«E’ stato davvero emozionante vedere riaprire i circoli del Pd per questa giornata di voto servita ad eleggere i delegati all’Assemblea regionale che poi indicheranno il futuro segretario del partito».
Così Nicola Irto, candidato alla segreteria regionale del Pd, al termine della giornata del voto nei circoli che ha visto una grande partecipazione.

«Voglio ringraziare i volontari, gli iscritti e tutti i partecipanti al voto – prosegue Irto – che hanno reso possibile una giornata fondamentale per il futuro del partito e la celebrazione di un’autentica festa della democrazia. Da questa voglia di partecipazione si deve ripartire per riorganizzare il Pd calabrese e rendere sempre più forte e continuo il contatto con i territori e i cittadini. Una giornata importante arrivata dopo i dibattiti sulla mozione a sostegno della mia candidatura a segretario regionale che sono stati molto proficui e hanno regalato molti spunti in vista della “Rigenerazione” che vogliamo perseguire. La mozione rimane aperta – conclude Irto – ai suggerimenti e alle indicazioni che arriveranno nei prossimi giorni e in vista dell’Assemblea che segnerà, finalmente, la ripartenza del Partito democratico calabrese».

Il neo segretario in pectore interviene on line. Nel suo discorso il ricordo di Sassoli, la necessità di un nuovo protagonismo dei circoli e dei giovani, la battaglia sull’Autonomia differenziata e la bocciatura di Occhiuto e del centrodestra

Basta “correnti” di disturbo, ma si ad un Partito plurale. Nicola Irto ha inaugurato con la riunione on line sulla piattaforma “Zoom” la fase congressuale del Partito democratico che domani vedrà urne aperte nei circoli locali (da verificare gli orari, ndr) per l’elezione del segretario – che di fatto è già Nicola Irto – e dell’assemblea regionale.
Nella riunione svolta per l’area sud della Calabria con la Federazione provinciale di Reggio Calabria – sono previsti collegamenti a seguire anche con le altre aree della regione – Nicola Irto ha voluto iniziare il suo intervento con un saluto e un ricordo di David Sassoli «straordinaria personalità del Pd» a cui, il segretario Enrico Letta ha intestato proprio oggi la sala principale del “Nazareno”. Per Irto Lo “stile Sassoli” dovrà essere la stella polare del nuovo Pd: da una parte la sobrietà e dall’altra l’europeismo.
Il capogruppo dem a Palazzo Campanella ha parlato di una «mozione aperta, che nei prossimi giorni vorrà essere estensibile e aperta ad indicazioni e nuove possibilità». Al suo interno le quattro grandi sfide (scuola, Sanità pubblica e di prossimità, il territorio bene comune, a Autonomia differenziata), di cui – sottolinea Irto - spesso parliamo come se fossero svincolate tra di loro, ma non è così».

Irto: «Su Autonomia differenziata diremo la nostra»
Sul tema dell’Autonomia differenziata Irto concentra la sua attenzione: «Su questo il Partito sul piano nazionale non la pensa allo stesso modo, ed io vorrei che ci fosse un Partito democratico calabrese e del Mezzogiorno che dica la sua. Il tema è attuale, che vive e cammina a gambe levate con le regioni del nord dove quelle spinte non si sono fermate. Non dobbiamo solo urlare e dire “no” ma dobbiamo dire in che modo vogliamo interpretare questa fase attraverso uno studio approfondito ragionato sulle falle del regionalismo degli ultimi cinquanta anni. Immagino che attraverso le nostre intelligenze si possa elaborare una proposta da rilanciare sul piano nazionale. L’hanno fatto fino ad oggi i singoli, ora lo si faccia come comunità e come partito offrendolo al dibattito politico interno e nazionale».

Irto: «Fino ad oggi il partito non è esistito. Ripartiamo dai circoli»
L’idea di ripartire dai circoli, ridando dignità agli stessi, non è poi così nuova, ma è il filo conduttore in tutte le discussioni ascoltate in Calabria. Irto però vuole andare al sodo: «Diciamoci la verità su come sono andate le cose in questi anni. Siamo riusciti a fare qualche gol siamo riusciti a vincere qualche elezione, ma di fatto non c’è stato elaborazione politica e confronto. Il partito non c’è stato. Ora sarà una traversata nel deserto e bisogna farla come collettivo».
Si rivolge quindi a chi vuole rimboccarsi le maniche e lavorare, descrivendo anche un nuovo protagonismo interno: «In questi giorni seppur in una fase congressuale tra la fine e l’inizio dell’anno, con una fase politica assai delicata con l’elezione del Presidente della Repubblica, sono centinaia i ragazzi che attraverso gli strumenti che la tecnologia mette a disposizione, si sono fatti avanti chiedendo di collaborare. Sono presidenti di circolo, militanti. C’è una comunità, bisogna dargli un obiettivo, una spinta e una speranza».

