«La Commissione parlamentare competente, ha approvato la norma che solleva di ogni responsabilità chi acquista i crediti del superbonus e dei bonus minori  La responsabilità rimane, chiaramente per i casi di dolo o colpa grave. Oggi il sistema bancario non ha più alibi e deve pagare immediatamente i contratti firmati e bloccati, così come deve subito definire  l’istruttoria sospesa delle istanze presentate e deve riaprire le piattaforme per la presentazione di nuove domande. Non sono consentiti ulteriori indugi. Il momento è drammatico in Calabria. Centinaia e centinaia di imprese sono prossime al fallimento. L’abuso fatto delle norme troppo larghe in passato da truffatori e speculatori seriali non poteva già nel recente passato e soprattutto non può oggi ricadere sugli imprenditori veri ed onesti. Il gioco dello scarica barile degli ultimi otto mesi è finito. Sulla pelle delle imprese e dei loro lavoratori non potranno scaricarsi più inefficienze, speculazioni, intoppi burocratici, furbizie ed in alcuni casi veri e propri atti di pirateria bancaria. Nè potrà giocare più a nascondino la stessa Agenzia delle entrate».

Il Pd fa tappa a Villa San Giovanni per discutere di infrastrutture e agenda sociale quando ormai si è arrivati nella fase cruciale della campagna elettorale.

All’incontro, moderato, da Filippo Bellantone e Enzo Musolino, hanno preso parte il sindaco di Villa San Giovanni Giusy Caminiti, il sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà, il segretario metropolitano del partito Antonio Morabito, il candidato alla Camera Mimmo Battaglia e il segretario regionale, nonché capolista al Senato, Nicola Irto.

Il Pd ha sottolineato l’importanza di riuscire ad inserire tra le priorità del prossimo governo nazionale lo sviluppo del Meridione che ancora sconta un pesante gap di sviluppo nei confronti del resto del Paese. Una divisione profonda che rischia di essere ancora più grave nel caso in cui dovessero arrivare a palazzo Chigi Meloni e Salvini con il loro progetto di autonomia differenziata.

Non a caso, proprio qualche giorno fa, il segretario nazionale del partito Enrico Letta ha sottoscritto il manifesto per il Sud, la Carta di Taranto, che contiene sette linee programmatiche per il suo sviluppo che riguardano: pubblica amministrazione; sanità, scuola e servizi di cittadinanza; transizione ecologia e gestione delle acqua; lavoro e imprese; zes; sicurezza e legalità; insularità.

«E’ fondamentale – ha sottolineato Nicola Irto – che venga mantenuto il 40% dei fondi del Pnrr già destinati al Sud. Con un governo di centrodestra questo impegno potrebbe venire meno con le conseguenze immaginabili per il nostro territorio. Il Pd ha la forza e un progetto politico in grado di fornire le risposte che la Calabria e le altre regioni meridionali si attendono in termini di attenzione e investimenti con un accento particolare da mettere sulle politiche occupazionali. La Carta di Taranto contiene il frutto dell’elaborazione politica che il partito ha svolto durante questi mesi e che cristallizza lo sforzo per provare a tenere unito il Paese in un momento assai difficile in cui i territori più periferici e le fasce più deboli della popolazione rischiano di soccombere».

Allegati:
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«Ancora una volta il Pd dimostra di essere l’unico partito ad occuparsi concretamente del Sud. E così, mentre la destra di Salvini e Meloni vuole dividere l’Italia con l’autonomia differenzia, il segretario nazionale Enrico Letta, insieme ai governatori De Luca e Emiliano, lancia la Carta di Taranto».

Così il segretario regionale del Pd calabrese Nicola Irto. «Il segretario Letta lo ha detto chiaramente: “combatteremo con tutta la nostra forza rispetto al tentativo, che Salvini la Lega fanno, di togliere la soglia del 40% di premialità per i fondi del Pnrr sul Mezzogiorno''. Le regioni meridionali non possono subire ulteriori penalizzazioni, ma anzi devono diventare una priorità per il prossimo governo nazionale. Serve un piano straordinario che venga sfruttato per le potenziare le infrastrutture, per gli investimenti nella sanità, per la transizione digitale e per l’occupazione. Bisogna respingere – dice ancora Irto – l’attacco della destra al reddito di cittadinanza, seppure da correggere e da migliorare, che rappresenta l’unico appiglio per chi non ha un’occupazione e non riesce ad arrivare a fine mese. Al contempo è necessario investire, soprattutto nelle regioni meridionali, per fornire occasioni concrete di sviluppo e per creare posti reali di lavoro, unica ricetta per eliminare le sacche di precariato e l’assistenzialismo».

«Soltanto con un Sud forte e al passo con le regioni più sviluppate si può avere davvero un’Italia unita e in grado di affrontare le difficili sfide che ci attendono a partire dal prossimo mese di ottobre. Nessuno deve restare indietro, questo il messaggio principale contenuto nella Carta di Taranto che deve essere un punto di partenza per l’avvio di una politica diversa per il Meridione. Una politica che la destra non ha nessuna intenzione di mettere in campo, come dimostra il silenzio della coalizione di Salvini e Meloni sulle emergenze del Mezzogiorno e come è confermato dal silenzio della destra locale, con il governatore Occhiuto rimasto inerte anche davanti al blocco dei fondi Fsc. Il voto per il Pd, dunque, è l’unica possibilità per evitare che il Paese venga esposto a ulteriori divisioni e che il Meridione venga condannato per sempre a una condizione di sottosviluppo. Con il Sud in affanno non si farebbe altro che amplificare la crisi economica che il prossimo governo dovrà affrontare con determinazione e con un’attenzione altissima per le fasce sociali più deboli».

