“La quarta Commissione ‘Ambiente’ è impegnata a svolgere fino in fondo il suo ruolo di indirizzo e controllo rispetto alla redazione del Piano regionale dei rifiuti che intendiamo ex ante contribuire a costruire, fornendo indicazioni e suggerimenti, puntando sulla più ampia concertazione che veda protagonisti i sindaci, l’Anci e l’associazionismo affinché il parere finale sul documento non sia burocratico, ma entri nel merito delle scelte compiute”.
E’ il commento del consigliere Nicola Irto, presidente della Commissione consiliare “Assetto e Utilizzazione del territorio e Protezione dell’ambiente”, a conclusione di una seduta che ha visto al centro del dibattito il tema dell’emergenza rifiuti in Calabria con i contributi dei consiglieri Arturo Bova, Mimmo Tallini, Giovanni Nucera, Orlandino Greco e Giovanni Arruzzolo.
Il confronto che ha affrontato tutti i profili della questione, ha preso le mosse dall’audizione del sindaco di Crotone e presidente dell’Anci Calabria, Peppino Vallone, il quale ha suggerito di “cogliere le opportunità che possono discendere da un corretto, moderno ed innovativo sistema di gestione dei rifiuti, attraverso un’organizzazione industriale capace di trasformare il rifiuto in risorsa per la parte pubblica che, fino ad oggi, della gestione ha sopportato soltanto i costi”.
Il presidente Irto ha ribadito “l’importanza di allinearsi al resto del Paese, confermando il ruolo propositivo e di protagonismo della Commissione che si attiverà per acquisire tutti i dati e le cifre afferenti la diffusione della ‘differenziata’ e favorendo la redazione di una green list dei Comuni virtuosi per stabilirne premialità, a fronte di quelli che invece ancora non attivano buone pratiche nelle politiche ambientali di gestione di rifiuti.
La seduta ha registrato anche l’audizione del sindaco del Comune di Settingiano, Rodolfo Iozzo, in merito alle problematiche generate da fenomeni di dissesto idrogeologico in alcune aree del comprensorio ed alle azioni di messa in sicurezza da approntare o già realizzate.
Quanto alla proposta di legge “Esercizio della navigazione nel collettore artificiale di bonifica denominato Canale degli Stombi e nella portualità interna delle acque dei Laghi di Sibari”, (d’iniziativa dei consiglieri Bevacqua, Mirabello e Battaglia), su cui è stata votata all’unanimità una specifica integrazione richiesta dal proponente Bevacqua, il presidente Irto ha informato che “essendo stato rivisitato l’articolato originario, occorrerà prendere visione del nuovo testo per procedere quindi all’esame ed all’approvazione del provvedimento”.
Rispetto alla proposta di legge del consigliere Greco “Tutela e valorizzazione economica sostenibile dei paesaggi rurali tradizionali”, sono stati accolti i contributi del Servizio Legislativo che il consigliere proponente si è impegnato a recepire nel nuovo testo.
“Rilevata l’assenza dei dirigenti dei Dipartimenti Bilancio, Programmazione ed Urbanistica, appositamente convocati per intervenire in merito a quest’ultimo provvedimento”, il presidente Irto ha rimarcato “l’ineludibilità della partecipazione dei tecnici per i contributi richiesti al fine di un esame dei progetti di legge che sia il più possibile completo ed approfondito”.

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TeleMia trasmissione Lineaperta - Ospite il Consigliere regionale Nicola Irto

 

Il Presidente della IV Commissione regionale Assetto e Utilizzo del Territorio e Protezione dell'Ambiente, Nicola Irto, è intervenuto questa mattina alla cerimonia di apertura del primo Festival della Città Metropolitane, organizzato dall'Istituto Nazionale di Urbanistica a Reggio Calabria.

