INTERROGAZIONE N. 69 DEL 29/09/2020 Su impianto San Leo Siderno

Al Presidente della Giunta regionale

Premesso che:
Visti i recenti incendi che hanno interessato gli impianti di trattamento dei rifiuti sul territorio regionale – vale a dire quello in località San Leo, nel Comune di Siderno, e quello di Vetrano, nel Cosentino, tra San Giovanni in Fiore e Caccuri, oltre ai roghi avvenuti nei mesi precedenti, tra i quali quello di San Pietro Lametino;
Considerate, inoltre, le recenti dichiarazioni dell’Assessore alla Tutela dell’ambiente della Regione Calabria, De Caprio, che fanno chiaramente riferimento a una strategia criminale “per imprigionare la Calabria” e condizionare le politiche regionali nella gestione del ciclo dei rifiuti;
Il sottoscritto consigliere regionale interroga la Presidente della Giunta regionale della Calabria e l’Assessore regionale alla Tutela dell’ambiente
Per sapere:
- se siano già stati acquisiti riscontri in ordine alle origini degli incendi;
- quali risoluzioni urgenti intenda adottare la Regione, a supporto dell’ATO 5, per il ciclo RSU nella fascia ionica reggina, in ragione della rilevanza strategica dell’impianto di trattamento nel Comune di Siderno che ad oggi serve ben 53 comuni;
- se e in che termini sia stato predisposto il piano per lo smaltimento degli RSU interessati dall’incendio, atteso che si è reso necessario spostare i rifiuti fuori dai capannoni per riuscire a spegnere l’incendio, ed ora essi rappresentano un grave rischio, soprattutto in caso di pioggia e vento che disperderebbero una ingente quantità di sostanze con ogni probabilità inquinanti e nocive per l’ambiente e per la salute dei cittadini.

INTERROGAZIONE N. 64 DEL 15/09/2020 Trasporto pubblico locale

Al Presidente della Giunta regionale

Premesso che:
- Gli orientamenti europei e nazionali nel campo della mobilità sono volti a favorire e promuovere l'utilizzo dei mezzi di trasporto pubblico, ai fini di consentire uno sviluppo locale fondato sull'efficienza e sulla sostenibilità ambientale. - Il trasporto pubblico locale, in Calabria, assume un particolare valore, alla luce delle croniche carenze nei servizi di mobilità a favore dei cittadini, specie nelle aree interne e più disagiate. - Sia nel settore privato, sia in quello pubblico, esistono aziende calabresi, come ATAM Spa che gestisce il trasporto urbano nella città di Reggio Calabria, che rappresentano delle "case history" di successo sul piano gestionale, anche grazie ai fondi europei e nazionali, con cui hanno proceduto al potenziamento delle flotte e all'ammodernamento del parco veicoli con l'acquisto di nuove vetture ecologiche e innovative in grado di contenere le emissioni nocive. - Per gli effetti della crisi socio-economica causata dal Covid-19, le aziende di trasporto pubbliche e private hanno subito una drastica riduzione dei ricavi che ha reso più complessa la congiuntura economica del comparto, mettendo a rischio gli equilibri economico-finanziari e, in prospettiva, generando incertezza sulla tenuta dei livelli occupazionali. - Tale situazione ha determinato le Autorità nazionali a intervenire, mediante il cosiddetto "Decreto Rilancio", per ridurre la sofferenza finanziaria provocata dalla pandemia e per assicurare uno sviluppo innovativo ed ecologico delle aziende. Considerato che: - Il servizio di TPL in Italia è sostenuto per il 65% mediante un finanziamento dello Stato e delle Regioni e, per il restante 35%, attraverso ricavi dell'attività d'impresa o fondi degli enti locali. - La copertura di tale 65% è garantita, a sua volta, per larghissima parte dal fondo nazionale del TPL, che mensilmente viene accreditato dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti alle Regioni, e per il residuo a carico delle Regioni stesse. - A tali crediti vanno aggiunte le somme derivanti dall'integrazione dei contratti collettivi del comparto Autoferrotranvieri, interamente finanziata dallo Stato. - Secondo quanto risulta, la Regione Calabria non avrebbe provveduto a erogare alle aziende del TPL il saldo (pari al 50%) dell'integrazione al CCNL per l'anno 2019, nonché la parte della medesima integrazione maturata per l'anno 2020, e i saldi relativi ai contratti di servizio per gli anni che vanno dal 2016 al 2019. Tali somme ammonterebbero, complessivamente, a circa 47,5 milioni di euro. - Inoltre, la Regione Calabria non ha ancora proceduto all'erogazione delle somme provenienti dal Fondo speciale per il Trasporto Pubblico Locale, istituito presso il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, così come previsto dall'art. 200 del DL 34/2020 e destinato a compensare la riduzione dei ricavi in seguito gli effetti negativi derivanti dall'emergenza epidemiologica da COVID-19, ma anche delle somme destinate ai rimborsi degli abbonamenti non usufruiti da parte degli utenti di cui all'art. 215 del medesimo DL. - Secondo fonti dell'Amministrazione regionale, il mancato inserimento delle somme afferenti all'integrazione del CCNL per l'anno 2019 tra i residui passivi del bilancio di previsione 2020 della Regione Calabria renderebbe tecnicamente impossibili sia l'erogazione del saldo 2019 che la quantificazione degli acconti 2020. - In conseguenza di quest'insieme di fattori negativi, invero inspiegabile alla luce dei puntuali trasferimenti di fondi per il TPL dallo Stato alla Regione Calabria, si prospetta l'impossibilità da parte delle aziende di garantire l'erogazione dei livelli essenziali del servizio, e soprattutto il rallentamento del percorso, che si era già intrapreso, di risanamento, sviluppo, ammodernamento e innovazione delle aziende medesime. Tutto ciò premesso e considerato, il sottoscritto consigliere regionale chiede
Per sapere:
alla Presidente della Regione Calabria e all'assessore alle Infrastrutture, delegata alla materia, di conoscere entro quanto tempo la Giunta regionale intenda procedere al pagamento delle somme già da tempo trasferite dallo Stato alla Regione e non ancora erogate, alle aziende che gestiscono il servizio di trasporto pubblico locale sul territorio calabrese;
di chiarire quali ragioni abbiano causato un simile ritardo nel pagamento delle spettanze dovute alle aziende di trasporto;
per quale motivo anche i finanziamenti urgenti derivanti dal DL 34/2020 (C.d. "Decreto Rilancio") non siano stati erogati alle aziende;
quali misure la Giunta regionale intenda assumere per garantire, per l'avvenire, puntualità e certezza nella corresponsione, alle società operanti nel TPL, delle somme derivanti da trasferimenti nazionali e dal bilancio regionale.

