Il Partito Democratico della Calabria esprime pieno sostegno alle preoccupazioni e alle rivendicazioni dei 4.500 lavoratori ex LSU/LPU calabresi che questa mattina hanno organizzato un flash mob a Montecitorio per denunciare una precarietà che dura da oltre trent’anni, con retribuzioni ancora oggi inaccettabili e spesso inferiori ai mille euro.

Il senatore Nicola Irto, segretario regionale, ha incontrato i lavoratori ribadendo la necessità di una soluzione definitiva e dignitosa, a partire dal riconoscimento dei contributi figurativi degli anni in cui sono stati LSU/LPU.

«Dobbiamo fare chiarezza subito –ha dichiarato Irto- va verificato se le risorse destinate alle 36 ore siano state spostate altrove dalla Regione Calabria. Sarebbe molto grave, quei fondi devono garantire l’orario pieno a tutti.

Allo stesso tempo, insieme alle rappresentanze sindacali, lavoreremo a una proposta legislativa progressiva che finalmente risolva il problema dei contributi figurativi, non riconosciuti ai fini previdenziali.»

«Il PD sarà al fianco di questi lavoratori –ha concluso– e continuerà a seguirne la vertenza richiamando Regione, Governo e Parlamento alle proprie responsabilità.»

A seguito dello stop della Corte dei Conti il senatore del Pd esorta, insieme ad Antonio Nicita, i governi di Calabria e Sicilia a sostenere l'emendamento dem alla Legge di Bilancio: «Così si penalizzano le infrastrutture necessarie»

I senatori Pd Nicola Irto e Antonio Nicita hanno scritto ai presidenti di Sicilia e Calabria, Renato Schifani e Roberto Occhiuto, chiedendo di sostenere l'emendamento dem alla Legge di Bilancio che punta a sbloccare le risorse FSC destinate al Ponte sullo Stretto.

A seguito dello stop della Corte dei Conti, spiegano i due parlamentari, quei fondi "restano inutilizzabili mentre potrebbero essere subito impiegati per opere cantierabili come, ad esempio, la Ionica e la Siracusa-Gela".

Irto e Nicita sottolineano che, qualora il progetto del Ponte riprendesse in futuro, "il Governo potrà sempre individuare altre risorse", mentre oggi il blocco "penalizza infrastrutture urgenti per Sicilia e Calabria".

“L’assalto al portavalori sull’A2 è un fatto grave, che ripropone un tema essenziale: la Calabria ha bisogno di istituzioni presenti, capaci di prevenire il radicamento di dinamiche criminali e di garantire ai cittadini e alle cittadine la piena fruibilità dei propri diritti. Non si tratta di inseguire ricette securitarie, ma di costruire politiche pubbliche efficaci e continuative”. Lo afferma il senatore del Pd Nicola Irto. “L’episodio di oggi si inserisce in una serie di fatti che confermano la fragilità sociale ed economica in cui molte comunità calabresi vivono da anni”, prosegue Irto. “Penso agli atti intimidatori a Lamezia Terme e a tanti altri episodi che colpiscono lavoratori, commercianti e amministratori. Questi fenomeni non si contrastano con slogan, ma con investimenti, presenza dello Stato e politiche di sviluppo che rafforzino il tessuto democratico”.

“Il governo aveva promesso un cambiamento radicale, ma in Calabria questa svolta non si vede” aggiunge il senatore.
“Non servono proclami, serve un’azione coordinata e trasparente: più sostegno agli enti locali, più strumenti per la prevenzione, più investimenti su lavoro, scuola e servizi pubblici. Perché la sicurezza vera nasce dall’inclusione, dai diritti e dalla lotta alle disuguaglianze”.
“Chiediamo quindi al ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, di rendere finalmente credibile e misurabile la sua azione in Calabria”, conclude Irto.
“La nostra regione merita Stato, giustizia sociale e politiche lungimiranti.
La destra ha fatto della sicurezza uno slogan identitario, ma quando si tratta di costruirla davvero lascia i territori soli.”

La Manovra del governo Meloni non risponde ai bisogni reali del Paese e anzi taglia la sanità pubblica, riduce gli investimenti e crea nuove, gravi diseguaglianze.

Come al solito, ne pagano il conto i territori più fragili, come la Calabria e il resto del Sud, che continuano a chiedere pari dignità.

Insieme al senatore Antonio Misiani abbiamo illustrato proposte concrete per cambiare rotta e dare risposte alle persone e comunità:

- più risorse per il diritto alla casa e per una sanità pubblica forte, quella che ha tenuto in piedi il Paese nei momenti più difficili;
- una fiscalità di vantaggio per le aree interne, per fermare lo spopolamento e ridare speranze;
- investimenti sulle grandi infrastrutture strategiche, dalla Statale 106 alla Bovalino-Bagnara;
- sostegno a progetti culturali e urbani come il waterfront e il Museo del mare di Reggio, perché il Sud può essere motore di bellezza e sviluppo;
- più forza al trasporto pubblico locale e ai collegamenti tra territori, a partire dall’asse Messina-Aeroporto di Reggio;
- risorse in favore del Sin di Crotone, sia per rigenerare l’area che per avviare monitoraggi e prevenzione efficaci, dati i troppi casi di tumore.

Continuiamo con le battaglie per l’Italia che non si rassegna alle diseguaglianze, per un Paese che può crescere soltanto se è unito e non diviso dalle ingiustizie e dalle scelte sbagliate.

Il senatore Nicola Irto, segretario del Pd Calabria, ha presentato un’interrogazione al ministro della Salute perché il governo tuteli la salute del piccolo Mariano, che pesa 180 chili a causa di una malattia rara. “Il caso richiede un intervento urgente”, afferma Irto, il quale ricorda che Mariano ha visto peggiorare drasticamente le sue condizioni fino a raggiungere 180 chilogrammi, con gravi difficoltà motorie, respiratorie e rischi cardiaci, tanto da seguire scuola e catechismo a distanza.

Nella sua interrogazione, Irto richiama il lungo percorso sanitario del piccolo e i viaggi della speranza compiuti con la propria famiglia, nonché alcuni problemi burocratici legati alla residenza del minore in Calabria. Il senatore chiede al Ministro se sia a conoscenza dei fatti e quali iniziative intenda assumere “per garantire a Mariano e ai minori nelle stesse condizioni il diritto alla salute, a una diagnosi certa e alle migliori cure”, come sancito dall’articolo 32 della Costituzione.

Il parlamentare dem sollecita inoltre verifiche ministeriali sul coordinamento tra strutture dentro e fuori la regione di residenza e propone di valutare interventi anche legislativi per assicurare continuità diagnostica e terapeutica ai pazienti complessi che ricorrono alla mobilità passiva. “Un bambino e la sua famiglia – dichiara Irto – non possono restare da soli davanti a una prova simile. È dovere delle istituzioni intervenire subito”.

   

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