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È stato pubblicato sul portale inPA il nuovo Concorso RIPAM Coesione 2026 per l’assunzione a tempo indeterminato di 882 Specialisti tecnici da destinare alle Regioni e agli enti locali di Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.
Si tratta di un concorso pubblico su base territoriale e per esami, finalizzato al reclutamento di personale non dirigenziale da inquadrare nel livello iniziale dell’Area dei funzionari del comparto Funzioni locali. Il personale assunto sarà impiegato esclusivamente in attività direttamente collegate alle politiche di coesione europee.
Le candidature sono già aperte e potranno essere presentate fino alle ore 23:59 del 23 settembre 2026.
Concorso RIPAM 2026: 882 posti disponibili
Gli 882 posti di Specialista tecnico sono distribuiti territorialmente nel seguente modo:
Basilicata: 35 posti
Calabria: 104 posti
Campania: 237 posti
Molise: 8 posti
Puglia: 168 posti
Sardegna: 61 posti
Sicilia: 269 posti
Il candidato può presentare domanda per un solo codice di concorso, scegliendo quindi un unico ambito territoriale.
Requisiti per partecipare al concorso
Per essere ammessi alla procedura è necessario possedere i requisiti generali previsti per l'accesso al pubblico impiego, tra cui la maggiore età, il godimento dei diritti civili e politici, l'idoneità fisica allo specifico impiego e l'assenza delle cause ostative espressamente indicate dal bando.
Il requisito più importante riguarda però il titolo di studio.
Lauree magistrali ammesse
È possibile partecipare con una delle seguenti lauree magistrali:
LM-3 Architettura del paesaggio;
LM-4 Architettura e ingegneria edile-architettura;
LM-22 Ingegneria chimica;
LM-23 Ingegneria civile;
LM-24 Ingegneria dei sistemi edilizi;
LM-26 Ingegneria della sicurezza;
LM-27 Ingegneria delle telecomunicazioni;
LM-28 Ingegneria elettrica;
LM-30 Ingegneria energetica e nucleare;
LM-35 Ingegneria per l'ambiente e il territorio;
LM-48 Pianificazione territoriale urbanistica e ambientale;
LM-75 Scienze e tecnologie per l'ambiente e il territorio;
oppure con titoli equiparati secondo la normativa vigente.
Ammesse anche diverse lauree triennali
Il bando consente la partecipazione anche a chi possiede una delle seguenti lauree:
L-7 Ingegneria civile e ambientale;
L-17 Scienze dell'architettura;
L-21 Scienze della pianificazione territoriale, urbanistica, paesaggistica e ambientale;
L-23 Scienze e tecniche dell'edilizia;
L-32 Scienze e tecnologie per l'ambiente e la natura;
o titoli equiparati.
Questo significa che non è obbligatorio possedere una laurea magistrale: per le classi espressamente indicate dal bando è sufficiente la laurea triennale.
Il bando non prevede, quale requisito ordinario di accesso, una specifica esperienza lavorativa pregressa o un'abilitazione professionale.
Come si svolge il concorso: una sola prova scritta
La selezione presenta una struttura relativamente semplice: non sono previste prove orali o pratiche.
Il concorso si svolge attraverso un'unica prova scritta informatizzata, composta da 40 quesiti a risposta multipla da svolgere in 60 minuti. Il punteggio massimo conseguibile è di 30 punti e per superare la prova è necessario ottenere almeno 21/30.
I 25 quesiti sulle materie professionali
Una prima parte sarà composta da 25 domande relative alle conoscenze tecniche e professionali. Tra le materie previste dal bando figurano:
regolamenti europei sui fondi strutturali, con particolare riferimento ai Regolamenti UE 2021/1057, 2021/1058 e 2021/1060;
normativa sul rischio idrogeologico e sismico;
valutazione ambientale;
lavori pubblici e gestione del territorio;
salute e sicurezza nei cantieri e nei luoghi di lavoro;
progettazione e manutenzione delle infrastrutture viarie;
tecnica delle costruzioni;
pianificazione urbanistica;
sistemi di realizzazione dei lavori pubblici;
tutela e valorizzazione dei beni culturali;
legislazione nazionale e regionale in materia di edilizia e urbanistica;
estimo, catasto e topografia;
occupazione ed espropriazione per pubblica utilità;
lingua inglese di livello B1;
tecnologie informatiche, ICT e competenze digitali.