Al Presidente della Giunta regionale

Premesso che:
- il diritto dei minori portatori di handicap a ottenere assistenza infermieristica durante l'orario scolastico a cura e spese della Azienda Sanitaria territorialmente competente discende direttamente:_dall'art. 38 Cost.,che sancisce il diritto fondamentale all'istruzione dei soggetti disabili;
dal pronunciamento della Consulta, per la quale il diritto va assicurato mediante "misure di integrazione e sostegno idonee a garantire ai portatori di handicap la frequenza degli istituti di istruzione" (Corte costituzionale sentenza n. 215/1987) e dalla Convenzione delle Nazioni Unite del 13.12.2006, ratificata e resa esecutiva dall'Italia con L. 3.3.2009, n. 18, che all'art. 24 statuisce che gli Stati parti "riconoscono il diritto delle persone con disabilità all'istruzione", anche attraverso la predisposizione di ragionevoli sistemazioni al fine di "andare incontro alle esigenze individuali" del disabile;
- inoltre, la Corte Costituzionale, con la nota sentenza n. 275/2016, ha precisato che "la natura fondamentale del diritto, che è tutelato anche a livello internazionale dall'art. 24 della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, adottata dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite il 13 dicembre 2006, ratificata e resa esecutiva con L. 3 marzo 2009, n. 18, impone alla discrezionalità del legislatore un limite invalicabile nel "rispetto di un nucleo indefettibile di garanzie per gli interessati" (sentenza n. 80 del 2010), tra le quali rientra il servizio di trasporto scolastico e di assistenza poiché, per lo studente disabile, esso costituisce una componente essenziale ad assicurare l'effettività del medesimo diritto";
-la L. 104/1992, all'art. 12 comma 5, con riferimento al diritto all'educazione e all'istruzione, prevede che "all'individuazione dell'alunno come persona handicappata ed all'acquisizione della documentazione risultante dalla diagnosi funzionale, fa seguito un profilo dinamico-funzionale ai fini della formulazione di un piano educativo individualizzato, alla cui definizione provvedono congiuntamente, con la collaborazione dei genitori della persona handicappata, gli operatori delle unità sanitarie locali e, per ciascun grado di scuola, personale insegnante specializzato della scuola, con la partecipazione dell'insegnante operatore psico-pedagogico individuato secondo criteri stabiliti dal Ministro della pubblica istruzione";
- l'art. 10 co 5, D.L. n. 78 del 2010 (L. n. 122 del 2010), dispone che "I soggetti di cui all'articolo 12, comma 5, della L. 5 febbraio 1992, n. 104), in sede di formulazione del piano educativo individualizzato, elaborano proposte relative all'individuazione delle risorse necessarie, ivi compresa l'indicazione del numero delle ore di sostegno, che devono essere esclusivamente finalizzate all'educazione e all'istruzione, restando a carico degli altri soggetti istituzionali la fornitura delle altre risorse professionali e materiali necessarie per l'integrazione e l'assistenza dell'alunno disabile richieste dal piano educativo individualizzato.";
- l'art. 13 comma l, lett a), L. 104/1992, precisa che "l'integrazione scolastica della persona handicappata nelle sezioni e nelle classi comuni delle scuole di ogni ordine e grado e nelle università si realizza, fermo restando quanto previsto dalla legge 11 maggio 1976, n. 360, e dalla legge 4 agosto 1977, n. 517, e successive modificazioni, anche attraverso: a) la programmazione coordinata dei servizi scolastici con quelli sanitari, socio-assistenziali, culturali, ricreativi, sportivi e con altre attività sul territorio gestite da enti pubblici o privati";
Considerato che: -al fine di rendere effettivo il diritto all'istruzione del minore disabile, è necessario coordinare i servizi scolastici con quelli sanitari;
