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Dal 12 giugno 2026 è ufficialmente operativa la piattaforma del Gestore dei Servizi Energetici (GSE) per l'invio delle comunicazioni preventive necessarie ad accedere all'Iperammortamento 2026, il nuovo incentivo introdotto dalla Legge di Bilancio che sostituisce definitivamente i crediti d'imposta Transizione 4.0 e 5.0.
La misura mette a disposizione una dotazione complessiva di 9,8 miliardi di euro e punta a sostenere gli investimenti delle imprese in tecnologie avanzate, intelligenza artificiale, infrastrutture digitali, cybersecurity e produzione di energia da fonti rinnovabili.
L'agevolazione consente di maggiorare fiscalmente il costo dei beni agevolabili fino al 180%, generando una significativa riduzione dell'imponibile fiscale.
Finalità dell'incentivo
L'obiettivo dell'Iperammortamento 2026 è favorire la trasformazione digitale del sistema produttivo italiano attraverso il sostegno agli investimenti in beni strumentali innovativi e tecnologie avanzate.
La misura incentiva in particolare:
• Digitalizzazione dei processi produttivi;
• Introduzione di sistemi di Intelligenza Artificiale;
• Acquisto di infrastrutture hardware per AI e High Performance Computing;
• Reti industriali avanzate 5G e Wi-Fi 7;
• Soluzioni di cybersecurity OT e IT;
• Sistemi di automazione intelligente;
• Investimenti in impianti per l'autoproduzione di energia da fonti rinnovabili.
Chi può beneficiare dell'Iperammortamento
Possono accedere all'agevolazione tutti i titolari di reddito d'impresa, indipendentemente da dimensione, settore economico o forma giuridica.
Tra i beneficiari rientrano:
• Imprese individuali;
• Imprese familiari;
• Società di persone;
• Società di capitali;
• Cooperative;
• Stabili organizzazioni di soggetti esteri;
• Enti non commerciali limitatamente all'attività d'impresa.
Sono invece escluse le imprese in liquidazione o sottoposte a procedure concorsuali prive di continuità aziendale.
Quanto vale il contributo: maggiorazioni fino al 180%
A differenza dei precedenti crediti d'imposta, l'Iperammortamento non eroga un contributo diretto ma consente di aumentare il valore fiscalmente ammortizzabile del bene acquistato.
Le maggiorazioni previste sono:
Investimento annuale (Maggiorazione)
Fino a 2,5 milioni di euro (180%)
Da 2,5 a 10 milioni di euro (100%)
Da 10 a 20 milioni di euro (50%)
Ciò significa che un bene acquistato per 100.000 euro può essere fiscalmente considerato fino a 280.000 euro, generando un importante risparmio fiscale negli anni successivi.
Quali investimenti sono agevolabili
Tra le principali novità del 2026 vi è l'ampliamento delle categorie di beni agevolabili attraverso i nuovi Allegati IV e V della Legge n. 199/2025.
Beni materiali
Rientrano nell'agevolazione:
• Server e sistemi GPU per l'addestramento di modelli AI;
• Infrastrutture HPC (High Performance Computing);
• Reti 5G private;
• Sistemi Wi-Fi 7 industriali;
• Hardware per cybersecurity OT/IT;
• Apparati per convergenza IT e automazione industriale.
Beni immateriali
Sono ammissibili:
• Software di Intelligenza Artificiale;
• Sistemi di Machine Learning;
• Piattaforme di AI Generativa;
• Soluzioni Agentic AI;
• Software di manutenzione predittiva;
• Sistemi di computer vision;
• Applicazioni MLOps;
• Digital twin e sistemi avanzati di simulazione installati localmente.
Attenzione: il SaaS non è agevolabile
Uno degli aspetti più rilevanti della misura riguarda l'esclusione dei software fruiti in modalità cloud o Software as a Service (SaaS).
Non sono pertanto agevolabili:
• Abbonamenti a piattaforme cloud;
• Servizi AI erogati tramite API;
• ERP e MES in modalità SaaS;
• Soluzioni AI a consumo.
L'agevolazione è riservata esclusivamente a software acquistati con licenza tradizionale o installati direttamente presso l'impresa.
Risorse disponibili
La dotazione finanziaria complessiva prevista per l'Iperammortamento 2026 ammonta a 9,8 miliardi di euro
Le risorse saranno monitorate dal GSE attraverso il nuovo sistema di prenotazione e comunicazione preventiva degli investimenti.
