Per evitare eventuali danni da terremoti ai Bronzi di Riace, il senatore Nicola Irto, segretario del Pd Calabria, ha presentato un’interrogazione al ministro della Cultura, Alessandro Giuli, cui ha chiesto di sapere quali iniziative intenda assumere e quando, a proposito del necessario adeguamento delle basi antisismiche dei due capolavori d’arte e degli impianti della sala del Museo archeologico nazionale di Reggio Calabria in cui sono custoditi.

Nell’atto parlamentare, Irto ricorda che le celebri statue dei due guerrieri costituiscono uno dei più importanti patrimoni archeologici del Paese e che il Comitato scientifico del Museo, nella seduta del 28 gennaio scorso, ha espresso parere favorevole a un progetto specifico predisposto dalla Direzione museale. Il senatore dem sottolinea inoltre che il Piano strategico 2026-2028 del Museo prevede una nuova configurazione della Sala Bronzi e, in particolare, l’adeguamento delle basi sismiche delle statue. Il parlamentare richiama poi le notizie emerse nelle ultime settimane in merito alle verifiche tecniche effettuate sui sistemi antisismici e osserva che la stessa Direzione del Museo ha evidenziato l’esigenza di interventi di adeguamento.

“Il ministro della Cultura – sottolinea il senatore del Pd – deve fornire risposte puntuali e indicare tempi certi per l’attuazione degli interventi previsti. I Bronzi – conclude Irto – hanno un valore inestimabile e per la loro tutela non si può perdere altro tempo”.

“Le regioni del Mezzogiorno contribuiscono molto alla produzione di energia da fonti rinnovabili. Ciò deve tradursi in un vantaggio effettivo per famiglie e imprese del Sud”. Lo afferma il senatore del Pd Nicola Irto, intervenuto oggi a Catanzaro al forum “Energia per la Calabria”, promosso da Legambiente Calabria. Nel corso del suo intervento, Irto ha sottolineato la necessità di accelerare gli investimenti nelle energie rinnovabili.

“La Calabria – ha dichiarato il senatore dem – può svolgere una funzione centrale nella transizione energetica del Paese. Servono allora scelte coerenti e una programmazione che favorisca gli investimenti e valorizzi le potenzialità dei territori”. Il parlamentare ha inoltre criticato il decreto sulle Aree idonee approvato dal governo, ritenendolo una delle cause delle difficoltà che stanno rallentando numerosi progetti nel settore energetico.

“Le norme varate dall’esecutivo – ha sottolineato il senatore – hanno prodotto incertezza e rallentamenti. È un problema che riguarda l’intero Paese e che rischia di frenare la transizione energetica, che andrebbe invece accelerata”. Il parlamentare ha quindi richiamato l’allarme lanciato dal presidente nazionale di Confindustria, Emanuele Orsini, sui numerosi investimenti oggi bloccati nelle regioni italiane. “Anche il mondo delle imprese – ha osservato Irto – evidenzia da tempo il rischio di perdere opportunità importanti. I progetti sulle rinnovabili devono andare avanti senza ostacoli burocratici che scoraggiano gli investimenti”. “La Calabria produce una quota significativa di energia pulita e contribuisce alla sicurezza energetica nazionale. È quindi giusto – ha concluso Irto – che i cittadini e le imprese ne abbiano un ritorno economico”.


