- Dettagli

Il senatore Nicola Irto, segretario del Pd Calabria, e il senatore Walter Verini, capogruppo del Partito democratico nella Commissione parlamentare Antimafia, hanno fatto visita a Patrizia Rodi Morabito, imprenditrice agricola di Rosarno (Rc) la cui azienda è stata più volte colpita da incendi, furti e danneggiamenti. L’ultimo grave episodio si è verificato nei giorni scorsi alla Tenuta Badia, dove un incendio ha distrutto coltivazioni di melograni, kiwi e aranci e parte dell’impianto di irrigazione. Morabito, dirigente di Coldiretti e componente della Giunta della Camera di commercio di Reggio Calabria, da anni denuncia alle autorità i numerosi danneggiamenti subiti dalla propria attività.
Irto ha ribadito la piena vicinanza del Pd all’imprenditrice, alla sua famiglia e ai suoi collaboratori. La determinazione di Morabito a continuare a lavorare e investire a Rosarno, ha sottolineato il segretario regionale dem, deve avere il sostegno delle istituzioni e della comunità. Nessun imprenditore deve sentirsi solo di fronte a una sequenza tanto grave di episodi. La presenza di Verini, capogruppo del Pd nella Commissione parlamentare Antimafia, testimonia l’attenzione nazionale del Partito democratico verso la vicenda e per la tutela di quanti scelgono di fare impresa e creare lavoro in territori difficili. Secondo Irto, sostenere Morabito vuol dire difendere il diritto di lavorare nella propria terra senza paura e significa sostenere quella parte della Calabria che investe, produce e rifiuta qualsiasi forma di intimidazione. Il Pd continuerà a stare al fianco della donna e dalla parte degli altri imprenditori che chiedono di poter lavorare in sicurezza e nel rispetto delle regole.
- Dettagli

“I dati sull’attuazione del Pnrr in Calabria confermano i pesanti ritardi che denunciamo da tempo, ora riscontrati anche nel monitoraggio parlamentare e nella relazione semestrale della Corte dei conti. Pesa molto, poi, l’incertezza sul futuro delle risorse della Zes unica per il Mezzogiorno, questione che il governo deve chiarire senza ulteriori rinvii”. Lo afferma in una nota il Pd Calabria.
“La nostra regione – dichiara il segretario del Pd Calabria, il senatore Nicola Irto – ha concluso appena il 15,6 per cento dei progetti finanziati dal Pnrr e sono ancora in corso interventi per oltre 5,2 miliardi di euro. Questi dati evidenziano una grave difficoltà nella capacità di attuazione. Il governo nazionale e la Regione hanno il dovere di assumersi tutte le proprie responsabilità”. Il Pd Calabria punta i fari anche sul capitolo della Zes unica per il Mezzogiorno. “Preoccupa ugualmente – sottolinea la nota dei dem calabresi – la scelta di spostare fuori dal perimetro del Pnrr i 500 milioni di euro destinati al credito d’imposta della Zes. Il governo chiarisca con quali risorse intenda garantirne la continuità, perché si tratta di uno strumento già utilizzato dalle imprese per sostenere gli investimenti. Non possono esserci ambiguità su un sostegno così importante per il tessuto produttivo del Mezzogiorno e della Calabria in particolare”. “È indispensabile un chiarimento immediato, anche alla luce del forte ridimensionamento del Fondo perequativo infrastrutturale. Il governo chiarisca come intenda salvaguardare gli investimenti già programmati, evitare possibili definanziamenti e assicurare continuità alle misure per la crescita e l’occupazione nel Mezzogiorno.
La Calabria – conclude Irto – non può permettersi nuovi ritardi né ulteriori incertezze nella fase conclusiva del Pnrr”.
- Dettagli