Come presentare la domanda
L'accesso all'agevolazione non è automatico.
Le imprese devono utilizzare la piattaforma informatica del GSE, accessibile esclusivamente tramite:
• SPID;
• Carta d'Identità Elettronica (CIE).
La procedura richiede l'invio di cinque comunicazioni obbligatorie.
1. Comunicazione preventiva
Deve essere trasmessa prima dell'ordine del bene.
L'ordine effettuato prima della comunicazione preventiva comporta l'esclusione dall'agevolazione.
2. Comunicazione di conferma
Entro 60 giorni dall'esito positivo del GSE.
Occorre dimostrare il pagamento di un acconto pari almeno al 20% del costo del bene.
3. Comunicazione di completamento
Da trasmettere al termine dell'investimento.
Scadenza finale: 15 novembre 2028.
4. Comunicazione consuntiva/previsionale
Da inviare ogni anno entro il 20 gennaio.
5. Comunicazione integrativa
Da trasmettere ogni anno entro il 30 giugno.
Scadenze principali
Le date da ricordare sono:
1° gennaio 2026: avvio investimenti ammissibili;
12 giugno 2026: apertura piattaforma GSE;
30 settembre 2028: termine per completare gli investimenti;
15 novembre 2028: termine per la comunicazione finale.
Obbligo di perizia asseverata
Per tutti gli investimenti è obbligatoria una perizia tecnica asseverata, indipendentemente dall'importo.
La perizia deve certificare:
• appartenenza del bene agli Allegati IV o V;
• interconnessione ai sistemi aziendali;
• conformità ai requisiti normativi.
È inoltre richiesta una certificazione contabile rilasciata dal revisore legale.
I costi di tali adempimenti restano interamente a carico dell'impresa.
Cumulo con altri incentivi
L'Iperammortamento può essere cumulato con:
• Credito d'imposta ZES Unica;
• Nuova Sabatini;
• Agevolazioni europee;
• Conto Termico 3.0.
Non è invece cumulabile con i precedenti crediti d'imposta Transizione 4.0 e 5.0 sul medesimo investimento.
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Pubblicato in G.U. il decreto 22 aprile 2026 del Ministero dell'Interno che mette a disposizione 19 milioni di euro destinati al finanziamento di progetti di videosorveglianza presentati da Comuni, Unioni di Comuni, Consorzi e Associazioni di Comuni. L'obiettivo dell'iniziativa è rafforzare la sicurezza urbana attraverso l'installazione di nuovi sistemi di controllo del territorio e la prevenzione dei fenomeni di criminalità diffusa e predatoria.
Finalità del finanziamento
Le risorse stanziate sono finalizzate a sostenere la realizzazione di nuovi impianti di videosorveglianza nell'ambito delle politiche di sicurezza urbana previste dal Decreto Legge n. 14/2017. Il programma punta a rafforzare la prevenzione e il contrasto dei reati attraverso strumenti tecnologici capaci di monitorare aree sensibili, spazi pubblici, infrastrutture strategiche e zone particolarmente esposte a fenomeni criminosi.
L'iniziativa si inserisce nel quadro dei "Patti per la Sicurezza Urbana" sottoscritti tra Prefetti e Sindaci, strumenti che consentono di individuare interventi prioritari per la tutela della sicurezza pubblica.
Chi può partecipare
Possono presentare domanda di finanziamento:
• Comuni;
• Unioni di Comuni;
• Associazioni di Comuni;
• Consorzi di Comuni.
Per essere ammessi al finanziamento gli enti devono rispettare alcuni requisiti fondamentali:
• aver sottoscritto un Patto per la Sicurezza Urbana che preveda come obiettivo prioritario l'installazione di sistemi di videosorveglianza;
• presentare un progetto approvato dal Comitato Provinciale per l'Ordine e la Sicurezza Pubblica;
• non aver beneficiato del medesimo finanziamento nelle tre procedure precedenti;
• garantire le risorse necessarie per la manutenzione degli impianti per almeno cinque anni dalla conclusione dell'intervento.
Entità del contributo
Il contributo statale richiesto per ciascun progetto non può superare 250.000 euro.