- l'assistenza sanitaria necessaria per la frequenza scolastica compete al Servizio Sanitario Nazionale come stabilito dall'art. 2 della legge 833/1978, secondo cui la tutela del diritto individuale e collettivo alla salute è assicurata tramite il perseguimento, da parte del Servizio Sanitario Nazionale, fra l'altro, della "promozione della salute nell'età evolutiva, garantendo l'attuazione dei servizi medico-scolastici negli istituti di istruzione pubblica e privata di ogni ordine e grado, a partire dalla scuola materna, e favorendo con ogni mezzo l'integrazione dei soggetti handicappati";
- l'art. 14 della stessa legge attribuisce alla competenza delle Aziende Sanitarie locali, fra gli altri, i compiti di "prevenzione individuale e collettiva delle malattie fisiche e psichiche" (lett c), di "assistenza medico-generica e infermieristica, domiciliare e ambulatoriale" (lett. h) e di "assistenza medico-specialistica e infermieristica, ambulatoriale e domiciliare, per le malattie fisiche e psichiche" (lett i);
- l'art. 1, D.lgs n. 502/1992, dispone che "la tutela della salute come diritto fondamentale dell'individuo ed interesse della collettività è garantita, nel rispetto della dignità e della libertà della persona umana, attraverso il Servizio sanitario nazionale, quale complesso delle funzioni e delle attività assistenziali dei Servizi sanitari regionali" e chiarisce che "il Servizio sanitario nazionale assicura, attraverso le risorse finanziarie pubbliche individuate ai sensi del camma 3, e in coerenza con i principi e gli obiettivi indicati dagli articoli 1 e 2 della legge 23 dicembre 1978, n. 833, i livelli essenziali e uniformi di assistenza definiti dal Piano sanitario nazionale nel rispetto dei principi della dignità della persona umana, del bisogno di salute, dell'equità nell'accesso all'assistenza, della qualità delle cure e della loro appropriatezza riguardo alle specifiche esigenze, nonché dell'economicità nell'impiego delle risorse";
- il DPCM 12 gennaio 2017 stabilisce all'art 22 che "il Servizio sanitario nazionale garantisce alle persone non autosufficienti e in condizioni di fragilità, con patologie in atto o esiti delle stesse, percorsi assistenziali a domicilio costituiti dall'insieme organizzato di trattamenti medici, riabilitativi, infermieristici e di aiuto infermieristico necessari per stabilizzare il quadro clinico, limitare il declino funzionale e migliorare la qualità della vita. L'azienda sanitaria locale assicura la continuità tra le fasi di assistenza ospedaliera e l'assistenza territoriale a domicilio";
Rilevato che: - il dettato normativo che disciplina il diritto allo studio di un soggetto disabile è, come riportato, molto corposo e non lascia spazio ad interpretazioni opinabili da parte dei dirigenti sanitari che dovrebbero applicarle letteralmente, attraverso gli strumenti che le stesse leggi predispongono;
- alla luce della chiara e corposa normativa sopra richiamata, il minore avrebbe pieno diritto alla prestazione indicata in oggetto di fatto negata in quanto, secondo l'ASP, non ci sarebbero i relativi fondi;
- non si comprende come sia possibile che a un bimbo di 4 anni, residente dell'ambito dell'Azienda Sanitaria Provinciale di Reggio Calabria e affetto da tetraparesi spastico distonica in trattamento con canula tracheostomica e PEG, venga rappresentata la possibilità della sospensione dell'assistenza domiciliare integrata a causa della carenza di fondi (assistenza, tra l'altro, insufficiente perché mancante totalmente della figura del logopedista e dello psicomotricista);
- è, inoltre, attualmente, prevista la presenza dell'infermiere soltanto per un'ora al giorno, mentre al fine dell'assistenza del bambino in relazione alla sua patologia è necessaria la copertura per l'intero orario scolastico;
- alle carenze dell'ASP di RC, ovviamene devono far fronte i genitori, che si affidano a professionisti presenti sul territorio, con rilevante aggravio di costi che incidono pesantemente sul bilancio familiare, snaturando in tal modo il senso dell'assistenza;
Alla luce di quanto sopra, il sottoscritto Consigliere regionale interroga il Presidente della Giunta regionale
Per sapere:
se è a conoscenza di quanto sopra riportato e quali iniziative intende prendere per garantire il diritto all'educazione e all'istruzione degli alunni con handicap.

