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Il senatore Nicola Irto, segretario del Pd Calabria, ha presentato un’interrogazione ai ministri della Giustizia, per la Pubblica amministrazione e dell’Economia, ai quali ha chiesto interventi urgenti a tutela dei 12mila lavoratori precari della Giustizia, tra cui tanti residenti in Calabria, assunti con contratti a tempo determinato nell’ambito dei progetti Pnrr.
Nell’atto parlamentare, Irto sollecita il governo a chiarire quali iniziative intenda adottare per garantire la stabilizzazione del personale, a istituire un tavolo interministeriale permanente con la partecipazione delle organizzazioni sindacali e a prevedere nella prossima legge di bilancio un fondo straordinario dedicato alla stabilizzazione, al fine di assicurare continuità lavorativa e qualità del servizio. “Questi lavoratori hanno garantito negli anni – spiega Irto – il funzionamento di tribunali, procure e cancellerie. Perciò non possono essere lasciati senza prospettive, di fronte alla scadenza dei loro contratti prevista per il luglio 2026”.
Il senatore dem evidenzia pure che la legge di bilancio 2024 ha previsto risorse parziali, sufficienti alla stabilizzazione di circa 6mila unità, mentre altre 6mila rischiano di restare senza tutele, nonostante il loro contributo sia stato determinante per il raggiungimento degli obiettivi del Pnrr. “È inaccettabile – sottolinea Irto – che lo Stato formi, utilizzi e poi abbandoni migliaia di lavoratori che hanno consentito alla macchina giudiziaria di andare avanti”.
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“A 20 anni dall’assassinio di Franco Fortugno, è fondamentale ricordarne la figura. Era un uomo giusto, un medico e un politico che ha servito la Calabria con passione e alto senso delle istituzioni.
Avvenuta per mano mafiosa, la sua morte violenta ha segnato una delle pagine più dolorose della storia recente della nostra regione”. È quanto, in una nota sul ventennale della Morte di Franco Fortugno, afferma il senatore Nicola Irto, segretario del Pd Calabria, che sottolinea: “Ricordare oggi Fortugno significa rinnovare la memoria del suo sacrificio e nello stesso tempo ribadire il valore civile e morale della sua testimonianza. Egli ha creduto nella politica come strumento di servizio, nella trasparenza dell’impegno pubblico e nella forza delle idee contro ogni forma di intimidazione o potere criminale”.
“Il suo esempio deve continuare a parlare alle nuove generazioni, a quanti scelgono di restare in Calabria per costruire una terra fondata sulla legalità, sul coraggio e sul bene comune.
Il suo assassinio non va mai dimenticato. Da quella ferita – conclude Irto – deve continuare a nascere la volontà collettiva di cambiare, con la forza dell’onestà e dell’impegno, il volto della nostra società”.
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Elezioni regionali 2025, il direttore di Approdo intervista il segretario del partito democratico Nicola Irto. VIDEOINTERVISTA
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È stata presentata alla Camera la proposta di legge del Gruppo del Pd sulle aree interne, firmata anzitutto dalla segretaria nazionale Elly Schlein, con cui i dem puntano a contrastarne lo spopolamento, a rafforzare servizi primari quali sanità territoriale, trasporto pubblico e istruzione, come a introdurre strumenti stabili per favorire ripresa, sviluppo e crescita economica. Il Pd Calabria, guidato dal senatore Nicola Irto, sottolinea che il provvedimento nasce da un lavoro nazionale e territoriale che in Calabria ha avuto iniziative centrali, come gli Stati generali della montagna e delle aree interne tenuti a Mormanno (Cosenza), e risponde alle richieste di interventi strutturali arrivate da amministratori, categorie produttive e cittadini.
“L’articolato in questione – afferma Irto – è una risposta matura alla crisi demografica e ai ritardi nei servizi essenziali. Contiene misure permanenti per ridare futuro ai territori più in difficoltà e supera la visione rassegnata del governo Meloni, che per le aree interne ha addirittura previsto l’immobilismo davanti allo spopolamento perpetuo”. “Il Pd continuerà a lavorare al fianco delle comunità locali e dei loro amministratori. Come sempre, porteremo nelle istituzioni la voce di chi vive e lavora in montagna e nelle aree interne, per garantire – conclude Irto – pari diritti e pari opportunità in tutta Italia”.