È inoltre previsto un sistema di cofinanziamento da parte degli enti locali. Il rapporto tra il contributo proprio del Comune e il costo complessivo del progetto rappresenta uno dei criteri di valutazione utilizzati dalla Commissione incaricata di redigere le graduatorie.
Un elemento importante da evidenziare è che il finanziamento non può essere utilizzato per la semplice sostituzione o manutenzione di impianti di videosorveglianza già esistenti, ma esclusivamente per nuovi interventi e nuove installazioni.
Dotazione finanziaria
La misura dispone di una dotazione complessiva pari a 19 milioni di euro. Le risorse saranno assegnate sulla base di una graduatoria nazionale elaborata dal Ministero dell'Interno.
Criteri di valutazione dei progetti
L'attribuzione del punteggio terrà conto di diversi parametri:
• indice di delittuosità del Comune;
• popolazione residente;
• percentuale di cofinanziamento garantita dall'ente locale;
• ulteriori elementi previsti dal decreto attuativo.
Premialità per il Mezzogiorno
Particolare attenzione viene riservata ai territori del Sud Italia. Le graduatorie prevedono infatti criteri differenziati a favore dei Comuni situati nelle regioni:
• Abruzzo;
• Molise;
• Campania;
• Basilicata;
• Calabria;
• Puglia;
• Sicilia;
• Sardegna.
Modalità di presentazione delle domande
Le richieste di finanziamento devono essere presentate alla Prefettura – Ufficio Territoriale del Governo (UTG) competente per territorio, utilizzando il modello ufficiale predisposto dal Ministero dell'Interno.
Alla domanda devono essere allegati:
• progetto redatto almeno al primo livello di progettazione;
• quadro economico con indicazione della quota di cofinanziamento;
• dichiarazione di inserimento dell'intervento nel Piano Triennale delle Opere Pubbliche;
• documento di identità del legale rappresentante o del delegato firmatario.
Scadenza per la presentazione
Le domande devono essere presentate entro il 24 agosto 2026
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Il Fondo per la Repubblica Digitale lancia il nuovo bando “Zenit”, un'iniziativa che mette a disposizione 6 milioni di euro per sostenere progetti innovativi dedicati allo sviluppo delle competenze digitali delle persone con disabilità e invalidità. L'obiettivo è favorire l'inclusione sociale e lavorativa attraverso percorsi formativi accessibili e personalizzati.
Il bando rappresenta una concreta opportunità per enti del terzo settore, organizzazioni non profit, enti pubblici e partner privati interessati a realizzare interventi capaci di ridurre il divario digitale e aumentare le opportunità occupazionali delle persone più vulnerabili.
Perché nasce il bando Zenit
La trasformazione digitale sta cambiando profondamente il mercato del lavoro. Oggi fino al 92% delle professioni richiede almeno competenze digitali di base, rendendo l'alfabetizzazione tecnologica un requisito essenziale per l'accesso all'occupazione.
Tuttavia, le persone con disabilità continuano a incontrare significative difficoltà nell'accesso sia alle tecnologie sia al mercato del lavoro. In Italia il tasso di occupazione delle persone con disabilità grave si attesta intorno al 35%, contro il 63% delle persone senza disabilità. Anche l'utilizzo regolare di Internet risulta inferiore rispetto alla popolazione generale, limitando ulteriormente le opportunità di crescita professionale e inclusione sociale.
Per rispondere a questa sfida, il Fondo per la Repubblica Digitale ha ideato il bando Zenit, con l'obiettivo di finanziare interventi innovativi e sperimentali che favoriscano lo sviluppo di competenze digitali, l'autonomia personale e l'inserimento lavorativo delle persone con disabilità.
Obiettivi del bando
Il bando intende sostenere progetti che contribuiscano a:
• sviluppare competenze digitali di base e avanzate;
• migliorare l'autonomia personale attraverso l'uso delle tecnologie;
• favorire l'inclusione sociale;
• incrementare le opportunità occupazionali;
• rafforzare le competenze trasversali e professionali;
• accompagnare i beneficiari verso percorsi di inserimento lavorativo.
Particolare attenzione viene riservata all'accessibilità dei percorsi formativi, che dovranno essere progettati secondo i principi dell'Universal Design for Learning e dell'accessibilità universale.
Chi sono i destinatari finali
I progetti finanziati dovranno essere rivolti a persone con disabilità e/o invalidità di età compresa tra i 16 e i 67 anni, occupate, disoccupate o inattive.