Per questi quesiti saranno attribuiti +0,75 punti per ogni risposta esatta, zero punti per la risposta non data e -0,25 punti per la risposta errata.
Quesiti di logica e quesiti situazionali
Oltre alle 25 domande sulle materie professionali, la prova comprenderà:
8 quesiti di logica, destinati a valutare la capacità logico-deduttiva e il ragionamento critico-verbale. Anche in questo caso sono previsti +0,75 punti per la risposta corretta, zero per quella omessa e -0,25 per quella errata.
Saranno poi somministrati 7 quesiti situazionali, basati su problematiche organizzative e gestionali e su concrete situazioni lavorative. Il candidato dovrà individuare, tra le alternative proposte, il comportamento ritenuto più adeguato.
Per i quesiti situazionali il punteggio sarà:
risposta più efficace: +0,75;
risposta neutra: +0,375;
risposta meno efficace: 0 punti.
Graduatoria basata esclusivamente sulla prova scritta
Un elemento particolarmente importante è che la graduatoria finale sarà formata sulla base del punteggio conseguito nella prova scritta, tenendo conto naturalmente delle riserve e dei titoli di preferenza previsti dalla normativa.
Non è quindi prevista una successiva prova orale per i candidati che superano lo scritto.
Come presentare la domanda
La domanda deve essere inviata esclusivamente online attraverso il Portale inPA.
Per accedere alla procedura è necessario autenticarsi tramite:
SPID, CIE, CNS oppure eIDAS.
Il candidato deve inoltre compilare il proprio curriculum sul portale e deve essere in possesso di una PEC personale o di un domicilio digitale.
È prevista una quota di partecipazione di 10 euro, da pagare entro la scadenza della domanda seguendo le indicazioni fornite dal Portale inPA. Il contributo non è rimborsabile.
Scadenza del concorso: domanda entro il 23 settembre 2026
La domanda deve essere trasmessa entro il 23 settembre 2026, ore 23:59.
LINK PRESENTAZIONE DOMANDA
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Parte la terza edizione di “Tirocini InPA” e “Dottorati InPA”, l’iniziativa del Dipartimento della Funzione Pubblica che punta ad avvicinare studenti universitari e giovani laureati al lavoro nelle amministrazioni pubbliche. L’edizione 2026 prevede complessivamente 203 opportunità: 190 tirocini curriculari collegati alla tesi di laurea e 13 contratti di apprendistato di alta formazione e ricerca finalizzati al conseguimento del dottorato. La scadenza indicata dal Dipartimento per la presentazione delle domande da parte delle amministrazioni è il 20 settembre 2026.
Al momento non è ancora aperta la candidatura diretta dei singoli studenti o laureati. Sono le Pubbliche Amministrazioni a dover presentare la manifestazione di interesse e i relativi progetti formativi. Solo dopo l’approvazione dei progetti saranno avviate le selezioni dei beneficiari, con pubblicazione degli avvisi previsti anche sul Portale InPA per i tirocini.
Cos’è l’iniziativa Tirocini InPA e Dottorati InPA
Il programma nasce per creare un collegamento più diretto tra università e Pubblica Amministrazione, offrendo ai giovani esperienze formative e professionalizzanti all’interno degli enti pubblici e, allo stesso tempo, consentendo alle amministrazioni di attrarre competenze nuove e specialistiche.
Dopo le precedenti edizioni, il programma 2026 è rivolto a tutte le Pubbliche Amministrazioni rientranti nell’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo n. 165/2001. Gli enti interessati devono predisporre i progetti in collaborazione con gli Atenei e trasmettere la documentazione richiesta al Dipartimento della Funzione Pubblica. L’ammissione avviene con procedura a sportello, fino all’esaurimento dei posti finanziabili.
