Legislatura 19ª - Atto di Sindacato Ispettivo n. 3-00631 Pubblicato il 27 luglio 2023, nella seduta n. 93 Nicola Irto cofirmatario

Al Ministro per lo sport e i giovani. 

Premesso che:
l’articolo 1, comma 253, della legge 27 dicembre 2013, n. 147 (legge di stabilità per il 2014), istituisce, in via sperimentale relativamente al triennio 2014-2016, un contingente di corpi civili di pace destinato alla formazione e alla sperimentazione della presenza di 500 giovani volontari da impegnare in azioni di pace non governative nelle aree di conflitto o a rischio di conflitto o nelle aree di emergenza ambientale;
l’istituzione dei corpi civili di pace rappresenta una novità quasi assoluta nel panorama europeo e mondiale e prevede la formazione, rafforzata e specialistica, dei giovani volontari ammessi alla sperimentazione dei corpi civili di pace effettuata dall’ente o dall’organizzazione proponente il progetto in collaborazione o in partenariato con centri studi o di ricerca, istituti universitari o altri organismi, con competenze nelle materie relative ai progetti. Infine, prima dell’impiego sono svolte attività di sensibilizzazione organizzate dal Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, cui i giovani sono tenuti a partecipare;
il 30 dicembre 2016 è stato pubblicato il primo bando per la selezione di 106 volontari da impiegare in progetti in Italia e all'estero. In data 8 marzo 2019 è stato pubblicato il secondo bando per la selezione di 130 volontari da impiegare in progetti in Italia e all'estero;
da ultimo, il 25 maggio 2023, è stato pubblicato il terzo bando per la selezione di 153 operatori volontari da impiegare nei progetti per i corpi civili di pace, da realizzare in Italia e all’estero. In particolare, il bando riguarda due progetti da realizzare in Italia per 14 operatori volontari e 26 progetti da realizzare all’estero per 139 operatori volontari. I progetti avranno una durata di 12 mesi, con un orario di servizio non inferiore a 30 ore settimanali o a 1.400 ore annue;
il Dipartimento per le politiche giovanili e il servizio civile universale ha reso noto come in pochissimi giorni siano arrivate più di 800 candidature;
come evidenziato dalla presidente della Conferenza nazionale enti servizio civile, Laura Milani: “È un bel segnale che arriva dai giovani, un riconoscimento dell’interesse nei confronti di questo Istituto sperimentale di costruzione di una pace positiva e di diffusione della cultura della nonviolenza e della solidarietà. La guerra in Ucraina e i tanti conflitti nel mondo ci spingono a investire maggiormente nella trasformazione non violenta dei conflitti e in forme di prevenzione che permettano di intervenire prima che si accendano focolai di guerra”;
val la pena evidenziare come i CCP agiscano in qualità di difensori dei diritti umani e operino per prevenire e trasformare il conflitto attraverso attività di mediazione, dialogo, informazione e promozione dei principi democratici: interventi che si configurano come azione civile di operatori professionali e volontari che, come parti terze, sostengono gli attori locali nella prevenzione e trasformazione dei conflitti;
a fronte di una richiesta di partecipazione così elevata da parte di giovani donne e uomini, appare certamente opportuno un investimento di adeguate risorse da parte del Governo volto alla stabile organizzazione dei corpi civili di pace,

si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno adoperarsi affinché, già in occasione del prossimo provvedimento di spesa o comunque in sede di approvazione del disegno di legge di bilancio, il Governo stanzi maggiori risorse in favore dei corpi civili di pace, anche alla luce della grande richiesta di partecipazione registrata in questi anni.

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Legislatura 19ª - Atto di Sindacato Ispettivo n. 3-00617 - Pubblicato il 26 luglio 2023, nella seduta n. 92 – Nicola Irto primo firmatario

Ai Ministri per la protezione civile e le politiche del mare e dell'ambiente e della sicurezza energetica.

Premesso che:
la regione Calabria, e in particolare il territorio della provincia di Reggio Calabria, negli ultimi giorni è stata devastata da una serie di incendi che hanno distrutto ettari di bosco e vegetazione a ridosso della città e di centri abitati con la morte di un cittadino nel comune di Cardeto e ingenti danni al patrimonio ambientale del comprensorio;
questi ultimi fenomeni hanno aggravato una situazione già compromessa dagli incendi che si sono verificati negli ultimi anni;
gli incendi hanno provocato, altresì, danneggiamenti ad aziende, a partire da quelle operanti in ambito agricolo e forestale, e a persone fisiche, a fronte dei quali appare necessario attivare immediatamente tutte le procedure idonee per dare un congruo ristoro;
le elevate temperature e i forti venti di scirocco hanno alimentato le fiamme e messo a dura prova il lavoro di Vigili del fuoco, protezione civile, Carabinieri forestali e volontari;
si pone ora la necessità di messa in sicurezza, bonifica e ripristino del patrimonio ambientale distrutto dalle fiamme;
come è noto, la normativa nazionale che regolamenta tale azione fa riferimento alla legge 21 novembre 2000, n. 353, che prevede una serie di divieti, di cui all’articolo 10;
la rilevanza dei danni registrati e la necessità di porre in essere interventi di rimboschimento richiedono una flessibilità in grado di tutelare l’interesse ambientale del comprensorio,

si chiede di sapere:
quali iniziative intendano adottare i Ministri in indirizzo, anche in deroga alla normativa vigente, al fine di porre in essere un piano straordinario di rimboschimento delle aree colpite dagli incendi di questi giorni e quali procedure immediate intendano predisporre, al fine di risarcire cittadini ed imprese dai danni subiti dagli incendi;
quali iniziative abbiano attivato, o siano in via di predisposizione, per prevenire e affrontare nei prossimi giorni l’emergenza incendi sui territori, e in particolare nella regione Calabria, e per ridurre al minimo i danni provocati dagli incendi boschivi;
se non ritengano cruciale destinare adeguati stanziamenti di risorse principalmente alle esigenze delle Regioni, quali enti maggiormente competenti in materia, concentrandoli su quelle i cui territori presentano maggiori fattori di rischio di incendi boschivi.

