“C'è qualcosa, nella nostra regione, che sta cambiando rapidamente. È la mentalità dei giovani, che hanno voglia di mettersi in discussione, di fare impresa, di essere artefici del loro futuro e di farlo nel rispetto delle regole e del mercato. Soprattutto nei settori dell'agricoltura, dell'agroalimentare, del turismo, dei servizi e dell'innovazione tecnologica, si respira un'aria diversa. È questo clima che non deve farci perdere la speranza”. Il presidente del Consiglio regionale della Calabria, Nicola Irto, è intervenuto così durante i lavori di presentazione della ricerca elaborata dalla Svimez dal titolo “Calabria: regione aperta. Verso la rete dei giovani talenti”. L'evento si è svolto a palazzo Tommaso Campanella, alla presenza – tra gli altri – del presidente di Svimez, Adriano Giannola, del consigliere dello stesso organismo, Pino Soriero, e del presidente dell'Associazione degli ex consiglieri regionali della Calabria, Stefano Priolo.
Irto ha definito la ricerca Svimez “un lavoro prezioso, che per le istituzioni, la politica e le parti sociali potrà rivelarsi utile per intavolare un ragionamento serio sul futuro della Calabria” con “un'analisi lucida della situazione, ma anche con una chiave di lettura dei fenomeni socio-occupazionali, soprattutto riguardo ai giovani. Ed è proprio ai giovani e alla loro voglia di fare impresa che dobbiamo guardare con attenzione per concorrere al riscatto della Calabria”.
Il presidente, che ha richiamato la necessità di un ritorno “al dibattito politico fondato su una discussione alta e seria”, si è soffermato sul depauperamento del capitale umano nella comunità calabrese: “La nostra è una regione che subisce gli effetti dell'emigrazione delle proprie risorse migliori: diplomati e laureati che si sono formati a ottimi livelli e che dispongono di vaste competenze, ma che non riescono a trovare sbocchi occupazionali. La Calabria è diventata così, negli ultimi vent'anni, una regione che sta invecchiando, che assiste allo spopolamento delle aree interne, che fa i conti con le povertà educative, non solo con quelle economiche, e che registra un'autentica desertificazione industriale, come sta avvenendo in altre parti del Mezzogiorno”. Fenomeni a cui “in questa legislatura stiamo cercando di rispondere attraverso alcuni strumenti, finanziati soprattutto grazie ai finanziamenti dell'Unione Europea che però non possono essere considerati sostitutivi dei trasferimenti statali. Abbiamo destinato ingenti risorse all'alta formazione universitaria, allo sviluppo delle aree urbane, al ripopolamento delle aree interne, all'agricoltura, alla banda ultralarga e alle infrastrutture materiali e immateriali. Sforzi consistenti, che hanno prodotto qualche effetto positivo sulla ripresa economica, ma che certamente non possono ancora essere considerati sufficienti per far fronte alla difficilissima sfida di cambiare la Calabria”.
Rivolgendosi a una platea di giovani imprenditori, Nicola Irto ha parlato di un “patrimonio di capitale umano la cui importanza va oltre le sorti individuali. È l'espressione di un nuovo meridionalismo orgoglioso, non votato all'autocommiserazione. Un'elaborazione nuova – ha concluso - che deve anche essere una risposta al progetto del regionalismo differenziato che, in assenza degli anticorpi istituzionali necessari, rischia di travolgere una parte del Paese e di farla staccare dal resto d'Europa”.

Il presidente del Consiglio regionale della Calabria, Nicola Irto, ha ricevuto questa mattina il console generale della Repubblica d'Albania in Italia, Adrian Haskaj. Il rappresentante diplomatico è stato accompagnato a palazzo Tommaso Campanella da una delegazione di imprenditori guidata dal presidente di Confindustria Reggio Calabria, Giuseppe Nucera.
Nel corso del colloquio è emersa la disponibilità a rafforzare i rapporti di collaborazione, soprattutto in campo culturale e commerciale, tra la comunità calabrese e l'Albania nel segno di una condivisione di interessi che, rafforzando la presenza internazionale delle imprese reggine all'estero, contribuisca allo sviluppo di entrambe le comunità.
Il presidente Irto ha sottolineato il solido legame socio-culturale tra la Calabria e lo Stato balcanico, anche per la presenza nella nostra regione della comunità arbereshe più popolosa in Italia, da secoli radicata in provincia di Cosenza. Il massimo rappresentante dell'Assemblea legislativa ha ricordato inoltre l'impegno del Consiglio regionale a favore delle minoranze linguistiche, tra cui quella italo-albanese, oggetto di espresso riconoscimento nello Statuto della Regione.
Il console Haskaj ha manifestato apprezzamento per l'accoglienza ricevuta e affermato la volontà di rinsaldare il rapporto con le istituzioni calabresi e il mondo delle imprese reggine.​

“Quella di oggi è stata una giornata straordinaria di partecipazione democratica, nella quale dal Sud è partito un messaggio forte: il Mezzogiorno non può essere tagliato fuori dall'agenda del governo nazionale e la prospettiva del regionalismo differenziato rappresenta un grave rischio per la tenuta dell'ordinamento dello Stato”. E' il commento del presidente del Consiglio regionale della Calabria, Nicola Irto, dopo la grande manifestazione di Reggio Calabria, che ha visto la partecipazione di oltre 25mila persone provenienti da tutta Italia e che si è conclusa con gli interventi sul palco di piazza Duomo dei segretari generali della Cgil, Maurizio Landini, della Cisl, Annamaria Furlan, e dell'Uil, Carmelo Barbagallo. “La presenza in Calabria, assieme a tantissimi cittadini, esponenti sindacali ed amministratori locali, dei vertici del sindacato italiano – prosegue Irto – è stata altamente simbolica e ha dimostrato ancora una volta la concreta attenzione delle organizzazioni dei lavoratori verso il Mezzogiorno e verso questa terra. Le migliaia di persone che hanno sfilato a Reggio hanno rivendicato lavoro, diritti ed equità e gridato a tutta Italia il disagio e la preoccupazione di un pezzo enorme del Paese che sente di essere stato accantonato da chi oggi è al governo”.

