Reggio Calabria, Irto: “grave preoccupazione per il rischio del taglio delle risorse nazionali e comunitarie destinate al Mezzogiorno”

“Grave preoccupazione per il rischio del taglio delle risorse nazionali e comunitarie destinate al Mezzogiorno” viene espressa da Nicola Irto, consigliere regionale calabrese del Partito Democratico. Secondo Irto, “è inaccettabile il contenuto della bozza di un documento del Dipartimento della Programmazione economica per far fronte all’emergenza del Covid-19. Un’ipotesi di intervento che prospetta soluzioni inaccettabili per le regioni meridionali, alle quali verrebbero sottratte risorse per 10 miliardi di euro dalla programmazione comunitaria 2014-2020 e fino a 36 miliardi dal Fondo di sviluppo e coesione. Stanziamenti – sottolinea Irto – che, nel caso dei fondi europei, sono interamente destinati a colmare il ritardo di sviluppo delle regioni del Sud, mentre per il Fsc sono vincolati per l’80% a essere impiegati nel Mezzogiorno. Ma l’aspetto ancora più allarmante di quella bozza – incalza il consigliere regionale democrat – consiste nella possibile deroga alla norma che destina al Sud il 34% della spesa in conto capitale del bilancio ordinario dello Stato. Nonostante si tratti di un documento non formalizzato, e pur a fronte di rassicurazioni del governo, non possiamo fare a meno di manifestare tutto il nostro sconcerto per la possibilità che tali ipotesi siano state prese in considerazione e messe nero su bianco in un atto del Dipe. Non si tratta di fare un processo alle intenzioni, ma di rivendicare il rispetto dei diritti dei cittadini delle nostre regioni, dopo oltre un secolo e mezzo di pesanti sperequazioni socio-economiche che hanno aggravato la questione meridionale”. “Vigileremo con la massima attenzione – prosegue Nicola Irto – affinché la maggiore flessibilità nell’impiego dei finanziamenti europei e le ipotesi di rimodulazione delle risorse nazionali non ledano il difficile lavoro in atto per rafforzare la coesione territoriale nel nostro Paese. Certamente le regioni del Centro Nord sono state colpite in maniera drammatica dall’emergenza coronavirus, ed è giusto che ci sia un maggiore impegno dello Stato in ambito sanitario nelle realtà più provate dall’epidemia. Ma non è neppure ipotizzabile deprivare il Mezzogiorno delle risorse che spettano a quest’area del Paese, destinata a pagare un prezzo altissimo sul versante sociale ed economico dopo la fine dello stato di emergenza, come recentemente sostenuto dalla Svimez in un report dai contenuti allarmanti. Oggi più che mai, per evitare l’aggravarsi della deriva sociale e della desertificazione industriale delle nostre regioni – conclude il consigliere calabrese – è indispensabile garantire azioni di governo improntate all’equità e a un’effettiva solidarietà nazionale”.