Rientrano tra i beneficiari:
• persone con disabilità fisica;
• persone con disabilità motoria;
• persone con disabilità sensoriale (visiva o uditiva);
• persone con disabilità intellettiva;
• persone con disabilità psichica;
• persone con disabilità plurima;
• soggetti con invalidità civile di qualsiasi percentuale;
• persone con invalidità derivante da infortunio sul lavoro;
• appartenenti alle categorie protette.
Quali attività possono essere finanziate
Le proposte progettuali dovranno prevedere percorsi di formazione digitale accessibili e inclusivi.
Tra le attività ammissibili figurano:
- Intercettazione e presa in carico dei beneficiari
- Azioni di informazione, sensibilizzazione e coinvolgimento delle persone con disabilità per favorire la partecipazione ai percorsi formativi.
- Formazione digitale
- Percorsi dedicati all'acquisizione o al potenziamento di competenze digitali:
• utilizzo degli strumenti informatici;
• navigazione sicura online;
• accesso ai servizi digitali;
• comunicazione digitale;
• competenze professionali digitali avanzate;
• utilizzo di software e tecnologie innovative.
- Sviluppo delle soft skills
- Attività finalizzate a rafforzare competenze trasversali come:
• problem solving;
• lavoro in team;
• comunicazione efficace;
• autonomia organizzativa;
• gestione del tempo.
- Orientamento e accompagnamento al lavoro
I progetti potranno prevedere attività di:
• orientamento professionale;
• accompagnamento all'inserimento lavorativo;
• coinvolgimento diretto delle imprese;
• supporto nella ricerca attiva del lavoro;
• preparazione ai colloqui professionali.
Tecnologie assistive e servizi di supporto
Saranno ammissibili anche strumenti e tecnologie assistive utili a garantire la piena partecipazione dei beneficiari alle attività formative, oltre a servizi di tutoraggio, facilitazione e supporto all'accessibilità.
Dotazione finanziaria disponibile
Il bando Zenit dispone di una dotazione economica complessiva pari a 6 milioni di euro
Chi può presentare domanda
Le proposte devono essere presentate da partenariati composti da un minimo di 2 e un massimo di 5 soggetti.
Possono assumere il ruolo di soggetto responsabile:
• enti pubblici;
• enti del Terzo Settore;
• fondazioni;
• associazioni;
• organizzazioni private senza scopo di lucro.
È inoltre possibile coinvolgere partner for profit, purché apportino un contributo concreto alla realizzazione del progetto.
Tra i requisiti principali del soggetto responsabile figurano:
• costituzione da almeno due anni;
• sede legale in Italia;
• assenza di finalità lucrative;
• presentazione di una sola proposta progettuale.
Modalità di presentazione delle domande
Le candidature dovranno essere presentate esclusivamente in modalità telematica attraverso la piattaforma Re@dy, utilizzata dal Fondo per la Repubblica Digitale per la gestione dei bandi.
I soggetti interessati dovranno compilare il formulario di progetto, allegare la documentazione richiesta e predisporre il piano delle attività e dei costi secondo le indicazioni previste dal bando.
Scadenza del bando Zenit
Le proposte progettuali devono essere presentate entro le ore 11:00 del 18 settembre 2026
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È stato pubblicato il nuovo Avviso pubblico “Sport e Periferie 2026”, il programma promosso dal Dipartimento per lo Sport della Presidenza del Consiglio dei Ministri che mette a disposizione 100 milioni di euro per sostenere la realizzazione di nuove infrastrutture sportive e la riqualificazione degli impianti esistenti in tutta Italia.
L'iniziativa punta a valorizzare il ruolo dello sport come strumento di inclusione sociale, crescita delle comunità, contrasto al degrado urbano e promozione del benessere collettivo.
L'obiettivo principale del bando è quello di favorire la diffusione della pratica sportiva attraverso investimenti strategici capaci di migliorare la qualità della vita dei cittadini e rafforzare la coesione sociale nei territori.
Risorse disponibili: stanziati 100 milioni di euro
Per l'edizione 2026 sono stati stanziati complessivamente 100 milioni di euro, così ripartiti:
• 30 milioni di euro destinati alla realizzazione di nuovi impianti sportivi;
• 70 milioni di euro destinati alla rigenerazione, riqualificazione e recupero degli impianti sportivi esistenti.
