Il consigliere regionale ha presentato un’interrogazione nella quale sollecita interventi per evitare la chiusura di manifestazioni come il Roccella Jazz Festival e il Festival Leggere & Scrivere di Vibo Valentia
«Chiedo alla giunta regionale di fare chiarezza sul bando “Grandi Eventi 2021”. C’è il rischio di mortificare e fare scomparire manifestazioni culturali di grande livello e tra queste il Roccella Jazz Festival e il Festival Leggere & Scrivere di Vibo Valentia».
Il consigliere regionale Nicola Irto ha depositato un’interrogazione a risposta scritta per chiedere alla giunta Spirlì immediati provvedimenti per evitare che il bando “Grandi Eventi 2021” «non si trasformi - si legge in una nota - in un boomerang e, invece di valorizzare e promuovere eventi culturali per renderli attrattori dei flussi turistici, vada a spazzare via realtà consolidate». Irto ha raccolto e fatto proprie anche le istanze di diversi amministratori locali che, fin da subito, hanno espresso forte preoccupazione. Il sindaco di Roccella Jonica, dopo la pubblicazione del bando, ha paventato l'ipotesi che possa non avere luogo l’edizione di quest’anno, la 41°, del Roccella Jazz Festival.
«Alcune caratteristiche del bando - spiega Nicola Irto - potrebbero mettere in ginocchio quasi tutte le manifestazioni culturali che vengono organizzate sul nostro territorio. L'esecutivo deve, in tempi rapidi, assumere le iniziative più opportune per scongiurare la chiusura di festival e manifestazioni di grande rilevanza».
«Non si può pensare di governare la Calabria a tentoni e con provvedimenti spot – conclude Nicola Irto – per rilanciare il turismo e valorizzare festival e kermesse culturali, dopo il difficile periodo segnato dalla pandemia da Covid 19, serve una programmazione di lungo periodo che faccia proprio della salvaguardia delle eccellenze calabresi la base solida dalla quale ripartire».

LaC News 24 del 14 luglio 2021

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Il Centro Regionale di Neurogenetica di Lamezia Terme deve al più presto diventare un Istituto di Ricerca a Carattere Scientifico per potenziare il proprio ruolo e diventare, sempre di più, un punto di riferimento nazionale e internazionale per l’assistenza, la diagnosi, lo studio e la ricerca nell'ambito delle patologie neurogenetiche. Per raggiungere rapidamente questo obiettivo – spiega Nicola Irto a margine dei lavori del Consiglio regionale – ho presentato una mozione che impegna la giunta e il Commissario ad acta per il piano di rientro dal debito sanitario ad attivarsi, ognuno secondo la propria competenza. E’ dovere della politica tutelare e potenziare le eccellenze della nostra Regione con particolare riguardo al settore della Ricerca. Investire in realtà come il CRN di Lamezia vuol dire anche impegnarsi per arginare l’inaccettabile fenomeno della migrazione sanitaria". La mozione presentata dal vicepresidente del Consiglio regionale Nicola Irto è stata approvata all’unanimità dall’Assemblea.
"Oggi, il CRN è diventato punto di riferimento regionale, nazionale e internazionale nel suo campo, di cui è testimonianza la lunga e imponente serie di pubblicazioni, le numerose collaborazioni con scienziati di tutto il mondo e gli oltre 13.000 pazienti presi in carico provenienti da ogni parte d'Italia – si legge nella mozione - e grazie a un metodo di lavoro complesso e combinato di studi clinici e genetico molecolari, affiancati alla ricostruzione genealogica delle famiglie e delle popolazioni attraverso atti e documenti, il Centro è riuscito a sviluppare avanzamenti importantissimi non solo per la Regione Calabria ma per la collettività scientifica tutta, specificamente con la definizione di cause e forme nuove mai descritte". "Il contesto storico geografico particolare in cui il Centro opera – prosegue il testo approvato in Consiglio - non è un fatto irrilevante, poiché la Calabria è un vero e proprio isolato genetico e l'elevata numerosità di malattie, rare è ricchezza straordinaria per la ricerca in generale. Persino le metodologie utilizzate, che includono studi storico archivistici, clinici e di genetica di popolazione, non sarebbero facilmente trasferibili, grazie al grande patrimonio esistente in Calabria. Non da ultimo, attraverso la cosiddetta ricerca traslazionale, i risultati ottenuti dagli studi vengono trasformati in applicazioni cliniche, affinché i metodi di prevenzione, diagnosi e terapia delle patologie neurogenetiche risultino migliorati e ottimamente implementati".
"Nonostante i grandi successi scientifici e assistenziali accertati però il Centro Regionale di Neurogenetica ha molto spesso operato in condizioni di grave precarietà economica – si specifica - subendo nel corso degli anni continui depauperamenti in ordine a finanziamenti e personale assegnato, penalizzando fortemente le attività assistenziali e di ricerca. In particolar modo, nell'imminenza della comparsa sul mercato di farmaci in grado di modificare il decorso della Malattia di Alzheimer, la mancanza di stabilizzazione e prospettive concrete per il Centro rischia di produrre ulteriori gravissimi danni con l'"ennesimo" risultato di una ulteriore emigrazione sanitaria. La trasformazione del Centro Regionale di Neurogenetica in Istituto di Ricerca a Carattere Scientifico (IRCS) permetterebbe di ottenere i fondi necessari a garantire e tutelare il ruolo trainante che il Centro ha raggiunto nel campo dell'assistenza e della ricerca scientifica neurogenetica anche a livello internazionale". Tutto ciò premesso, la mozione impegna la giunta regionale il suo Presidente f.f. "affinchè - in sinergia con il Commissario ad acta per l'attuazione del vigente Piano di rientro dai disavanzi del Servizio sanitario della Regione Calabria - per quanto di rispettiva competenza, vengano messe in atto tutte le azioni necessarie per velocizzare e concludere rapidamente l'iter di trasformazione del Centro in Istituto di Ricerca a Carattere Scientifico (IRCS)".