Irto: «Far esplodere il tema delle correnti. Pd riparte unito e plurale»
Un percorso ad ostacoli, che trova il più grosso, nell’esasperazione del correntismo. Nicola Irto lo dice chiaramente: «Bisogna fare esplodere il tema delle correnti. Quando ci saranno i congressi nazionali, le grandi questioni sulle quali bisognerà diversificarsi è giusto e bene che ognuno la pensi a proprio modo. Ma questo non può diventare un elemento divisivo prima ancora del confronto solo per poter contare una casella in più. Per quanto mi riguarda questo è il tema che voglio far esplodere in Calabria».
«Il Partito riparte se unito nella sua pluralità. Le mie liste regionali hanno voluto tenere tutti dentro, perché un partito se plurale deve essere tutto rappresentato e deve avere i luoghi per potersi confrontare. Poi è ovvio che c’è una linea politica che indicherà il segretario. Ma se vogliamo ripartire non possiamo farlo con un solo pezzo del partito».

Irto: «Alternativi a centrodestra che comunica bene ma non produce risultati»
Ultima chiosa dedicata alla fase politica regionale attuale. «Abbiamo il compito di cominciare a ragionare quale unica alternativa al centrodestra. Al di là della straordinaria capacità comunicativa, i risultati della giunta sono pari a zero. Mai il Pd sarà a disposizione di Occhiuto e di questo centrodestra. Non si potrà fare solo a parole, ma con il lavoro di una comunità in cui tutti possono dare una mano per costruire un programma alternativo, chiaro e netto, rispetto al centrodestra».

LaC News24 del 15 gennaio 2022

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Sono appena stato delegato dal Consiglio regionale per eleggere il tredicesimo Presidente della Repubblica.
Una responsabilità importante, in un momento assai delicato per l'Italia e le Istituzioni.
La #Calabria farà la sua parte.
#elezionepresidentedellarepubblica

Rigenerare il PD: le ragioni della mia candidatura alla guida della segreteria calabrese.

Qui la mozione:

«Dopo la discussione sulle linee programmatiche non cambia il quadro di insieme all’interno del quale sta annaspando il governo di centrodestra – affermano i consiglieri del Pd Nicola Irto, Raffaele Mammoliti, Domenico Bevacqua, Franco Iacucci e Ernesto Alecci - Ci siamo trovati davanti ad un documento contabile approntato in fretta e furia e saltando i passaggi nelle Commissioni ancora non costituite, senza audizioni delle parti sociali e senza nessun confronto politico. Praticamente senza neanche dare la possibilità ai consiglieri regionali di poter approntare significative proposte emendative. Si tratta di un bilancio di tipo emergenziale dettato solo da necessità burocratiche ed economiche. Senza uno sguardo di insieme sulle esigenze della Calabria e dei calabresi e senza una visione del futuro della Calabria che già mancava nelle linee programmatiche che il presidente Roberto Occhiuto ha illustrato all’Assemblea in occasione della seduta precedente e sulle quali abbiamo già espresso il nostro voto contrario».

«Nella relazione illustrativa al bilancio di previsione, praticamente, la giunta stessa ammette di brancolare nel buio. Si continua, dunque, lungo la linea tracciata con il programma. Incertezza totale sul presente e sul futuro e ricorso a strumenti di natura emergenziale senza nessun confronto nelle sedi preposte soltanto per provare a mettere qualche toppa a qualche falla e dare all’opinione pubblica una sensazione di efficienza e velocità. Per dare l’immagine, evidentemente soltanto ai fini di un ritorno mediatico, di un cambio di passo rispetto alle gestioni precedenti. Eppure – proseguono i consiglieri del Pd - questo bilancio di previsione somiglia in maniera inquietante a quelli precedenti. In parte è inevitabile perché sappiamo tutti come oltre il 60% delle risorse della manovra siano assorbite dalla sanità e che le risorse disponibili siano limitatissime, appena 767,3 milioni di euro a fronte dei 6,5 miliardi che movimenta complessivamente il documento contabile. Ma è la stessa identica situazione in cui la Regione si muove da anni e che sapevamo di incontrare già dalla scorsa campagna elettorale. E’ chiaro, dunque, che fare l’elenco delle criticità esistenti, riferirsi ai rilievi mossi dalla Corte dei Conti e produrre un documento idoneo soltanto ad evitare l’esercizio provvisorio, vuol dire esattamente fare in modo che tutto continui come è sempre stato».

«Inseguire le emergenze non servirà a nulla. E sarebbe il momento, considerando i buoni uffici con il Governo nazionale di cui il governatore Occhiuto ha parlato durante la scorsa seduta di Consiglio regionale, di avviare, fin da subito, un’interlocuzione di tipo diverso che metta sul piatto le reali esigenze della Regione. A partire dal debito nella sanità, accumulato durante la gestione dei commissari inviati da Roma e che non può ricadere sulle spalle dei calabresi. Passando, poi, per tutte le altre emergenze che la Calabria da sola non può risolvere. La nostra Regione deve diventare una questione di interesse nazionale».

«Per arrivare alle riforme strutturali che servono alla Regione serve un atteggiamento diverso. Come gruppo Pd lo abbiamo detto anche in occasione dell’approvazione della legge che ha istituito l’Azienda Zero per la governance della sanità calabrese. Non servono nuovi organismi alla Calabria, come l’annunciata Agenzia che insieme al Ministero per la Coesione dovrebbe aiutare la Regione nella programmazione della spesa comunitaria. Alla Calabria serve coraggio nelle scelte e una visione chiara di ciò che si vuole realizzare nei prossimi anni. E questo coraggio, purtroppo, non lo abbiamo ritrovato né all’interno delle linee programmatiche, né all’interno del bilancio di previsione».

   

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