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Legislatura 19ª - Atto di Sindacato Ispettivo n. 3-00609 Pubblicato il 25 luglio 2023, nella seduta n. 93 Nicola Irto cofirmatario

Al Ministro della cultura

Premesso che:
con decreto ministeriale 14 luglio 2023, n. 37, è stata stabilita la chiusura, a decorrere dal 17 luglio, della sede distaccata dell’archivio di Stato di Roma, in via Galla Placidia;
secondo il comunicato ufficiale dell’archivio, “Il mancato rinnovo del contratto di locazione tra la Direzione generale e la proprietà - la quale non ha accolto l’adeguamento previsto dalla legge che la Direzione stessa era obbligata a richiedere ed era condizione di legittimità del rinnovo - ha automaticamente determinato la sospensione sine die del progetto di adeguamento del sistema antincendio della sede da parte della Direzione generale archivi, che a sua volta ha condotto a questo doveroso decreto, finalizzato a tutelare la sicurezza delle persone secondo le norme cogenti del d.lgs. 81/2008”;
da quanto si apprende, sembrerebbe in atto da parte della Direzione generale archivi l’impegno a organizzare un servizio in outsourcing per la conservazione e la consultazione della documentazione e un progetto di adeguamento di un edificio demaniale di via dei Papareschi per una sede succursale dell'archivio di Stato di Roma dedicata alla documentazione novecentesca;
trovare spazi e edifici idonei è un tema strutturale da decenni: molti degli archivi di Stato italiani sono in affitto negli stessi luoghi da tempo;
decretare la chiusura dell’archivio prima di avere un sistema di consultazione in outsourcing perfettamente funzionante rende di tutta evidenza il grave e annoso problema della carenza di personale negli archivi di Stato;
l’archivio di Stato di Roma, istituito con il decreto 30 dicembre 1871, n. 605, ha il compito di conservare le carte degli organi centrali dello Stato pontificio, alle quali si aggiungono anche gli atti degli archivi giudiziari e notarili;
garantisce ampia fruizione al pubblico e rappresenta una grande testimonianza del patrimonio storico dello Stato pontificio, custodendo le carte dell’amministrazione centrale dello Stato pontificio oltre a quelle degli uffici statali con sede nella provincia di Roma;
il nucleo principale del suo patrimonio è rappresentato dagli archivi delle amministrazioni centrali e periferiche degli Stati preunitari e dagli archivi delle amministrazioni periferiche dello Stato unitario, che vi sono confluiti trascorsi 30 anni dalla conclusione delle pratiche;
tutelare e garantire l’accesso a tali documenti storici ha consentito negli anni di preservare la memoria amministrativa, giuridica e storico-culturale degli Stati preunitari e dello Stato unitario;
la chiusura della sede distaccata in via Galla Placidia comporta il grave rischio che la preziosa documentazione ivi custodita e depositata possa essere dispersa o restare inaccessibile per anni,

si chiede di sapere quali iniziative il Ministro in indirizzo, nell’ambito delle sue competenze, intenda adottare al fine di scongiurare la chiusura sine die della sede succursale dell’archivio di Stato di Roma di via Galla Placidia e, comunque, di continuare a garantire la fruizione di un inestimabile patrimonio documentale.

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Legislatura 19ª - Atto di Sindacato Ispettivo n. . 4-00589 Pubblicato il 20 luglio 2023, nella seduta n. 93 Nicola Irto primo firmatario

IRTO al Ministro dell'interno

Premesso che:
- allarmanti fatti di cronaca si stanno verificando nella città di Reggio Calabria;
- anche oggi, 20 luglio 2023, alle prime luci dell’alba, si è consumato un barbaro omicidio, probabilmente per futili motivi;
- in soli tre mesi, vi sono stati numerosi episodi criminosi ai danni di attività commerciali e diversi attentati ai danni di imprenditori;
- lo scenario criminoso ha interessato il centro della città ma anche la periferia, colpendo, in particolare, il quartiere di Catona, ove gli attentati ai danni di esercizi commerciali sono stati accompagnati da attentati ai danni di persone fisiche;
- si tratta di un'escalation di criminalità che non è possibile tollerare, perché è evidente che il territorio sia nel mirino dei delinquenti e nella città è forte la preoccupazione per tali attentati;
- il ripetersi di questi eventi criminosi conferma l'esistenza di un’emergenza sicurezza, in un territorio dove è forte la presenza della ‘ndrangheta;
- le associazioni di categoria, in particolare Confcommercio e Confartigianato, sono intervenute per chiedere maggiore sicurezza e tutela per le aziende;
- si rende necessario implementare i protocolli di sicurezza e controllo del territorio, al fine di prevenire e scoraggiare gli episodi criminali;
- la risposta della Prefettura e delle forze dell’ordine è stata tempestiva, ma i mezzi a disposizione e gli organici necessitano di un immediato incremento;
- è, ad oggi, fondamentale garantire una maggiore tranquillità della cittadinanza con presidi di sicurezza in grado di gestire una situazione che ormai si deve considerare straordinaria ed urgente,

si chiede di sapere:
- se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto esposto e, in virtù della gravità degli episodi stessi, quali urgenti e tempestive iniziative di competenza intenda adottare;
- se intenda adottare ogni opportuna iniziativa per la prevenzione e repressione dei fenomeni, anche attraverso un maggiore impiego di uomini delle forze dell'ordine e un aumento dei sistemi di sorveglianza, dispiegando tutte le forze necessarie ad affrontare questa pericolosa situazione.

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Legislatura 19ª - Atto di Sindacato Ispettivo n. 2-00006 Pubblicato l'13 luglio 2023, nella seduta n. 87 Nicola Irto cofirmatario

Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri del lavoro e delle politiche sociali, delle imprese e del made in Italy e dell'economia e delle finanze.