“Dopo circa otto mesi di paralisi e quasi due anni dall’avvio dell’iter parlamentare, la riforma della governance Rai continua a restare bloccata in Commissione, in una fase di stallo che si somma alla mancata piena attuazione del Regolamento europeo sulla libertà dei media (European Media Freedom Act) e alle criticità della Commissione di Vigilanza. E oggi, ancora una volta, il ministro Giorgetti non ha risposto alle nostre sollecitazioni e non ha chiarito qual è la posizione del governo.
Il 1° ottobre 2024 è stata avviata la discussione dei disegni di legge 162 e altri; il 17 settembre 2025 è stato adottato il testo unificato; il 9 ottobre 2025 sono stati depositati gli emendamenti. Da allora il provvedimento risulta fermo, senza che sia stato possibile proseguire l’esame.
Chiediamo al Governo di chiarire se condivida o meno il testo unificato in discussione e se lo ritenga conforme ai principi dell’European Media Freedom Act in materia di indipendenza del servizio pubblico; quali siano le ragioni che hanno determinato il blocco dell’iter negli ultimi mesi e se tra queste vi siano divisioni interne alla maggioranza sulle modalità di nomina del Consiglio di amministrazione della Rai, in particolare sulla proposta di elezione parlamentare della quasi totalità dei consiglieri; se il perdurare dello stallo sulla riforma e sulla Commissione di Vigilanza, dove sono previste maggioranze qualificate per le nomine, non configuri una scelta politica finalizzata a mantenere il controllo sulla governance del servizio pubblico; e infine se, in qualità di azionista della Rai, il Governo ritenga che tale situazione arrechi un danno all’azienda e se condivida il richiamo del Presidente della Repubblica sulla necessità di garantire il pieno funzionamento degli organi di amministrazione e controllo.
È necessario che il Governo assuma una posizione chiara e trasparente: la Rai non può restare in una condizione di paralisi che ne compromette governance, indipendenza e piena operatività”. Così il senatore Nicola Irto, capogruppo Pd della Commissione VIII, al ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti in audizione in commissione al Senato sulla riforma della Rai.

“Il governo venga subito in Parlamento a dire la verità sul Ponte sullo Stretto”. Lo afferma il senatore Nicola Irto, segretario del Pd Calabria e a Palazzo Madama componente della Commissione Lavori pubblici. “L’indagine della Procura di Roma, con ipotesi di corruzione e rivelazione del segreto d’ufficio, rende ancora più urgente un chiarimento pubblico e istituzionale. Vale sempre la presunzione d’innocenza, ma – continua il parlamentare dem – il governo non può restare in silenzio mentre emergono fatti gravi sull’opera, destinata a impegnare enormi risorse pubbliche.

Da mesi denunciamo forzature procedurali, opacità e una propaganda sfacciata. Il ministro Salvini ha trasformato il Ponte in una bandiera ideologica, ma la Calabria e la Sicilia continuano ad attendere il potenziamento dell’Alta velocità ferroviaria, delle strade, dei porti e dei collegamenti ordinari”.

“Le notizie di queste ore, insieme allo scontro interno alla maggioranza per il controllo della società Stretto di Messina, alimentano interrogativi ai quali il governo – rimarca il senatore del Pd – deve rispondere davanti al Parlamento e ai cittadini. L’infrastruttura non può diventare terreno di spartizione politica né presentare dubbi sulla correttezza delle procedure.

Chiediamo che l’esecutivo riferisca immediatamente alle Camere e chiarisca ogni aspetto della vicenda. La Calabria – conclude Irto – ha bisogno di trasparenza, legalità e investimenti utili, non di propaganda e irresponsabilità”.

Non si può morire bruciati vivi. Non si può morire per aver rivendicato diritti e dignità.

La tragedia di Amendolara non può essere archiviata come un caso isolato. Oggi, assieme a Elly Schlein alla manifestazione promossa dalla CGIL, è stato ribadito con forza: al caporalato va detto un basta definitivo.

La Calabria non è più disposta a tollerare le condizioni di vulnerabilità in cui versano i lavoratori delle nostre campagne. Non possiamo più accettare che i frutti della nostra terra siano prodotto di sfruttamento e restino macchiati di sangue.

È necessario sostenere le filiere sane e vigilare affinché le tutele esistenti siano applicate rigorosamente, garantendo un lavoro sicuro e dignitoso a chiunque sia impiegato nella catena agricola. Tutti, indistintamente. Compreso chi raggiunge l'Italia per costruirsi un futuro.

Dobbiamo garantire un sistema produttivo connesso e integrato, che tuteli allo stesso tempo la filiera e la dignità dei lavoratori. Questo significa attuare pienamente e rafforzare la legge contro il caporalato. Senza lasciare vuoti normativi che generano invisibilità, ingiustizia e vittime.

   

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