190 tirocini curriculari: durata, indennità e caratteristiche
Il programma “Tirocini InPA” mette a disposizione 190 tirocini curriculari. Ogni progetto presentato da una Pubblica Amministrazione deve prevedere almeno 10 tirocini e ciascuna amministrazione può presentare fino a due progetti formativi, anche in forma aggregata secondo quanto previsto dall’avviso.
I tirocini hanno una durata di 6 mesi e devono essere collegati alla stesura della tesi di laurea magistrale. Le attività devono iniziare entro il 31 marzo 2027 e prevedono almeno 50 ore mensili presso l’amministrazione, con svolgimento prevalentemente in presenza.
Per ciascun tirocinio è previsto un contributo complessivo di 3.800 euro: 3.600 euro lordi costituiscono l’indennità destinata al tirocinante e 200 euro sono riconosciuti all’Università per gli oneri assicurativi e la gestione amministrativa. L’indennità è corrisposta al termine del percorso alle condizioni previste dall’avviso, tra cui una frequenza minima del 50% delle ore complessive e il rispetto della prevalenza in presenza.
Il tirocinio non costituisce un rapporto di lavoro. L’esito positivo consente però il riconoscimento dei crediti formativi connessi, il rilascio di una certificazione delle competenze da parte dell’Università e può essere valutato nei concorsi successivamente banditi dalla stessa amministrazione ospitante, nei limiti previsti dalla disciplina applicabile.
Requisiti previsti per i futuri tirocinanti
Quando saranno aperte le selezioni dei singoli candidati, potranno partecipare gli studenti iscritti a corsi di laurea magistrale oppure agli anni successivi al terzo dei corsi di laurea magistrale a ciclo unico.
L’avviso richiede un’età inferiore a 28 anni, una media aritmetica degli esami non inferiore a 28/30 e il possesso di una quota minima dei crediti formativi universitari: almeno il 30% dei CFU per le lauree magistrali e almeno il 70% per le lauree magistrali a ciclo unico, senza conteggiare i crediti attribuiti al tirocinio curriculare.
Le selezioni dei tirocinanti saranno svolte dagli Atenei utilizzando il Portale InPA e dovranno essere avviate entro 15 giorni dall’approvazione dei progetti formativi da parte del Dipartimento. La graduatoria dei candidati sarà pubblicata sul Portale InPA.
13 Dottorati InPA: contratto e retribuzione
Il secondo canale dell’iniziativa riguarda 13 contratti di apprendistato di alta formazione e ricerca finalizzati al conseguimento del dottorato. Il contratto ha una durata di tre anni, coincidente con quella del corso di dottorato, e prevede una retribuzione di 30.000 euro lordi annui.
Il contratto si conclude al termine del percorso dottorale e l’avviso precisa che non può essere trasformato automaticamente in un rapporto a tempo indeterminato. Anche in questo caso, il periodo di apprendistato concluso positivamente può essere oggetto di valutazione nell’ambito di concorsi indetti dalla stessa amministrazione in cui è stato svolto.
Requisiti previsti per i futuri dottorandi
Per le successive selezioni dei beneficiari dei Dottorati InPA l’avviso richiede cittadinanza italiana o di uno Stato dell’Unione europea, oppure regolare soggiorno in Italia, età non superiore a 29 anni e una laurea magistrale o titolo equipollente con votazione non inferiore a 105/110.
È inoltre richiesta l’iscrizione al Portale InPA. La selezione viene svolta dall’Ateneo in collaborazione con l’Amministrazione titolare del progetto e la stipula del contratto è subordinata al superamento delle prove di ammissione al corso di dottorato dell’Ateneo partner.
Chi può aderire in questa prima fase
La scadenza attuale interessa le Pubbliche Amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del d.lgs. 165/2001: amministrazioni dello Stato, regioni, enti locali, università, istituzioni sanitarie e enti pubblici non economici nazionali, regionali e locali.
