propria. Non siamo davanti a episodi isolati, ma a una strategia intimidatoria che va fermata subito. Ho chiesto al ministro più uomini sul territorio, più controlli, più presenza dello Stato. Lamezia non può essere lasciata sola”. Il segretario del Pd Calabria chiede anche chiarezza sui fatti e sottolinea: “Il governo deve dire che cosa sa sull’andamento delle indagini, a che punto sono e quali misure concrete intenda adottare. I cittadini hanno diritto alla sicurezza e anche a risposte certe”. “Difendere Lamezia – prosegue il senatore dem – vuol dire salvaguardare l’economia, il lavoro e la libertà di un’intera area della regione. Nessuno può pensare di governare un territorio con la paura”. Il Pd Calabria esprime piena solidarietà a tutti i commercianti, agli imprenditori e ai lavoratori colpiti e conferma che seguirà passo dopo passo l’evolversi della situazione.

Il Partito Democratico della Calabria esprime pieno sostegno alle preoccupazioni e alle rivendicazioni dei 4.500 lavoratori ex LSU/LPU calabresi che questa mattina hanno organizzato un flash mob a Montecitorio per denunciare una precarietà che dura da oltre trent’anni, con retribuzioni ancora oggi inaccettabili e spesso inferiori ai mille euro.

Il senatore Nicola Irto, segretario regionale, ha incontrato i lavoratori ribadendo la necessità di una soluzione definitiva e dignitosa, a partire dal riconoscimento dei contributi figurativi degli anni in cui sono stati LSU/LPU.

«Dobbiamo fare chiarezza subito –ha dichiarato Irto- va verificato se le risorse destinate alle 36 ore siano state spostate altrove dalla Regione Calabria. Sarebbe molto grave, quei fondi devono garantire l’orario pieno a tutti.

Allo stesso tempo, insieme alle rappresentanze sindacali, lavoreremo a una proposta legislativa progressiva che finalmente risolva il problema dei contributi figurativi, non riconosciuti ai fini previdenziali.»

«Il PD sarà al fianco di questi lavoratori –ha concluso– e continuerà a seguirne la vertenza richiamando Regione, Governo e Parlamento alle proprie responsabilità.»

A seguito dello stop della Corte dei Conti il senatore del Pd esorta, insieme ad Antonio Nicita, i governi di Calabria e Sicilia a sostenere l'emendamento dem alla Legge di Bilancio: «Così si penalizzano le infrastrutture necessarie»

I senatori Pd Nicola Irto e Antonio Nicita hanno scritto ai presidenti di Sicilia e Calabria, Renato Schifani e Roberto Occhiuto, chiedendo di sostenere l'emendamento dem alla Legge di Bilancio che punta a sbloccare le risorse FSC destinate al Ponte sullo Stretto.

A seguito dello stop della Corte dei Conti, spiegano i due parlamentari, quei fondi "restano inutilizzabili mentre potrebbero essere subito impiegati per opere cantierabili come, ad esempio, la Ionica e la Siracusa-Gela".

Irto e Nicita sottolineano che, qualora il progetto del Ponte riprendesse in futuro, "il Governo potrà sempre individuare altre risorse", mentre oggi il blocco "penalizza infrastrutture urgenti per Sicilia e Calabria".

   

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