“Continua il balletto indecoroso delle chiusure e delle riaperture intorno alla scuola provocato dalle decisioni sbagliate e contraddittorie della Giunta regionale. Una situazione che è diventata oltremodo inaccettabile e che si sta consumando sulla pelle dei nostri ragazzi, del corpo docente, di tutti gli operatori scolastici e delle famiglie”.

E’ quanto afferma Nicola Irto, candidato del centrosinistra alla presidenza della Regione Calabria che aggiunge: “La Giunta regionale faccia immediatamente chiarezza in merito alle linee guida che si dovranno adottare da qui alla fine dell’anno scolastico per garantire il diritto allo studio e tutelare il settore più importante quale è l’istruzione e la crescita formativa dei giovani calabresi.

Si adotti un criterio che sia il più possibile in linea con gli indirizzi dettati dalle autorità sanitarie – prosegue Irto – e si smetta, una volta per tutte, di affidare la gestione di una materia così importante e delicata all’onda emotiva del momento. Il mondo della scuola, – conclude l’esponente del Partito democratico – che da un anno sta compiendo grandissimi sacrifici e sforzi per garantire il funzionamento della didattica, ha bisogno di risposte concrete ma soprattutto di decisori credibili e autorevoli”.

Telemia del 9 marzo 2021

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“Prendo atto del rinvio delle elezioni regionali al prossimo autunno. Le decisioni del governo, dettate dall’emergenza Covid, vanno rispettate. Ma questa non è una buona notizia per la Calabria che ha bisogno di votare al più presto per restituire ai cittadini una giunta regionale legittimata democraticamente”.
Lo afferma Nicola Irto, candidato del centrosinistra alla presidenza della Regione Calabria, appreso del decreto del governo nazionale che ha spostato il ritorno alle urne a una data compresa tra il 15 settembre e il 15 ottobre prossimi. “Moltiplicheremo l’impegno e gli sforzi nei prossimi mesi sul piano politico e istituzionale – aggiunge Irto – perché i cittadini calabresi hanno bisogno di punti di riferimento veri in un momento decisivo per il futuro, nel quale bisognerà vigilare sull’operato di chi sta mal governando la regione e occorrerà soprattutto elaborare, come già stiamo facendo, proposte concrete sui temi della sanità, del Recovery plan, delle aspettative degli enti locali, della crisi delle imprese, delle difficoltà delle famiglie e dei giovani, delle persone fragili, per quel ‘diritto al futuro’ che la nostra Calabria non può più attendere oltre. La pandemia, la crisi economica e sociale che vivono anche i calabresi, richiedono scelte politiche forti e condivise con i territori e le comunità, gli enti, le organizzazioni”.
“Nel frattempo – prosegue l’esponente del Partito democratico – aumentano i danni prodotti dall’attuale esecutivo regionale. Questa giunta non riesce ad affrontare la straordinaria emergenza sociale ed economica della Calabria ed è impegnata solo a fare campagna elettorale”.

Strill.it del 04 marzo 2021

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Il candidato del centrosinistra alla presidenza della Regione: «La metà delle dosi giace nei frigoriferi mentre i calabresi si ammalano»
«Spirlì la smetta di perdere tempo su Facebook al decimo piano della Cittadella e inizi finalmente a occuparsi dei vaccini. Magari prenda l’ascensore e scenda fino al terzo piano del palazzo regionale, dove il commissario Longo è costretto a combattere da solo contro un sistema che non funziona. La Calabria è scandalosamente in fondo alla classifica per numero di dosi somministrate. Quasi la metà dei quantitativi destinati alla nostra regione giace nei frigoriferi mentre i calabresi si ammalano». Lo afferma il candidato del centrosinistra alla presidenza della Regione Calabria, Nicola Irto, commentando i dati più aggiornati, diffusi dal governo, sulla situazione della campagna vaccinale in Italia. «Siamo fermi al 58,1%. E tutto questo dimostra che la sanità regionale non riesce a compiere uno scatto in avanti neppure in occasione della più delicata campagna di profilassi dell’ultimo secolo. Sappiamo che il presidente leghista facente funzioni ha altre priorità, come sfornare nomine illegittime in regime di ordinaria amministrazione. Ma il problema che stiamo affrontando è troppo grande e troppo grave. La giunta regionale si svegli e acceleri sui vaccini ai calabresi, a cominciare dalle fasce d’età e dalle categorie più a rischio».