Per i Tirocini InPA le amministrazioni possono presentare fino a due progetti e ogni progetto deve prevedere almeno 10 tirocini. Per i Dottorati InPA ciascuna amministrazione può presentare al massimo due progetti con un unico Ateneo e prevedere fino a due dottorati per ciascun progetto.
I progetti devono essere costruiti insieme agli Atenei e rispettare i requisiti indicati dagli avvisi. L’ammissione avviene secondo l’ordine di presentazione delle domande: fino al raggiungimento di 190 tirocini per il programma Tirocini InPA e di 13 contratti per il programma Dottorati InPA.
Come partecipare e scadenza
Le amministrazioni devono trasmettere la manifestazione di interesse, il progetto formativo e gli altri documenti richiesti tramite posta elettronica certificata al Dipartimento della Funzione Pubblica. Per i Tirocini InPA l’avviso indica espressamente la scadenza del 20 settembre 2026 e l’indirizzo PEC Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..
Quando potranno candidarsi studenti e laureati
I 203 posti non sono quindi, al momento, direttamente candidabili dai giovani. Prima devono essere selezionati e finanziati i progetti delle amministrazioni. Successivamente partiranno le procedure per individuare tirocinanti e dottorandi.
Per i tirocini, l’avviso stabilisce che gli Atenei avvieranno la selezione tramite il Portale InPA entro 15 giorni dall’approvazione dei progetti e che le graduatorie saranno pubblicate sullo stesso portale. Per i dottorati, le selezioni saranno curate dagli Atenei insieme alle amministrazioni titolari dei progetti. Chi è interessato dovrà quindi monitorare le successive pubblicazioni ufficiali.
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È stato pubblicato il Maxi Avviso ASMEL 2026, finalizzato alla formazione e all’aggiornamento di 39 elenchi di idonei per future assunzioni a tempo determinato e indeterminato negli enti locali aderenti.
Le candidature potranno essere presentate dalle ore 12:00 del 15 settembre alle ore 12:00 del 30 settembre 2026. La selezione interessa profili accessibili, a seconda dei casi, con assolvimento dell’obbligo scolastico, diploma o laurea.
Cos’è il Maxi Avviso ASMEL 2026
Il Maxi Avviso serve a creare elenchi nazionali di candidati idonei, suddivisi per profilo professionale. Gli enti locali che aderiscono all’accordo ASMEL potranno utilizzare questi elenchi quando avranno necessità di assumere personale.
Il sistema è disciplinato dall’articolo 3-bis del decreto-legge n. 80 del 2021, convertito dalla legge n. 113 del 2021, e mira a ridurre i tempi delle procedure di reclutamento negli enti locali.
Chi supera la prima prova viene inserito, con riserva, nell’elenco relativo al profilo scelto. Successivamente potrà partecipare agli interpelli pubblicati dai Comuni e dagli altri enti aderenti.
L’inserimento nell’elenco:
non comporta un’assunzione automatica;
non determina la formazione di una graduatoria di merito;
ha una validità di tre anni;
consente di partecipare agli interpelli successivi;
termina alla scadenza dei tre anni o in caso di assunzione a tempo indeterminato presso uno degli enti aderenti.
I 39 profili disponibili
Il Maxi Avviso comprende 11 profili nell’Area degli Operatori esperti, 9 nell’Area degli Istruttori e 19 nell’Area dei Funzionari e dell’Elevata qualificazione.
Area degli Operatori esperti
Collaboratore amministrativo contabile;
Collaboratore tecnico-manutentivo;
Collaboratore tecnico-manutentivo – idraulico;
Collaboratore tecnico-manutentivo – muratore;
Collaboratore tecnico-manutentivo – elettricista;
Collaboratore tecnico-manutentivo – giardiniere;
Autista scuolabus;
Collaboratore amministrativo;
Messo notificatore;
Ausiliario del traffico;
Addetto biblioteca.