Strettoweb del 21/04/2020

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Il consigliere pd dell’assemblea di Palazzo Campanella sollecita, in particolare, «la giunta regionale della Calabria a mettere in campo un piano per la scuola realmente ambizioso» Scuola,
«La crisi del Covid-19 ha svelato come l’Italia, oggi, stia pagando un prezzo molto alto nei settori fondamentali in cui lo Stato dovrebbe garantire servizi ai cittadini. Se ciò è eclatante nel campo della sanità, rispetto alla quale più volte negli ultimi anni ho espresso la necessità di un ritorno alla competenza esclusiva statale, è senz’altro evidente anche nella scuola, che esige un impegno straordinario della mano pubblica».
Lo afferma il consigliere regionale della Calabria Nicola Irto (Pd), che aggiunge: «Senza investimenti congrui nell’istruzione, la politica dimostrerebbe di non aver colto lo stravolgimento provocato dal coronavirus, né le questioni essenziali legate all’emergenza in atto, che si pongono come dirimenti per affrontare il futuro».
Secondo Nicola Irto, «ci troviamo di fronte a una situazione senza precedenti che sta paralizzando il sistema scolastico nazionale. La riapertura delle classi a settembre, di cui peraltro non si ha neppure certezza, e che risulta per molti aspetti inevitabile nell’ambito delle politiche di contenimento del contagio da coronavirus, avrà ripercussioni pesanti. Proprio per questo è necessario che lo Stato e le Regioni intervengano subito per pianicare – con cura e senza lesinare risorse – i nuovi requisiti infrastrutturali del sistema scolastico, prevedendo misure idonee a garantire l’attività didattica nello scenario nuovo in cui, con ogni probabilità, ci troveremo a vivere dai prossimi mesi».
Il consigliere pd dell’assemblea di Palazzo Campanella sollecita, in particolare, «la giunta regionale della Calabria a mettere in campo un piano per la scuola realmente ambizioso, che non si limiti alle misure annunciate ora, destinate ad attenuare solo in parte le effettive esigenze del mondo dell’istruzione. Per quanto importante, l’acquisto di pc e tablet, che sarà possibile grazie al Por che abbiamo scritto nella passata legislatura, non sarà sufficiente a far fronte alla complessità del futuro che ci attende. Si rendono necessari interventi infrastrutturali per l’innovazione tecnologica, che pongano come orizzonte – già delineato proprio nel Por – la diffusione della società della conoscenza mediante lo sviluppo di piattaforme web e risorse di apprendimento online. Occorre accelerare – e la Regione ha già in mano gli strumenti amministrativi e finanziari necessari – il processo di digitalizzazione e la sperimentazione di soluzioni didattiche innovative. Su tutto si pone l’esigenza di ridurre, innanzitutto sul piano delle infrastrutture di rete, il digital divide che ancora oggi colpisce troppi Comuni del nostro territorio, a cominciare dalle aree interne. Tale fenomeno, infatti, sommandosi all’ulteriore divario digitale creato dalle disuguaglianze sociali, nell’ambito della didattica a distanza rischia di aggravare il problema della dispersione scolastica che, in Calabria, riguarda uno studente su cinque». Irto chiede inoltre «un ripensamento complessivo degli interventi in edilizia scolastica, non solo in termini di riqualificazione energetica e messa in sicurezza antisismica, ma anche di garanzia degli spazi necessari per il distanziamento sociale. Così, tra l’altro, si rimetterebbe in moto il settore edile che oggi è tra i più colpiti dalla crisi economica».
In questo contesto, ad avviso del consigliere regionale democratico, «il governo nazionale non potrà venire meno all’impegno, di cui si discute in queste ore, per assicurare alla scuola una dimensione in linea con il valore delle tante professionalità che garantiscono il funzionamento di questa istituzione del Paese, ormai quasi distrutta dalle politiche dissennate degli ultimi 25 anni. Per sostenere la scuola italiana non basteranno interventi circoscritti, ma servirà un vasto piano di intervento, basato su una visione di lungo periodo che non trascuri i bisogni concreti del suo personale, a cominciare dal rinnovo del contratto nazionale».

Corriere della Calabria del 14/04/2020

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"Di fronte ad una così concreta possibilità di chiusura non possiamo rimanere inermi". Le parole di Nicola Irto


"Dinanzi al rischio di chiusura dell’aeroporto dello Stretto, che non è mai stato concreto come oggi, non si può rimanere inermi".
A scriverlo, in un lungo post su Facebook, è il vicepresidente del Consiglio regionale della Calabria, Nicola Irto.
"E chi ha il compito e la responsabilità di governare la Regione ha anche il dovere di fare chiarezza immediatamente. La giunta regionale, finora completamente assente sull’argomento, dica cosa intende fare per salvaguardare il “Tito Minniti”, il diritto alla mobilità dei reggini e i livelli occupazionali della struttura".
Il neo vicepresidente prosegue:
"E ci aspettiamo ben altro tipo di interventi anche da parte di Sacal. La società unica di gestione degli aeroporti calabresi non può limitarsi a dire che la ripresa post crisi del Covid-19 sarà difficile. Questo lo sappiamo benissimo tutti. Semmai, da Sacal ci aspettiamo soluzioni e soprattutto una puntuale indicazione degli interventi industriali previsti a tutela dell’infrastruttura più importante del nostro territorio".
Irto tira in ballo anche l'ultima compagnia aerea che era rimasta attiva presso lo scalo di Reggio Calabria:
"La nuova Alitalia, che avrà una flotta ridotta, continuerà a porre almeno un aereo con base a Reggio? Perché non è più possibile prenotare voli da e per Reggio per il futuro? Noi abbiamo salvato l’aeroporto dello Stretto, mantenendolo aperto quando era praticamente nel baratro e creando i presupposti per una gestione sana".
Irto conclude:
"Anche oggi, dall’opposizione, siamo pronti a dare una mano e fare la nostra parte, prima di tutto da reggini, nell’interesse della città. È per questo che negli ultimi giorni ho informato personalmente il Governo nazionale della questione. Ma ciò non esime la Regione e Sacal dall’assumere una posizione chiara, dicendo subito e concretamente cosa intendono fare. Sul “Tito Minniti” siamo pronti a una durissima battaglia".

