Il senatore Nicola Irto, segretario del Pd Calabria, e il senatore Walter Verini, capogruppo del Partito democratico nella Commissione parlamentare Antimafia, hanno fatto visita a Patrizia Rodi Morabito, imprenditrice agricola di Rosarno (Rc) la cui azienda è stata più volte colpita da incendi, furti e danneggiamenti. L’ultimo grave episodio si è verificato nei giorni scorsi alla Tenuta Badia, dove un incendio ha distrutto coltivazioni di melograni, kiwi e aranci e parte dell’impianto di irrigazione. Morabito, dirigente di Coldiretti e componente della Giunta della Camera di commercio di Reggio Calabria, da anni denuncia alle autorità i numerosi danneggiamenti subiti dalla propria attività.

Irto ha ribadito la piena vicinanza del Pd all’imprenditrice, alla sua famiglia e ai suoi collaboratori. La determinazione di Morabito a continuare a lavorare e investire a Rosarno, ha sottolineato il segretario regionale dem, deve avere il sostegno delle istituzioni e della comunità. Nessun imprenditore deve sentirsi solo di fronte a una sequenza tanto grave di episodi. La presenza di Verini, capogruppo del Pd nella Commissione parlamentare Antimafia, testimonia l’attenzione nazionale del Partito democratico verso la vicenda e per la tutela di quanti scelgono di fare impresa e creare lavoro in territori difficili. Secondo Irto, sostenere Morabito vuol dire difendere il diritto di lavorare nella propria terra senza paura e significa sostenere quella parte della Calabria che investe, produce e rifiuta qualsiasi forma di intimidazione. Il Pd continuerà a stare al fianco della donna e dalla parte degli altri imprenditori che chiedono di poter lavorare in sicurezza e nel rispetto delle regole.

Il Pd Calabria e il suo segretario regionale, il senatore Nicola Irto, contestano le ultime dichiarazioni del presidente della Regione, Roberto Occhiuto, che oggi chiede al governo di trovare le risorse necessarie per prolungare l’Alta velocità ferroviaria Salerno-Reggio Calabria almeno fino a Praia a Mare. “Finora, dove è stato Occhiuto? Come mai, sull’Alta velocità ferroviaria – si legge in una nota del partito – il presidente della Regione Calabria si è svegliato soltanto adesso? Perché ha ignorato gli allarmi sulla mancanza di risorse che, come Partito democratico, avevamo lanciato con grande anticipo”? “Già l’8 febbraio 2025 – ricorda Irto – avevamo denunciato che le risorse non c’erano, che il progetto dell’Alta velocità verso la Calabria era rimasto senza coperture finanziarie e che il governo era sordo e fermo in proposito. Dicemmo a chiare lettere che l’Alta velocità ferroviaria era sparita dai radar e che mancavano finanziamenti e certezze per completare l’opera sino a Reggio Calabria. In risposta ricevemmo, purtroppo, soltanto rassicurazioni inattendibili”. “Nel frattempo, quelle nostre preoccupazioni – continua il Pd Calabria – sono state riconfermate dal ridimensionamento delle risorse disponibili, dall’incertezza sui finanziamenti e dall’assenza delle coperture necessarie per completare l’infrastruttura. Occhiuto – incalza il Pd – avrebbe potuto e dovuto utilizzare il suo rapporto con il governo per pretendere garanzie sui finanziamenti dell’Alta velocità, invece di sprecare inutilmente tempo”. Secondo il Pd Calabria, “la priorità è garantire ai cittadini calabresi un’infrastruttura moderna e completa”. “Servono le risorse per completare la linea ad Alta velocità fino a Reggio Calabria. Continueremo perciò a incalzare l’esecutivo nazionale e la Regione, perché – concludono i dem – la Calabria non può più ancora subire ritardi, rinvii e illusioni”.