Premesso che:
un'inchiesta televisiva realizzata dal programma “Report”, andata in onda il 19 giugno 2023, e intitolata “Open to Fallimento”, ha sollevato serie accuse nei confronti della Ministra del turismo, la senatrice Daniela Garnero Santanchè;
secondo l’inchiesta e secondo quanto riportato da vari quotidiani, dal 2018, momento in cui Santanchè e Mazzaro, suo socio ed ex compagno, sono subentrati nella gestione diretta della società Ki group, quest’ultima ha cominciato ad avere difficoltà nel pagare i fornitori e ha accumulato debiti fino a 8 milioni di euro, pari a quasi un quarto del fatturato;
dal 2019, i bilanci di Ki group sono stati sempre bocciati dalla società di revisione ed è stata creata una seconda società con lo stesso nome (in forma di società a responsabilità limitata), rendendo di fatto la prima solo una “scatola vuota”;
secondo l’inchiesta, che riporta testimonianze di dipendenti e fornitori, la società avrebbe licenziato dipendenti, ancora in attesa del pagamento di stipendi arretrati, senza peraltro riconoscere loro il trattamento di fine rapporto dovuto, con “bilanci in rosso, lavoratori mandati a casa senza liquidazione, ditte messe in difficoltà, o addirittura strozzate, mancato saldo delle forniture”;
inoltre, secondo quanto riportato, alcuni dipendenti sarebbero stati messi in cassa integrazione pur continuando a lavorare;
in 9 anni il valore di Ki group è passato da 35 milioni di euro a 465.000 euro, gli azionisti hanno versato 23 milioni, mentre la Ministra ha ricevuto 2 milioni e mezzo di euro per le cariche sociali e il socio, Canio Mazzaro, circa 6 milioni di euro;
considerato inoltre che:
la società Ki group risulta essere stata destinataria di un prestito pari a 2,7 milioni di euro, da parte del fondo “Patrimonio PMI” di Invitalia, risorse che dovevano essere utilizzate per pagare fornitori e dipendenti;
da atti pubblici risulta che la Ministra, attraverso la società immobiliare Dani S.r.l., sia socia della Ki group (controllata a sua volta da persone riconducibili alla sua famiglia) e sia stata destinataria di numerosi aiuti di Stato, tra cui un credito di imposta di 600.000 euro e il suddetto finanziamento di 2,7 milioni di euro, con contratto di sottoscrizione di strumenti finanziari ai sensi della sezione 3.3 del quadro temporaneo di aiuti connessi all’emergenza epidemiologica da COVID-19;
dalla relazione sulla gestione allegata al bilancio al 31 dicembre 2021 e pubblicata nel registro delle imprese, la stessa Ki group dichiara di aver ricevuto da Invitalia, quale gestore del fondo, in data 17 maggio 2022, una richiesta di restituzione anticipata del prestito. La società, pertanto, è attualmente debitrice del fondo, e quindi dello Stato, della somma di 2,7 milioni di euro, oltre accessori;
premesso inoltre che:
secondo quanto riportato dal quotidiano “la Repubblica” del 23 giugno 2023, anche per la gestione della società “Visibilia” da parte della Ministra sono state riscontrate “gravi irregolarità” che avrebbero arrecato “danni ad azionisti, società e al corretto funzionamento del mercato” secondo le consulenze che la Procura di Milano ha depositato nel procedimento civile davanti al Tribunale delle imprese;
inoltre, secondo quanto riportato dal quotidiano “La Stampa” del 23 giugno, “il consulente nominato dalla aggiunta Laura Pedio e dai pm Roberto Fontana e Maria Gravina, parla di ‘una irreversibile crisi reddituale’ della Visibilia Editore Spa e della Visibilia Srl già al 31 dicembre 2016, ‘oltre che di un significativo deficit patrimoniale in capo alla concessionaria’. Tant’è che se le svalutazioni fossero state correttamente iscritte a bilancio, a fine 2016, secondo il consulente, avrebbero provocato un deficit di oltre 4 milioni di euro nel patrimonio netto contabile della sola Spa”;
secondo il quotidiano, “la segnalazione dei soci di minoranza è arrivata in procura a luglio e nell’inchiesta, aperta per bancarotta fraudolenta e falso in bilancio, tra gli altri risulta indagata proprio la Ministra Santanchè”;
considerato altresì che:
nel corso dell’informativa “sui fatti connessi a un servizio giornalistico televisivo e successivi articoli di stampa e conseguente discussione”, resa all’Assemblea del Senato il 5 luglio 2023, la Ministra del turismo non ha sostanzialmente dato spiegazioni né sul debito di 2,7 milioni di euro, non restituiti e sollecitati, che la società Ki group ha nei confronti dello Stato italiano, né sul mancato pagamento di stipendi e di trattamenti di fine rapporto dei dipendenti della suddetta società e sui dipendenti che continuavano a lavorare non sapendo di essere stati messi in cassa integrazione; né tantomeno sulle dichiarazioni rese al momento delle elezioni in merito alle sue partecipazioni societarie;
sono del 10 luglio 2023, le dichiarazioni, riportate dal quotidiano “La Stampa”, di una dipendente della società Visibilia, Federica Bottiglione, ex responsabile degli affari societari e investitor relator che ha dichiarato: “Non sapevo di essere in cassa integrazione perché nessuno me lo ha comunicato”;
la dipendente ha dichiarato di aver continuato a lavorare per la società Visibilia che la pagava solo attraverso “rimborsi spese chilometrici”, peraltro durante il lockdown, quando il divieto di circolazione era pressoché totale, e di aver lavorato part time presso il Senato come assistente parlamentare del vice Presidente del Senato del Gruppo Fratelli d’Italia della XVIII legislatura, con un contratto di consulenza, dichiarazioni rese anche nel corso della trasmissione “Report” dello stesso giorno,
si chiede di sapere:
quali iniziative urgenti il Governo intenda adottare al fine di fare al più presto chiarezza sui gravi fatti esposti, che, al di là delle loro eventuali implicazioni sui piani civile e penale, non sono degni, ad avviso degli interpellanti, della disciplina e dell’onore che dovrebbero caratterizzare le azioni di un Ministro della Repubblica;
quali azioni, nell’ambito delle rispettive competenze, i Ministri in indirizzo intendano adottare al fine di tutelare i lavoratori delle società Visibilia e Ki group e sanzionare i comportamenti scorretti delle due società nei confronti dei loro dipendenti, di tutelare le società messe in difficoltà da una gestione improvvida e scorretta e di fare chiarezza sul prestito ottenuto e non restituito a Invitalia.

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Legislatura 19ª - Atto di Sindacato Ispettivo n. 3-00557 Pubblicato l'11 luglio 2023, nella seduta n. 85 Nicola Irto cofirmatario

