- Dettagli

Il relatore del subemendamento: la proposta era fondamentale, avremmo eliminato dalla nuova legge elettorale i capilista bloccati per introdurre preferenze reali
Senatore Nicola Irto, Pd, relatore del subemendamento sulle preferenze: per un momento, durante la giornata, è sembrato che FdI potesse votare con voi...
"La proposta era fondamentale. Avremmo eliminato dalla nuova legge elettorale i capilista bloccati per introdurre preferenze reali. Avremmo consentito all’elettore di scrivere il nome del candidato e di esprimere fino a due preferenze, con la seconda per un candidato di sesso diverso".
E poi cos’è successo?
"Per FdI le preferenze sono state una sua battaglia storica e alla Camera aveva votato a favore di una proposta analoga di Fn. Poi però hanno scelto di salvare le poltrone piuttosto che essere coerenti con quello che hanno sempre sostenuto".
L’altro dato ‘storico’ è che il campo largo è rimasto unito.
"Dimostrazione di quanto sia possibile costruire posizioni comuni quando si parte dai contenuti. Le differenze nel centrosinistra esistono e nessuno può ignorarle. Però un’alternativa alla destra si costruisce se si trovano punti comuni e se si presenta con un progetto credibile".
Per le preferenze c’è Vannacci. Dice bene Meloni: è vostro alleato?
"Non potrà mai esserlo. E credo che la domanda vada rivolta a FdI, che alla Camera ha votato con FN".
Senatore, lei è calabrese: tra poco, alle suppletive di Reggio Calabria, esordirà Fn. Che partita sarà?
"La destra è divisa. Giannetta, che era il capogruppo di FI in Regione, è passato con Vannacci e si candida. Fi ha calato dall’alto un suo dirigente nazionale, Roscioli, secondo una logica verticistica lontana anni luce dal territorio. Noi abbiamo puntato su un unico candidato di estrazione civica, Benedetto, un cardiologo che ha rilanciato la sanità pubblica. Questo è il senso della politica per noi, e pensiamo che l’elettorato vorrà il bene del territorio".
Quotidiano Nazionale 11 settembre 2026
- Dettagli

Il senatore Nicola Irto, segretario del Pd Calabria, e il senatore Walter Verini, capogruppo del Partito democratico nella Commissione parlamentare Antimafia, hanno fatto visita a Patrizia Rodi Morabito, imprenditrice agricola di Rosarno (Rc) la cui azienda è stata più volte colpita da incendi, furti e danneggiamenti. L’ultimo grave episodio si è verificato nei giorni scorsi alla Tenuta Badia, dove un incendio ha distrutto coltivazioni di melograni, kiwi e aranci e parte dell’impianto di irrigazione. Morabito, dirigente di Coldiretti e componente della Giunta della Camera di commercio di Reggio Calabria, da anni denuncia alle autorità i numerosi danneggiamenti subiti dalla propria attività.
Irto ha ribadito la piena vicinanza del Pd all’imprenditrice, alla sua famiglia e ai suoi collaboratori. La determinazione di Morabito a continuare a lavorare e investire a Rosarno, ha sottolineato il segretario regionale dem, deve avere il sostegno delle istituzioni e della comunità. Nessun imprenditore deve sentirsi solo di fronte a una sequenza tanto grave di episodi. La presenza di Verini, capogruppo del Pd nella Commissione parlamentare Antimafia, testimonia l’attenzione nazionale del Partito democratico verso la vicenda e per la tutela di quanti scelgono di fare impresa e creare lavoro in territori difficili. Secondo Irto, sostenere Morabito vuol dire difendere il diritto di lavorare nella propria terra senza paura e significa sostenere quella parte della Calabria che investe, produce e rifiuta qualsiasi forma di intimidazione. Il Pd continuerà a stare al fianco della donna e dalla parte degli altri imprenditori che chiedono di poter lavorare in sicurezza e nel rispetto delle regole.
- Dettagli