Le risorse saranno assegnate attraverso una procedura valutativa basata sulla qualità dei progetti presentati e sulla loro capacità di generare benefici concreti per il territorio.
Chi può partecipare
L'Avviso è rivolto a tutti i Comuni italiani, indipendentemente dalla dimensione demografica.
Anche i Comuni con meno di 5.000 abitanti possono partecipare, purché raggiungano tale soglia attraverso specifici accordi con Comuni confinanti, nelle ipotesi previste dal bando.
Si tratta di un'opportunità particolarmente interessante per gli enti locali che intendono investire nel miglioramento delle proprie infrastrutture sportive e nella valorizzazione di aree urbane che necessitano di interventi di recupero e rigenerazione.
Tipologie di interventi finanziabili
Il bando Sport e Periferie 2026 finanzia diverse categorie di intervento.
Realizzazione di nuovi impianti sportivi
Sono ammissibili progetti per la costruzione di nuovi impianti destinati all'attività agonistica, con l'obiettivo di ampliare l'offerta sportiva e favorire la pratica delle discipline federali.
Demolizione e ricostruzione di impianti esistenti
È prevista la possibilità di finanziare la demolizione e ricostruzione completa di impianti sportivi, con particolare attenzione alle strutture realizzate secondo criteri di sostenibilità energetica e classificabili come edifici a energia quasi zero (nZEB).
Riqualificazione e messa in sicurezza
Tra gli interventi ammissibili rientrano:
• manutenzione straordinaria;
• adeguamento funzionale degli impianti;
• abbattimento delle barriere architettoniche;
• miglioramento e adeguamento sismico;
• ristrutturazioni;
• demolizione e ricostruzione di strutture sportive esistenti.
Sono inoltre finanziabili le attrezzature sportive necessarie all'allestimento degli impianti entro il limite del 10% del contributo richiesto.
Efficientamento energetico e innovazione tecnologica
Il bando sostiene anche interventi finalizzati a:
• efficientamento energetico;
• messa a norma degli impianti tecnologici;
• installazione di sistemi di building automation;
• modernizzazione delle infrastrutture tecniche;
• recupero e adeguamento degli impianti esistenti.
Contributi concedibili
L'entità del contributo varia in base alla tipologia di intervento e alla popolazione residente del Comune richiedente.
Nuovi impianti sportivi
Per la realizzazione di nuovi impianti destinati all'attività agonistica è previsto un contributo massimo pari a:
3 milioni di euro per ogni Comune, indipendentemente dal numero di abitanti.
Demolizione e ricostruzione
Anche per la demolizione e ricostruzione di impianti sportivi il contributo massimo concedibile è pari a:
3 milioni di euro per Comune.
Nel caso di demolizione e ricostruzione di tendostrutture o tensostrutture, il limite massimo è fissato a:
500.000 euro.
Interventi di riqualificazione e recupero
Per le opere di recupero e rigenerazione degli impianti esistenti il contributo massimo varia in funzione della popolazione:
• 1.500.000 euro per Comuni con oltre 50.000 abitanti;
• 1.000.000 euro per Comuni tra 15.001 e 50.000 abitanti;
• 800.000 euro per Comuni fino a 15.000 abitanti.
Cofinanziamento obbligatorio
I Comuni beneficiari dovranno garantire una quota di compartecipazione economica al progetto.
In particolare:
• almeno il 15% del contributo richiesto per progetti superiori a 1 milione di euro;
• almeno il 10% del contributo richiesto per progetti pari o inferiori a 1 milione di euro.
La disponibilità di risorse proprie rappresenterà quindi un elemento essenziale nella costruzione delle proposte progettuali.
Quando presentare la domanda
Le candidature potranno essere trasmesse:
• dalle ore 12:00 del 4 giugno 2026
• fino alle ore 12:00 del 25 giugno 2026
Si tratta di una finestra temporale relativamente breve; pertanto gli enti interessati dovranno predisporre rapidamente la documentazione necessaria.
Modalità di presentazione
Le domande potranno essere presentate esclusivamente attraverso la piattaforma telematica del Dipartimento per lo Sport
https://avvisibandi.sport.governo.it
All'interno della piattaforma sarà possibile caricare la documentazione progettuale richiesta e completare l'iter di candidatura.
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Il MIMIT ha approvato il bando “Investimenti Sostenibili 4.0”, una misura che mette a disposizione circa 448 milioni di euro per sostenere progetti innovativi, digitali e orientati alla sostenibilità ambientale nelle regioni del Sud Italia.
