DESTINATARI

Il bonus di 600 euro è previsto per Professionisti, partite IVA e lavoratori autonomi (iscritti all’INPS o ad altre casse di previdenza privata),
In particolare:
- i liberi professionisti con partita IVA attiva alla data del 23 febbraio 2020 compresi i partecipanti agli studi associati o società semplici con attività di lavoro autonomo di cui all’articolo 53, comma 1, del T.U.I.R., iscritti alla Gestione separata dell’INPS;
- i collaboratori coordinati e continuativi con rapporto attivo alla predetta data del 23 febbraio 2020 e iscritti alla Gestione separata dell’INPS.
- i lavoratori autonomi iscritti alle gestioni speciali dell’Assicurazione generale obbligatoria:
o Artigiani
o Commercianti
o Coltivatori diretti, coloni e mezzadri
- i lavoratori dipendenti stagionali dei settori del turismo e degli stabilimenti termali
- gli operai agricoli a tempo determinato e le altre categorie di lavoratori iscritti negli elenchi annuali
- i lavoratori dello spettacolo

LAVORATORI ISCRITTI ALL’INPS, COME PRESENTARE LA DOMANDA PER IL BONUS

Procedura ordinaria
Qualora il cittadino sia munito di PIN dispositivo, SPID di livello 2 o superiore, Carta di identità elettronica e Carta nazionale dei servizi.

Procedura semplificata
qualora il richiedente sia sprovvisto degli strumenti previsti per la procedura ordinaria, permettendo di inserire soltanto la prima parte del PIN (prime 8 cifre del PIN).

COME RICHIEDERE IL PIN PER ACCEDERE ALL’INPS
TRAMITE IL SITO INPS
Per fare la richiesta del codice identificativo bisogna:
1) recarsi all’indirizzo https://serviziweb2.inps.it/RichiestaPin/jsp/menu.jsp
2) cliccare sul pulsante RICHIEDI PIN;
3) inserire il proprio CODICE FISCALE;
4) compilare il modulo con tutti i dati richiesti
N.B. è importante indicare una e-mail o un numero di cellulare validi in quanto qui arriva il PIN di 8 caratteri.
5) cliccare AVANTI e procedere come indicato.
Una volta conclusa la procedura si riceve via e-mail o SMS un codice composto di 8 cifre e lettere. Questo codice può già essere usato in combinazione con il proprio codice fiscale per accedere alla domanda di bonus.

TRAMITE IL CONTACT CENTER
Si può richiedere il PIN semplificato anche tramite Contact Center chiamando:
- il numero verde 803 164 (gratuito da telefono fisso)
- o il numero 06 164164 (a pagamento a seconda della propria tariffa telefonica da rete mobile).
Anche in questo l’operatore richiederà gli stessi dati (codice fiscale, dati anagrafici, email e numero di telefono) per completare la procedura e inviarci il codice alfanumerico di 8 cifre da usare come PIN.
Una volta ricevute (via SMS o e-mail) le prime otto cifre del PIN, il cittadino le può immediatamente utilizzare in fase di autenticazione per la compilazione e l’invio della domanda on-line per le sole prestazioni sopra individuate. Qualora il cittadino non riceva, entro 12 ore dalla richiesta, la prima parte del PIN, è invitato a chiamare il Contact Center per la validazione della richiesta.

COSA DEVE FARE CHI NON È ISCRITTO ALL’INPS. LA DOMANDA PER LAVORATORI DI ALTRE CASSE DI PREVIDENZA
Andare sul sito della propria cassa di previdenza e seguire tutte le istruzioni del caso, ci saranno dei moduli da compilare.

COME PRESENTARE LA RICHIESTA ALL’INPS
Il bonus di 600 euro può essere richiesto - a partire dal 1° aprile - in via telematica sul sito dell'INPS seguendo la procedura semplificata prevista dal messaggio n. 1381 del 26 marzo 2020.

Finalità
Supportare e incentivare le imprese che investono in beni strumentali nuovi, materiali e immateriali, funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale dei processi produttivi destinati a strutture produttive ubicate nel territorio dello Stato.