Con la pubblicazione, nella Gazzetta Ufficiale del 7 luglio 2026, del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 121 dell'11 maggio 2026, contenente il regolamento sui criteri per la classificazione dei Comuni montani, in attuazione dell'articolo 2, comma 1, della legge 12 settembre 2025, n. 131 (Legge sulla Montagna), il Governo ha reso definitiva una scelta che rischia di emarginare le aree interne e di penalizzare decine di Comuni esclusi dalla nuova classificazione sulla base di criteri ingiustificati, incoerenti e privi di reale aderenza alle condizioni dei territori.
Non è un caso che il Partito democratico abbia raccolto il grido d'allarme proveniente da tanti Comuni, molti dei quali hanno già promosso ricorsi davanti ai giudici amministrativi. Per questa ragione il Pd ha presentato una proposta di legge finalizzata a superare questa inaccettabile "tagliola", che ha escluso senza valide motivazioni intere comunità dai benefici riconosciuti ai territori montani.
Continueremo a stare al fianco dei Comuni e registriamo, in queste ore, anche la fondata preoccupazione espressa dall'Uncem nazionale, che ha evidenziato come "il rischio che temiamo, che non vorremmo, è che pochi siano felici e soddisfatti e molti, invece, arrabbiati. Un rischio. Arrabbiati non solo i Comuni esclusi dalla 'montanità', con parametri già oggetto di tanti ricorsi. Anche quelli che verranno esclusi dal secondo elenco, quello per l'accesso ai bonus e alle opportunità economiche della legge".
Le conseguenze di questo provvedimento saranno molto pesanti. Ne pagheranno il prezzo anzitutto le aree interne, a partire dal sistema scolastico. I Comuni esclusi perderanno infatti le tutele previste dalla Legge sulla Montagna nella formazione delle classi, con effetti facilmente prevedibili sul dimensionamento scolastico. A questo si aggiungono i tagli lineari al Fondo per lo sviluppo delle montagne italiane (FOSMIT), che ridurranno ulteriormente le possibilità di investimento e di sostegno ai territori più fragili.
Non possiamo accettare che una visione esclusivamente ragionieristica comprometta diritti fondamentali garantiti dalla Costituzione, come il diritto all'istruzione e quello all'eguaglianza tra i cittadini, indipendentemente dal luogo in cui vivono. Quanto sta accadendo conferma la fondatezza dell'iniziativa politica che il Partito democratico sta portando avanti a ogni livello istituzionale e territoriale e dimostra, ancora una volta, l'inadeguatezza del centrodestra, che in Italia e in Calabria continua a relegare le aree interne e la montagna a una semplice definizione geografica, sostituendo le politiche necessarie con slogan di propaganda.
- Dettagli

Il Pd Calabria e il suo segretario regionale, il senatore Nicola Irto, contestano le ultime dichiarazioni del presidente della Regione, Roberto Occhiuto, che oggi chiede al governo di trovare le risorse necessarie per prolungare l’Alta velocità ferroviaria Salerno-Reggio Calabria almeno fino a Praia a Mare. “Finora, dove è stato Occhiuto? Come mai, sull’Alta velocità ferroviaria – si legge in una nota del partito – il presidente della Regione Calabria si è svegliato soltanto adesso? Perché ha ignorato gli allarmi sulla mancanza di risorse che, come Partito democratico, avevamo lanciato con grande anticipo”? “Già l’8 febbraio 2025 – ricorda Irto – avevamo denunciato che le risorse non c’erano, che il progetto dell’Alta velocità verso la Calabria era rimasto senza coperture finanziarie e che il governo era sordo e fermo in proposito. Dicemmo a chiare lettere che l’Alta velocità ferroviaria era sparita dai radar e che mancavano finanziamenti e certezze per completare l’opera sino a Reggio Calabria. In risposta ricevemmo, purtroppo, soltanto rassicurazioni inattendibili”. “Nel frattempo, quelle nostre preoccupazioni – continua il Pd Calabria – sono state riconfermate dal ridimensionamento delle risorse disponibili, dall’incertezza sui finanziamenti e dall’assenza delle coperture necessarie per completare l’infrastruttura. Occhiuto – incalza il Pd – avrebbe potuto e dovuto utilizzare il suo rapporto con il governo per pretendere garanzie sui finanziamenti dell’Alta velocità, invece di sprecare inutilmente tempo”. Secondo il Pd Calabria, “la priorità è garantire ai cittadini calabresi un’infrastruttura moderna e completa”. “Servono le risorse per completare la linea ad Alta velocità fino a Reggio Calabria. Continueremo perciò a incalzare l’esecutivo nazionale e la Regione, perché – concludono i dem – la Calabria non può più ancora subire ritardi, rinvii e illusioni”.
- Dettagli

“Il Pd Calabria denuncia nuovi disagi patiti dai passeggeri sui binari calabresi, con ritardi di ore, carrozze senza aria condizionata e perfino il malore di una viaggiatrice, a riprova della grave inefficienza del sistema ferroviario verso Sud”. Lo si legge in una nota ufficiale del partito. “In questi giorni – afferma il senatore Nicola Irto, segretario del Pd Calabria e a Palazzo Madama componente dell’VIII Commissione – si stanno ripresentando i pesanti disservizi delle estati scorse. In Calabria i cittadini, gli studenti, i lavoratori, i malati e i turisti continuano a pagare il prezzo di ritardi, soppressioni, collegamenti insufficienti e servizi ferroviari molto spesso inadeguati.
Ciò è ingiusto e indegno di un Paese civile. Il ministro Matteo Salvini rimane assente e pensa a vendere fumo con il ponte sullo Stretto, piuttosto che a risolvere questi problemi”. Il Pd Calabria ricorda di avere “denunciato più volte il progressivo isolamento ferroviario della regione, dalla fascia ionica alla dorsale tirrenica”. “La questione ferroviaria – sottolinea il partito – riguarda più in generale la coesione territoriale, il diritto alla salute, l’accesso al lavoro e le prospettive di sviluppo della regione. La Calabria rimane abbastanza isolata. È un male per l’economia, lo sviluppo e i diritti dei cittadini. Continueremo a incalzare il governo, che – concludono i dem calabresi – deve assumersi le proprie responsabilità”.





