Il giorno dopo l'assemblea e la direzione regionale, il segretario del Pd rivendica il percorso intrapreso e dice: "Dopo il commissariamento ci siamo rimessi in cammino senza tutori esterni". E sul governo regionale: "Per ora solo spot"

Il nuovo corso del Pd calabrese, dopo la lunga stagione del commissariamento. L'opposizione netta ma costruttiva al governo regionale di centrodestra, le prossime iniziative di un partito che vuole essere riferimento del centrosinistra e aprirsi a tutte le forze politiche e civiche che ne condividono valori e programma.

A Lamezia, la riunione congiunta dell'assemblea e della direzione regionale è il momento del confronto per il partito democratico. La rotta è tracciata da Nicola Irto che fa il punto sui primi sei mesi del suo mandato da segretario.

Nelle parole del segretario, la soddisfazione per i risultati delle amministrative, a partire dalla vittoria nel capoluogo di regione. "A Catanzaro, con Fiorita, abbiamo fatto una scelta coraggiosa e siamo stati premiati" ribadisce Irto, la dimostrazione che uniti il centrodestra può essere sconfitto.

Niente sconti alla giunta Occhiuto. Per il segretario del Pd, non c'è stato il cambio di passo promesso, a partire dal tema cruciale della sanità.

di Antonio Liotta TGR Calabria

Dopo il successo delle Agorà democratiche, che proseguiranno anche nei prossimi mesi, il Pd rafforzerà la propria presenza sul territorio per rendere ancora più saldo il rapporto con la base. Saranno costituiti i vari Dipartimenti interni e poi si è già avviato il lavoro con i segretari provinciali per organizzare la festa dell’Unità regionale itinerante nella ionica calabrese.

Infine uno dei sei Sassoli Camp, che si svolgeranno a livello nazionale, avrà luogo in Calabria, nell’incantevole cornice di Scilla, nel weekend dal 30 settembre al 2 ottobre. I Sassoli Camp saranno dei momenti di approfondimento di livello nazionale dove saranno messe insieme le tante proposte che sono arrivate dalle Agorà democratiche, per arrivare a una sintesi e una sistematizzazione. Le iniziative sono state dedicate alla straordinaria figura di David Sassoli fonte di spirazione per il nostro lavoro e veicolo per un messaggio di solidarietà, pacatezza e di una politica dei valori.

Ce l’abbiamo fatta.
Dopo quasi vent’anni il centrosinistra è tornato a vincere a Catanzaro.
Nicola Fiorita è il nuovo sindaco della città capo luogo della Calabria.

Ce l’abbiamo fatta.
Con la forza dell’impegno, delle idee e di un progetto politico vero, nel quale abbiamo sostenuto la candidatura di Fiorita.
Andando, per la verità, in direzione ostinata e contraria.
Abbiamo rotto vecchi schemi, portato avanti un significativo lavoro di mediazione, ma, soprattutto, scommesso sulla voglia di cambiamento dei catanzaresi.

Un cambiamento vero, non di facciata.
Sono tante le persone protagoniste di questo successo, insieme al neo sindaco a cui vanno le mie congratulazioni. So di avventurarmi su un terreno scivoloso, ma sento di rivolgere due ringraziamenti in particolare.
Ad Aldo Casalinuovo, innanzitutto, per la sua signorilità.
E al gruppo dirigente del PD Federazione Provinciale Catanzaro, che ha lavorato pancia a terra per raggiungere un risultato strategico e politicamente di grande impatto, in un quadro reso elettoralmente difficile dalla presenza di tante, troppe liste.

Adesso, i tre maggiori capoluoghi di provincia calabresi appartengono al centrosinistra.
Reggio, Cosenza e ora Catanzaro.
Fatti concreti che dimostrano che siamo sulla giusta rotta e che, se ci apriamo al territorio, se seguiamo la nostra vocazione popolare e autenticamente democratica ma non populista, se ci apriamo al civismo autentico come quello che abbiamo visto a Catanzaro, riusciamo a ottenere la fiducia dei cittadini.

Guai però a cullarsi sugli allori. Bisogna mettersi immediatamente al lavoro, assieme a Fiorita, perché il consenso non va solo guadagnato alle elezioni, va meritato. Giorno dopo giorno.

Ce l’abbiamo fatta, ma adesso abbiamo una montagna da scalare.
Una montagna fatta di problemi e complessità che caratterizzano il Mezzogiorno, ma fatta anche di opportunità: mettiamoci in cammino e andiamo a coglierle, per il bene dei cittadini. E della Calabria.

