Il candidato alla presidenza della Regione Calabria, Nicola Irto, si esprime in merito alla volontà della giunta regionale di realizzare una discarica a Firmo: «scelta scellerata che danneggerebbe l’intero territorio»
COSENZA - Il candidato alla presidenza della Regione Calabria, Nicola Irto, annuncia un'interpellanza sulla volontà della Giunta regionale di centrodestra di realizzare una discarica a Firmo.
La nota stampa prosegue -, «L'ambiente è la nostra principale risorsa, eppure una parte della politica non l'ha ancora capito. In Calabria manca una pianificazione strategica in materia ambientale. Siamo fermi al Piano regionale dei rifiuti approvato nella prima parte della passata legislatura».
«Ma nel frattempo la Giunta regionale di centrodestra agisce nel peggiore dei modi, ovvero senza coinvolgere i sindaci e senza ascoltare le istanze dei territori, come sta avvenendo nel caso di Firmo».
Irto si chiede: «Forse questo atteggiamento va a vantaggio solo di poche persone? Forse si fonda su interessi meramente economici o speculativi? O forse è solo inesperienza e incapacità? Io credo che la Giunta regionale debba conoscere e ascoltare i territori prima di prendere decisioni importanti, come l'ipotesi di realizzare una discarica di servizio dell'Alto Cosenza in un terreno del Comune di Firmo».
«Considerata la vocazione agroalimentare di quell'area, è una scelta scellerata che danneggerebbe l'intero territorio».
«vicino alla protesta avviata dai circoli del PD di Saracena, Castrovillari, Morano Calabro, Acquaformosa e Mormanno - Irto spiega che sarà - al fianco dei sindaci dell'Esaro e del Pollino in questa battaglia ambientale».
«Farò un'interpellanza in Consiglio regionale per capire come la Giunta sta affrontando il tema dei rifiuti – conclude -, che deve essere visto in una più ampia strategia ambientale che non mortifichi i singoli territori. Continuiamo tutti insieme a contrastare la politica del pressappochismo, consapevoli che questa nefasta esperienza di governo regionale del centrodestra è agli sgoccioli».

L'Eco dello Jonio del 27 marzo 2021

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“Riorganizzazione sanitaria, riforma straordinaria dell’impalcatura burocratica, piano per il lavoro, infrastrutture”. Queste sono le priorità del programma di governo in Calabria per il candidato presidente del centrosinistra Nicola Irto. Un programma che potrebbe essere realizzato anche con l’appoggio del Movimento cinque stelle, un’alleanza non solo “auspicabile”, ma addirittura “necessaria per far ripartire la Calabria dopo la malagestione della destra”. Questo è l’appello lanciato da Irto e rivolto ai pentastellati regionali.

Qualcuno ha però già detto chiaramente di non volerla appoggiare…
È vero, ho ascoltato qualcuno che non vorrebbe un’alleanza col Pd, però quel qualcuno ora è fuori dai 5s… Qualcun altro invece è pienamente disponibile, a patto che quest’alleanza sia a tutela della Calabria e degli interessi dei calabresi. Noi ora abbiamo un governo di centrodestra, che si è dimostrato inadatto e incapace. E l’ha dimostrato anche nell’ultimo periodo.

In che senso?
Qualche settimana fa la giunta ha predisposto un documento sull’utilizzo dei fondi Ue. Ci siamo resi conto che era copiato in parte dalla Lombardia e in parte dal Friuli Venezia Giulia. L’ennesima dimostrazione che il centrodestra ha fallito per la sua inadeguatezza.

Quindi conferma che ci sono delle interlocuzioni in corso per la Calabria?
Assolutamente sì. Anche il mio partito regionale sta avendo un dialogo ufficiale e costruttivo con i 5 stelle. È opportuno che una grande forza come M5S aiuti a costruire un’alternativa forte e vera.

Uno dei primi temi da affrontare sarà la gestione sanitaria. Si può pensare finalmente ad uscire dal commissariamento?
Che il commissariamento abbia fallito è sotto gli occhi di tutti: la qualità è peggiorata e i debiti sono aumentati. Bisogna pensare assolutamente al ripianamento del debito per uscire dallo stallo. Occorre un serio confronto con lo Stato.

Finora spesso e volentieri la politica regionale ha sempre detto di poter fare molto poco per contrastare lo strapotere delle mafie. A riguardo, cosa pensa?
È vero, finora spesso si è detto così. Io penso invece che la politica regionale può fare molto, a cominciare da una seria rotazione nei posti di comando nella burocrazia.