Ai Ministri delle imprese e del made in Italy e delle infrastrutture e dei trasporti.
Premesso che:
l’articolo 2, commi 198 e 199, della legge 24 dicembre 2007, n. 244 (legge finanziaria per il 2008), ha istituito presso il Ministero dello sviluppo economico il garante della sorveglianza dei prezzi, prevedendo che esso si avvalga, per l’esercizio delle sue funzioni, anche della collaborazione dell'ISTAT e dei dati da quest’ultimo rilevati;
il successivo comma 199-bis, introdotto dall’articolo 3 del decreto-legge 14 gennaio 2023, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge 10 marzo 2023, n. 23, prevede che, al fine di monitorare la dinamica dei prezzi è costituita la commissione di allerta rapida di sorveglianza dei prezzi, che può essere convocata dal garante per coordinare l'attivazione degli strumenti di monitoraggio necessari all'individuazione delle ragioni dell'anomala dinamica dei prezzi;
il comma 199-quinquies, anch’esso introdotto dall’articolo 3 del decreto-legge n. 5 del 2023, prevede, altresì, che: “qualora dalle analisi condotte in seno alla Commissione o dalle indagini conoscitive emergano fenomeni speculativi lungo la filiera di origine e produzione, ingrosso e distribuzione, nonché vendita e consumo, il Garante riferisce gli esiti delle attività al Ministro delle imprese e del made in Italy che ne informa, ove necessario, il Governo per l'adozione di adeguate misure correttive o di ogni altra iniziativa ritenuta opportuna”;
considerato che:
secondo i dati ISTAT relativi al mese di maggio 2023, si sono registrati aumenti medi del 40 per cento su base annua dei prezzi medi dei biglietti aerei sulle tratte nazionali, nonostante, nel medesimo mese, si sia verificato un calo generalizzato dei prezzi dei carburanti;
tali aumenti sono stati registrati anche dall’Osservatorio prezzi e tariffe del Ministero delle imprese e del made in Italy, in quanto nella newsletter “Prezzi e tariffe” del maggio 2023, che riporta i dati di Eurostat, “il differenziale inflazionistico è sfavorevole all’Italia per il trasporto aereo passeggeri” ed è registrato un aumento del 38,03 per cento dei relativi prezzi rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, un dato nettamente maggiore rispetto a quello medio dell’area euro, pari al 17,91 per cento;
a quanto si apprende da fonti giornalistiche, le compagnie aeree interessate hanno affermato che l'aumento dei costi è dovuto, da un lato, alla crescita dell’inflazione generale, dall’altro, al significativo aumento della domanda con la ripresa dei viaggi post COVID-19, cui le compagnie non hanno risposto pienamente con nuovi mezzi e personale, mentre il calo dei prezzi dei carburanti non avrebbe avuto un impatto come quello dei biglietti in quanto diverse compagnie lo hanno acquistato l’anno precedente con costi più elevati;
nonostante il comunicato stampa ISTAT relativo ai prezzi di maggio sia stato pubblicato a metà giugno, secondo quanto riportato dal sito del Ministero delle imprese solamente lo scorso 4 luglio, su indicazione del Ministro, il garante per la sorveglianza dei prezzi ha avviato un’interlocuzione con le principali compagnie aeree, vale a dire ITA Airways, Ryanair, Malta Air, Aeroitalia, Easyjet, Neos e Wizz Air, al fine di “analizzare le dinamiche dei prezzi medi dei biglietti aerei negli ultimi mesi sulle tratte nazionali”, e in particolare quelli relativi alle tratte che collegano le città di Roma e Milano con Venezia, Palermo, Catania e Cagliari;
il garante ha inoltre comunicato che la prossima riunione della commissione di allerta rapida di sorveglianza dei prezzi si terrà giovedì 20 luglio e servirà a confrontare i dati forniti dalle imprese con quelli già disponibili;
secondo la citata normativa vigente, l’adozione delle misure correttive è successiva agli esiti dei lavori della commissione, pertanto queste rischiano di arrivare in ritardo rispetto alle esigenze degli utenti che necessitano di prenotare in anticipo voli lungo le tratte critiche in coincidenza con il periodo di ferie estive,
si chiede di sapere:
quali siano le motivazioni che hanno impedito la tempestiva attivazione delle procedure di monitoraggio della dinamica dei prezzi previste dalla legge n. 244 del 2007, e in particolare la costituzione della commissione di allerta rapida di sorveglianza dei prezzi prevista dall’articolo 2, comma 199-bis, della legge, al fine di coordinare l'attivazione degli strumenti di monitoraggio necessari alla individuazione delle ragioni dell'anomala dinamica dei prezzi sulle tratte nazionali;
quali siano le analisi finora condotte dalla commissione di allerta rapida di sorveglianza dei prezzi in merito ai fatti di cui sopra e se, ai sensi di quanto previsto dall’articolo 2, comma 199-quinquies, della legge n. 244, siano emersi risultati che confermano anomalie nella dinamica dei prezzi dei biglietti aerei da cui discende l’obbligo per il Governo di adottare adeguate misure correttive o di ogni altra iniziativa ritenuta opportuna a tutela dei consumatori;
se il Ministro delle imprese non ritenga tardiva l’attivazione dell’interlocuzione con le principali compagnie aeree solamente a partire dallo scorso 4 luglio, nonostante gli aumenti dei prezzi dei biglietti aerei si siano verificati a partire da maggio;
se non ritenga che la convocazione della prossima riunione della commissione di allerta rapida di sorveglianza dei prezzi, prevista soltanto per il 20 luglio 2023, sia in palese ritardo rispetto alle esigenze e all’urgenza di adottare iniziative correttive volte ad alleviare il prezzo dei biglietti aerei a carico dei consumatori;
quali interventi urgenti si intenda adottare, nelle more della conclusione dei lavori della commissione di allerta rapida di sorveglianza dei prezzi, al fine di giungere a una tempestiva soluzione del problema esposto e se tra le iniziative si intenda prevedere adeguate misure di ristoro nei confronti dei consumatori a fronte dell’eccessivo incremento dei prezzi dei biglietti aerei sulle tratte nazionali.

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Legislatura 19ª - Atto di Sindacato Ispettivo n. 3-00559 Pubblicato l'11 luglio 2023, nella seduta n. 85 - Nicola Irto cofirmatario

Ai Ministri dell'ambiente e della sicurezza energetica, dell'interno, della difesa e per la protezione civile e le politiche del mare. 

