VIDEO | Il candidato governatore chiama i 5s: «Auspico che il Movimento si unisca al centrosinistra e possa partecipare al governo della Regione»

Nicola Irto spinge il centrosinistra verso rinnovamento e riforme. Alla prima seduta di Consiglio promette un pacchetto di tagli ai costi della politica e dei privilegi della casta e poi attacca sulla sanità. I dettagli sono emersi nel corso dell'intervista andata in onda sulla pagina social di LaCnews24.it.

«Il commissariamento ha fallito»
Entrando nell'argomento, il candidato alla presidente della Regione, aggiunge: «Il Covid ha poi accelerato l’esigenza di avere una sanità pubblica e una competenza forte dello Stato in materia. Resta un fatto: in Calabria il Commissariamento ha straordinariamente fallito, ma adesso il debito deve essere azzerato e deve caricarselo per intero lo Stato. Non può rimanere sulle spalle della Regione. Deve farlo il governo nazionale perché la Calabria è stata commissariata dal governo nazionale quel debito che non è stato sanato va chiuso. Dopo - rimarca - serve una riorganizzazione della rete sanitaria in maniera che la Calabria abbia la stessa dignità delle altre Regioni».

Le liste in vista delle regionali
E poi la promessa sulle liste. «Adotteremo forti criteri di rinnovamento – spiega Irto - non voglio dettare la linea ai partiti politici ma soprattutto le liste civiche che faranno diretto riferimento al candidato presidente elementi di straordinaria novità. Sarà coinvolto chi non è uscente, chi è alla sua prima esperienza, i giovani universitari, i professionisti e tutta quella Calabria che ce la fa, che lavora tutti i giorni, si rimbocca le maniche e che troppo spesso non ha voce. Non una Regione dei soliti noti, dei soliti carrieristi, ma nuove esperienze piene delle storie belle che vanno raccontate alla Calabria e che devono mettersi in gioco per il riscatto di questa terra».

L'appello ai 5s
Irto ha poi definito come la coalizione stia lavorando ad un soggetto che raccolga gli amministratori e i sindaci e ha rivolto un appello anche ai Cinque Stelle: «Il Pd è in continua interlocuzione con cui è stato in maggioranza al governo del Paese – ha detto Irto - il M5s ha una discussione interna molto accesa dopo la nascita del governo Draghi che guardo con grande rispetto. In Calabria hanno ottenuto un grande risultato alle politiche del 2018 e sarebbe opportuno che prendessero parte adesso a un progetto di sviluppo della Regione. Auspico – conclude Irto - che saranno alleati del centrosinistra e che potranno governare insieme a noi. Non lo fanno in nessuna Regione in Italia e quindi allearsi con il centrosinistra vuol dire assumersi la responsabilità del cambiamento e del governo della Calabria insieme a noi».

LaC News24 del 23-02-2021

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Per il componente della segreteria nazionale dem: «Nicola è il candidato giusto di uno schieramento riformista, progressista, di innovazione profonda e di capacità di governo»

«Sarà lui, il nostro Nicola Irto, il candidato presidente del centrosinistra alla Regione Calabria. Una scelta di rinnovamento e di discontinuità, perché è questo quello di cui le cittadine e i cittadini calabresi hanno bisogno». È quanto scrive Nicola Oddati, componente della segreteria nazionale Pd sui social.

«Nicola, già nelle precedenti elezioni regionali – ricorda l’esponente dem - ha dimostrato un enorme attaccamento e radicamento nella sua terra, risultando il consigliere più votato in assoluto.
Da presidente del consiglio regionale calabrese, un incarico ricoperto a soli 33 anni (il più giovane nella storia della Regione), ha contribuito a ridurre di 4 milioni di euro l’anno le spese di gestione del consiglio. Per far sì che la politica desse il buon esempio di fronte alle difficoltà dei cittadini. L'esempio – evidenzia - che anche noi vogliamo dare: candidando un giovane in una terra da cui i giovani, talvolta, fuggono. E quando, nonostante tutto, rimangono, lo fanno consapevoli delle tante difficoltà. Difficoltà che combatteremo con le idee e la passione di Nicola Irto, investendo sul lavoro, sule infrastrutture, sulla scuola e sull'ambiente.

