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“Il governo si attivi per ridurre al più presto le liste di attesa del Servizio sanitario della Calabria, al momento sempre più chilometriche e con tempi già inaccettabili che si allungano a dismisura”. Lo chiede il senatore Nicola Irto, segretario del Pd Calabria, con una sua interrogazione rivolta ai ministri della Salute e dell’Economia, ancora una volta sollecitati ad assumere iniziative urgenti per tutelare il diritto dei cittadini calabresi alle diagnosi e alle cure.
Nella propria interrogazione, Irto ha denunciato “numeri spaventosi”: prenotazioni per colonscopie e visite cardiologiche con un anno di attesa, mentre per ottenere una visita urologica si arriva ad aspettare perfino 15 mesi. Intanto, spiega il senatore dem, “il flusso dei malati verso le strutture sanitarie del Nord genera una mobilità passiva che lievita da alcuni anni e ora ha superato i 300 milioni di euro annui a carico del bilancio regionale”. “Le fasce più fragili, soprattutto gli anziani e le persone non autosufficienti, sono le prime – avverte Irto – a pagare il prezzo di questo sistema inefficiente e sbilanciato, che nessuna propaganda del centrodestra potrà nascondere.
Da quasi 15 anni la Calabria è commissariata per la Sanità, ma la situazione continua a peggiorare. Il diritto alla salute va garantito a tutti, come prevede la Costituzione, a prescindere dal Codice di avviamento postale. Il governo – conclude il segretario del Pd Calabria – ha il dovere di agire subito, senza ulteriori rinvii”.
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I senatori del Pd Nicola Irto e Antonio Misiani hanno presentato un’interrogazione parlamentare per avere chiarezza, dal ministro delle Infrastrutture, su una vicenda che contrappone la sindaca di Gioia Tauro, Simona Scarcella, all’Autorità portuale di quel territorio. In sostanza, nell’atto parlamentare si contesta una recente delibera con cui la giunta comunale di Gioia Tauro ha chiesto la rimozione del presidente dell’Autorità portuale, l’ammiraglio Andrea Agostinelli, il commissariamento dell’ente pubblico e la cancellazione del provvedimento disciplinare avviato dalla stessa Autorità nei confronti dell’attuale sindaca, quando vi lavorava da dipendente.
Secondo gli interroganti, tale delibera appare sospinta da un vecchio conflitto personale e politico, che ha visto la sindaca di Gioia Tauro presentare delle denunce, poi archiviate dal Tribunale di Palmi, mentre il ministero delle Infrastrutture e l’Anac hanno ritenuto legittimo l’operato dell’Autorità portuale rispetto alle questioni lamentate dall’interessata. «È gravissimo e inaccettabile esporre a rischio la stabilità dell’Autorità portuale per fini estranei all’interesse generale», tuona il senatore Irto, segretario del Pd Calabria, che poi accusa: «Siamo di fronte al tentativo di usare le istituzioni come strumento di pressione, proprio mentre si avvicina la scadenza del mandato del presidente Agostinelli, che ha lavorato con efficacia, rafforzato lo scalo portuale e contrastato i rischi di infiltrazione mafiosa». Tra l’altro, si legge nell’interrogazione, un assessore comunale di Gioia Tauro, in un proprio documento, ha anche prospettato la radiazione dall’Albo al giornalista Luigi Longo, solo per aver dato notizia della vicenda. «Denunciamo e respingiamo questo attacco vergognoso alla libertà di informazione, che – conclude Irto – rivela una prepotenza politica molto pericolosa per la tenuta della democrazia».
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Il senatore Nicola Irto, segretario del Pd Calabria, ha presentato un’interrogazione a risposta scritta ai ministri dell’Interno, della Difesa e per gli Affari regionali per avere chiarimenti urgenti sulla ventilata chiusura dei Reparti prevenzione crimine di Siderno e di Cosenza, “presìdi essenziali – sottolinea il parlamentare dem – per la sicurezza nel territorio”. In particolare, il senatore ha chiesto ai tre ministri “quali urgenti e tempestive iniziative di competenza intendano adottare al fine di garantire la tranquillità, la legalità e la sicurezza” nei due riferiti territori, così come “la stabilità e la certezza di tutti gli operatori del settore che prestano servizio” nei due Reparti. “La razionalizzazione di questi particolari Reparti non può avvenire – sottolinea Irto – a discapito della sicurezza dei cittadini e della lotta alla criminalità organizzata.
In territori che da decenni soffrono il peso della ’ndrangheta, la chiusura di questi Reparti significherebbe un grave arretramento dello Stato”. “È incomprensibile – incalza Irto – la paventata chiusura di questi Reparti e di altri, omologhi, ubicati in città ad alta densità mafiosa. Si pensa di eliminare presìdi strategici in aree sensibili, mentre si pianifica l’apertura di un nuovo Reparto a Gorizia. Questo non è accettabile”. “Lo Stato – conclude il senatore Irto – deve essere presente e rafforzare la lotta alla criminalità organizzata. Il governo dia risposte chiare e assuma impegni concreti per la Calabria”.
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In occasione dell’evento “Re/Urb, Giornata sulla Rigenerazione Urbana”, organizzato dalla Fondazione Inarcassa presso il Centro Congressi Lingotto a Torino, Nicola Irto, Senatore della Repubblica e membro della Commissione Lavori Pubblici, ha commentato il dibattito tenutosi sul tema della rigenerazione urbana: “Poter discutere di rigenerazione urbana con Inarcassa è estremamente positivo perché più voci, più professionisti, più idee possono confrontarsi su un tema che riguarda, non solo il presente del nostro Paese, ma anche il futuro. È l’ora che il Parlamento legiferi, è il momento che il Parlamento decida su un tema che riguarda la vita di tutti. È necessario ripensare gli spazi pubblici, a come connettere le periferie con il centro della città, pensare a una nuova socialità per le città che sono cambiate e continuano a cambiare”.





