MOZIONE N. 18 DEL 25/05/2020
Sulle politiche per la casa e social housing

Il Consiglio Regionale,

Premesso che:
Le nuove strategie di Politiche per la Casa passano attraverso un approccio innovativo denominato Social Housing cioè un programma integrato di interventi, che comprende l'offerta di alloggi, servizi, azioni e strumenti rivolto a fornire alloggi adeguati, attraverso regale certe di assegnazione, a famiglie che hanno difficoltà nel trovare un alloggio alle condizioni di mercato perché incapaci di ottenere credito o perché colpite da problematiche particolari. Negli ultimi anni a causa della perdurante crisi economica, ora acuita dall'emergenza Covid 19, ha ampliato notevolmente la fascia di popolazione beneficiaria dell'edilizia sociale, includendo anche parte del ceto medio che in precedenza non era coinvolto dal rischio abitativo. Si va dai nuclei familiari che riducono il reddito per la perdita dei posti di lavoro alle giovani coppie che non riescono a trovare un alloggio se non dovendo impegnare gran parte del loro reddito, dagli studenti fuori sede ai lavoratori atipici, dalle partite IVA alle persone sole (separati) senza rete familiare con obblighi di mantenimento dei figli, dalle ragazze madri agli anziani, dagli immigrati al "dopo di noi". Il concetto di povertà tradizionalmente inteso è quindi superato annoverando situazioni di vulnerabilità sociale a incertezze economiche anche temporanee. Il Social Housing va quindi a coprire un'area nuova della politica abitativa che non era ricompresa nella tradizionale edilizia residenziale pubblica e che da questa si differenzia per la flessibilità, per il target (non i più poveri, ma una fascia più ampia di persone in difficoltà) e per i soggetti coinvolti (non solo gli attori pubblici ma anche il privato e il non profit). Per queste categorie esistono, rispetto al problema casa, una serie di difficoltà: -Impossibilità di acquistare una casa;
-Costo elevato degli affitti;
-Ostacoli di tipo culturale e pregiudizi sociali. Il territorio di riferimento purtroppo somma alle criticità di ordine economico criticità di tipo sociale e culturale (mancata accettazione, esistenza di barriere psicologiche e culturali nei confronti di tutte le persone che vivono problematiche di disagio). Al dualismo fra l'abitazione in proprietà o in affitto, a causa di costi improponibili per i soggetti in esame, si contrappone l'idea di un centro residenziale integrato con la presenza anche di case in locazione a canone sostenibile nel quale concentrare e rendere fruibili i servizi per il benessere e la qualità dei propri ospiti. La finalità delle politiche della casa devono avere il miglioramento delle condizioni abitative di queste persone in programmi di mix sociali che evitino (come spesso avvenuto in passato) forme di ghettizzazione, attraverso la formazione di un contesto residenziale di qualità all'interno del quale sia possibile non solo accedere ad un alloggio dal costo o dal canone calmierato, ma anche partecipare attivamente alla sperimentazione di nuove, o rinnovate forme dell'abitare, nelle quali gli inquilini sono chiamati alla costruzione di una "comunità sostenibile". Le principali componenti di una Comunità sostenibile sono: -Gestione: comunità ben gestita da una leadership rappresentativa e partecipativa -Servizi: dotazione di servizi accessibili a tutti -Equilibrio ambientale: tra spazi, ambienti costruiti ed ecosistemi, risparmio energetico;
-Aspetti sociali e culturali: spazi vivi, vivibili e inclusivi, relazionali, aggreganti, con forte inclusione sociale. Si sta formando il quadro di una nuova cultura dell'abitare sia per gli spazi privati sia per quelli pubblici. Esperienze che tecnicamente chiamiamo di benessere attivo e collaborativo,nelle quali le persone si organizzano per migliorare un aspetto della propria condizione di vita, e per farlo mettono in atto soluzioni collaborative e sostenibili. Il risultato di questa interazione non solo rende più sostenibile un'attività o un progetto ma genera anche valore. Il progetto gestionale prevede come obiettivo strategico la possibilità di ottimizzare una serie di servizi comuni (cohousing). I servizi in comune hanno la finalità di recuperare condizioni di vita dignitose, benessere psichico dovuto alla condivisione di funzioni essenziali nella gestione della vita quotidiana, opportunità dimensionate ad esigenze e bisogni diversificati ma con tratti comuni (la solitudine, lo sradicamento familiare, l'insicurezza lavorativa, la necessità di supporto operativo ed il sostegno non solo di tipo organizzativo o logistico). L'idea è quella di supportare (dal punto di vista gestionale, organizzativo, strutturale ed infrastrutturale) soggetti portatori di disagio sociale destinatari delle unità abitative nelle attività quotidiane e nel miglioramento complessivo del benessere e della qualità della vita, anche attraverso il coinvolgimento degli inquilini (cohousers). Il social housing è quindi un importante strumento perché attraverso la sua attuazione e diffusione si ottengono benefici per l'intera collettività: dalla promozione della coesione sociale sul territorio alla partecipazione tra il pubblico e il privato sul tema dell'abitare equo. E se da un lato si interviene su un'area di disagio sociale non estremo (quella porzione che è esclusa dai benefici pubblici ma che allo stesso