Nicola - conclude - è il candidato giusto di uno schieramento riformista, progressista, di innovazione profonda e di capacità di governo».

LaC News24 del 20/02/2021

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Parla il candidato Pd alla presidenza della Regione: «Al servizio dei calabresi con responsabilità. Ci faremo ragione di qualche defezione. Cittadini stanchi del malgoverno della destra e del populismo.
«Mi metterò al servizio dei calabresi, della mia parte politica e del centrosinistra», e «ci faremo una ragione di qualche defezione». In un’intervista al Corriere della Calabria Nicola Irto, candidato Pd alla presidenza della Regione, analizza l’attuale fase politica in vista delle Regionali.

Onorevole Irto, il suo appello agli altri candidati di area centrosinistra, segnatamente a De Magistris, a fare un passo indietro per un ragionamento unitario sembra caduto nel vuoto: l’impressione è che sia un errore e un formabile assist al centrodestra…
«Era un’occasione per allargare ulteriormente il fronte alternativo alla destra, ma ci faremo una ragione di qualche defezione. Il centrosinistra nella sua configurazione “classica” ha dato dimostrazione nell’ultimo anno di saper vincere le Regionali. Si pensi alla Campania, alla Puglia, alla Toscana, all’Emilia-Romagna. Sono convinto che anche in Calabria sarà così perché i calabresi sono stanchi sia del malgoverno della destra, sia della demagogia e del populismo».

Ora Nicola Irto cosa farà?
«Mi metterò, come ho sempre fatto, al servizio dei calabresi, della mia parte politica, alla quale coerentemente appartengo da sempre, e del centrosinistra. È questo il dovere di chi fa parte della classe dirigente di una regione: assumersi le proprie responsabilità».

Per la sua candidatura le varie aree del Pd regionale si sono espresse favorevolmente: quanto è reale questa unità?
«Posso dirle con tutta sincerità che gli attestati di stima e di sostegno arrivati in questi giorni da amministratori, militanti, segretari di circolo e dirigenti del mio partito sono stati veramente numerosi. Persone reali, sempre state dalla stessa parte, a cui spesso non è stato garantito un luogo di discussione politica, che mi hanno travolto con la loro amicizia e considerazione. E non le nascondo che tutto questo ha avuto un peso molto rilevante nella mia valutazione».

Quale sarà il perimetro della coalizione di centrosinistra che intende costruire?
«Il più aperto e largo possibile. La nostra è la casa dei riformisti, di chi ripudia la ‘ndrangheta e ogni forma di illegalità, di chi sogna una regione fatta di diritti e opportunità vere per tutti. Siamo una grande forza destinata ad allargarsi e a crescere nelle prossime settimane».

Il movimento dei sindaci ha lanciato un appello all’unità rimarcando comunque la bontà della sua posizione: cosa vuole dire agli amministratori?
«Ho già avuto modo di parlare con tantissimi amministratori locali. D’altronde ho continuato a frequentarli quotidianamente e a confrontarmi con loro in tutti questi mesi ed anni. Conosco i loro problemi, le loro esigenze, le loro aspettative. Servirà una rivoluzione della pubblica amministrazione, a cominciare da un piano straordinario volto a rafforzare la dotazione organica di Regione ed enti locali. I Comuni devono essere messi in condizione di operare tornando a essere il motore del governo del territorio».

Il Pd a livello nazionale sta puntando forte su un’alleanza organica con il Movimento 5 Stelle, in Calabria però il Movimento 5 Stelle non sembra dialogante, anzi si dice che avrebbe posto persino un veto a candidati Pd come lei o altri non per motivi personali ma perché frutto di scelte di apparato: cosa vuole dire ai pentastellati?
«Il Movimento ha l’occasione di entrare, per la prima volta nella sua storia, al governo di una Regione, ma questa opportunità potrà concretizzarsi solo se sposerà un progetto riformista e non velleitarie chimere già destinate al fallimento».