Area degli Istruttori
Istruttore amministrativo;
Istruttore amministrativo-contabile;
Istruttore contabile;
Istruttore di vigilanza;
Istruttore tecnico – geometra;
Istruttore informatico;
Istruttore turistico;
Istruttore comunicazione;
Istruttore tecnico in materie agrarie.
Area dei Funzionari e dell’Elevata qualificazione
Funzionario amministrativo;
Funzionario amministrativo e contabile;
Funzionario contabile;
Funzionario area vigilanza;
Funzionario informatico;
Funzionario rendicontazione;
Funzionario comunicazione e gestione eventi;
Funzionario assistente sociale;
Funzionario tecnico;
Funzionario psicologo;
Funzionario agronomo;
Funzionario tecnico – ingegnere ambientale;
Funzionario avvocato;
Funzionario farmacista;
Funzionario ingegnere civile;
Funzionario educatore asilo nido;
Funzionario educatore professionale socio-pedagogico;
Funzionario esperto in finanziamenti europei, nazionali e regionali;
Funzionario esperto in contratti pubblici.
Gli ultimi due profili rappresentano la principale novità dell’edizione 2026. Sono figure pensate per rafforzare le competenze degli enti locali nella gestione dei finanziamenti pubblici e nelle procedure di affidamento dei contratti.
Requisiti generali
Per partecipare è necessario possedere i requisiti generali previsti per l’accesso al pubblico impiego. In particolare, il candidato deve:
avere compiuto 18 anni e non aver superato l’età prevista per il collocamento a riposo d’ufficio;
possedere la cittadinanza italiana oppure rientrare in una delle categorie ammesse dalla normativa;
godere dei diritti civili e politici;
essere fisicamente idoneo allo svolgimento delle mansioni;
essere in posizione regolare rispetto agli obblighi di leva, quando previsti;
non avere condanne definitive o procedimenti ostativi all’assunzione in una Pubblica amministrazione;
non essere stato destituito, dispensato, dichiarato decaduto o licenziato da una Pubblica amministrazione nei casi previsti;
conoscere la lingua inglese;
conoscere le apparecchiature e le applicazioni informatiche più diffuse;
possedere il titolo di studio e gli eventuali titoli professionali richiesti per il profilo scelto.
Tutti i requisiti devono essere posseduti alla scadenza delle candidature e conservati fino all’eventuale assunzione.
Titoli di studio richiesti
I titoli cambiano in relazione all’area e al singolo profilo:
per gli Operatori esperti è generalmente richiesto l’assolvimento dell’obbligo scolastico, talvolta accompagnato da qualifiche professionali, esperienza, patenti o abilitazioni;
per gli Istruttori è normalmente richiesto un diploma di scuola secondaria superiore;
per i Funzionari è richiesta una laurea appartenente alle classi indicate nell’avviso;
per alcuni profili specialistici sono necessari l’abilitazione professionale e l’iscrizione al relativo albo.
Prima di presentare la domanda è indispensabile controllare la Tabella A allegata al bando, nella quale sono indicati dettagliatamente i titoli ammessi per ciascuno dei 39 profili.
Come si svolge la prova
La selezione prevede una sola prova scritta, svolta a distanza, composta da 60 quesiti a risposta multipla da completare in 60 minuti.
I quesiti sono così ripartiti:
30 domande sulle materie specifiche del profilo;
25 domande sulle materie comuni;
5 domande dedicate alla lingua inglese e alle conoscenze informatiche.
Per superare la prova è necessario rispondere correttamente ad almeno 42 quesiti su 60. Le risposte errate e quelle non fornite non vengono conteggiate.
Le materie specifiche relative a ciascun profilo sono riportate nella Tabella B allegata al Maxi Avviso.