tempo è incapace di accedere al libero mercato) dall'altro si investe l'attività edilizia di una nuova valenza "sociale". Quello che emerge è come il social housing, questo nuovo strumento di politica abitativa, generato da una compartecipazione pubblico-privata, sia in grado di trasformare gli investimenti finanziari in importanti ritorni economici e, soprattutto, sociali. Occorre pertanto una forte iniziativa politica per una revisione profonda della normativa sulle politiche della casa che punti al recupero delle aree degradate ed alla rigenerazione urbana intesa come quell'insieme di pratiche, metodi, strumenti e azioni che intervengono nel tessuto vissuto della città, cercando di rivitalizzarne la trama urbana consolidata attraverso un approccio integrato che tenga insieme gli interventi fisici, materiali, strutturali con quelli sociali, economici, culturali e partecipativi, può essere volano di ripresa occupazionale e di lavoro nel settore dell'edilizia. L'incremento lavorativo in questo comparto è sempre stato fondamentale per la ripresa economica nei momenti storici post bellici o dopo le grandi crisi. La nostra regione ha una grande opportunità. Per ogni milione di euro pubblici investiti nel settore della casa e del Social Housing si generano investimenti privati pari a due milioni e mezzo, riuscendo ad avere una ricaduta complessiva sull'economia (effetti diretti, indiretti e indotti) e creando migliaia di posti di lavoro. Per questi motivi ci si augura che la Regione Calabria inverta decisamente il percorso e le politiche della casa sinora perseguite inserendo il Social Housing come priorità, trasformando l'azione dal diritto alla casa alle politiche per l'abitare. Pertanto, il governo delle politiche dell'abitare non può essere di pertinenza esclusiva dell' Assessorato ai Lavori Pubblici, che ha sempre considerato gli aspetti immobiliari nell'Housing Sociale come fattore primario, non come uno degli elementi da valorizzare all'interno di un approccio integrato che dedica particolare enfasi a tematiche di carattere sociale. Le politiche dell'abitare devono essere politiche del Welfare, così come avviene in tutte le altre Regioni in Italia.
Impegna la Giunta regionale
Ad attivarsi, per quanta sopra considerato, per realizzare una mozione sulle politiche della casa che metta ordine alla miriade di norme e programmi prodotte nel settore adeguandole agli indirizzi nazionali e di altre Regioni virtuose e definisca in maniera chiara le nuove linee di intervento privilegiando ii recupero, la rigenerazione urbana, il ridisegno di quartieri degradati nonché i soggetti abilitati alla realizzazione e alla gestione sociale e le forme di integrazione ai servizi comuni e di quartiere, ai servizi sociali, sanitari e dell'istruzione fino ad un programma serio di trasformazione dell'ERP (Edilizia Residenziale Pubblica) ad ERS (Edilizia Residenziale Sociale). Diventano elementi essenziali: -La ricognizione attenta e minuziosa delle risorse disponibili sui programmi in essere da mettere in campo: oFondi ex Gescal,fondi edilizia sovvenzionata Cdp oBando di concorso per la realizzazione di alloggi di edilizia sociale da offrire in locazione o in proprietà LR 36/2008, oL.R. 19/09 - "Programma regionale per il recupero di alloggi di proprietà privata ubicati nei centri storici dei comuni ad alta tensione abitativa di cui alla delibera CIPE 13 novembre 2003 n. 87" oArt. 4 art. 8 e art. 12 del DPCM 16 luglio 2009 "Piano nazionale di edilizia abitativa". oDecreto Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti n. 2295 del 26 marzo 2008 - Programma di riqualificazione urbana per alloggi a canone sostenibile. oArt. 18 della legge 203/91 - (programma straordinario di edilizia residenziale per i dipendenti delle amministrazioni dello Stato) oContratti di Quartiere oEx Buoni Casa inutilizzati, legge regionale 22/5/02, n. 23, art. 6 comma 10 oLegge431/98 "fondo nazionale per il sostegno all'accesso alle abitazioni in locazione" oProgrammazione Comunitaria POR FESR ed FSE;
oResidui dall'assegnazione passata di finanziamenti, -Un confronto serio con la CdP per promuovere l'investimento dei Fondi FIA in Calabria (unica regione d'Italia dove non sono stati realizzati interventi);
-La costituzione di un Fondo di Garanzia che supporti i soggetti gestori e le famiglie meno abbienti per l'accesso al credito e l'individuazione di forme di finanziamento etico, non essendo le Banche tradizionali disponibili ed attrezzate a finanziare forme sociali dell'abitare;
-La programmazione con modelli di intervento che puntino alla Rigenerazione edilizia e sociale di interi quartieri degradati nelle aree urbane della Calabria ad alta tensione abitativa;
-L'individuazione di nuovi modelli abitativi, già sperimentati in altre aree del paese, che portino al superamento di sistemi ormai superati (vedi Case di Riposo per anziani), che nell'emergenza Covid 19 sono esplosi in tutta la loro inidoneità. -La individuazione di strumenti e misure sociali che attraverso un approccio integrato tenga insieme gli interventi fisici, materiali, strutturali con quelli sociali, economici, culturali e partecipativi, delle politiche per l'abitare. -La individuazione di misure speciali complementari che si integrino anche con le misure straordinarie messe in campo dal Governo Nazionale come il DL Rilancio, SismaBonus, EcoBonus.