Le Regionali sono fissate l’11 aprile ma si sta di nuovo ventilando l’ipotesi di un ulteriore slittamento: qual è la sua posizione?
«Per quanto mi riguarda si deve votare il più presto possibile, pandemia permettendo, perché la Calabria ha urgente bisogno di un governo forte e solido che cancelli i disastri del centrodestra».

Il programma per il futuro della Calabria: quali sono le priorità di Irto?
«Non servono libri dei sogni. Serve un approccio concreto su alcune questioni urgenti e prioritarie. Soprattutto, è necessario avere le idee chiare andando oltre i semplici slogan. La madre di tutte le questioni è naturalmente la sanità. Lo era già prima, lo è a maggior ragione adesso dopo la pandemia. L’obiettivo deve essere creare le condizioni per avere una sanità efficiente e dare ai calabresi lo stesso diritto alla salute di tutti gli altri italiani. L’offerta sanitaria va totalmente ripensata, direi rivoluzionata. L’altra priorità assoluta è il lavoro. Ma bisogna uscire dalle logiche clientelari del passato. Dare lavoro significa, anche attraverso il Recovery, creare opportunità per i giovani in modo tale che noi siano costretti a emigrare e soprattutto che non debbano dire grazie a nessuno, se non a loro stessi e alle loro capacità. Vi è poi un’enorme questione ambientale che va affrontata con chiarezza ma soprattutto con una seria programmazione degli interventi. Mi riferisco sia ai rifiuti che alla depurazione. Infine dovremo pensare a come spendere produttivamente le risorse del recovery fund per la transizione verde e digitale. Insomma, costruire una Calabria migliore»

Corriere della Calabria del 20/02/2021

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Ragioni di carattere privato, e non certamente di furbizia o calcolo di natura politica, mi hanno spinto a chiedere al mio partito qualche giorno di tempo prima di far mia la proposta, avanzata ufficialmente dal Pd, di candidarmi alle prossime elezioni come Presidente della Regione Calabria, in uno schieramento che non potrà che scegliere con nettezza l’intero mondo calabrese del centrosinistra e, se possibile e con ancor più nettezza, l’Europa con tutti i suoi vantaggi e tutte le sue spinte rinnovatrici.

Oggi, che ho potuto meglio verificarlo, ho scoperto di essere stato nei giorni scorsi raggiunto da sollecitazioni pressanti di ogni tipo, provenienti da un’ampia fascia della Calabria, quella che punta a un cambiamento reale. Una pioggia di messaggi e sollecitazioni di amministratori locali, professionisti, esponenti del mondo intellettuale, militanti del mondo sindacale, rappresentanti delle associazioni di categoria, miei vecchi amici dell’università e del volontariato, impegnati su fronti delicati che aspettano risposte.

Sanno tutti che non ho mai chiesto niente alla politica e forse proprio per questo sono stato oggetto di richieste sempre più massicce d’impegno alle quali non mi sono mai sottratto.
Neanche in questa occasione ho chiesto nulla. La politica e la disponibilità a servire i calabresi sono le mie passioni. Verrà un momento in cui non ce ne sarà più bisogno e tornerò alle mie attività private e al mio lavoro. Intanto, come sempre, oggi mi rimetto al servizio del partito di cui faccio parte e del collettivo, aperto e ampio, dentro cui mi sono sempre collocato, alla pari con tutti gli altri. Donne e uomini assieme a cui abbiamo sognato e continuiamo a sognare una Calabria migliore, capace di affrontare e sciogliere le sue stridenti contraddizioni, allentando da subito la nostra situazione sociale e facendo crescere pari e reali opportunità per tutte e tutti, a cominciare dalle nuove generazioni.

La mia risposta alle richieste è sì. Sono disponibile a guidare una coalizione riformista allargata, capace di cambiare la Calabria. Sono convinto che si costruirà uno schieramento adatto a vincere le prossime elezioni regionali. Uno schieramento riformista chiaro, idoneo a tenere insieme il mondo politico, civico e culturale del centro e della sinistra, di tutti i democratici ed europeisti.