CityNow del 07 aprile 2020

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"Bisogna intervenire immediatamente" spiega il vice presidente del Consiglio Regionale della Calabria
"Sono trascorse ormai quasi due settimane da quando i sindacati di polizia hanno sollecitato la Presidente della Regione Calabria sulla necessità che i protocolli di 'sorveglianza attiva massiva' contro il coronavirus siano estesi alle forze dell'ordine. Nulla finora è stato fatto. Sollecito con forza la governatrice Santelli a prestare attenzione a un problema gravemente trascurato e ad intervenire, garantendo immediatamente i tamponi a questa categoria di lavoratori".
È quanto afferma il vicepresidente del Consiglio regionale della Calabria, Nicola Irto. Secondo il rappresentante del Partito democratico:
"Le organizzazioni sindacali del comparto della pubblica sicurezza, e in particolare il Siulp, hanno posto all'attenzione dei vertici della Regione gli elevati rischi di contagio che esistono in capo agli agenti di polizia e al personale di tutte le forze dell'ordine. Uomini e donne dello Stato che, nonostante la pericolosità del 'nemico' da combattere, assicurano ogni giorno la sicurezza dei cittadini e la rigorosa applicazione delle misure restrittive stabilite dal governo. Misure che, soprattutto grazie alla capillare presenza degli agenti e dei militari sul territorio, stanno contribuendo alla stabilizzazione dei numeri del contagio e, auspichiamo, al superamento della fase di picco".
Nicola Irto incalza:"Il contagio da Covid-19, com'è noto, avviene soprattutto attraverso soggetti che sono asintomatici. Questo espone le forze dell'ordine a un rischio elevatissimo di contrarre l'infezione e di divenire, a loro volta, veicolo di trasmissione del virus nei confronti dei loro colleghi e dei cittadini. Occorre spezzare la catena del potenziale contagio attraverso l'esecuzione immediata dei tamponi, come già disposto dalla Regione a favore degli operatori del settore sanitario".
Il vicepresidente pd del Consiglio regionale prosegue:
"Inoltre, colgo l'occasione per sensibilizzare l'attenzione della stessa giunta regionale e della società civile riguardo all'esigenza di dotare il personale di polizia di dispositivi di protezione individuale. Le forniture pervenute da parte del Dipartimento di pubblica sicurezza, come evidenziato dal Siulp, sono state certamente tempestive e utili a far fronte alle prime necessità degli operatori, ma le mascherine, in questo momento e probabilmente per un lungo periodo di tempo, continueranno a essere indispensabili.
Le forniture non possono mai ritenersi sufficienti. Auspico perciò che la giunta regionale faccia la propria parte, assumendo provvedimenti che garantiscano concreta vicinanza a chi, ogni giorno, si prende cura della nostra sicurezza e, in definitiva, della nostra salute rispetto al rischio del coronavirus".

CityNow del 04 aprile 2020 

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Coronavirus a Reggio Calabria, Irto: “effettuare il tampone per la ricerca del coronavirus alle forze dell’ordine e a tutti coloro i quali svolgono servizi essenziali”

“Effettuare il tampone per la ricerca del coronavirus alle forze dell’ordine e a tutti coloro i quali svolgono servizi essenziali”. La richiesta arriva dal vicepresidente del Consiglio regionale della Calabria, Nicola Irto, dopo l’ordinanza di ieri della presidente della Regione che ha previsto lo screening agli operatori sanitari delle strutture sanitarie pubbliche e private e di quelle residenziali. “L’estensione di questa misura a chi opera nel campo della sanità, direttamente esposto al contatto con il terribile virus, va considerata positivamente ma non è sufficiente. Ogni giorno, in Calabria, ci sono migliaia di rappresentanti delle forze dell’ordine e delle forze armate che corrono rischi enormi per garantire la sicurezza dei cittadini e l’osservanza delle disposizioni nazionali e locali per mitigare il rischio del contagio. Credo sia urgentissimo – prosegue Irto – anche facendo seguito alle sollecitazioni che arrivano dai sindacati di categoria, di cui apprezziamo l’atteggiamento attento e costruttivo, estendere l’effettuazione del tampone alle forze dell’ordine e a tutti i cittadini impegnati a garantire i servizi essenziali sul territorio della nostra regione. Sono loro, assieme a medici e paramedici, i più esposti al Covid-19 ed è dunque essenziale procedere in termini immediati ad estendere a queste categorie le misure già previste nell’ultima ordinanza presidenziale”.

Strettoweb del 28 marzo 2020

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