Tra gli argomenti comuni rientrano, in relazione alle indicazioni dell’avviso:
diritto pubblico;
diritto amministrativo;
ordinamento degli enti locali;
contratti pubblici;
disciplina del pubblico impiego;
diritto dell’Unione europea;
trasparenza e anticorruzione;
diritto di accesso;
tutela dei dati personali;
contabilità pubblica;
reati contro la Pubblica amministrazione.
Quando si svolgerà la prova
Il calendario delle prove non è stato ancora pubblicato.
La data e le modalità di svolgimento saranno comunicate almeno 15 giorni prima attraverso la pubblicazione sul portale InPA e, secondo quanto previsto dall’avviso, anche tramite PEC ai candidati ammessi.
La pubblicazione su InPA avrà valore di notifica ufficiale.
Poiché la prova si svolgerà da remoto, ogni candidato dovrà disporre della dotazione hardware e software indicata nelle successive comunicazioni. Sarà inoltre obbligatorio effettuare preventivamente una verifica tecnica.
La mancata esecuzione della verifica o il suo completamento oltre i termini stabiliti comporteranno l’impossibilità di sostenere la prova.
Cosa succede dopo il superamento del quiz
Il superamento della prova non determina l’assunzione diretta.
Il candidato viene inserito, con riserva, nell’elenco degli idonei relativo al profilo prescelto. Quando uno degli enti aderenti avrà bisogno di assumere personale, pubblicherà un apposito interpello indicando:
numero dei posti;
sede di lavoro;
tipologia e durata del contratto;
eventuali requisiti aggiuntivi;
termini per aderire;
ulteriori prove selettive.
Gli idonei interessati dovranno presentare una manifestazione di interesse e partecipare alla nuova selezione organizzata dall’ente.
L’eventuale graduatoria formata in seguito a un interpello non conserva efficacia per future assunzioni: ciascun ente dovrà avviare una nuova procedura ogni volta che emergerà una diversa esigenza assunzionale.
Come presentare la domanda
La domanda deve essere trasmessa esclusivamente online attraverso la piattaforma AsmeLab.
Le candidature saranno aperte:
dalle ore 12:00 del 15 settembre 2026;
fino alle ore 12:00 del 30 settembre 2026.
Il bando integrale, le tabelle relative ai titoli di accesso e alle materie d’esame e gli eventuali successivi aggiornamenti sono disponibili nella pagina ufficiale del Maxi Avviso ASMEL sul portale InPA.
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La Fondazione con il Sud lancia il Bando Volontariato 2026, un'importante opportunità destinata a sostenere le organizzazioni di volontariato (ODV) e le associazioni di promozione sociale (APS) che operano nei piccoli comuni delle aree interne del Mezzogiorno. La misura mette a disposizione 4 milioni di euro con un obiettivo preciso: rafforzare il ruolo del volontariato come presidio sociale nei territori maggiormente colpiti dallo spopolamento.
A differenza di molti altri avvisi pubblici, questo bando non finanzia un nuovo progetto, ma sostiene direttamente le attività ordinarie delle organizzazioni già attive sul territorio, riconoscendone il valore sociale e il contributo quotidiano alle comunità locali.
Le finalità del bando
L'iniziativa punta a:
• sostenere la continuità delle attività delle organizzazioni di volontariato;
• rafforzare i presidi sociali presenti nei piccoli comuni;
• valorizzare il radicamento territoriale delle associazioni;
• favorire il coinvolgimento di giovani e donne sia nella base associativa sia negli organi di governance;
• consolidare il ruolo del Terzo Settore nella costruzione di comunità più coese e resilienti.
Il bando nasce dalla consapevolezza che nelle aree interne il volontariato rappresenta spesso l'unico punto di riferimento per anziani, famiglie fragili, giovani e cittadini che vivono in territori caratterizzati da un progressivo calo demografico e da una riduzione dei servizi pubblici.
Chi può partecipare
Possono presentare domanda esclusivamente:
• Organizzazioni di Volontariato (ODV);
• Associazioni di Promozione Sociale (APS).
Gli enti devono possedere una serie di requisiti fondamentali.