Destinatari
Tutte le imprese residenti nel territorio dello Stato, incluse le stabili organizzazioni di soggetti non residenti, indipendentemente dalla natura giuridica, dal settore economico di appartenenza, dalla dimensione, dal regime contabile e dal sistema di determinazione del reddito ai fini fiscali.
Il credito d'imposta del 6% per gli investimenti in altri beni strumentali materiali è riconosciuto anche agli esercenti arti e professioni.
Sono escluse le imprese in stato di liquidazione volontaria, fallimento, liquidazione coatta amministrativa, concordato preventivo senza continuità aziendale, altra procedura concorsuale. Sono inoltre escluse le imprese destinatarie di sanzioni interdittive ai sensi dell'articolo 9, comma 2, del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231.
La fruizione del beneficio spettante è subordinata alla condizione del rispetto delle normative sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e al corretto adempimento degli obblighi di versamento dei contributi previdenziali e assistenziali a favore dei lavoratori.

Benefici
Per gli investimenti in beni strumentali materiali tecnologicamente avanzati (allegato A, legge 11 dicembre 2016, n. 232) è riconosciuto un credito d'imposta nella misura del:
- 40% del costo per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro
- 20% del costo per la quota di investimenti oltre i 2,5 milioni di euro e fino al limite di costi complessivamente ammissibili pari a 10 milioni di euro.
Per gli investimenti in beni strumentali immateriali funzionali ai processi di trasformazione 4.0 (allegato B, legge 11 dicembre 2016, n. 232, come integrato dall'articolo 1, comma 32, della legge 27 dicembre 2017, n. 205) è riconosciuto un credito d'imposta nella misura del:
- 15% del costo nel limite massimo dei costi ammissibili pari a 700.000. Si considerano agevolabili anche le spese per servizi sostenute mediante soluzioni di cloud computing per la quota imputabile per competenza.
Per investimenti in altri beni strumentali materiali, diversi da quelli ricompresi nel citato allegato A, è riconosciuto un credito d'imposta nella misura del:
- 6% nel limite massimo dei costi ammissibili pari a 2 milioni di euro.
Il credito d'imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione in cinque quote annuali di pari importo, ridotte a tre per gli investimenti in beni immateriali, a decorrere dall'anno successivo a quello dell'avvenuta interconnessione per i beni di cui agli allegati A e B, ovvero di entrata in funzione per gli altri beni.
Il credito d'imposta è cumulabile con altre agevolazioni che abbiano a oggetto i medesimi costi nei limiti massimi del raggiungimento del costo sostenuto.

Procedura
Il credito si applica agli investimenti effettuati a decorrere dal 1 gennaio 2020 e fino al 31 dicembre 2020, ovvero entro il 30 giugno 2021 a condizione che entro il 2020 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione.
Per i beni tecnologicamente avanzati e immateriali, le imprese sono tenute a produrre una perizia tecnica semplice rilasciata da un ingegnere o da un perito industriale iscritti nei rispettivi albi professionali o un attestato di conformità rilasciato da un ente di certificazione accreditato, da cui risulti che i beni possiedono caratteristiche tecniche tali da includerli rispettivamente negli elenchi di cui ai richiamati allegati A e B e sono interconnessi al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura. Per i beni di costo unitario di acquisizione non superiore a 300.000 euro è sufficiente una dichiarazione resa dal legale rappresentante.
Le imprese che intendono fruire dell’agevolazione sono tenute ad effettuare una comunicazione al Ministero dello sviluppo economico. Il modello, il contenuto, le modalità e i termini di invio della comunicazione saranno stabiliti con apposito decreto direttoriale. La comunicazione è richiesta al solo fine di acquisire le informazioni necessarie per valutare l’andamento, la diffusione e l’efficacia delle misure agevolative.