MOZIONE N. 14 DEL 29/04/2020
Pesca sportiva

Il Consiglio Regionale,

Premesso che:
-le iniziative di mitigazione del rischio del contagio da coronavirus, in seguito ai provvedimenti nazionali e regionali che hanno prodotto ii cosiddetto "lockdown", hanno portato alla chiusura totale di tutte le attività, comprese quelle sportive e ricreative;
-che tra tali attività rientra le pesca sportiva, esercitata sia dalle spiagge che tramite le imbarcazioni da diporto;
-che la pesca sportiva è uno sport che, anche in Calabria, annovera numerosi praticanti e società affiliate alla Federazione nazionale FIPSAS, una delle più rilevanti per numero di tesserati all'interno del Comitato Olimpico Nazionale Italiano;
-che, per sua natura, la pesca sportiva è attività che può essere svolta individualmente e senza alcun rischio di assembramento;
-che la regione Calabria presenta uno sviluppo costiero di oltre 800 chilometri e, pertanto, lo svolgimento dell'attività di pesca sportiva può essere garantito in condizioni di sicurezza sul versante sanitario;
-che con ordinanza del Presidente della Regione n. 32 del 17 aprile 2020 e già stata disposta la riapertura delle attività agricole e di conduzione di piccoli allevamenti di animali, da parte di agricoltori amatoriali, attività in larga parte assimilabili alla pesca;
-che la riapertura della pesca costituirebbe uno straordinario segnale di attenzione verso un intero comparto che, assieme a tutto l'indotto coinvolto, rappresenta uno dei settori caratterizzanti e più produttivi dell'intera regione;
Per quanto tutto sopra evidenziato
Impegna la Giunta regionale
e la Presidente della Regione ad assumere ogni idoneo e necessario provvedimento affinché, nel rispetto delle misure di sicurezza e di distanziamento sociale, l'attività amatoriale di pesca sportiva possa essere riaperta nel territorio della regione Calabria.