Tra i principali:
• essere iscritti al RUNTS;
• essere costituiti prima del 1° gennaio 2025;
• avere sede legale in uno dei comuni ammessi;
• svolgere prevalentemente la propria attività in tali territori;
• non aver mai ricevuto contributi dalla Fondazione con il Sud come soggetto responsabile;
• presentare una sola domanda.
L'iniziativa è infatti rivolta soprattutto alle organizzazioni che non hanno mai beneficiato di precedenti finanziamenti della Fondazione, con l'obiettivo di ampliare la platea dei soggetti sostenuti.
Quali territori sono ammessi
Il bando interessa le aree interne di:
Basilicata
Calabria
Campania
Molise
Puglia
Sardegna
Sicilia
Sono ammissibili esclusivamente i piccoli comuni con popolazione fino a 5.000 abitanti, classificati come aree interne periferiche o ultraperiferiche.
L'elenco completo dei comuni è riportato nell'Allegato A del bando e comprende centinaia di amministrazioni comunali distribuite nelle sette regioni interessate. Per la Calabria, ad esempio, figurano numerosi comuni delle province di Catanzaro, Cosenza, Crotone, Reggio Calabria e Vibo Valentia.
Quanto finanzia il bando
L'iniziativa dispone di una dotazione finanziaria complessiva pari a 4 milioni di euro.
Il contributo riconosciuto varia in base alla dimensione economica dell'organizzazione, calcolata sulla media delle entrate registrate nel quinquennio 2021-2025.
Sono previsti tre livelli di sostegno:
• 10.000 euro per enti con media delle entrate fino a 10.000 euro;
• 20.000 euro per enti con media delle entrate superiore a 10.000 euro e fino a 25.000 euro;
• 30.000 euro per enti con media delle entrate superiore a 25.000 euro.
Il finanziamento copre 24 mesi di attività ordinaria dell'organizzazione.
Non serve presentare un progetto innovativo
Uno degli aspetti più interessanti del bando riguarda proprio la filosofia dell'intervento.
La Fondazione non chiede infatti di elaborare un nuovo progetto, ma intende sostenere le attività che le organizzazioni già svolgono quotidianamente.
Ciò significa che saranno valorizzati:
• servizi di assistenza;
• attività educative;
• iniziative culturali;
• interventi sociali;
• tutela del territorio;
• supporto alle persone fragili;
• animazione della comunità.
L'attenzione sarà rivolta soprattutto alla capacità dell'organizzazione di generare impatto sociale e mantenere vivi i legami comunitari.
Come saranno valutate le domande
La selezione privilegerà le organizzazioni maggiormente radicate sul territorio.
Tra i principali criteri di valutazione figurano:
• esperienza maturata;
• continuità delle attività svolte;
• capacità gestionale;
• solidità economica;
• diversificazione delle fonti di finanziamento;
• numero di volontari;
• presenza di giovani e donne nella governance;
• collaborazione con altre realtà del territorio;
• impatto sociale prodotto.
L'obiettivo è individuare le organizzazioni capaci di rappresentare un vero presidio civico nei piccoli comuni del Mezzogiorno.
Come viene erogato il contributo
La Fondazione prevede un'erogazione in due fasi:
• 70% in anticipo;
• saldo finale dopo la rendicontazione delle spese sostenute.
Le organizzazioni dovranno conservare tutta la documentazione di spesa e presentare una rendicontazione completa.
Non sono invece ammissibili, tra le altre:
• spese sostenute prima dell'avvio;
• costi di progettazione;
• spese forfettarie;
• valorizzazione economica del volontariato;
• acquisto o costruzione di immobili.
Come presentare la domanda
Le richieste devono essere presentate esclusivamente online attraverso la piattaforma Chàiros.
Prima dell'invio è necessario:
• registrarsi (oppure aggiornare i dati se già registrati);
• aggiornare l'anagrafica dell'ente;
• inserire i bilanci 2024 e 2025;
• compilare tutti i formulari richiesti;
• allegare la documentazione obbligatoria;
• caricare l'autodichiarazione del legale rappresentante.