INTERROGAZIONE N. 56 DEL 27/07/2020
Servizio elisoccorso di Locri

Al Presidente della Giunta regionale

Premesso che:
- in una regione come la Calabria, caratterizzata da una rete ospedaliera organizzata secondo il modello Hub e Spoke, nella quale esistono oggettive difficoltà delle vie di comunicazione, il servizio di elisoccorso rappresenta un elemento strategico in termini di sicurezza per le attività di emergenza e di soccorso a pazienti con patologie ad elevata complessità clinica, nelle quali la rapidità di intervento è decisiva. - attualmente, nella nostra Regione, il servizio di elisoccorso è composto da 4 basi operative, di cui quella di Lamezia abilitata h 24, mentre le restanti tre (Cosenza, Crotone e Locri) sono operative solo nelle ore diurne, dal mattino fino al tramonto. - la base dell'elisoccorso di Locri è attiva sin dai primi anni 2000 e, nel 2014, si è provveduto a predisporre adeguato impianto di illuminazione al fine di renderla utilizzabile anche per i voli notturni e, sebbene sia stata ottenuta dall'Ente Nazionale dell'Aviazione Civile (ENAC) la certificazione di abilitazione della base per il volo notturno, il servizio non è stato ancora reso operativo in quanto, sulla base della normativa vigente, non è stata attivata la convenzione con i Vigili del fuoco, per garantire la presenza degli addetti antincendio anche nelle ore notturne. - l'importanza del servizio di elisoccorso per la Locride è documentata dal numero degli interventi effettuati in questi anni per situazioni di maggiore emergenza e per il trasferimento di pazienti nei presidi ospedalieri della regione dotati delle necessarie tecnologie e competenze, supportata anche dalle numerosissime testimonianze di pazienti che hanno potuto usufruire di detto servizio avendo così salva la vita. Considerato che: - il costo per l'attivazione di detta convenzione è di circa 50.000 (cinquantamila) euro/anno. - l’abilitazione della piazzuola di atterraggio dell'Ospedale di Locri al volo notturno consente di migliorare il sistema sanitario di emergenza e di dare maggiore sicurezza a tutti i cittadini del territorio della Locride, considerata la distanza di circa 100 km dell'Ospedale di Locri dai centri Hub della rete ospedaliera regionale. - era stato presentato, a firma del sottoscritto consigliere regionale, un emendamento alla Pdl n. 1/XI con il quale si autorizzava la Giunta regionale a concedere all'Azienda Sanitaria di Reggio Calabria un contributo, per l’esercizio finanziario 2020, pari a € 50.000, destinato al finanziamento della convenzione con i Vigili del Fuoco al fine di rendere operativa h 24 la base dell’elisoccorso di Locri. - alla relativa copertura dell’emendamento suddetto si sarebbe provveduto con le maggiori entrate derivanti dalla restituzione dell’avanzo di amministrazione da parte del Consiglio regionale, di cui alla del. U.P. n. 1 del 9 aprile 2020. - tale emendamento, in sede di approvazione della legge di stabilità regionale 2020, non aveva trovato il sostegno della parte politica di maggioranza dell’Assemblea legislativa calabrese, portando a giustificazione l’impossibilità di operare su fondi in ambito sanitario a causa del commissariamento, seppur precisando, negli stessi interventi in Aula di alcuni consiglieri di maggioranza, che la questione sarebbe stata oggetto di intervento e di pronta risoluzione da parte della Giunta Regionale. Tutto ciò premesso e considerato il sottoscritto consigliere interroga il Presidente della Giunta regionale
Per sapere:
- quali provvedimenti saranno assunti dalla Regione Calabria in merito all'abilitazione del servizio notturno di elisoccorso di Locri, e soprattutto in che tempi e attraverso quali risorse, al fine di garantire ai cittadini dell’area della Locride la certezza di un servizio sanitario di emergenza continuo.