Allegati:
Accedi a questo URL (https://www.mise.gov.it/index.php/it/incentivi/impresa/credito-d-imposta-beni-strumentali)Avviso e allegati[Avviso e allegati]0 kB

Finalità
Interventi per il rafforzamento dell’attrattività dei borghi e dei centri storici di piccola e media dimensione, attraverso il restauro e recupero di spazi urbani, edifici storici o culturali, nonché elementi distintivi del carattere identitario. L’intervento mira altresì a sostenere progetti innovativi di sviluppo turistico che favoriscano processi di crescita socio-economica nei territori beneficiari, anche al fine di promuovere processi imprenditoriali che ne accrescano l’occupazione e l’attrattività.
20 milioni sono destinati ai Comuni fino a 5.000 abitanti, mentre gli altri 10 milioni ai Comuni fino a 10.000 che abbiano individuato il centro storico quale zona territoriale omogenea (ZTO).

Destinatari
I Comuni della Regioni Calabria, Basilicata, Campania, Puglia e Sicilia, con una popolazione residente (dati Istat al 31/12/2018):
- fino a 5.000 abitanti. Per questi comuni sono destinati complessivamente 20 milioni
- fino a 10.000 abitanti, che abbiano individuato il centro storico quale zona territoriale omogenea (ZTO). Per questi comuni sono destinati complessivamente 10 milioni

Interventi ammissibili
- recupero e adeguamento funzionale, strutturale e impiantistico di immobili e/o spazi pubblici;
- realizzazione di percorsi ciclabili e/o pedonali per la connessione e la fruizione dei luoghi di interesse turistico-culturale (musei, monumenti, siti Unesco, biblioteche, aree archeologiche e altre attrattive culturali, religiose, artistiche, ecc.);
- erogazione dei servizi di informazione e comunicazione per l’accoglienza (info point, visitor center, etc.), volti a favorire la fruizione del patrimonio culturale tangibile e intangibile, anche attraverso tecnologie avanzate e strumenti innovativi (prodotti editoriali e multimediali, portali informativi, pannelli interattivi, audioguide, realtà aumentata, ecc.).
- valorizzazione e ampliamento dell’offerta culturale, attraverso la realizzazione di attività e servizi artistici (installazioni, videoproiezioni, digital art, land art, ecc.), in luoghi potenzialmente interessanti sotto il profilo turistico;
- realizzazione e promozione di itinerari culturali, tematici, percorsi storici e visite guidate, anche attraverso il restauro e l’apertura al pubblico di siti;
- valorizzazione di saperi e tecniche locali (artigianato locale, tecniche costruttive e lavorazioni dei materiali secondo le tradizioni locali, ecc.) anche attraverso attività esperienziali aventi ad oggetto gli elementi simbolici del carattere identitario dei luoghi;
- miglioramento dell’accessibilità e della mobilità nei territori.

Spese ammissibili
- Servizi e forniture;
- Lavori edili, strutturali e impiantistici;
- Collaboratori e consulenti;
- Spese generali;
- Servizi di architettura e ingegneria (art.46 Dlgs. 50/2016) per la progettazione degli interventi;
- Servizi per la pianificazione economico-finanziaria e gestionale.

Finanziamento concedibile
Il finanziamento è concesso nella forma del contributo a fondo perduto, pari al 100% delle spese ammissibili.
Il contributo massimo concedibile per beneficiario è di 1.000.000,00 di euro

Dotazione finanziaria
30 Milioni di euro

Termini e modalità di presentazione della domanda
Ogni Comune può presentare una sola domanda di finanziamento da trasmettere tramite pec entro il 13/04/2020.

