Il Presidente della IV Commissione regionale Assetto e Utilizzo del Territorio e Protezione dell'Ambiente, Nicola Irto, è intervenuto questa mattina alla cerimonia di apertura del primo Festival della Città Metropolitane, organizzato dall'Istituto Nazionale di Urbanistica a Reggio Calabria.

«La Città Metropolitana di Reggio Calabria - ha detto Irto - muove da alcuni principi cardine: l'identità del territorio, l'innovazione e la partecipazione. La sfida che ci si pone davanti, oggi, è quella di armonizzare gli aspetti sociali, amministrativi e culturali che sono propri della nuova realtà costruita con la Legge Delrio.

Da pochi giorni la Commissione Europea ha approvato il Pon Metro, programmazione 2014 - 2020, per le Città Metropolitane. Una pioggia di euro destinati all'innovazione, allo sviluppo dei servizi digitali per i cittadini, alla sostenibilità urbana. È un'occasione che Reggio Calabria non può perdere, anche perché sotto il profilo strettamente tecnico, consente la rivisitazione e il recupero del concetto di piano territoriale, imprescindibile per il nuovo assetto amministrativo della città.

I tre giorni del Festival, inoltre, devono essere per gli amministratori, i funzionari e i dirigenti un'occasione di apprendimento e di formazione da spendere nella professione e nell'impegno politico.

Non da ultimo, come Presidente della IV Commissione, ritengo imprescindibile, lavorare e proporre un aggiornamento dell'antologia legislativa regionale sul piano urbanistico e ambientale, con  una Legge quadro del Territorio, che coniughi le esperienze del passato con una nuova visione della Calabria».  

Estratto dell'intervento nella prima giornata del Festival nazionale della Città metropolitane - 16 luglio 2015

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E’ un fatto positivo che il Governo si avvii a varare, su proposta del ministro Delrio, il Piano nazionale per la portualità e la logistica. Fino ad oggi il nostro paese ha rinunciato (sulla base di uno sfondo di culture nordiste che hanno danneggiato l’economia dell’intero paese) a potenziare e mettere in rete il proprio sistema portuale che, considerate le caratteristiche geografiche dell’Italia e, soprattutto, del mezzogiorno e delle isole, può diventare la marcia in più che serve al paese rispetto alla produzione delle risorse e della ricchezza. L’Italia è interamente dentro un mare, il Mediterraneo, che torna ad essere uno dei grandi centri del traffico mondiale, luogo attraversato da quasi il 40 per cento delle merci che si producono in tutto il mondo.
Anche la drastica riduzione delle autorità portuali da 24 a 8 è da considerare un fatto positivo perché sottrae l’insieme dei porti alle spinte localistiche e punta a inserirle in un progetto nazionale unitario dove ciascun territorio gioca fino in fondo le proprie potenzialità, senza farsi distrarre da risse campanilistiche e da altri obiettivi.
Giusta, infine, la scelta di accorpare le autorità portuali dell’Italia meridionale e insulare secondo i propri territori per cui tutti i porti della Sardegna sono in un’unica portualità, come in Campania, come in Puglia e nessuna regione fa parte di sistemi portuali diversi.
La cosa che però diventa incomprensibile, e va rivista, è la soluzione che il Piano propone per la Calabria il cui territorio si vorrebbe accorpare a Messina, da sempre inserita nel sistema economico portuale Augusta, con Catania e Siracusa. Tale progetto, che nello schema allegato al Piano viene definito “Sistema autorità portuale Calabra e dello Stretto” rischia di creare un pasticcio istituzionale e di paralizzare fino a vanificarle potenzialità straordinarie della portualità calabrese (spegnendo sul nascere le giuste ambizioni di Crotone e Corigliano) e di umiliare le potenzialità, fin qui realizzate solo in piccola parte, del porto di Gioia Tauro a cui, invece, la stessa logica del Piano assegna una funzione rilevantissima nella strategia d’insieme della portualità italiana, anche in considerazione della megastruttura lì esistente e del patrimonio di alta professionalità delle maestranze ormai ricche di una esperienza universalmente apprezzata.
Se a questa difficoltà, vero e proprio colpo alle speranze della Calabria, si aggiungono le voci di un presunto spostamento dell’autorità portuale da Gioia Tauro a Messina dovremmo registrare il definitivo tramonto dell’ipotesi di fare del Porto di Gioia un traino con la centro la Calabria e tale da contribuire ad aiutare tutto il Mezzogiorno (pur accennato nel Piano).
Ecco perché bisogna chiedere al Governo con determinazione la costituzione di un’autorità portuale organica alla Calabria, rispettando la naturale collocazione di Messina con la Sicilia, senza dar peso alle spinte localistiche che da quella città vorrebbero scardinare l’accorpamento siciliano e quello calabrese e, nello stesso tempo, pretendere la inamovibilità della sede dell’autorità portuale a Gioia Tauro.