La guida operativa precisa inoltre che ogni organizzazione può presentare una sola richiesta e che tutte le sezioni della piattaforma devono essere compilate integralmente prima dell'invio.
Documenti obbligatori
Tra gli allegati richiesti figurano:
• bilancio (o rendiconto) 2024;
• bilancio (o rendiconto) 2025;
• autodichiarazione firmata dal legale rappresentante (Allegato B).
Con tale dichiarazione il rappresentante legale attesta, tra l'altro:
• il possesso della copertura assicurativa dei volontari;
• la regolare tenuta del libro soci;
• il mantenimento dell'iscrizione al RUNTS;
• la veridicità delle informazioni inserite nella domanda.
Scadenza
Le domande possono essere presentate fino alle ore 13:00 del 30 settembre 2026.
PNRR, fondo perduto ai Comuni per la digitalizzazione di SUAP e SUE: domande entro il 27 luglio 2026
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Finalità
Rendere i servizi comunali sempre più digitali, interoperabili e uniformi sul territorio nazionale, semplificando i rapporti tra cittadini, imprese, professionisti e Pubbliche Amministrazioni.
Chi può beneficiare dei contributi
I destinatari dei due Avvisi sono i Comuni e gli altri soggetti attuatori ammissibili individuati dall'Avviso pubblico.
Gli enti potranno richiedere il finanziamento per aggiornare le proprie piattaforme digitali e renderle pienamente conformi agli standard previsti dal PNRR.
Quali interventi sono finanziabili
Adeguamento dello Sportello Unico per l'Edilizia (SUE)
Per il SUE sono finanziabili gli interventi necessari ad adeguare le piattaforme tecnologiche già in uso alle Specifiche tecniche di interoperabilità previste dal documento tecnico allegato all'Avviso.
L'intervento consentirà di digitalizzare completamente la gestione delle pratiche edilizie e migliorare la comunicazione tra enti, professionisti e cittadini.
Adeguamento dello Sportello Unico per le Attività Produttive (SUAP)
Per il SUAP, invece, il finanziamento riguarda l'adeguamento delle piattaforme alle nuove Specifiche tecniche Approved02, elaborate da AgID e destinate a uniformare la gestione digitale dei procedimenti relativi alle attività produttive.
L'obiettivo è rendere i servizi più efficienti, sicuri e interoperabili, favorendo una maggiore semplificazione amministrativa per imprese e professionisti.
Entità del contributo
Entrambi gli Avvisi prevedono l'erogazione di un contributo a fondo perduto riconosciuto secondo il meccanismo del lump sum, cioè mediante importi forfettari.
L'importo del finanziamento varia in funzione della tipologia di intervento e delle caratteristiche dell'ente beneficiario, secondo quanto previsto dagli Allegati tecnici degli Avvisi.
Il contributo sarà erogato dopo la conclusione delle attività previste e il raggiungimento degli obiettivi stabiliti dal PNRR.
Come presentare la domanda
La candidatura dovrà essere presentata esclusivamente online attraverso la piattaforma dedicata del Dipartimento della Funzione Pubblica.
Come avviene la valutazione
Le candidature saranno sottoposte alle verifiche di ricevibilità e ammissibilità previste dagli Avvisi.
Una volta verificata la correttezza della domanda, il sistema comunicherà l'ammissibilità del finanziamento.
Successivamente il Comune dovrà inserire il CUP (Codice Unico di Progetto), passaggio indispensabile per perfezionare la procedura.
Dopo i controlli degli organi competenti, il Dipartimento della Funzione Pubblica approverà l'elenco delle amministrazioni finanziate con apposito decreto, notificato tramite PEC e pubblicato sulla piattaforma.
Da quel momento decorreranno i termini previsti per la realizzazione degli interventi.
Scadenza per presentare la domanda
Le candidature possono essere presentate entro il 27 luglio 2026 (ore 23:59)