Però, siccome il mio sì non è dettato da egoismi e da interessi personali, sono personalmente disponibile, senza riserva alcuna, ad un azzeramento totale di tutte le candidature che possono dividere il centrosinistra, purché dentro un rigido progetto riformista e senza accordi che prevedano spartizioni di poltrone e di prebende.

Ma bisogna essere chiari. Il voto, al di là delle incertezze imposte dal virus, è alle porte. I tempi per avere un rapporto politico reale e diffuso coi calabresi sono ristrettissimi. Se si azzereranno entro 48 ore tutte le autocandidature fin qui emerse nell’ambito del mondo del centrosinistra e si configurerà una soluzione unitaria e definitiva, chiederò io stesso per primo al mio partito di sospendere, e dopo se necessario, di cancellare la mia candidatura a presidente.

Se, invece, passato questo tempo il mio appello dovesse cadere nel vuoto e non verrà accettato, diventerà chiaro che c’è chi gioca a ridurre ancor di più il tempo necessario allo svolgimento di una proficua campagna elettorale. Ma è nostro dovere, per il bene della Calabria, uscire da queste sabbie mobili e andare avanti per dare un governo riformista e di cambiamento alla nostra regione, per vincere e bloccare la destra.

Io sarò in prima linea, con tutto me stesso, per respingere con forza e determinazione qualsiasi tipo di populismo che rischia di isolare la Calabria negli anni decisivi per il futuro del Paese e lavorerò per l’affermazione di una regione che crei opportunità e solidarietà per tutti, che valorizzi donne e giovani, che si liberi dalla povertà, dalla ‘ndrangheta e da ogni tipo di illegalità.

Il suo nome era stato proposto dal Pd. Oggi l’ex presidente del Consiglio regionale ha definitivamente rotto gli indugi. Un modo anche per uscire dall'angolo in cui volevano metterlo Tansi e de Magistris

Si attende nelle prossime ore la comunicazione ufficiale, ma ormai il dado è tratto. Nicola Irto ha sciolto le riserve a ha accettato la candidatura a governatore della Calabria. Il suo nome era stato proposto dal Pd negli scorsi giorni dopo una riunione dei vertici a Lamezia, così come aveva spiegato il commissario regionale Stefano Graziano.

Dopo qualche giornata di riflessione, servita anche a fare il punto della situazione con i partiti alleati, l’ex presidente del Consiglio regionale ha definitivamente rotto gli indugi.
Irto ha deciso di accogliere l’appello di sindaci e amministratori che negli ultimi giorni si è fatto sempre più insistente per un suo impegno diretto nel governo della Regione.

La scelta è poi arrivata per stoppare l’azione di logoramento messa in campo dal Polo Civico Luigi de Magistris e Carlo Tansi che stavano criticando le modalità con le quali il Pd è arrivato all’indicazione del candidato governatore e anche lo stesso nome scelto in quanto considerato in continuità con il vecchio sistema, avendo ricoperto l’incarico di presidente del Consiglio durante la legislatura guidata da Mario Oliverio.

Irto, in buona sostanza, esce dall’angolo e rovescia il tavolo delle responsabilità. La proposta Pd è stata sottoposta al vaglio degli alleati ed ha avuto il sì di massima di Leu, Italia Viva, Versi, Psi, Iric nonché il sostegno di moltissimi amministratori. Mentre il nome di de Magistris sarebbe da considerare una sorta di autocandidatura.

Ed allora Irto accetta, ma sarebbe anche disposto ad una discussione nuova con il Polo Civico basata su un passo indietro proprio dell’ex magistrato e oggi sindaco di Napoli.
Ipotesi di scuola, ovviamente, soprattutto se la data delle regionali rimanesse ferma al prossimo 11 aprile senza ulteriori rinvii. Con uno slittamento a giugno o a settembre, invece, la ripresa di un dialogo potrebbe anche essere realmente perseguibile.
Per il momento, però, Nicola Irto è ufficialmente in campo insieme a Luigi de Magistris e i Cinque Stelle saranno chiamati ad un’altra decisione sofferta dopo quella sulla fiducia al governo Draghi.

LaC News24 del 18/02/2021

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Nicola Irto - Sito ufficiale

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