Allegati:
Accedi a questo URL (https://www.beniculturali.it/mibac/opencms/MiBAC/sito-MiBAC/Contenuti/MibacUnif/Appalti/visualizza_asset.html?id=203943&pagename=230&fbclid=IwAR33AdHwTRc5HDWbqXc_-y3UpDsAKxTG9zjmL4_UA7gq6vR7pDCh9n8WO2Q)Avviso e allegati[Avviso e allegati]0.1 kB

Finalità
I Distretti del cibo hanno l'obiettivo di garantire risorse e opportunità per la crescita e il rilancio a livello nazionale di filiere e territori, operando attraverso programmi di progettazione integrata territoriale.
La legge definisce Distretti del cibo:
- i distretti rurali e agroalimentari di qualità già riconosciuti o da riconoscere;
- i distretti localizzati in aree urbane o periurbane caratterizzati da una significativa presenza di attività agricole volte alla riqualificazione ambientale e sociale delle aree;
- i distretti caratterizzati dall'integrazione fra attività agricole e attività di prossimità;
- i distretti biologici.
Il riconoscimento dei Distretti viene affidato alle Regioni e alle Province autonome che provvedono a comunicarlo al Mipaaf, presso il quale è istituito il Registro nazionale dei Distretti del Cibo, disponibile anche sul sito del Ministero.

Beneficiari
I soggetti che possono beneficiare dei contributi sono:
- le imprese, organizzate in forma consortile, cooperative, consorzi, reti di imprese, che operano nel settore agricolo e agroalimentare;
- le imprese, organizzate in forma consortile, cooperative, consorzi, reti di imprese, che operano nel settore agricolo e agroalimentare;
- le organizzazioni di produttori agricoli e le associazioni di organizzazioni di produttori agricoli;
- le società costituite tra soggetti che esercitano l'attività agricola e le imprese commerciali e/o industriali e/o addette alla distribuzione;
- i distretti costituiti in forma societaria.

I contratti di distretto
Il contratto di distretto ha lo scopo di promuovere lo sviluppo territoriale, la coesione e l’inclusione sociale, favorire l’integrazione di attività caratterizzate da prossimità territoriale, garantire la sicurezza alimentare, diminuire l’impatto ambientale delle produzioni, ridurre lo spreco alimentare e salvaguardare il territorio e il paesaggio rurale attraverso le attività agricole a agroalimentari.

Progetti ammissibili
Gli interventi ammissibili comprendono :
a. investimenti in attivi materiali e attivi immateriali nelle aziende agricole connessi alla produzione agricola primaria;
b. investimenti per la trasformazione di prodotti agricoli e per la commercializzazione di prodotti agricoli e alimentari;
c. investimenti concernenti la trasformazione di prodotti agricoli in prodotti non agricoli;
d. costi per la partecipazione dei produttori di prodotti agricoli ai regimi di qualità e misure promozionali a favore dei prodotti agricoli;
e. investimenti per la promozione dell’immagine e delle attività del distretto;
f. progetti di ricerca e sviluppo nel settore agricolo e agroalimentare.

Le agevolazioni
L'intensità dell'aiuto varia a seconda della tipologia di intervento, ad esempio in caso di progetti presentati da giovani agricoltori, di investimenti collettivi o in zone soggette a vincoli naturali.

Tempistica e iter
La procedura per richiedere le agevolazioni previste dal decreto prevede quattro step.
In primis, i Distretti del cibo dovranno preventivamente trasmettere al Mipaaf un’apposita domanda di accesso entro il 17 aprile 2020.
Una volta ricevuta questa domanda, il Ministero procederà ad accertare che sussistano determinate condizioni di ammissibilità e, verificata la disponibilità di sufficienti risorse finanziarie, provvederà ad inviare la domanda alle regioni e alle provincie autonome dove sono localizzati i programmi, al fine di acquisire entro trenta giorni l'eventuale disponibilità al cofinanziamento nella forma di contributo in conto capitale.
A questo punto, avendo ricevuto tale comunicazione dal Ministero, i soggetti proponenti, ovvero i Distretti, dovranno presentare una proposta definitiva di contratto che darà il via allo svolgimento, da parte del Mipaff, dell’istruttoria.
Nel caso in cui l’istruttoria abbia esito positivo, il Ministero comunicherà il risultato ai proponenti, che potranno firmare il contratto e accedere ai contributi.