La Notizia del 26 marzo 2021

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Sono 500 le adesioni al manifesto programmatico. L’iniziativa confluirà in un’assemblea per scrivere il programma. «Il candidato del Pd conosce le esigenze delle giovani generazioni»

Le prossime elezioni regionali rappresentano un appuntamento decisivo per il futuro della Calabria e per le attese di un’intera generazione. Da questi presupposti muove l’iniziativa promossa da un gruppo di circa 500 giovani (qui puoi leggere l'elenco dei firmatari), ragazze e ragazzi calabresi, studenti, ricercatori, giovani professionisti che hanno deciso di costruire in Calabria il loro avvenire, di avviare un momento di confronto e proposta partecipato che metta al centro i temi della cittadinanza attiva e dell’impegno civico, con l’obiettivo di fornire un contributo al dibattito politico in vista dell’ormai imminente appuntamento elettorale.

L’iniziativa finalizzata a sostenere la corsa verso la presidenza della Regione dell’esponente del Pd, Nicola Irto, «confluirà in un’assemblea regionale durante la quale esporremo il programma su cui desideriamo incentrare la nostra partecipazione attiva al cambiamento di questa regione. Siamo convinti - proseguono - che il ritorno alle urne rappresenti un’occasione unica di rinnovamento, tanto generazionale quanto di visione politica e riteniamo che in questa complessa ed articolata campagna elettorale nessun giovane possa rimanere fermo a guardare.

Gazzetta del Sud del 22 marzo 2021

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di Bruno Mirante – La marcia di avvicinamento alle elezioni per il rinnovo del Consiglio regionale vede il candidato del Partito democratico, Nicola Irto, impegnato negli ultimi giorni in una serie di confronti con i circoli e con le federazioni provinciali. Nella giornata di ieri il vicepresidente del Consiglio regionale ha incontrato il partito di Catanzaro mentre domani sarà ospite del circolo di Vallefiorita insieme a Nicola Oddati, già responsabile dell’iniziativa politica del Pd nella segreteria di Zingaretti. Abbiamo raggiunto Irto per conoscere il suo punto di vista sul percorso che ha portato alle dimissioni dell’ex segretario nazionale e all’elezione di Enrico Letta. E soprattutto per comprendere se il cambio al vertice possa in qualche misura incidere sull’indicazione di Irto quale candidato della coalizione (in costruzione) del Centrosinistra.

Enrico Letta è il nuovo segretario nazionale del Pd, ritiene che sia la persona giusta per rilanciare un partito in crisi di identità e in calo di consensi?
Non scopro certo io il valore e le qualità che Enrico Letta ha sempre saputo dimostrare. Parliamo di un uomo esperto, serio e capace che ha fatto una scelta forte e ha dimostrato vero amore nei confronti del Partito Democratico e di ciò che esso rappresenta nel panorama politico italiano ed europeo. Ha un progetto ben chiaro in mente e questo si vede già dai primi atti concreti come l’indicazione di Irene Tinagli e Giuseppe Provenzano a suoi vice-segretari oltre che dall’indicazione di una segretaria forte, plurale, espressiva del pieno rispetto di genere. E poi non credo che il Partito Democratico sia in crisi di identità, quanto piuttosto credo sia chiamato ad assumersi una responsabilità ancora più forte di prima nell’aprirsi al dialogo costruttivo e al confronto, non subalterno, con tutte le forze veramente riformiste. È una sfida di non poco conto che ha bisogno di impegno da parte di tutti i soggetti chiamati in causa. Ma è anche una sfida stimolante e foriera di grandi prospettive per il Paese.

Crede che il terremoto politico che si è abbattuto sul Pd possa determinare delle ricadute a livello regionale considerato che la sua stessa candidatura a governatore è espressione della segreteria Zingaretti?
Io credo che Zingaretti abbia fatto un gesto estremamente coraggioso: ha fatto un passo indietro personale perché il PD ne possa fare tanti in avanti. Io non lo definirei affatto un “terremoto”. Quanto alla mia candidatura, una candidatura largamente condivisa sul territorio, essa nasce sulla scorta di percorso avviato dal PD nel solco dell’idea del rinnovamento avviata in questi anni. E, come detto, mi pare proprio che quell’idea sia forte e salda anche nell’impostazione decisa da Enrico Letta. Siamo chiamati a lavorare per un obiettivo comune che è più grande delle ambizioni dei singoli. Credo di poter contribuire a far germogliare e crescere questa impostazione anche in Calabria e le risposte che giorno dopo giorno arrivano dal territorio incoraggiano questa mia consapevolezza. Ma proprio perché di personalismi si muore, io sono e sarò a disposizione del bene superiore che è la Calabria e il suo futuro.