Corriere della Calabria del 04 marzo 2021

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Trentanove anni, il più votato nelle regionali 2020, corre da governatore per una Calabria da cambiare con «decisioni drastiche». Sull’ex pm Luigi de Magistris, in corsa pure lui: «Quando lavorava qui come magistrato io facevo il liceo, mentre ora dovremmo parlare di futuro»

Non ha neanche quarant'anni, nelle elezioni vinte dal centrodestra guidato da Jole Santelli è stato il consigliere più votato di tutta la regione (12 mila preferenze) nonostante il crollo di Pd e alleati, oggi parla di «decisioni drastiche» da prendere sulla Calabria: dice ad esempio che vuole parlare ai trentenni, togliere di mezzo le «statue di sale» che affollano certuni dipartimenti delle amministrazioni locali, portare l'alta velocità in luoghi dove percorrere cento chilometri in treno può significare un pellegrinaggio di mezza giornata, costruire una regione «credibile» nella quale sia «socialmente desiderabile tornare», anzitutto per i giovani, ma anche per interi gli nuclei familiari che ormai li seguono altrove, scrivere subito un piano su come «spendere praticamente» i soldi del Recovery Fund che è «una grande occasione di ripartenza». Nicola Irto, 39 anni, appartiene alla schiera degli animali politici a rischio estinzione, anche per questo suo avere un debole per le imprese titaniche. Quella della speranza, ad esempio: «La Calabria ha un sacco di problemi, ma la speranza deve esserci», dice.

Sarà per questo che il Pd l'ha scelto, giusto una settimana fa, per guidare la coalizione di centrosinistra alle prossime elezioni regionali, previste per l'11 aprile (ma potrebbero slittare). Una scelta che, sempre a proposito di inclinazione per le imprese titaniche, è stata per una volta unitaria. Tutto il Pd insieme: miracolo? Di certo, per altro verso, ci vuole coraggio, considerata la lista delle difficoltà da affrontare in una terra sempre commissariata e commissariabile, dove – come s'è visto in autunno - persino nominare (appunto) un commissario straordinario per la sanità può rivelarsi un percorso dai molti ostacoli, figuriamoci tutto il resto. Non ignaro della vastità del programma, Irto del resto è già uno dei pochissimi della sua età a stare nelle istituzioni, in un partito dove i giovani sono di fatto marginalizzati e dove, per di più, l'era renziana sembra aver spazzato via un'intera generazione.

Un percorso tutto in controtempo, d’altra parte, il suo. Architetto urbanista, impegnato in politica sin dal liceo (stava nella consulta degli studenti, poi nel senato accademico, a vent'anni stava nel Ppi, poi Margherita e Pd), allergico agli stereotipi, a 33 anni è diventato presidente del Consiglio regionale - era nel 2015, cioè nel periodo della piena marea grillina dell'antipolitica - quando il centrosinistra governava con Mario Oliverio, presidente della regione finito sotto processo nel 2018 e assolto un mese fa. Adesso che si mette in gioco per la guida della Calabria sa di portare vento nuovo in un panorama che, mediamente, preferisce l'usurato sicuro. Ma sa che servirà ben altro: «Dobbiamo affrontare in maniera netta una serie di problemi che ci affliggono, il "nuovo" non basta: serve un'altra classe dirigente, costruita su capacità e merito».

Capacità e merito: roba, per certi versi, da far spavento. Irto in effetti parla con la cura di chi sappia avere abissi di qua e di là, di muoversi sullo scheletro di una terra affaticata e faticosa, specie adesso, con la pandemia. Non si stupisce delle obiezioni, dice che, certo, «l'immobilismo è garantito da una classe politica immobile», e che per forza «il panorama è scarno, perché se i politici continuano a parlare soltanto a chi gli ha dato i voti, ci muoviamo sempre dentro le stesse sabbie mobili». Rispetto all’immobilismo, però, anche la tragedia della pandemia può diventare un'occasione di rilancio: «Lo vedo, d’altra parte, che questo è anche un grande momento da cogliere per un'operazione di rottura, non populistica, per metodi e mezzi».
Ci saranno i soldi del Recovery fund da gestire: ecco la sfida. Per «come si utilizzeranno quelle risorse, e per chi si riuscirà a coinvolgere. Penso per esempio ai tanti giovani, che conosco, bravi e capaci che lavorano altrove: bisogna persuaderli a riportare un centesimo delle loro abilità in Calabria».