INTERROGAZIONE N. 53 DEL 16/07/2020
Unità di Ricerca Biotecnologica di Aprigliano

Al Presidente della Giunta regionale

Premesso che:
L'Ematologia italiana è riuscita negli ultimi decenni a mettere a segno fondamentali progressi sulla conoscenza molecolare dei tumori del sangue e, in molti casi, grazie a questi avanzamenti, si sono ottenuti netti miglioramenti della risposta alla terapia e della sopravvivenza;
L'unità di Ricerca Biotecnologica sita nel Comune di Aprigliano (Cs), costituita a novembre 2011 con un protocollo d'intesa sottoscritto insieme dall'Azienda Sanitaria Provinciale di Cosenza, dall'Azienda Ospedaliera di Cosenza e dall'Università della Calabria, fa parte della rete LabNet del GIMEMA, il network che mette in comunicazione gli ematologi italiani con i laboratori presenti sul territorio nazionale, dove si eseguono esami del sangue assai innovativi e indispensabili per fare diagnosi e per valutare se la terapia sta agendo in modo efficace;
L'URB di Aprigliano è un'eccellenza certificata da enti nazionali e internazionali, con una dotazione di strumentazioni all'avanguardia, expertise e competenze professionali al servizio dei pazienti calabresi, e non solo, e a loro tutela;
L'attività di ricerca dell'URB è una realtà fortemente voluta dalla sezione di AIL Cosenza "Fondazione Amelia Scorza" che ha sostenuto i biologi con borse di studio e contratti, mediante un impegno finanziario che, solo negli ultimi 5 anni, ha superato i 400 mila euro: in tal modo, è stato possibile che la loro expertise fosse messa a disposizione anche dell'attività di diagnostica, prettamente ospedaliera, il che ha favorito lo sviluppo dell'Ematologia di Cosenza;
Come pubblicamente attestato dal Presidente Nazionale AIL, Professor Sergio Amadori, "l'URB ha specifiche peculiarità che la rendono unica e tutti noi conosciamo il ruolo centrale che laboratori come questo hanno, non solo nella diagnosi ma anche, in tempi di medicina di precisione, sulle scelte terapeutiche per il paziente affetto tumore del sangue. Avere analisi del sangue affidabili con lo stesso livello qualitativo in tutta Italia e in particolare nelle Regioni del sud Italia, non è banale soprattutto quando si stratta di prescrivere farmaci di alta precisione e personalizzare le terapie. Inoltre, la presenza di strutture primarie come l'URB di Aprigliano limita in misura rilevante il grave fenomeno della migrazione sanitaria, tanto più necessario in questo periodo di emergenza sanitaria, mettendo a disposizione dei cittadini professionalità e competenze che nulla hanno da invidiare a quelle di altre regioni d'Italia";
RISULTANDO EVIDENTE CHE: La decisione dell'A.O. di Cosenza di trasferire l'attività di diagnostica ematologica dal laboratorio dell'URB di Aprigliano al laboratorio centrale in attuazione del DCA n. 62 del 6 marzo 2020 ("Aggiornamento e Integrazione del DCA n. 11212016 - Riorganizzazione Rete Regionale Laboratori Pubblici") rischia di compromettere un'eccellenza nell'ambito delle politiche socio-sanitarie del territorio;
Tale scelta, inoltre, graverebbe direttamente sui pazienti e sulla qualità delle cure attualmente erogate;
Per sapere:
se il Dipartimento Salute della Regione Calabria sia correttamente informato di quanto sopra riportato e quali provvedimenti di competenza intenda assumere per porre soluzione immediata che scongiuri il rischio di dilapidare un patrimonio di natura scientifica e strumentale maturato e accumulato nel tempo, nonché quali azioni istituzionali intenda intraprendere in merito il Presidente della Giunta Regionale per salvaguardare il ruolo cruciale dell'URB di Aprigliano nel suo essere anello di congiunzione tra ospedale e territorio nella diagnosi e cura dei tumori del sangue.

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Nicola Irto - Sito ufficiale

Vicepresidente Consiglio regionale della Calabria

via Cardinale Portanova
89100 Reggio Calabria
e-mail: segreteria.nicolairto@gmail.com
tel. 0965.880992

 

 

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