Il Lametino del 25 giugno 2021

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​Il vicepresidente del Consiglio regionale, Nicola Irto, ha incontrato alla Curia Metropolitana di Reggio Calabria, l’arcivescovo della Diocesi di Reggio-Bova, Monsignor Fortunato Morrone.
Un colloquio cordiale quello intercorso tra i due e immediatamente successivo all’insediamento di Monsignor Morrone, avvenuto lo scorso 12 giugno.
Il vicepresidente del Consiglio regionale Nicola Irto ha rivolto all’arcivescovo Morrone, che ha da poco lasciato la sua parrocchia in San Leonardo di Cutro, a Crotone, il benvenuto a Reggio e offerto la massima collaborazione istituzionale per il prossimo futuro, nonché una rinnovata attenzione ai bisogni della Comunità cristiana.
«Servono fede e speranza oggi più che mai – ha detto Nicola Irto al termine dell’incontro – Viviamo un momento storico particolarmente difficile dopo la dura prova della pandemia che ha evidenziato ancora di più le disparità sociali, le difficoltà degli ultimi e la necessità di profonde e innovative riforme. E l’insediamento di Monsignor Morrone, – ha proseguito il vicepresidente del Consiglio regionale – che raccoglie l’eredità di Monsignor Giuseppe Fiorini Morosini, al quale va il ringraziamento per quanto fatto, rappresenta un segno di speranza per l’intera Comunità reggina che sarà chiamata adesso a dare il massimo per costruire il proprio futuro».

Ho incontrato nei giorni scorsi il Segretario del Partito democratico Enrico Letta. È stata una discussione vera, forse la più sincera di sempre.

Mi è stato spiegato che per fare un accordo politico con il M5S è opportuno individuare un’altra candidatura.

Ho ricordato che la mia non è stata un’autocandidatura: avevo dato la mia disponibilità dopo una pressante richiesta da parte di tutto il PD, ed avevo accettato per la lealtà verso la mia terra.

Se siamo arrivati a questo punto non è per una mia indisponibilità alla costruzione di nuove alleanze, ma perché ho posto pubblicamente grandi questioni politiche in ordine allo stato del PD e ai problemi della mia regione, a cominciare dalla sanità, che rimangono purtroppo tutti attuali ed inevasi. Questioni imprescindibili per la Calabria che prima o dopo andranno affrontate.