L’obiettivo è favorire la trasformazione tecnologica delle PMI, accelerare la transizione verso modelli produttivi più efficienti e sostenibili e rafforzare la competitività delle imprese attraverso investimenti in tecnologie avanzate, economia circolare ed efficienza energetica.
Sono previste agevolazioni che potranno coprire fino al 75% delle spese ammissibili, combinando contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati.
A chi è rivolto il bando
Il bando è destinato alle micro, piccole e medie imprese (PMI) attive nelle seguenti regioni:
• Calabria
• Basilicata
• Campania
• Molise
• Puglia
• Sicilia
• Sardegna
Le imprese dovranno risultare regolarmente costituite, attive nel Registro delle Imprese e in possesso di requisiti economici e amministrativi specifici, tra cui almeno due bilanci approvati e depositati o due dichiarazioni dei redditi nel caso di imprese individuali e società di persone.
Sono escluse le imprese con irregolarità contributive (DURC), procedure concorsuali o altre condizioni incompatibili con l’accesso ad agevolazioni pubbliche.
Quali progetti finanzia
Il bando sostiene programmi di investimento innovativi, sostenibili e ad alto contenuto tecnologico, coerenti con il piano Transizione 4.0.
Tra le tecnologie considerate strategiche rientrano:
• Intelligenza artificiale (AI)
• Cloud computing
• Big Data e analytics
• Cybersecurity
• Internet of Things (IoT)
• Realtà aumentata
• Additive manufacturing
• Sistemi avanzati di produzione
• Blockchain
• Integrazione digitale dei processi produttivi
Particolare attenzione sarà attribuita ai progetti capaci di generare benefici ambientali, tra cui:
• riduzione dei consumi energetici;
• processi produttivi sostenibili;
• economia circolare;
• miglioramento dell’efficienza energetica;
•riduzione dell’impatto ambientale.
I programmi che dimostreranno un contributo concreto agli obiettivi climatici europei riceveranno punteggi aggiuntivi in fase di valutazione.
Entità del contributo: agevolazioni fino al 75%
Le agevolazioni possono coprire fino al 75% dell’investimento complessivo, così suddiviso:
• 35% come contributo a fondo perduto (contributo in conto impianti);
• 40% come finanziamento agevolato a tasso zero, con durata massima di 7 anni.
Spese ammissibili: cosa si può finanziare
Tra le spese finanziabili rientrano:
- Acquisto di macchinari, impianti e attrezzature;
- Opere murarie, entro il limite del 40% delle spese ammissibili;
- Software e licenze;
- Certificazioni ambientali;
- Servizi specialistici e consulenze correlate;
- Interventi per l’efficientamento energetico.
Sono ammessi esclusivamente investimenti relativi a beni nuovi di fabbrica e funzionali al progetto presentato.
Importo minimo e massimo degli investimenti
Per partecipare al bando, i programmi dovranno prevedere investimenti compresi tra:
• 750.000 euro minimo;
• 5 milioni di euro massimo.
Inoltre, il valore del progetto non potrà superare il 70% del fatturato dell’ultimo bilancio approvato dell’impresa richiedente.
Tempi di realizzazione dei progetti
Le imprese dovranno rispettare tempistiche precise:
• i lavori devono iniziare dopo la presentazione della domanda;
• il progetto dovrà concludersi entro 18 mesi, salvo eventuale proroga autorizzata.
Risorse disponibili
La dotazione finanziaria complessiva ammonta a 447,6 milioni di euro, provenienti da diverse fonti nazionali ed europee. Una quota pari al 25% delle risorse sarà riservata alle micro e piccole imprese, favorendo l’accesso anche alle realtà imprenditoriali di dimensioni più contenute.
Come presentare domanda
Le domande dovranno essere trasmesse esclusivamente online attraverso la piattaforma Invitalia, soggetto gestore della misura per conto del MIMIT.
Ogni impresa potrà presentare una sola domanda.
L’assegnazione avverrà con procedura a sportello, quindi l’ordine cronologico di presentazione potrebbe assumere un ruolo determinante una volta aperti i termini.
Al momento, date e modalità operative definitive per l’invio delle istanze saranno stabilite con un successivo provvedimento ministeriale.