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Questa Commissione è fortemente interessata allo stato dei lavori per la redazione del Piano di Gestione dei Rifiuti della Regione Calabria, per le politiche di gestione del territorio e di protezione dell’ambiente che lo stesso produce, unitamente ai caratteri socio-economici dell’impatto che l’innovazione del Piano regionale deve conseguire secondo le più recenti indicazioni dell’Unione Europea". Lo ha detto il presidente della quarta Commissione, Nicola Irto(Pd). Irto, a conclusione dei lavori, ha evidenziato che "quella di oggi in Commissione, è stata una discussione franca e aperta, propedeutica ad un percorso di lavoro dove i protagonisti saranno gli enti locali, le associazioni ambientaliste e quanti hanno a cuore il futuro e la salvaguardia del territorio della nostra regione. La presenza in aula dell’ing. Domenico Pallaria, che ringrazio - ha sottolineato Irto - è servita a ricomporre il quadro della situazione sul così detto ‘ciclo dei rifiuti’, un settore che riflette criticità storicizzate e che è costato centinaia di milioni di euro alle casse della Regione ed alle tasche dei cittadini, che ancora oggi, sono costretti a pagare in molti comuni calabresi altissimi livelli di tassazione a causa della mancata rimozione degli ostacoli che hanno impedito una seria e credibile politica di trattamento e smaltimento dei rifiuti solidi urbani e di quelli speciali, politiche, invece, che in molte altre realtà del Paese si sono trasformate in autentiche occasioni per produrre energia alternativa ed abbattere costi davvero esosi". "La redazione delle Linee guida e del Piano regionale dei Rifiuti che ne seguirà - ha detto inoltre Nicola Irto - sono processi che vanno costruiti e confrontati con il partenariato sociale ed istituzionale. Oggi, in Commissione - ha sottolineato Irto - per la prima volta vengono esposti dal direttore generale del dipartimento, l’ing. Domenico Pallaria, gli indirizzi generali in anteprima. L’organismo, infatti, lavorerà per contribuire a dare un senso compiuto e largamente condiviso ad un progetto normativo i cui obiettivi dovranno necessariamente essere compatibili con le indicazioni dell’Europa, che ha già fissato al 31 dicembre 2016 il termine ultimo nell’area comunitaria per intraprendere strade nuove per il trattamento, il riciclo e l’utilizzo dei rifiuti. E’ una scommessa che possiamo vincere, perché anche qui, in Calabria, molti comuni stanno già operando positivamente per raggiungere il target europeo, mentre altri ancora dovranno essere assistiti per fare meglio e partire decisamente, altrimenti il rischio sarà grosso e potremo subire forti sanzioni finanziarie incrementando i danni già consistenti sui nostri territori". "Credo sia ormai ampiamente acquisita - ha concluso - la consapevolezza del legame che tiene insieme la salute dei cittadini, l’appetibilità del territorio, la bellezza dei luoghi, con politiche ‘zero rifiuti’ per porre fine a speculazioni e interessi abnormi, restituendo luoghi meravigliosi della Calabria alla fruizione dei cittadini, avviando così un percorso di vera modernità su cui tutti saremo chiamati a misurarci". Ai lavori dell’organismo hanno fornito il loro contributo i consiglieri Orlandino Greco (Oliverio Presidente), Arturo Bova (Democratici Progressisti), Giovanni Arruzzolo (Ncd) e Giovanni Nucera (Per la Sinistra).