20 giorni al 25 settembre!
Continua il nostro percorso sui territori.
- Oggi sarò a Reggio Calabria e Rombiolo
- Domani, 6 settembre, sarò a Castrovillari
- Il 7 settembre pomeriggio ci vedremo ad Arena
- L’8, invece, sarò a Crotone
Vi aspetto!

#25settembrevotoPD
#scegli
#vinconoleidee

Elemento emergente del Partito Democratico, candidato al Senato, nei ranghi dei Dem alle prossime elezioni politiche del 25 settembre. Nicola Irto a 360 gradi. Ecco la sua ricetta per uscire dalla crisi, che è ovviamente una crisi economica, ma anche sociale.

Italia al voto, ma di certo quelli attuali non sono mesi facili. E non lo saranno nemmeno i prossimi…

La crisi energetica che rischia di travolgere il tessuto produttivo e sociale del Paese, impone una risposta immediata da parte del governo anche se ci troviamo di fronte ad un esecutivo limitato nei suoi poteri. E’ strano che oggi le stesse forze politiche che hanno voluto interrompere l’esperienza del governo Draghi e la legislatura con sei mesi di anticipo chiedano al Presidente del Consiglio di esercitare “ i pieni poteri” che loro stessi hanno tolto al governo per meri calcoli elettorali limitandolo agli “affari corrente” . Eppure la crisi drammatica era prevista , non è stata un fulmine a ciel sereno e di fronte al diluvio che arrivava 5 stelle in primis e a rimorchio Lega e Forza Italia, hanno tolto l’ombrello agli italiani . Ecco perchè noi chiediamo ai cittadini un voto per impedire che la crisi eccezionale che il paese vive diventi irreversibile e trascini i cittadini in un vortice senza speranza e senza futuro che ne travolga la stessa tenuta sociale. Il Pd in questi anni non ha mai fatto calcoli elettorali , non ha mai fatto scelte nell’interesse del partito ma ha lavorato sempre per sostenere gli interesse dell’Italia e degli italiani e credo che i cittadini siano pienamente consapevoli di questo e nel momento finale delle scelte elettorali sapranno valutare questo elemento non secondario.

Cosa pensa del tanto discusso Reddito di Cittadinanza?

Il reddito di cittadinanza è stato uno strumento di contrasto alla povertà ed è stato utile soprattutto se pensiamo al periodo della pandemia. Ora va rafforzato a favore delle fasce deboli del paese. E’ una misura che completa il reddito di inclusione e deve rappresentare un sostegno per i soggetti che non riescono ad incrociare il mercato del lavoro. Ricordo solo che due terzi della platea a malapena ha la terza media. Al tempo stesso vanno modificate le politiche attive del lavoro per consentire proprio a chi è occupabile di rafforzare le proprie competenze. Vanno ad esempio introdotte alcune modifiche a cui il governo con il Ministro Orlando stava già lavorando come ad esempio il divieto di cumulo per gli stagionali. Bisogna eliminare i vuoti normativi che hanno consentito a tantissimi di speculare sul reddito di cittadinanza. Bisogna valorizzare il ruolo delle piccole imprese che rappresentano la spina dorsale della nostra economia e contemporaneamente rafforzare il primo e vero capitale di ogni azienda e cioè i lavoratori, in termine di giusti salari, di sicurezza suoi luoghi di lavoro, di dignità nell’espletamento delle mansioni , di rispetto dei veri contratti di lavoro e dell’abrogazione di ogni contratto pirata con un rafforzamento del ruolo dei veri sindacati e delle vere associazioni dei datori di lavoro. Con l’implementazione di ogni forma utile ad eliminare il lavoro nero dai luoghi di lavoro. Servono interventi legislativi idonei ad aumentare il peso della busta paga che finisce in tasca ai lavoratori senza scaricarne gli oneri solo ed esclusivamente ai datori di lavoro.

I dati sul Reddito di Cittadinanza sono alti soprattutto nel Mezzogiorno. Ma ora c’è chi vorrebbe l’autonomia differenziata…

Dobbiamo dire con forza no all’autonomia differenziata proposta da tutto il centrodestra come cardine del loro programma, perché l’attuazione comporterebbe l’emarginazione totale del meridione e l’impossibilità di recupero del differenziale in atto esistente soprattutto tra la Calabria ed il resto del paese . la pandemia prima e le conseguenze del conflitto in ucraina poi richiedono un Paese coeso. La crisi in atto sta ampliando le differenze tra le regioni ricche e le regioni che scontano una arretratezza atavica . L’entrata a regime dell’autonomia differenziata ed abbracciata oltre che da Salvini anche dalla Meloni e da Berlusconi sarebbe il colpo finale.

Crede che le prossime elezioni saranno influenzate eccessivamente dalle questioni economiche?

Non si vota solo con il portafoglio. Noi siamo portatori di una visione di società che non si alimenta di odio e discriminazioni e in cui i diritti sono molto importanti. la nostra è una terra resiliente e che subisce pregiudizi e stereotipi che combattiamo da sempre, lo combattono i nostri giovani che si affermano fuori dai confini regionali. L’altro giorno mi ha molto colpito la notizia di una bimba di 12 anni morta in un parco ad Avezzano perché le è caduta sulla testa una trave di legno. Noi dobbiamo pensare anche agli spazi per i nostri figli, alla loro creatività e fare in modo che la scuola dopo due anni di pandemia sia davvero il luogo in cui si combattono le diseguaglianze e si costruisce il futuro.

Il Dispaccio del 5 settembre 2022

   

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