Premesso che:
secondo i dati pubblicati dallo “European forest fire information system” (EFFIS), in Italia, a partire dalla seconda metà di luglio, si verifica in media un repentino aumento della superficie cumulata di aree bruciate;
nel 2022, la superficie bruciata settimanale cumulata è stata superiore a quella media degli anni tra il 2006 e il 2022, mentre l’anno 2021 ha rappresentato il picco più alto. Per la campagna antincendio boschivo del 2022, la flotta aerea di Stato è composta da 14 velivoli “Canadair” CL415, 2 AT 802 “Fire Boss” e 5 elicotteri Erickson S64F, cui si sono aggiunti 13 elicotteri del comparto difesa, del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco e dell’Arma dei carabinieri e, in situazioni estremamente critiche, i velivoli cofinanziati dalla Commissione europea nell’ambito del progetto “rescEU";
attualmente, nell’anno 2023, non si sono ancora verificati significativi episodi di incendi boschivi e le anomalie termiche settimanali sono al di sotto del livello minimo registrato a partire dall’anno 2012. Tuttavia nel corso delle prossime settimane la situazione potrà portarsi in linea con gli anni precedenti con l’arrivo delle ondate di caldo previste per la seconda metà del mese. Alla dotazione dei mezzi a disposizione si sono aggiunti, rispetto alla campagna dell’anno precedente, due AT 802 “Fire Boss”, mentre il numero dei Canadair e quello degli elicotteri sono stati ridotti di un’unità;
il punto di riferimento normativo per la materia in questione è la legge 21 novembre 2000, n. 353 (legge quadro in materia di incendi boschivi), che, anche alla luce dell'eterogeneità degli ecosistemi presenti sul territorio nazionale, affida alle Regioni la competenza di programmare le attività di previsione, prevenzione e lotta attiva contro gli incendi boschivi, attraverso lo strumento del piano regionale, di cui all'articolo 3 della legge-quadro. Nel corso degli anni di applicazione della legge quadro, le Regioni hanno approvato specifiche legislazioni regionali e hanno sviluppato competenze e strategie anche oltre quanto previsto dalla normativa nazionale, accumulando esperienze e impiegando risorse umane e strumentali in modo diversificato. A livello nazionale vi sono diversi enti che, ciascuno per le sue competenze, partecipano all’attività antincendi boschivi: il Dipartimento della protezione civile, struttura della Presidenza del Consiglio dei ministri, il Corpo nazionale dei Vigili del fuoco, che fa capo al Ministero dell'interno, il comando unità forestali, ambientali e agroalimentari dell'Arma dei carabinieri, di competenza del Ministero della difesa e la Direzione per la protezione della natura e del mare del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, ora Ministero della transizione ecologica;
in risposta al picco degli incendi boschivi del 2021, il decreto-legge 8 settembre 2021, n. 120, ha recato disposizioni per il contrasto degli incendi boschivi, promuovendo il rafforzamento del coordinamento, l'aggiornamento tecnologico e l'accrescimento della capacità operativa nelle azioni di previsione, prevenzione e lotta attiva contro gli incendi boschivi, il rafforzamento della capacità operativa delle componenti statali nelle attività di prevenzione e lotta attiva contro gli incendi, l'aggiornamento del catasto dei soprassuoli percorsi dal fuoco, il rafforzamento delle attività di previsione e prevenzione degli incendi e della lotta attiva, e prevedendo modifiche al codice penale e alla legge quadro. Dal punto di vista finanziario, il decreto ha previsto due stanziamenti principali: all'articolo 2, 40 milioni di euro per l'anno 2021 per il rafforzamento della capacità operativa delle componenti statali destinati al Ministero dell'interno, al Ministero della difesa e all'Arma dei carabinieri; all'articolo 4, comma 2, 20 milioni di euro per l'anno 2021 e a 40 milioni di euro per ciascuno degli anni 2022 e 2023, destinati esclusivamente alle attività di prevenzione nei territori ricadenti nell'ambito della strategia nazionale aree interne (SNAI) e nelle isole minori. Tra le novità più importanti introdotte dal decreto-legge incendi boschivi vi è la disciplina a livello nazionale della tecnica del fuoco prescritto, già impiegata sperimentalmente da alcune regioni italiane virtuose e largamente utilizzata con successo in altri Paesi quali il Portogallo, la Spagna e la Francia, che consiste nell’utilizzo scientifico e pianificato del fuoco durante la stagione invernale da parte di personale qualificato per ridurre l'accumulo di vegetazione infiammabile e, di conseguenza, l'intensità degli incendi futuri. I citati stanziamenti per fronteggiare gli incendi boschivi non sono destinati né ai soggetti istituzionali più coinvolti nella materia, vale a dire le Regioni, né ai territori che presentano profili di rischio incendi boschivi più elevato, in quanto questi, per la maggior parte, si trovano al di fuori dell'ambito della SNAI e delle isole minori;
la diversità degli ecosistemi presenti sul territorio nazionale e le diverse tradizioni ed esperienze accumulate negli ultimi decenni in materia di previsione, prevenzione e lotta attiva agli incendi boschivi suggeriscono che il livello istituzionale più appropriato per affrontare la questione in modo efficiente sia quello regionale, nel rispetto del principio di sussidiarietà. Maggiori investimenti in previsione e prevenzione, come dimostrato da un'ampia letteratura scientifica specialistica, possono contribuire all’efficacia e alla sicurezza della lotta attiva, all'abbattimento dei suoi costi, nonché alla riduzione delle conseguenze negative degli incendi;
per impiegare la tecnica del fuoco prescritto con successo su tutto il territorio nazionale si rendono necessari sia il potenziamento dell'addestramento professionale degli addetti, la cui età media è attualmente eccessivamente elevata per un'attività che per natura è complessa, sia meccanismi di monitoraggio e di informazione più efficaci, sia l'assenza di eccessivi limiti normativi a livello nazionale, in quanto le singole Regioni già oggi applicano tale tecnica con modalità diverse,

si chiede di sapere:
quali iniziative il Governo abbia attivato, o siano in via di preparazione, per la campagna antincendio da affrontare in estate e per ridurre al minimo i danni provocati dagli incendi boschivi che rappresentano ormai da anni una emergenza nazionale;
se ritenga che l'attuale dotazione di personale e mezzi dislocati sul territorio nazionale sia sufficiente per affrontare al meglio la prossima campagna antincendio e se non ritenga opportuno un suo corrispondente tempestivo potenziamento;
se non ritenga cruciale destinare adeguati stanziamenti di risorse principalmente alle esigenze delle Regioni, quali enti maggiormente competenti in materia, concentrandoli su quelle i cui territori presentano maggiori fattori di rischio e sulle attività di previsione e prevenzione, con particolare riferimento all'addestramento professionale del personale da impiegare nella stagione invernale per l'applicazione della tecnica del fuoco prescritto, con l'obiettivo di abbassarne l'età media;
se non ritenga, altresì, opportuno prevedere, di concerto con le Regioni, un meccanismo di monitoraggio degli interventi di prevenzione tesi a ridurre l’infiammabilità della vegetazione, con particolare attenzione all'impatto che queste hanno sulla biodiversità e sulle emissioni di gas climalteranti.