Il presidente del Consiglio regionale aggiunge: “Merita di essere sottolineata la partecipazione alla manifestazione di Reggio del segretario nazionale del Partito Democratico, Nicola Zingaretti, che ringrazio di cuore perché la sua vicinanza è la testimonianza di un impegno politico concreto a favore del Sud e della Calabria. Adesso – conclude Nicola Irto – occorre moltiplicare gli sforzi e far sì che quella di oggi non resti un'isolata giornata di mobilitazione, ma sia l'avvio di un percorso di impegno comune a difesa e sostegno delle istanze del Sud”.

“L'Italia riparte se riparte il Sud. Da Reggio Calabria, sabato 22 giugno, grazie alla grande manifestazione organizzata dai sindacati Cgil, Cisl e Uil, la centralità della questione meridionale per lo sviluppo del Paese tornerà al centro del dibattito attraverso un momento di mobilitazione di cui si avverte il bisogno”. Il presidente del Consiglio regionale della Calabria, Nicola Irto, annuncia così la propria adesione alla mobilitazione nazionale in programma nella città peninsulare dello Stretto che, sabato prossimo, vedrà la partecipazione, tra gli altri, dei segretari generali Maurizio Landini, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo. “Ringrazio le organizzazioni sindacali, da sempre attente ai temi dello sviluppo del Mezzogiorno, per aver scelto la nostra regione e in particolare la città di Reggio per lanciare un messaggio forte al Governo e all'intero Paese. Una manifestazione quanto mai opportuna in questo momento, in cui, oltre agli irrisolti problemi economici, occupazionali e sociali, occorre fare attenzione ai rischi connessi al regionalismo differenziato. Bene hanno fatto i sindacati a individuare, come luogo altamente simbolico, la Città metropolitana più meridionale dell'Italia continentale, da dove deve partire un processo di rinnovata coesione nazionale e di partecipazione democratica. Occorre che tutte le forze sane della nostra società lavorino insieme – conclude Irto - allo sviluppo di una piattaforma programmatica fondata sul lavoro, sull'occupazione, sul rafforzamento dello Stato sociale, sulla tutela dell'ambiente, sulla legalità e sulla giustizia. Sono certo che la manifestazione di sabato sarà l'avvio di una discussione positiva e proficua per il futuro della Calabria, del Mezzogiorno e del Paese”.

Un gradito ritorno a palazzo Tommaso Campanella per gli studenti della Pennsylvania State University che, per l'undicesimo anno, hanno scelto Reggio Calabria e l'Università Mediterranea per il progetto di scambio culturale coordinato dalla professoressa Eleonora Pitasi. Il gruppo di giovani, di età compresa tra i 19 e i 23 anni e iscritto a facoltà sia umanistiche che scientifiche, è stato ricevuto dal presidente del Consiglio regionale, Nicola Irto. Quest'ultimo anche nel 2019 ha voluto accoglierli nella sede del parlamento calabrese, a testimoniare la “piena condivisione – ha affermato - di un programma di studi in grado di stimolare la comparazione tra sistemi accademici diversi, incentivare la conoscenza della lingua e della cultura italiane e promuovere la bellezza del nostro territorio”. La delegazione composta dai tredici universitari americani è stata accompagnata dai docenti Micheal Edwards e Carla Cornette. Il progetto, che ha avuto la durata di un mese, anche quest'anno è stato suddiviso in due momenti: quello didattico che si è sviluppato all'Università Mediterranea, come sede di studio, e quello di carattere culturale che ha visto i ragazzi della Penn State visitare i luoghi più belli e rappresentativi della Calabria, alla scoperta del territorio, della storia, delle tradizioni e dei costumi locali, nonché dei prodotti dell'agroalimentare che rappresentano alcune delle eccellenze produttive della nostra terra. La professoressa Pitasi ha espresso la sua gratitudine al presidente del Consiglio regionale per aver manifestato sensibilità istituzionale nei confronti dell'ormai consolidato programma messo in campo con la Pennsylvania State University nell'ambito della grande attenzione che Nicola Irto da sempre riserva al mondo della scuola, dell'università e dei giovani. Da parte sua, il rappresentante di Palazzo Campanella ha esortato gli studenti americani a “essere 'ambasciatori' e testimonial della Calabria, una regione straordinaria che finalmente sta iniziando a far conoscere nel mondo la sua immagine migliore. Quella di far studiare a Reggio, per un mese, i ragazzi della Penn State è una grande opportunità di promozione territoriale ma anche un modo per diffondere e far apprezzare la nostra cultura. Il mio auspicio – ha concluso Irto – è che questa ottima iniziativa continui a riproporsi nel tempo perché contribuisce direttamente al lavoro che stiamo portando avanti per raccontare la vera Calabria”

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