Allegati:
Accedi a questo URL (https://www.politicheagricole.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/15042)Avviso e allegati[Avviso e allegati]0 kB

Contesto di riferimento
In Italia si registra una crescita costante del numero di episodi di devianza giovanile e di comportamenti antisociali commessi da gruppi di adolescenti e giovani in spazi pubblici. Tra i vari fattori di rischio, che hanno portato a un aumento dei reati commessi in gruppo, fenomeno mediaticamente definito “baby gang”, si sottolineano l’assenza della famiglia o di adulti di riferimento, l’esposizione continua a modelli violenti o l’essere stato vittima a propria volta di violenza, nonché la necessità di vedere riconosciuta la propria identità all’interno di un gruppo. Un fenomeno trasversale ai contesti e alle estrazioni sociali: interessa giovani che appartengono ai ceti sociali più bassi o a famiglie disagiate, ma anche ragazzi ‘di buona famiglia’ apparentemente meno problematici, che possono diventare antisociali e violenti soprattutto per mancanza di valori positivi e di validi modelli sociali forniti dagli adulti.

Finalità
Il Bando Cambio rotta promosso da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, si propone di sostenere interventi socio-educativi rivolti a minori tra i 10 e 17 anni di età segnalati dall’Autorità giudiziaria minorile e già in carico agli Uffici di servizio sociale per i minorenni (USSM) o ai servizi sociali territoriali, in particolare per reati di gruppo, oppure in uscita da procedimenti penali o amministrativi.

Azioni
I progetti potranno avere una dimensione regionale o interregionale.
Verranno promosse iniziative mirate a contrastare il fenomeno della devianza minorile attraverso la sperimentazione di soluzioni innovative e integrate che combinino efficacemente percorsi individualizzati e il lavoro centrato sulla relazione come risorsa, valorizzando le capacità personali e lo scambio di esperienze tra pari. Per contrastare efficacemente il fenomeno, sarà necessario prevedere un percorso comune che metta in rete gli Enti del Terzo Settore, gli organismi della giustizia minorile e i servizi sociali territoriali, le famiglie, la scuola e gli enti di formazione. Dovrà essere coinvolta tutta la ‘comunità educante’, compresi i gruppi di coetanei, con azioni nei luoghi di ritrovo dei ragazzi nei quartieri considerati particolarmente a rischio.

Soggetti proponenti
Enti di terzo settore in qualità di soggetto Responsabile
La partnership deve possedere i seguenti requisiti:
a) oltre al soggetto responsabile, deve essere presente almeno un altro ente di terzo settore;
b) gli altri soggetti della partnership possono appartenere, oltre che al mondo del terzo settore e della scuola, anche a quello delle istituzioni, dei sistemi regionali di istruzione e formazione professionale, dell’università, della ricerca e al mondo delle imprese;
Al fine di garantire la massima partecipazione, ogni soggetto potrà presentare un solo progetto, in qualità di soggetto responsabile, o prendere parte a un solo progetto, in qualità di partner. Fanno eccezione unicamente le amministrazioni locali e territoriali (Comuni, regioni, ASL, amministrazioni penitenziarie,…), le università e i centri di ricerca che possono partecipare, in qualità di partner, a più progetti.

Risorse disponibili
15 milioni di euro
Entità del contributo:
- nel caso di progetti regionali, tra 250 mila e 1 milione di euro,
- nel caso di progetti interregionali, tra 1 milione e 1,5 milioni di euro.

Termini e modalità di presentazione
I progetti devono essere presentati esclusivamente on line, tramite la piattaforma Chàiros raggiungibile tramite il sito internet www.conibambini.org, entro, e non oltre, le ore 13:00 dell’29 maggio 2020.

Allegati:
Accedi a questo URL (https://www.conibambini.org/bando-cambio-rotta-percorsi-di-contrasto-alla-devianza-minorile/)Avviso e allegati[Avviso e allegati]0.2 kB
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Nicola Irto - Sito ufficiale

Vicepresidente Consiglio regionale della Calabria

via Cardinale Portanova
89100 Reggio Calabria
e-mail: segreteria.nicolairto@gmail.com
tel. 0965.880992

 

 

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