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Legislatura 19ª - Atto di Sindacato Ispettivo n. 3-00555 Pubblicato l'11 luglio 2023, nella seduta n. 85 Nicola Irto cofirmatario

Al Ministro della salute.
Premesso che:
l’Agenzia italiana del farmaco (AIFA), autorità nazionale competente per l’attività regolatoria dei farmaci in Italia, è un ente pubblico che opera sotto la direzione del Ministero della salute e la vigilanza del Ministero della salute e del Ministero dell’economia e delle finanze;
l’Agenzia collabora con le Regioni, l’Istituto superiore di sanità, gli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico, le associazioni dei pazienti, i medici e le società scientifiche, il mondo produttivo e distributivo e, nello specifico, si occupa: a) di svolgere funzioni importanti come quella di garantire l'accesso al farmaco e il suo impiego sicuro ed appropriato come strumento di difesa della salute; b) di assicurare l’unitarietà nazionale del sistema farmaceutico d'intesa con le Regioni; c) di provvedere al governo della spesa farmaceutica in un contesto di compatibilità economico-finanziaria e competitività dell'industria farmaceutica; d) di assicurare innovazione, efficienza e semplificazione delle procedure di registrazione (in particolare per determinare un accesso rapido ai farmaci innovativi ed ai farmaci per le malattie rare); e) di rafforzare i rapporti con le agenzie degli altri Paesi, con l'Agenzia europea dei medicinali (EMA) e con gli altri organismi internazionali; f) di favorire e premiare gli investimenti in ricerca e sviluppo in Italia, promuovendo e premiando l’innovatività; g) di dialogare ed interagire con la comunità delle associazioni dei malati e con il mondo medico-scientifico e delle imprese produttive e distributive; h) di promuovere la conoscenza e la cultura sul farmaco e la raccolta e valutazione delle best practice internazionali;
l’articolo 3, comma 1, del decreto-legge 8 novembre 2022, n. 169, ha disposto la proroga, al 28 febbraio 2023, della permanenza in carica dei componenti delle commissioni consultive: la commissione consultiva tecnico-scientifica (CTS) e il comitato prezzi e rimborso (CPR), operanti dalla scadenza, avvenuta il 15 ottobre 2022, in regime di prorogatio;
il comma 1-bis ha stabilito la soppressione, a decorrere dal 28 febbraio 2023, delle due commissioni, trasferendone le funzioni a una nuova commissione unica, denominata commissione scientifica ed economica del farmaco (CSE), composta complessivamente da 10 membri, mentre attualmente ognuna delle due commissioni ha 10 componenti;
l’articolo 4, comma 9-novies, del decreto-legge 29 dicembre 2022, n. 198, ha disposto un’ulteriore proroga dei componenti dei suddetti organi al 30 giugno 2023;
l’articolo 3, comma 5, del decreto-legge 10 maggio 2023, n. 51, ha disposto ancora una proroga al 1° ottobre 2023;
queste continue proroghe danno la misura dell’incertezza dello stesso Governo in materia che, al di là delle dichiarazioni di intenti e di norme approvate in tutta fretta nonostante le criticità più volte manifestate non solo dall’opposizione, ma degli stessi addetti ai lavori, ha dimostrato pressapochismo e leggerezza a scapito del funzionamento di un’agenzia di fondamentale importanza;
considerato che, all’articolo 3, comma 1-bis, del citato decreto-legge n. 169 del 2022, si prevede, inoltre, che la figura del direttore generale, che, allo stato attuale, dispone di tutti i poteri di gestione dell'Agenzia e ne dirige l'attività, sia abolita in concomitanza con la nomina del primo presidente di AIFA, il quale assumerà, conseguentemente, il ruolo di rappresentate legale dell'Agenzia stessa. Inoltre, prevede che con decreto del Ministero della salute, di concerto con i Ministri per la pubblica amministrazione e dell’economia, d'intesa con la Conferenza Stato-Regioni, siano individuate non più solo le funzioni, ma anche le modalità di nomina dello stesso presidente di AIFA, nonché del direttore amministrativo e del direttore tecnico-scientifico;
considerato, altresì, che:
in seguito all’introduzione della “procedura semplificata di prezzo e rimborso per i farmaci equivalenti-biosimilari (generici)”, dell’ottobre 2020, sull’onda del meccanismo di accelerazione dei processi decisionali, AIFA ha reso noto di aver dimezzato i tempi medi di approvazione dei farmaci generici e biosimilari;
allo stato attuale, nonostante l’uso della decretazione d’urgenza, con la quale il Governo ha provveduto a modificare la governance dell’Agenza italiana del farmaco, dopo diversi mesi dall’entrata in vigore delle misure, il processo di riforma impostato dal Governo non ha avuto ancora alcuna attuazione;
nel corso di questi mesi sono state numerose le dimissioni di tecnici ed esperti esterni, a cominciare dagli oncologi nominati nel gruppo di lavoro istituito dall’Agenzia sulle terapie antitumorali, che hanno lamentato l’impossibilità a riunirsi per fornire la collaborazione prevista; altre dimissioni sembrano all’orizzonte e l’Agenzia del farmaco è, di fatto, in una situazione di totale incertezza,
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti e quali iniziative intenda adottare al fine di superare al più presto l’attuale soluzione in cui versa l’AIFA, dando finalmente risposte adeguate a garantirne il pieno e corretto funzionamento;
se abbia contezza delle modalità e dei tempi di attuazione del tentativo di “riforma” della governance approvata dalla maggioranza e se, al contrario, le continue proroghe siano l’indicazione di una volontà tardiva di rivedere le norme nel tentativo di porre rimedio a una “riforma” sbagliata e dannosa.

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Legislatura 19ª - Atto di Sindacato Ispettivo n. 3-00550 Pubblicato il 5 luglio 2023, nella seduta n. 84 - Nicola Irto cofirmatario

Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali.

