“Il Piano Mattei è un guscio vuoto in cui spiccano due elementi: titoli ad effetto e decretazione d’urgenza. Oltre questi due elementi non c’è nulla di realmente utile per il Paese. Sulla sostenibilità non vi è niente, mentre il Parlamento non è minimamente coinvolto. E’ un insieme di annunci e proponimenti che però non si sostanziano in azioni concrete. Il 25 ottobre 2022 la presidente Meloni definiva il Piano Mattei un progetto virtuoso di collaborazione tra Ue e Area africana. Peccato il decreto, tranne che per fatti marginali, non preveda azioni volte a coinvolgere concretamente la Ue in questo progetto. Il Piano Mattei è talmente di alto livello, per citare la maggioranza, che stranamente si dimentica di indicare con quali Paesi africani interagire, mentre i settori di collaborazione sono accennati solo vagamente. Insomma nel provvedimento non c’è nulla. Viene costruita la solita cabina di regia che istituisce una struttura di missione sottoposta a palazzo Chigi. Questo è un provvedimento puramente burocratico che si accinge ad affrontare una missione epocale lasciando inevase due domande essenziali: con quali risorse verrà finanziato e quanti soldi ci saranno per l’Africa. Quale poi sia la strategia di azione non è dato saperlo. Le uniche certezze sono che il ministro Tajani viene di fatto commissariato e che il decreto oltre a non spendere una parola sulla transizione energetica finisce per sprecare denaro pubblico istituendo con 5 unità di missione che ci costano 18 mln di euro. Ecco alla fine resta solo la propaganda del Governo”. Così il senatore Vincenzo Irto capogruppo Pd in commissione Ambiente in sede di discussione in Aula del cosiddetto “Piano Mattei”.

«Ho presentato uno specifico emendamento per salvare le risorse del Fondo di sviluppo e coesione che il governo vuole sottrarre ai cittadini, soprattutto della Calabria e della Sicilia, al fine di finanziare la costruzione del ponte sullo stretto di Messina». A darne notizia, in una nota, il senatore Nicola Irto, segretario del Partito democratico della Calabria.

Il senatore dem ribadisce come: «Il ministro Salvini e la maggioranza di centrodestra continuano a giocare sui diritti e sulla pelle dei meridionali. È inammissibile che sia toccato il Fondo di sviluppo e coesione. È assurdo che alla Calabria e alla Sicilia siano nel complesso sottratti 1,6 miliardi di euro, finalizzati a rimuovere gli squilibri economici e sociali, non alla propaganda elettorale della Lega».

«Mi auguro – conclude il senatore Irto – che anche la Regione Calabria, come ha già fatto la Sicilia, reagisca a questo atto di prepotenza senza vergogna, che conferma l’ostilità del governo Meloni nei confronti del Sud».

“Il ministro Matteo Salvini venga in Calabria ad ascoltare i cittadini sulla drammatica condizione del sistema ferroviario nella regione, confermata dai dati del rapporto Pendolaria 2023, di Legambiente”.

Lo afferma, in una nota, il senatore del Pd Nicola Irto, segretario del partito calabrese. “I dati in questione – sottolinea Irto – sono impietosi: fotografano diseguaglianze gravissime fra la Calabria e il resto dell’Italia e chiamano in causa il governo Meloni, che vive di propaganda, continua a ingannare il Sud e vuole spaccare il Paese con la scure dell’autonomia differenziata. In particolare, Pendolaria 2023 riporta che il territorio calabrese è servito da 333 corse giornaliere, di cui 182 di Trenitalia e 152 di Ferrovie della Calabria. Ancora, i 99 treni della Calabria hanno un’età media di 21,4 anni e quasi il 79 per cento della flotta passa i 15 anni. Invece i viaggiatori della Liguria, che ha una superficie molto più piccola e meno abitanti della Calabria, hanno a disposizione 292 corse giornaliere, effettuate da 92 treni con età media di 11,3 anni, mentre appena il 17 per cento della flotta supera i 15 anni di attività”.

“La differenza – osserva il parlamentare del Pd – è netta, tenuto insieme conto che nel 2021 l’età media dei treni era, in Italia, di 15,3 anni. Vuol dire che la Calabria ha ancora treni vecchi, peraltro con una rete, di 965 chilometri, che per quasi il 70 per cento ha un solo binario e per circa la metà della sua lunghezza non è elettrificata”. “Davanti a questi numeri pesantissimi, Salvini e l’intero governo di centrodestra – conclude Irto – non possono più fingersi ciechi e sordi rispetto alle priorità del trasporto ferroviario in Calabria”.

 

Il senatore del Pd, Nicola Irto, ha espresso «le condoglianze e l’affetto del partito ai familiari delle vittime dell’incidente del tardo pomeriggio di ieri lungo la linea ferroviaria ionica, nei pressi di Corigliano-Rossano, che ha tolto la vita a una donna lavoratrice e a un ragazzo straniero che da tempo operava e risiedeva in Calabria».

«La tragica vicenda, che ha procurato anche diversi feriti, ci colpisce nel profondo e ci induce a interrogarci sulle sue modalità, che sembrano incomprensibili sulla base delle prime ricostruzioni – ha detto –. Chiediamo indagini accurate e puntuali, perché nel 2023 l’episodio è del tutto inconcepibile, in quanto avvenuto in un’area della ferrovia ionica cui si accede tramite passaggio a livello provvisto di sbarramento».

«Confidiamo – ha concluso – negli accertamenti della magistratura e degli investigatori, perché al più presto si faccia luce sulle cause dell’accaduto e sulle eventuali responsabilità».

“Il Pd esprime un voto contrario al decreto cosiddetto bollette, l’ennesimo provvedimento spot dal titolo ad effetto, approvato per di più con il ricorso al voto di fiducia, un metodo reiterato che offende la dignità dei due rami del Parlamento e con cui il governo calpesta le prerogative delle Camere, in un’avversione all’equilibrio tra poteri dello Statto”. Lo ha detto il senatore del Pd Nicola Irto, segretario d’Aula, nel suo intervento sul decreto cosiddetto bollette.

“Ci vuole una grande sfrontatezza politica – ha proseguito Irto – per raggiungere, come è avvenuto oggi, il record delle fiducie poste, quando dall’opposizione per molto meno Meloni gridava all’esproprio del Parlamento. Abbiamo provato a migliorare questo decreto, sui costi della bolletta elettrica abbiamo proposto emendamenti per alleviare il peso sulle famiglie e sulle imprese, abbiamo riproposto il credito d’imposta per le Pmi e le comunità energetiche e la proroga di un anno per il superamento della maggiore tutela, proprio per il grave rischio che nel 2024 le bollette schizzino alle stelle. Il governo ha eluso il problema sulla pelle degli italiani. Si prevedono bazzecole per i cittadini in difficoltà. Il governo sta mettendo cerotti su ferite economiche e sociali enormi”.

 

   

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