«Si è conclusa positivamente la lunga trattativa tra le organizzazioni sindacali e le aziende coinvolte che ha permesso l’accordo tra Almaviva-Covisian e ItaAirways. Un accordo che consente di salvare tutti i posti di lavoro dei call center di Palermo e Rende».
Grande soddisfazione per l’esito della trattativa politico-sindacale è espressa dal Partito Democratico della Calabria che sottolinea l’impegno profuso per il buon esito finale dai parlamentari dem e dal ministro del Lavoro Andrea Orlando.
«Grazie all’impegno del ministro del Lavoro, Andrea Orlando – prosegue la nota del Pd - si è conclusa positivamente la vertenza sui lavoratori del call center di Palermo e Rende. Lo stesso ministro Orlando ha sottolineato come quello raggiunto è “Un risultato non scontato per il quale esprimo grande soddisfazione. Ringrazio tutti i soggetti coinvolti a partire dal mio staff, le parti sociali, le imprese e il MISE che ha lavorato per mettere in campo una risposta che ha consentito di salvaguardare i livelli occupazionali – ha detto Orlando - Avevamo detto che avremmo gestito il tavolo senza clamore e senza propaganda, con l'unico obiettivo di non lasciare i lavoratori a casa e abbiamo raggiunto questo risultato"».
«In un momento così complesso – conclude la nota del Pd Calabria – va prestata grande attenzione alle politiche occupazionali con un impegno massimo per la tutela dei posti di lavoro, specialmente nel Meridione dove la crisi economica fa sentire ancora più pesantemente i suoi morsi. Il nostro partito proseguirà, a tutti i livelli, la propria attività a sostegno dei lavoratori calabresi e italiani»

Il segretario regionale dem, soddisfatto del risultato elettorale nella Città Metropolitana, sferza il centrodestra: «usa vecchie logiche pensando che i cittadini hanno l’anello al naso»

«Il bilancio che noi tracciamo è sicuramente positivo per il centrosinistra e per le forze alternative al centrodestra. I dati che ci sono arrivati in molte Amministrazioni comunali sotto i 15 mila abitanti ma anche quelle sopra i 15mila abitanti ci consegnano un dato che ci rende felici che ci dà la spinta per il futuro quindi siamo molto contenti dei risultati acquisiti che sono un buon segnale per tracciare e continuare sul lavoro che abbiamo da poco avviato».

Vede il bicchiere mezzo pieno, se non del tutto pieno il segretario regionale del partito democratico Nicola Irto analizzando. dall’ufficio posto al quinto piano di Palazzo Campanella, il voto delle amministrative svoltesi nell’election day del 12 giugno scorso.

«Nel Reggino più sindaci alternativi alla destra di prima»
«Per noi è un risultato estremamente positivo – dice soddisfatto il segretario dem -. Il bilancio oggi è che ci sono più sindaci alternativi alle destre rispetto a quanti ce n’erano prima. Quindi abbiamo un risultato positivo, molto positivo in alcuni territori, e anche inaspettato in altri».

Mostra anche di non accontentarsi Irto, in qualche modo mettendo una pezza alle incomprensioni che pure ci sono state, e sono state raccontato dalle cronache giornalistiche, sui territori.

«Insomma, c’è un lavoro che si sta facendo come Partito Democratico molto lungo. Calcolate che da pochissimo tempo abbiamo celebrato i congressi, in alcuni luoghi i congressi ancora si devono fare, li abbiamo fermati solo perché c’erano le amministrative. Qui siamo in una fase di importante riorganizzazione però c’è già una tendenza che ci fa ben sperare sul futuro perché i dati che vengono dalla città metropolitana di Reggio sono ampiamente netti».

I risultati effettivamente l’area di centrosinistra li ha raccolti e il Partito democratico in molti di questi ci ha messo lo zampino, come a San Ferdinando, dove il sindaco eletto è nel partito regionale, o a Palmi, per la stretta amicizia e vicinanza al trionfatore Ranuccio che però tiene al suo profilo civico, o anche a Grotteria che esprime un sindaco ex Ds, o ancora a Bovalino dove il circolo del Pd è parte attiva dell’amministrazione. Ma sostegno è stato fornito a Campo Calabro, a Staiti, e Villa San Giovanni dopo la rinuncia a presentare una lista. Senza dimenticare l’appoggio ufficiale dato a Bagnara al sindaco eletto.

Irto trova un unico comune denominatore: «C’è stato un voto contro la destra, soprattutto della destra uscente, soprattutto della destra che ha dimostrato di non saper governare, e soprattutto dove la destra pensa che tendendo una mano, come se ci fosse la regione che è amica e dello stesso colore politico, e i cittadini hanno l’anello al naso, si otturano tutto, e poi votano secondo questa logica, che è una logica antica, una logica vecchia e superata».

La sconfitta del centrodestra, è il ragionamento di Irto, è ancora più evidente se si tiene conto del fatto che loro hanno schierato a supporto di quella logica, ben sei consiglieri regionali e il vicepresidente della giunta regionale, contro l’unico rappresentante reggino del centrosinistra, appunto lo stesso Irto.

«Con quali risultati?» si domanda retoricamente il segretario dem. Di certo in alcuni casi è stato sbagliato l’approccio alla campagna elettorale, che Irto interpreta così: «C’è una domanda di cambiamento da parte dei cittadini, e oggi molti sindaci, molti del Pd, molti civici, molti di forze alternative alle destre che sono stati anche sostenuti dal Partito Democratico rappresentano quella domanda di cambiamento che viene dai cittadini, elemento di novità e di innovazione, ecco, e su questo siamo molto contenti del risultato della Città metropolitana di Reggio».

Articolo Il Reggino del 16 giugno 2022

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