Il Pd Calabria e il suo segretario regionale, il senatore Nicola Irto, contestano le ultime dichiarazioni del presidente della Regione, Roberto Occhiuto, che oggi chiede al governo di trovare le risorse necessarie per prolungare l’Alta velocità ferroviaria Salerno-Reggio Calabria almeno fino a Praia a Mare. “Finora, dove è stato Occhiuto? Come mai, sull’Alta velocità ferroviaria – si legge in una nota del partito – il presidente della Regione Calabria si è svegliato soltanto adesso? Perché ha ignorato gli allarmi sulla mancanza di risorse che, come Partito democratico, avevamo lanciato con grande anticipo”? “Già l’8 febbraio 2025 – ricorda Irto – avevamo denunciato che le risorse non c’erano, che il progetto dell’Alta velocità verso la Calabria era rimasto senza coperture finanziarie e che il governo era sordo e fermo in proposito. Dicemmo a chiare lettere che l’Alta velocità ferroviaria era sparita dai radar e che mancavano finanziamenti e certezze per completare l’opera sino a Reggio Calabria. In risposta ricevemmo, purtroppo, soltanto rassicurazioni inattendibili”. “Nel frattempo, quelle nostre preoccupazioni – continua il Pd Calabria – sono state riconfermate dal ridimensionamento delle risorse disponibili, dall’incertezza sui finanziamenti e dall’assenza delle coperture necessarie per completare l’infrastruttura. Occhiuto – incalza il Pd – avrebbe potuto e dovuto utilizzare il suo rapporto con il governo per pretendere garanzie sui finanziamenti dell’Alta velocità, invece di sprecare inutilmente tempo”. Secondo il Pd Calabria, “la priorità è garantire ai cittadini calabresi un’infrastruttura moderna e completa”. “Servono le risorse per completare la linea ad Alta velocità fino a Reggio Calabria. Continueremo perciò a incalzare l’esecutivo nazionale e la Regione, perché – concludono i dem – la Calabria non può più ancora subire ritardi, rinvii e illusioni”.
- Dettagli

“Questo Piano è un’illusione. Oltre 650 mila famiglie sono in attesa di una casa popolare e 1 milione e mezzo di persone hanno difficoltà a pagare l’affitto. È inaccettabile che il Governo continui a ignorare questa crisi abitativa che colpisce lavoratori, giovani, studenti e famiglie fragili”. Lo dichiara il senatore Nicola Irto, segretario del gruppo del Partito Democratico, intervenendo in dichiarazione di voto sul cosiddetto Piano Casa in Aula a Palazzo Madama.
“Lo avete chiamato Piano Casa, ma di piano e di casa in questo provvedimento c’è ben poco”, prosegue Irto, sottolineando come “di fronte a numeri così drammatici serviva una strategia nazionale vera, mentre questo intervento si rivela insufficiente e privo di visione”.
Il senatore PD evidenzia inoltre che “il Piano non prevede risorse da nuovi investimenti statali, ma si limita a riprogrammazioni e definanziamenti di fondi già esistenti. Cambia l’etichetta, ma non la sostanza”.
“Si continua a non affrontare la radice del problema – aggiunge – mentre migliaia di famiglie restano senza risposte e il disagio abitativo cresce nelle città italiane”.
“La casa non si governa da un ufficio romano; è a livello locale che si deve intervenire, nei Comuni e nei territori dove l’emergenza è quotidiana”, sottolinea Irto.
Il segretario del gruppo PD critica anche l’impostazione generale del provvedimento, osservando che “non si rafforza il ruolo pubblico nell’edilizia residenziale e non si dà una risposta strutturale alla domanda sociale di casa”.
“Continua a mancare una vera politica per l’abitare, mentre il rischio è quello di lasciare indietro chi è più fragile”, prosegue.
Irto conclude annunciando il voto contrario del Partito Democratico: “Serve un Piano Casa vero, pubblico, sociale e finanziato, capace di affrontare la crisi abitativa e non di limitarne la gestione”.
- Dettagli

“I rilievi della Corte dei conti hanno sconfessato la propaganda fasulla di Giorgia Meloni e Roberto Occhiuto, che sulla sanità calabrese continuano a produrre disastri”. È l’attacco durissimo del Pd Calabria alla luce dell’esito del controllo di legittimità della Corte dei conti, che ha stoppato il provvedimento che avrebbe dovuto decretare la fine del commissariamento governativo della Sanità calabrese. “Per mesi – continuano i dem – il centrodestra ha raccontato ai calabresi una favola totalmente inventata. Durante la campagna elettorale per le Regionali calabresi, la presidente del Consiglio aveva annunciato l’uscita della Calabria dal commissariamento sanitario.
Negli ultimi giorni, il presidente della Regione aveva a sua volta anticipato l’imminente registrazione del relativo Dpcm e aveva convinto l’opinione pubblica che la procedura fosse già conclusa”. “L’esame obbligatorio compiuto dalla magistratura contabile – incalza il Pd Calabria – fa invece a pezzi la narrazione del centrodestra, che come al solito aveva preferito lo spot alla verità”. “Più volte, avevo avvertito – ricorda Nicola Irto, segretario del Pd Calabria – che il commissariamento non può finire per via di un’operazione politica, in questo caso di uno scambio con il ministro Calderoli per l’autonomia differenziata, ma termina solo se ai cittadini è effettivamente garantito il diritto alla salute sancito dalla Costituzione.
Rilanciamo sulla necessità di rivedere i criteri di ripartizione del Fondo sanitario, per assicurare alla Calabria le risorse occorrenti alla cura dei malati”. “Da 16 anni i calabresi pagano un prezzo enorme, ma senza avere servizi adeguati. Il centrodestra esca dal teatro della menzogna e – conclude il Pd Calabria – abbia il coraggio di ristabilire l’eguaglianza dei calabresi rispetto al diritto alla salute”.