E' on line il bando di selezione per l'ammissione di 40 amministratori locali under 36 alla IV Edizione del Corso di formazione specialistica in Amministrazione Municipale - ForsAM, organizzato dalla Scuola Anci per giovani amministratori. Possono partecipare alla selezione Sindaci, assessori e consiglieri comunali di tutta Italia.
Il ForsAM, ad accesso gratuito previa valutazione per titoli e prove di selezione, è articolato in un percorso integrato di formazione lungo un periodo di sette mesi (settembre 2015 - marzo 2016). Le attività didattiche sono incentrate su un corso di formazione specialistica di 192 ore d’aula, composto da lezioni frontali e attività di project work, preceduto da un corso di inserimento residenziale di 38 ore (Summer School). E' richiesta ai partecipanti una frequenza pari almeno all'80% del totale delle ore complessive.
Il percorso formativo si articola nelle seguenti aree tematiche, che saranno affrontate in logica interdisciplinare: Gestione e valorizzazione delle risorse, Welfare, Finanza locale, Diritto amministrativo e degli enti locali, Servizi Pubblici Locali, Innovazione nelle città e Politica di coesione territoriale.
I moduli didattici verranno sono tenuti da docenti universitari, esperti delle materie e referenti ANCI. Il ForsAM si contraddistingue per un approccio metodologico che affianca lezioni frontali con strumenti interattivi come i casi didattici, le simulazioni, il role playing, finalizzati a favorire l'apprendimento dei contenuti in una logica applicativa e in costante riferimento ai casi concreti.
Per partecipare alla selezione, è necessario inviare la propria candidatura entro le ore 24,00 del 1 luglio 2015 compilando l'apposito form on-line raggiungibile anche dal sito www.scuolagiovaniamministratori.anci.it, e allegando copia di un documento di riconoscimento in corso di validità e un proprio curriculum vitae aggiornato.
La selezione avverrà mediante valutazione di titoli e prove di ammissione, in programma il 9 e 10 luglio 2015 a Roma. Sono disponibili 10 borse di studio a copertura dei costi di vitto e alloggio, più altre 4 di merito che verranno riconosciute ai corsisti che si distingueranno durante il corso. Per ulteriori informazioni è possibile consultare il bando di selezione allegato o contattare la segreteria didattica della Scuola ANCI per giovani amministratori ai seguenti recapiti: tel. 06/68009270 - 304; Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

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Via libera al “Contratto di Fiume”,  ulteriore strumento di attuazione del Piano di tutela delle acque e di governance finalizzato alla riqualificazione dei territori fluviali.
E’ la novità rilevante introdotta dalla proposta di legge d’iniziativa del consigliere Nicola Irto (n.16/10), che ha modificato ed integrato la legge urbanistica della Calabria, introducendo un nuovo articolo con la finalità di dare un quadro ordinamentale a strumenti come “la pianificazione, la tutela ed il recupero del territorio regionale, nonché l’esercizio delle competenze delle funzioni amministrative ad esso attinenti”.
La proposta è stata approvata  all’unanimità dalla quarta Commissione consiliare “Assetto ed utilizzazione del territorio- Protezione dell’Ambiente”, presieduta dallo stesso Irto nel corso dei lavori odierni ai quali hanno preso parte i consiglieri Giovanni Arruzzolo,  Arturo Bova, Giovanni Nucera e Domenico Tallini. 
Nel corso della seduta, proprio in merito all’introduzione del Contratto di Fiume, sono stati auditiper l’Autorità di bacino della Regione Calabria il segretario generale, ing. Salvatore Siviglia e per il Dipartimento Ambiente e Territorio l’arch. Paolo Galletta.
Della legge, che consta di due articoli e non comporta oneri finanziari, il presidente Irto sottolinea i passaggi significativi: “Il Contratto di Fiume realizza un momento qualitativamente importante nel quadro di grave condizione  di dissesto idrogeologico che caratterizza il territorio calabrese, dove il progressivo abbandono delle zone montane e l’urbanizzazione di aree in prossimità dei corsi d’acqua o di zone in frana, richiedono una maggiore attenzione verso il problema. Ma il cambio di rotta culturale- aggiunge Nicola Irto- non può essere limitato ad interventi di prevenzione e allenamento, per quanto importanti, bensì deve comprendere la messa a punto di strategie integrate di governance fluviale per centrare l’obiettivo di uno sviluppo socio-economico equilibrato e sostenibile delle comunità interessate”.
In questo senso, il Contratto di Fiume si presenta quale nuova opportunità per affrontare con maggiore efficacia la sfida del governo dei territori fluviali, attraverso l’azione sinergica e concertata che deve instaurarsi fra tutti i soggetti coinvolti: gestori della risorsa e del territorio, rappresentanti delle categorie e i singoli cittadini. “Per far crescere le politiche in materia di acque nella nostra Regione, è necessario che ci sia un coinvolgimento più diretto ed un diverso livello di responsabilizzazione di tutti gli attori. Ed è quello che abbiamo cercato di fare con questa legge”, conclude Irto.

    

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Nicola Irto - Sito ufficiale

Vicepresidente Consiglio regionale della Calabria

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89100 Reggio Calabria
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