Pur confermando il mio impegno, ribadisco che nei fatti la mia candidatura e quindi la scelta della comunità democratica calabrese è del tutto superata.

Tuttavia ho fatto sapere che non mancherà il mio contributo. Ho chiarito che non vado in vacanza ma lavorerò, nei modi che saranno più opportuni, per cambiare il Partito democratico e per mettere al centro dell’interesse nazionale i problemi della Calabria.

Ringrazio chi mi ha sostenuto con forza e determinazione in questi giorni, vi assicuro che è solo l’inizio di una stagione che ci vedrà protagonisti.
Il nostro impegno non è stagionale, episodico o strumentale, è, per l’intensità che ci mettiamo da anni, parte fondante delle nostre vite e non passa come una polemica pre elettorale.

Noi la Calabria, presto o tardi, la cambieremo davvero.


Il consigliere regionale: «Ho posto questioni che restano aperte, come il ruolo che intende avere il partito nella nostra regione»

«La mia candidatura alla presidenza della Regione è e resta condizionata all’impegno che a livello nazionale si avrà sulla Calabria». Lo ha detto all’Ansa Nicola Irto, attuale vice presidente del Consiglio regionale e candidato della coalizione di centrosinistra per la guida della Regione Calabria. «Ringrazio Francesco Boccia per essere venuto in Calabria. Personalmente – ha aggiunto Irto – ho posto delle questioni nazionali al mio partito sul tema della Calabria e sul ruolo del Pd nel Mezzogiorno e in questa regione. Problemi molti dei quali rimangono tutti e per intero sul tavolo. Io ringrazio il gruppo dirigente regionale del Pd, il centrosinistra, che hanno voluto confermarmi tanta e unanime fiducia. Ho già chiesto a Enrico Letta di incontrare Giuseppe Conte, di aprire il tavolo nazionale che, attenzione, non deve essere chiuso a una logica della tattica, a una logica dei nomi.

O c’é un governo concreto, oppure, per quanto mi riguarda, sarà una battaglia politica che si farà, e nessuno dica che le decisioni passano sopra la testa dei calabresi. Come si è dimostrato con la venuta di Boccia qui, in Calabria decidono i calabresi. In Calabria decide una classe dirigente calabrese che deve e si può assumere le sue responsabilità». «Grazie alla mia lettera a Enrico Letta – ha detto ancora Irto – si è finalmente scoperto che si vota anche in Calabria. Perché mi sembrava solo una discussione dei grandi giornali, dei grandi partiti e delle grandi coalizioni, il tema che si votasse solo a Roma, a Torino e a Milano. Sembra che della Calabria non interessi niente a nessuno. Da qualche giorno abbiamo riportato la discussione al centro del dibattito politico nazionale. Mi è stato chiesto di fare questo percorso.

Lo farò a nome del Pd calabrese ed a nome di quel centrosinistra che mi ha chiesto di mettere in campo un progetto di cambiamento. Ribadisco, io misurerò il mio impegno diretto solo ed esclusivamente rispetto agli impegni che il tavolo porterà sulla Calabria, non sui tatticismi, sulle sigle, sulle candidature e le questioni autoreferenziali. Serve un impegno serio sulla Calabria».

«Per prima cosa serve impegno per la sanità»
«La prima cosa che pongo è l’impegno nazionale – ha detto ancora Irto – che si avrà sulla Calabria, a partire dal debito sulla sanità. Che sia chiaro. Se non c’è un impegno vero da parte del tavolo nazionale, dove il Pd sta al Governo, il Movimento Cinque Stelle sta al Governo, dove le altre forze del centrosinistra stanno al Governo, serve un impegno sul debito nella sanità, serve un impegno sui Comuni in dissesto e in pre-dissesto calabresi, serve un impegno concreto su Gioia Tauro e un impegno concreto infrastrutturale. Non è un tema di questo o quel nome. Non è una battaglia di retroguardia ha concluso – è una battaglia di impegno sulla Calabria, anche in considerazione del fatto che abbiamo in questa Regione un Governo di centrodestra che si sta dimostrando assolutamente incapace».

Corriere della Calabria del 6 giugno 2021

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