L'avvento del governo Draghi, in questo senso, potrebbe essere d'aiuto e di certo rincuora. «Siamo passati dalla dittatura dei like, ad avere come presidente del consiglio un fuoriclasse che non ha nemmeno i social. Eppure dai sondaggi risulta che Mario Draghi gode ugualmente di grande fiducia. Vuol dire che non è vero che la gente voglia solo i popcorn, ma anche il merito, il saper fare». Insomma passare dall'uno vale uno al far governare il più bravo, è già qualcosa. Lontano dal populismo, vicino alle cose concrete.

Di fronte alla descrizione di un panorama regionale anche politicamente complicato, dove i grillini sono allo sbando, il centrodestra confuso, e l'unica cosa chiara pare essere al momento l'autocandidatura movimentista di Luigi De Magistris nella terra in cui fece il pm, Irto si limita a notare – non particolarmente appassionato – che quando il sindaco di Napoli «lavorava qui come magistrato io facevo il liceo, mentre ora dovremmo parlare di futuro». Insomma più che le tattiche elettoralistiche, «il tema è quale grado di impatto vogliamo imprimere: perché i problemi erano già tanti già prima del Covid, figuriamoci adesso. Molte imprese hanno chiuso, ci sono tanti lavoratori in cassa integrazione destinati al licenziamento, siamo l'unica regione d'Italia che non ha dato ancora un euro di ristori con i fondi regionali, le aziende sanitarie che non funzionano sono le stesse che gestiscono i vaccini. Per questo, mentre tutti si riempiono la bocca ripetendo “Recovery”, dico che bisogna chiarire come li vogliamo spendere praticamente, quei soldi. Realizzare l'alta velocità, valorizzare il porto di Gioia Tauro, combattere le infiltrazioni mafiose, riorganizzare un modello sanitario che non funziona, rompendo con coraggio alcuni meccanismi e filiere che incancreniscono il sistema. Il prossimo governo regionale avrà questa partita davanti: e dobbiamo essere credibili, perché altrimenti rischiamo di ripetere la storia tragica dei fondi europei, che alla fine sono tornati indietro». L’impresa titanica è appena cominciata.

L'Espresso del 02 marzo 2021

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L’esponente Pd sul bilancio sociale Inps: «Vorrei che la campagna elettorale guardasse alle soluzioni utili alla Calabria per essere meta di ritorno»
«I numeri contenuti nel bilancio sociale dell’Inps in merito allo spopolamento della nostra regione non possono semplicemente sorprendere e indignare, ma devono spingere ad un’analisi e alla proposta di soluzioni che fermino la tendenza dei calabresi ad abbandonare la loro terra». Lo afferma Nicola Irto, candidato del centrosinistra alla presidenza della Regione Calabria.
L’esponente del Partito Democratico prosegue: «Per rendere attrattiva la Calabria, per renderla una “meta di ritorno” e per far sì che nessuno sia costretto a lasciarla, bisogna lavorare sull’incremento della qualità della vita intervenendo su infrastrutture fisiche e digitali, trasparenza della p.a., ottimizzazione della rete sanitaria e degli strumenti di welfare, politiche attive del lavoro e dell’inclusione sociale, incentivazione dell’autoimprenditorialità giovanile».
Linee guida, queste, – aggiunge – che non si devono tradurre nella vuota retorica del “bisogna puntare sui giovani”, ma attraverso le quali si devono creare le condizioni di base perché i giovani, che non sono un’entità astratta e indifferente, trovino più conveniente rimanere che andare via. Nelle Pubbliche Amministrazioni, per esempio, i blocchi delle assunzioni causati dalle procedure di dissesto finanziario che coinvolgono centinaia di Enti calabresi hanno impedito il ricambio generazionale e l’evoluzione delle competenze negli uffici e hanno fortemente limitato la capacità degli stessi di erogare servizi in maniera efficiente. Perché ciò si realizzi ci sono tutti gli strumenti a disposizione: tra React Eu, fondi e piani di aiuto nazionali e fondi propri, il problema non sono solo le risorse, quanto le idee e soprattutto la capacità di mettere ordine e programmare in tempi rapidi. Ci è richiesto, dunque, di dare vita ad un’evoluzione del sistema-Calabria che non è più rinviabile e che richiede energie nuove. Mi piacerebbe – conclude Irto – che il dibattito della campagna elettorale vertesse attorno alle soluzioni concrete a tali questioni e non a generici slogan di cui i calabresi sono ormai stufi».

Corriere della Calabria del 01-03-2021

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Nicola Irto - Sito ufficiale

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