«La Città Metropolitana di Reggio Calabria - ha detto Irto - muove da alcuni principi cardine: l'identità del territorio, l'innovazione e la partecipazione. La sfida che ci si pone davanti, oggi, è quella di armonizzare gli aspetti sociali, amministrativi e culturali che sono propri della nuova realtà costruita con la Legge Delrio.

Da pochi giorni la Commissione Europea ha approvato il Pon Metro, programmazione 2014 - 2020, per le Città Metropolitane. Una pioggia di euro destinati all'innovazione, allo sviluppo dei servizi digitali per i cittadini, alla sostenibilità urbana. È un'occasione che Reggio Calabria non può perdere, anche perché sotto il profilo strettamente tecnico, consente la rivisitazione e il recupero del concetto di piano territoriale, imprescindibile per il nuovo assetto amministrativo della città.

I tre giorni del Festival, inoltre, devono essere per gli amministratori, i funzionari e i dirigenti un'occasione di apprendimento e di formazione da spendere nella professione e nell'impegno politico.

Non da ultimo, come Presidente della IV Commissione, ritengo imprescindibile, lavorare e proporre un aggiornamento dell'antologia legislativa regionale sul piano urbanistico e ambientale, con  una Legge quadro del Territorio, che coniughi le esperienze del passato con una nuova visione della Calabria».  

Estratto dell'intervento nella prima giornata del Festival nazionale della Città metropolitane - 16 luglio 2015

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E’ un fatto positivo che il Governo si avvii a varare, su proposta del ministro Delrio, il Piano nazionale per la portualità e la logistica. Fino ad oggi il nostro paese ha rinunciato (sulla base di uno sfondo di culture nordiste che hanno danneggiato l’economia dell’intero paese) a potenziare e mettere in rete il proprio sistema portuale che, considerate le caratteristiche geografiche dell’Italia e, soprattutto, del mezzogiorno e delle isole, può diventare la marcia in più che serve al paese rispetto alla produzione delle risorse e della ricchezza. L’Italia è interamente dentro un mare, il Mediterraneo, che torna ad essere uno dei grandi centri del traffico mondiale, luogo attraversato da quasi il 40 per cento delle merci che si producono in tutto il mondo.
Anche la drastica riduzione delle autorità portuali da 24 a 8 è da considerare un fatto positivo perché sottrae l’insieme dei porti alle spinte localistiche e punta a inserirle in un progetto nazionale unitario dove ciascun territorio gioca fino in fondo le proprie potenzialità, senza farsi distrarre da risse campanilistiche e da altri obiettivi.
Giusta, infine, la scelta di accorpare le autorità portuali dell’Italia meridionale e insulare secondo i propri territori per cui tutti i porti della Sardegna sono in un’unica portualità, come in Campania, come in Puglia e nessuna regione fa parte di sistemi portuali diversi.
La cosa che però diventa incomprensibile, e va rivista, è la soluzione che il Piano propone per la Calabria il cui territorio si vorrebbe accorpare a Messina, da sempre inserita nel sistema economico portuale Augusta, con Catania e Siracusa. Tale progetto, che nello schema allegato al Piano viene definito “Sistema autorità portuale Calabra e dello Stretto” rischia di creare un pasticcio istituzionale e di paralizzare fino a vanificarle potenzialità straordinarie della portualità calabrese (spegnendo sul nascere le giuste ambizioni di Crotone e Corigliano) e di umiliare le potenzialità, fin qui realizzate solo in piccola parte, del porto di Gioia Tauro a cui, invece, la stessa logica del Piano assegna una funzione rilevantissima nella strategia d’insieme della portualità italiana, anche in considerazione della megastruttura lì esistente e del patrimonio di alta professionalità delle maestranze ormai ricche di una esperienza universalmente apprezzata.
Se a questa difficoltà, vero e proprio colpo alle speranze della Calabria, si aggiungono le voci di un presunto spostamento dell’autorità portuale da Gioia Tauro a Messina dovremmo registrare il definitivo tramonto dell’ipotesi di fare del Porto di Gioia un traino con la centro la Calabria e tale da contribuire ad aiutare tutto il Mezzogiorno (pur accennato nel Piano).
Ecco perché bisogna chiedere al Governo con determinazione la costituzione di un’autorità portuale organica alla Calabria, rispettando la naturale collocazione di Messina con la Sicilia, senza dar peso alle spinte localistiche che da quella città vorrebbero scardinare l’accorpamento siciliano e quello calabrese e, nello stesso tempo, pretendere la inamovibilità della sede dell’autorità portuale a Gioia Tauro.