Premesso che:

la legge 29 dicembre 2022, n. 197 (legge di bilancio per il 2023), prevede, all’articolo 1, comma 310, “in via eccezionale” e “in via transitoria” un incremento dei trattamenti pensionistici, con riferimento alle mensilità, inclusa la tredicesima mensilità, relative agli anni 2023 e 2024, qualora il trattamento pensionistico sia complessivamente pari o inferiore all’importo mensile del trattamento minimo INPS;

l’incremento è pari a 1,5 punti percentuali per il 2023, elevati a 6,4 punti percentuali per i soggetti di età pari o superiore a 75 anni, e di 2,7 punti percentuali per il 2024;

la circolare dell’INPS del 3 aprile 2023, n. 35, al paragrafo 3.2 definisce il calcolo dell’incremento, precisando che esso viene effettuato prendendo a base l’importo mensile complessivo lordo delle pensioni di cui l’interessato risulta titolare, in base alla normativa vigente prima dell’entrata in vigore della legge di bilancio per il 2023;

l’incremento transitorio è stato disposto “al fine di contrastare gli effetti negativi delle tensioni inflazionistiche registrate e attese per gli anni 2022 e 2023”;

considerato, altresì, che:

durante il Governo Prodi II, il decreto-legge 2 luglio 2007, n. 81, recante disposizioni urgenti in materia finanziaria, all’articolo 5, commi da 1 a 4, ha introdotto l’istituto della “quattordicesima” mensilità a favore dei pensionati con almeno 64 anni di età, stabilendo, ai fini della corresponsione della somma aggiuntiva al trattamento pensionistico, il requisito del possesso di un reddito non superiore ad una volta e mezzo il trattamento minimo annuo del fondo pensioni lavoratori dipendenti;

durante il Governo Renzi, la legge 11 dicembre 2016, n. 232 (legge di bilancio per il 2017), all’articolo 1, comma 187, ha ampliato la platea dei beneficiari, stabilendo il diritto all’erogazione “a condizione che il soggetto possieda un reddito complessivo individuale relativo all'anno stesso compreso tra una volta e mezza e due volte il trattamento minimo annuo del Fondo pensioni lavoratori dipendenti”;

considerato che:

come denunciato dai sindacati, nei cedolini delle pensioni del mese luglio 2023, l’erogazione della “quattordicesima” mensilità è stata “mescolata” all’aumento (esiguo) delle pensioni basse stabilito con l’ultima legge di bilancio, inducendo in errore i beneficiari e dando luogo a un vero e proprio falso trattandosi di due fattispecie completamente diverse sotto i profili sia giuridico che sostanziale per modalità e tempi nell’erogazione, nonché per il quantum;

ci si chiede come sia stato possibile che l’INPS abbia commesso questo “errore”, in palese violazione dell’obbligo di trasparenza e considerato che la quattordicesima viene erogata solo nel mese di luglio;

a seguito della denuncia dei sindacati, l’INPS ha emanato un comunicato stampa contenente “chiarimenti” in cui “si precisa che nei cedolini le due somme sono ora identificate rispettivamente come quattordicesima - legge 3 agosto 2007, n. 127) - credito anno 2023, e incremento legge 197/2022. A ognuna delle voci corrisponde una nota illustrativa riportata in coda al cedolino stesso. La dicitura ‘aumento pensioni basse 2023’, erroneamente riportata per una ridotta platea di pensionati, è stata cambiata al fine di semplificare la lettura dei diversi importi specifici”,

si chiede di sapere:

quali siano le valutazioni del Ministro in indirizzo in merito a quanto esposto;

quali iniziative intenda adottare al fine di evitare il ripetersi di tali “grossolani” errori garantendo un’informazione da parte dell’INPS improntata ai più rigorosi criteri di correttezza e trasparenza.

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Legislatura 19ª - Atto di Sindacato Ispettivo n. 3-00551 Pubblicato il 5 luglio 2023, nella seduta n. 84 - Nicola Irto cofirmatario

Al Ministro della salute.

Premesso che:

è notizia recente, diffusa dai maggiori quotidiani del nostro Paese, di un’inchiesta che ha portato a scoprire che farmaci scadenti verrebbero utilizzati in alcuni ospedali italiani;

allo stato attuale sono almeno 16 le strutture coinvolte, e a rivelarlo è stata l'inchiesta di “Bureau of investigative journalism”, “Politico” e “il Fatto Quotidiano”; gli ospedali avrebbero trattato pazienti oncologici, inclusi bambini, con farmaci anticancro scadenti, in termini sia di efficacia sia di sicurezza, a basso costo e non approvati in Europa, importandoli dall'India;

nello specifico, così come riportato da “il Fatto Quotidiano”, un farmaco indiano, celginase, è stato ripetutamente importato dal 2016 al 2023 anche quando, in Italia, era disponibile un farmaco migliore, ma molto più caro, e approvato in Europa, ovvero l’oncaspar, approvato dall’EMA, da 2.500 euro a fiala, contro i 15 euro di quello indiano;

celginase è un farmaco usato per trattare la leucemia linfoblastica acuta, la forma più comune di cancro infantile, è prodotto in India e costa molto meno del farmaco "gold standard": 13 euro a fiala rispetto a circa 2.500 euro; secondo alcuni studi non soddisferebbe gli standard minimi di produzione o non raggiungerebbe costantemente la soglia di attività clinica per il trattamento del cancro;

il farmaco sarebbe stato importato per la carenza di oncaspar, ma secondo le importazioni sarebbero proseguite anche in seguito;

le lacune nelle normative nazionali e comunitarie sui farmaci avrebbero permesso agli ospedali italiani di richiedere legalmente spedizioni di celginase anche quando erano disponibili alternative migliori. Né l'AIFA né il Ministero della salute sono responsabili di verificare la qualità, l'efficacia o la sicurezza di questo farmaco prima di consentirne l'uso negli ospedali italiani. Né rientra nelle competenze dell'Agenzia europea per i medicinali (EMA);

centinaia di fiale del farmaco sono arrivate dall'India negli ultimi 7 anni. Non è noto quanti malati di cancro potrebbero aver avuto effetti collaterali avversi o minori probabilità di remissione a causa di ciò. Molte fiale si troverebbero ancora oggi sugli scaffali di alcuni ospedali;

per assumere farmaci che non abbiano autorizzazione EMA bisogna avere una carenza di prodotto certificata oppure una necessità di trattamento alternativo a fronte di terapie disponibili che non funzionano (in questo secondo caso è il medico prescrittore che si assume la responsabilità);

dal 2019 è stato attivato un sistema di tracciatura e vigilanza dei farmaci, attivo in 31 Stati dello spazio economico europeo (i 28 Paesi membri UE più Islanda, Liechtenstein e Norvegia), basato sull’apposizione di un codice identificativo univoco a barre bidimensionale (Datamatrix 2D), un passaporto elettronico indispensabile per “circolare” nel network del nuovo European medicines verification system (EMVS), il sistema europeo di verifica dei medicinali, istituito nel 2016 in attuazione della direttiva anticontraffazione (62/2011/UE) e del relativo regolamento delegato;

in Italia, però, la nuova disciplina non è entrata in vigore alla luce della proroga al 2025 concessa all’Italia, assieme a Belgio e Grecia, in quanto Paesi già dotati di un preesistente sistema (in Italia il cosiddetto bollino autoadesivo), scelta che è stata evidentemente non ben ponderata visto ciò che è purtroppo accaduto,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia al corrente di tale situazione e come intenda procedere affinché si mettano in atto tutte le verifiche del caso per scoprire se corrisponda a verità quanto descritto;

come intenda agire nei confronti di chi, qualora venisse appurato che ciò che è stato riferito corrisponde a verità, ha messo in atto questo odioso e irresponsabile comportamento;

se intenda spendersi affinché venga adottata anche nel nostro Paese la direttiva 2011/62/UE (falsified medicine directive, FMD) che ha disciplinato nel dettaglio il tema della contraffazione nel settore farmaceutico, prevedendo l’istituzione di sistemi di sicurezza e di identificazione “end-to-end” di ogni singola confezione di medicinali.