MOZIONE N. 13 DEL 27/04/2020
Genio civile

Il Consiglio Regionale,
Premesso che:
-in tutta la regione la situazione degli uffici del Genio Civile è contraddistinta da molte difficoltà operative, dal sottodimensionamento degli organici degli uffici e dall'elevatissima mole di lavoro;
-a tale difficoltà strutturale si aggiunge la difformità di valutazioni, da provincia a provincia, di elaborati progettuali che presentano situazioni eguali o fortemente analoghe;
-nel corso degli anni, la Regione Calabria ha introdotto nuove modalità di trasmissione dei progetti a livello regionale, da ultimo con il sistema Sismica, e che tutte le piattaforme fin qui sperimentate hanno evidenziato, come denunciato dal mondo ordinistico, professionale e imprenditoriale, limiti, lacune e farraginosità tecniche;
-si rende necessaria un'ulteriore e approfondita revisione degli strumenti normativi urbanistici della Regione Calabria, tra cui le disposizioni contenute nella l.r. 19/2002 (Legge Urbanistica Regionale), la l.r. 35/2012 e successive;
-una condizione del tutto peculiare si registra all'Ufficio del Genio Civile della provincia di Reggio Calabria, dove si riscontra un elevatissimo arretrato di procedimenti pendenti che, di fatto, come più volte denunciato dall'Ordine degli Architetti PPC, dall'Ordine degli Ingegneri e dal Collegio dei Geometri, sta generando la paralisi del settore;
-si rileva l'opportunità di un coordinamento regionale dell'attività del Genio Civile, sia al fine di un'uniformità decisionale, sia a garanzia del più efficiente svolgimento delle attività degli uffici periferici, tutto quanto sopra premesso
Impegna la Giunta regionale
e la Presidente della Regione ad assumere ogni idoneo provvedimento volto a una più efficiente organizzazione degli uffici del Genio Civile e ad avviare, di concerto con il Consiglio regionale, un processo riformatore complessivo della materia al fine di attenuare ritardi e difficoltà di tale servizio strategico.

MOZIONE n. 15 del 20/04/2015

Sull'avvio della seconda fase del bando per l'inserimento di disoccupati laureati nel mercato del lavoro

N. IRTO . Il Consiglio Regionale,

premesso che:
con Decreto del Dirigente Regionale del Dipartimento n. 10, Registro dei Decreti dei Dirigenti della Regione Calabria n. 14201 del 14/11/2011 (POR Calabria FSE 2007/2013. Asse II Ob, E l - E2; Asse III Ob. GÌ), viene approvato:
1. un avviso pubblico per l'assegnazione di una dote per la realizzazione di un percorso integrato finalizzato all'inserimento di disoccupati/inoccupati laureati nel mercato del lavoro;
2. manifestazione d'interesse per l'individuazione dei datori di lavoro disponibili ad ospitare i beneficiari della dote per la realizzazione di un percorso integrato finalizzato all'inserimento del mercato del lavoro;
tale bando prevedeva l'erogazione di un voucher dell'importo complessivo massimo di € 15.400,00;
la manifestazione di interesse è stata articolata in una formazione laboratoriale della durata di dodici mesi; scouting e formazione sul campo; orientamento, con successivo accompagnamento dei giovani nella scelta dello sbocco lavorativo (autoimpiego ovvero assunzione);
gli agenti che al termine del percorso di formazione avevano conseguito una valutazione positiva avevano stipulato un contratto di adesione e obbligo, che prevedeva, tra le diverse clausole, l'impegno, da parte degli stessi, di mantenere il requisito di disoccupazione e - sulla base delle competenze maturate - avrebbero potuto avvalersi di incentivi regionali destinati all'avvio di un lavoro autonomo sotto forma di prestito d'onore e microcredito o avrebbero potuto essere assunti dalle imprese o dai datori di lavoro che avevano aderito alla manifestazione di interesse;
in realtà, le aziende aderenti al suddetto bando, in parte a causa dei ritardi, in parte per sopravvenute e mutate esigenze delle stesse, non avevano più interesse all'assunzione degli agenti formati e per tali ragioni, la dislocazione degli agenti presso le suddette aziende non è mai stata effettivamente avviata;
a seguito dell'incontro del 15^04/2015 tra il Direttore Generale Reggente dott. Antonio De Marco e una rappresentanza degli agenti, le parti hanno convenuto che, previa verifica dei necessari requisiti, si procederà sia al saldo finale del Voucher spettante ad ogni agente che al rilascio della certificazione del titolo di Agente o Tutor di Impresa;

Impegna la Giunta regionale:

ad avviare la seconda fase prevista nel progetto, utilizzando tutti gli strumenti consentiti dal bando.

f t g

Nicola Irto - Sito ufficiale

Vicepresidente Consiglio regionale della Calabria

via Cardinale Portanova
89100 Reggio Calabria
e-mail: segreteria.nicolairto@gmail.com
tel. 0965.880992

 

 

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