“Questo Piano è un’illusione. Oltre 650 mila famiglie sono in attesa di una casa popolare e 1 milione e mezzo di persone hanno difficoltà a pagare l’affitto. È inaccettabile che il Governo continui a ignorare questa crisi abitativa che colpisce lavoratori, giovani, studenti e famiglie fragili”. Lo dichiara il senatore Nicola Irto, segretario del gruppo del Partito Democratico, intervenendo in dichiarazione di voto sul cosiddetto Piano Casa in Aula a Palazzo Madama.
“Lo avete chiamato Piano Casa, ma di piano e di casa in questo provvedimento c’è ben poco”, prosegue Irto, sottolineando come “di fronte a numeri così drammatici serviva una strategia nazionale vera, mentre questo intervento si rivela insufficiente e privo di visione”.
Il senatore PD evidenzia inoltre che “il Piano non prevede risorse da nuovi investimenti statali, ma si limita a riprogrammazioni e definanziamenti di fondi già esistenti. Cambia l’etichetta, ma non la sostanza”.
“Si continua a non affrontare la radice del problema – aggiunge – mentre migliaia di famiglie restano senza risposte e il disagio abitativo cresce nelle città italiane”.
“La casa non si governa da un ufficio romano; è a livello locale che si deve intervenire, nei Comuni e nei territori dove l’emergenza è quotidiana”, sottolinea Irto.
Il segretario del gruppo PD critica anche l’impostazione generale del provvedimento, osservando che “non si rafforza il ruolo pubblico nell’edilizia residenziale e non si dà una risposta strutturale alla domanda sociale di casa”.
“Continua a mancare una vera politica per l’abitare, mentre il rischio è quello di lasciare indietro chi è più fragile”, prosegue.
Irto conclude annunciando il voto contrario del Partito Democratico: “Serve un Piano Casa vero, pubblico, sociale e finanziato, capace di affrontare la crisi abitativa e non di limitarne la gestione”.

“I rilievi della Corte dei conti hanno sconfessato la propaganda fasulla di Giorgia Meloni e Roberto Occhiuto, che sulla sanità calabrese continuano a produrre disastri”. È l’attacco durissimo del Pd Calabria alla luce dell’esito del controllo di legittimità della Corte dei conti, che ha stoppato il provvedimento che avrebbe dovuto decretare la fine del commissariamento governativo della Sanità calabrese. “Per mesi – continuano i dem – il centrodestra ha raccontato ai calabresi una favola totalmente inventata. Durante la campagna elettorale per le Regionali calabresi, la presidente del Consiglio aveva annunciato l’uscita della Calabria dal commissariamento sanitario.

Negli ultimi giorni, il presidente della Regione aveva a sua volta anticipato l’imminente registrazione del relativo Dpcm e aveva convinto l’opinione pubblica che la procedura fosse già conclusa”. “L’esame obbligatorio compiuto dalla magistratura contabile – incalza il Pd Calabria – fa invece a pezzi la narrazione del centrodestra, che come al solito aveva preferito lo spot alla verità”. “Più volte, avevo avvertito – ricorda Nicola Irto, segretario del Pd Calabria – che il commissariamento non può finire per via di un’operazione politica, in questo caso di uno scambio con il ministro Calderoli per l’autonomia differenziata, ma termina solo se ai cittadini è effettivamente garantito il diritto alla salute sancito dalla Costituzione.

Rilanciamo sulla necessità di rivedere i criteri di ripartizione del Fondo sanitario, per assicurare alla Calabria le risorse occorrenti alla cura dei malati”. “Da 16 anni i calabresi pagano un prezzo enorme, ma senza avere servizi adeguati. Il centrodestra esca dal teatro della menzogna e – conclude il Pd Calabria – abbia il coraggio di ristabilire l’eguaglianza dei calabresi rispetto al diritto alla salute”.

“Al Senato le opposizioni stanno portando avanti un ostruzionismo duro, unitario e determinato contro il tentativo della Lega di aggirare i rilievi e limiti fissati dalla Corte costituzionale sulla legge di attuazione dell’autonomia differenziata”. Lo afferma il senatore Nicola Irto, segretario del Pd Calabria.

“Quanto sta accadendo in Commissione Affari costituzionali – prosegue il senatore – è molto grave. La maggioranza e il governo hanno impedito perfino le audizioni dei ministri competenti, negando al Parlamento la possibilità di conoscere contenuti ed effetti concreti delle preintese su materie essenziali come la sanità e la protezione civile”. “Si tratta – accusa l’esponente dem – di una forzatura politica e istituzionale inaccettabile. Dopo i rilievi della Corte costituzionale, ci saremmo aspettati trasparenza, confronto e rispetto delle prerogative parlamentari. Invece assistiamo a un tentativo di accelerare nel silenzio, di sottrarre informazioni essenziali ai cittadini e alle istituzioni”.

“Per la Calabria – denuncia Irto – la posta in gioco è altissima. Mi riferisco a diritti fondamentali, a partire dalla tutela della salute, dalla gestione delle emergenze ambientali, degli incendi e del dissesto idrogeologico. La regione, che sconta ancora profonde diseguaglianze territoriali, rischia di subire ulteriori penalizzazioni”. “L’impressione è che nella maggioranza si stia consumando un patto di potere: la Lega insiste sull’autonomia differenziata, mentre Forza Italia e Fratelli d’Italia scelgono il silenzio. Noi continueremo a opporci con fermezza, dentro e fuori il Parlamento, perché – conclude Irto – l’unità sostanziale del Paese e l’uguaglianza dei diritti non possono diventare merce di scambio politico”.

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