Capitolo alleanze. Quale sarà il perimetro della coalizione che sosterrà Nicola Irto? Pensa che riuscirà a convincere il Movimento 5 Stelle?
Il perimetro è definito da quello che dicevo prima: c’è l’esigenza di aprire una stagione riformista coraggiosa e seria, altrimenti per la Calabria il futuro sarà tutt’altro che roseo. Questo si traduce in un impegno concreto per chiunque abbia voglia di contribuire, chiunque senta di poter dare man forte ad un progetto ambizioso ed entusiasmante. Non è l’ora dei tatticismi ma bisogna guardare al contesto, all’obiettivo e a come raggiungerlo con il contributo di chi crede che la Calabria possa davvero essere una regione europea, una regione capace di attrarre e di far tornare chi l’ha dovuta lasciare, una regione da non abbandonare. Il Movimento 5 Stelle è una forza politica che anche in Calabria è stata capace di intercettare un consenso spinto dal desiderio di rottura col passato, di trasparenza e di partecipazione: ecco, quei principi, attualizzati, sono il fondamento della proposta che stiamo costruendo e che sottoporremo agli elettori calabresi.

Anche tra gli alleati “classici” del Pd come Articolo 1 c’è chi guarda con interesse alla proposta politica di De Magistris, che ne pensa?
Il sale della democrazia sono il confronto e la dialettica, mezzi fondamentali sempre e ancor di più in questa fase politica. È utile interrogarsi sul perché qualcuno, a cui in alcuni casi sono anche legato da amicizia personale oltre che da percorsi politici comuni, oggi guardi altrove: le sue ragioni possono essere un importantissimo strumento di analisi e di critica costruttiva sul quale migliorare il progetto e renderlo ancora più solido e inclusivo.

Ha sentito l’ex governatore Oliverio? Sarà al suo fianco in questa battaglia?
Mario Oliverio ha una grande esperienza politica alle spalle, il che è sempre un valore importante nella costruzione di un progetto che ha come obiettivo il governo della Calabria. E sono certo che, da uomo di partito quale lui è, saprà dare il suo apporto qualificato.

Come giudica l’azione della giunta regionale e della struttura commissariale nel contrasto alla pandemia?
Vorrei risponderle “quale azione?”, ma se ci rifletto mi rendo conto che se il presidente facente funzioni Spirlì fosse rimasto assolutamente fermo, avrebbe fatto meno disastri di quanti invece ne ha prodotti. Al contrario, la sua Giunta è rimasta perfettamente immobile, eccezion fatta per l’attivismo su nomine inopportune e sovvenzioni “a pioggia” più simili a spese da campagna elettorale che a misure realmente utili ai calabresi. I risultati sono sotto gli occhi di tutti, non serve che sia io a sottolineare quanto sia grave che docenti e studenti debbano attendere fino a sera di sapere se il giorno dopo dovranno fare lezione in presenza o a ricordare come la Calabria sia tenacemente all’ultimo posto nei numeri sull’avanzamento della campagna di vaccinazione. Intanto sono centinaia i nuovi contagi quotidiani e si deve rivedere al rialzo ogni giorno il numero dei decessi da Covid-19. Questi sono fatti e sono più importanti di ogni giudizio che io possa esprimere.

Calabria 7 del 19 marzo 2021

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Il candidato dem alla presidenza della Regione commenta positivamente la nomina dei due vicesegretari del partito fatta da Letta

«Auguri di buon lavoro a Irene Tinagli e Peppe Provenzano, indicati da Enrico Letta come vicesegretari del Pd». Ad affermarlo è Nicola Irto, candidato alla presidenza della Regione Calabria e componente della direzione nazionale del Pd. «Competenza, innovazione, visione europeistica e meridionalismo – prosegue Irto – contraddistinguono questa decisione del segretario che premia il valore delle donne e degli uomini del Pd, in campo per il futuro dell’Italia in un momento decisivo della nostra storia».

Corriere della Calabria del 17 marzo 2021

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Nicola Irto - Sito ufficiale

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