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Legislatura 19ª - Atto di Sindacato Ispettivo n. 3-00517 - Pubblicato il 21 giugno 2023, nella seduta n. 79 Nicola Irto cofirmatario

Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti.

Premesso che:

in data 12 gennaio 2021, il Consiglio dei ministri ha approvato una proposta di piano nazionale di ripresa e resilienza, che, tra le diverse misure, prevede il finanziamento di progetti di elettrificazione delle banchine portuali (cold ironing), per complessivi 700 milioni di euro;

ad oggi risulta che siano state convocate 2 riunioni presso il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti cui hanno partecipato: Assoporti, l’associazione di categoria che rappresenta le autorità di sistema portuale, le associazioni rappresentanti l’armamento, Cassa depositi e prestiti, Terna e altre aziende di produzione energetica. Tali riunioni si sono svolte senza il coinvolgimento degli operatori portuali e della loro associazione;

la Corte dei conti, con la delibera n. 2/22, ha espresso preoccupazione in merito al rispetto dei cronoprogrammi definiti per la realizzazione dei progetti previsti;

considerato che:

non è chiaro come sia stata effettuata l’analisi dei fabbisogni di potenza energetica regolabile, quale sia la struttura della tariffa dell’energia elettrica che sarà erogata, da quali fonti di energia sarà prodotta, quale sarà il modello operativo adottato dai porti;

il tema dell’elettrificazione delle banchine, così come quello della disponibilità di fonti di alimentazione alternativi per le navi, è un tema di competitività della portualità del nostro Paese e non deve essere un tema di competizione interna tra porti,

si chiede di sapere:

come sia stata effettuata l’analisi dei fabbisogni di potenza energetica regolabile, quale sia la struttura della tariffa dell’energia elettrica che sarà erogata e da quali fonti di energia sarà prodotta, e quale sarà il modello operativo adottato dai porti;

se il Ministro in indirizzo intenda rendere noti informazioni e chiarimenti in merito allo stato di realizzazione dei progetti e se, ad oggi, risulti rispettato il cronoprogramma dei lavori;

se non ritenga opportuno avviare una rapida consultazione con gli stakeholder del settore portuale per finalizzare una norma volta a regolare la creazione di comunità energetiche portuali in cui la partnership pubblico-privato possa avere idonei strumenti per autoprodurre energia da fonti rinnovabili per il fabbisogno portuale, essere agevolate nella predisposizione di manufatti per la distribuzione di carburanti alternativi per l’utenza di mezzi che transitano per i porti, potersi efficientare al punto di costruire potenziali hub energetici a favore di territori prospicenti;

se ritenga opportuno che ai tavoli tecnici istituiti presso il Ministero partecipino anche le associazioni di categoria che rappresentano gli operatori portuali.

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Legislatura 19ª - Atto di Sindacato Ispettivo n. 3-00518 - Pubblicato il 21 giugno 2023, nella seduta n. 79 Nicola Irto cofirmatario

Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti.

Premesso che:

il sistema portuale nazionale è composto da 58 porti principali, dedicati al trasporto di merci e passeggeri, riuniti sotto 16 autorità di sistema portuale, e ricopre un ruolo strategico per l’economia nazionale italiana;

il mercato in cui operano i concessionari portuali, sotto il profilo merceologico, riguarda la movimentazione dei passeggeri e delle merci;

con riferimento alle merci, il mercato in cui operano le imprese terminaliste riguarda la movimentazione delle rinfuse liquide e solide, container e ro-ro (roll on-roll off);

negli ultimi anni si sta assistendo al crescente fenomeno dell’integrazione verticale tra realtà armatoriali ed operatori portuali, laddove le prime (le imprese armatoriali) stanno acquistando quote significative delle società che gestiscono i terminal situati nei porti nazionali. In particolare, in alcuni casi, le imprese armatoriali detengono il 100 per cento delle società, in altri casi detengono quote di maggioranza e in altri casi ancora detengono quote di minoranza;

i vettori nazionali e internazionali ai sensi della legge 28 gennaio 1994, n. 84, possono svolgere l’esercizio delle operazioni portuali in regime di autoproduzione con propri mezzi meccanici e proprio personale;

le imprese armatoriali che operano in regime di autoproduzione, a differenza delle imprese italiane terze che esercitano attività ancillari, beneficiano di un regime di sgravio contributivo e fiscale di favore, come previsto dalla normativa del registro internazionale e del tonnage;

come risulta da diverse notizie di stampa, è intenzione del Governo estendere i benefici riconosciuti dal registro internazionale e dal tonnage anche alle attività accessorie svolte dalle imprese armatoriali;

tale situazione potrebbe comportare, anche in via potenziale, un vantaggio anticoncorrenziale, sottoforma di abuso di posizione dominate o di intesa restrittiva della concorrenza, da parte delle imprese armatoriali verso le imprese italiane terze prestatrici dei servizi ancillari, proprio in ragione dei vantaggi fiscali e contributivi che la normativa del registro internazionale e del tonnage riconosce alle imprese vettoriali,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia conoscenza di come siano suddivise le quote delle concessioni portuali rilasciate dalle autorità di sistema portuale nei porti di propria competenza;

quali misure intenda adottare per il monitoraggio dell’accesso alle infrastrutture portuali e come intenda garantire la concorrenzialità tra gli operatori terminalisti;

quale sia la posizione in merito all’estensione dei benefici previsti dalla normativa sul tonnage e del registro internazionale alle attività accessorie svolte dall’imprese armatoriali e se intenda chiarire quali attività accessorie verranno individuate nel decreto attuativo che, ad oggi, è in fase di predisposizione da parte del Ministero.

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