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Questa Commissione è fortemente interessata allo stato dei lavori per la redazione del Piano di Gestione dei Rifiuti della Regione Calabria, per le politiche di gestione del territorio e di protezione dell’ambiente che lo stesso produce, unitamente ai caratteri socio-economici dell’impatto che l’innovazione del Piano regionale deve conseguire secondo le più recenti indicazioni dell’Unione Europea". Lo ha detto il presidente della quarta Commissione, Nicola Irto(Pd). Irto, a conclusione dei lavori, ha evidenziato che "quella di oggi in Commissione, è stata una discussione franca e aperta, propedeutica ad un percorso di lavoro dove i protagonisti saranno gli enti locali, le associazioni ambientaliste e quanti hanno a cuore il futuro e la salvaguardia del territorio della nostra regione. La presenza in aula dell’ing. Domenico Pallaria, che ringrazio - ha sottolineato Irto - è servita a ricomporre il quadro della situazione sul così detto ‘ciclo dei rifiuti’, un settore che riflette criticità storicizzate e che è costato centinaia di milioni di euro alle casse della Regione ed alle tasche dei cittadini, che ancora oggi, sono costretti a pagare in molti comuni calabresi altissimi livelli di tassazione a causa della mancata rimozione degli ostacoli che hanno impedito una seria e credibile politica di trattamento e smaltimento dei rifiuti solidi urbani e di quelli speciali, politiche, invece, che in molte altre realtà del Paese si sono trasformate in autentiche occasioni per produrre energia alternativa ed abbattere costi davvero esosi". "La redazione delle Linee guida e del Piano regionale dei Rifiuti che ne seguirà - ha detto inoltre Nicola Irto - sono processi che vanno costruiti e confrontati con il partenariato sociale ed istituzionale. Oggi, in Commissione - ha sottolineato Irto - per la prima volta vengono esposti dal direttore generale del dipartimento, l’ing. Domenico Pallaria, gli indirizzi generali in anteprima. L’organismo, infatti, lavorerà per contribuire a dare un senso compiuto e largamente condiviso ad un progetto normativo i cui obiettivi dovranno necessariamente essere compatibili con le indicazioni dell’Europa, che ha già fissato al 31 dicembre 2016 il termine ultimo nell’area comunitaria per intraprendere strade nuove per il trattamento, il riciclo e l’utilizzo dei rifiuti. E’ una scommessa che possiamo vincere, perché anche qui, in Calabria, molti comuni stanno già operando positivamente per raggiungere il target europeo, mentre altri ancora dovranno essere assistiti per fare meglio e partire decisamente, altrimenti il rischio sarà grosso e potremo subire forti sanzioni finanziarie incrementando i danni già consistenti sui nostri territori". "Credo sia ormai ampiamente acquisita - ha concluso - la consapevolezza del legame che tiene insieme la salute dei cittadini, l’appetibilità del territorio, la bellezza dei luoghi, con politiche ‘zero rifiuti’ per porre fine a speculazioni e interessi abnormi, restituendo luoghi meravigliosi della Calabria alla fruizione dei cittadini, avviando così un percorso di vera modernità su cui tutti saremo chiamati a misurarci". Ai lavori dell’organismo hanno fornito il loro contributo i consiglieri Orlandino Greco (Oliverio Presidente), Arturo Bova (Democratici Progressisti), Giovanni Arruzzolo (Ncd) e Giovanni Nucera (Per la Sinistra).

   

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