Legislatura 19ª - Atto di Sindacato Ispettivo n. 3-02051. Pubblicato il 15 luglio 2025, nella seduta n. 328. Nicola Irto cofirmatario

Al Ministro dell'interno. -

Premesso che:

in località Baronello, frazione di Castellace, nel comune di Oppido Mamertina (Reggio Calabria) sorge un uliveto di circa 11 ettari confiscato alla criminalità organizzata e affidato alla gestione di una cooperativa sociale impegnata nel riutilizzo a fini produttivi e sociali dei beni sottratti alla mafia;

l’uliveto, simbolo di legalità e riscatto, è da anni oggetto di gravi atti intimidatori e vandalici: nel 2011 un incendio doloso ha infatti distrutto 500 ulivi secolari, vanificando 5 anni di lavoro di recupero del fondo agricolo; nel 2012 un secondo incendio ha distrutto un escavatore confiscato e assegnato alla cooperativa per i lavori di espianto degli alberi danneggiati; e nel 2015, sono stati abbattuti 96 alberelli dei 1.200 che la cooperativa aveva messo a dimora nel 2013;

in data 11 luglio 2025, un nuovo incendio doloso ha devastato circa 830 alberi distribuiti su quasi 4 ettari, distruggendo la parte più produttiva del fondo, causando un danno economico diretto di circa 30.000 euro, con una perdita di oltre 20.000 chilogrammi di olive, e un danno indiretto di ulteriori 18.000 euro, legato alla perdita di produttività dei prossimi 3 anni e ai costi di ripristino;

nelle ultime settimane, sono stati diversi i fenomeni intimidatori a danno di cooperative agricole che gestiscono beni confiscati alla criminalità organizzata;

nella notte tra il 6 e il 7 luglio, presso la cooperativa “Beppe Montana - Libera terra”, situata nel comune di Lentini (Siracusa), ignoti hanno dato fuoco a una pala meccanica e danneggiato un sistema di irrigazione in piena stagione produttiva, colpendo duramente l’attività agricola e la tenuta economica della cooperativa;

nei giorni precedenti, a Gioia Tauro (Reggio Calabria), sono stati distrutti numerosi alberelli di ulivo piantati dalla cooperativa “Valle del Marro - Libera terra”, altro presidio attivo nel riutilizzo sociale dei beni confiscati e nella promozione della legalità nel territorio calabrese;

solo pochi mesi fa un altro episodio criminoso è avvenuto all’interno dei terreni confiscati assegnati al villaggio della legalità di “Libera” a Borgo Sabotino (Latina) e analoghi episodi hanno riguardato in passato la cooperativa “Libera masseria” di Cisliano (Milano), un complesso immobiliare confiscato alla famiglia della ‘ndrangheta Valle-Lampada;

considerato inoltre che:

tali atti non rappresentano semplici episodi vandalici, ma costituiscono azioni intimidatorie sistematiche, che inquietano in quanto rivolte a realtà che rappresentano un’alternativa concreta al potere delle organizzazioni criminali;

spesso si tratta di cooperative gestite da giovani che con coraggio scelgono di restare in quei territori e che non solo generano lavoro vero e legale, rafforzando l’inclusione sociale, ma incarnano una visione di sviluppo fondata su legalità, sostenibilità e giustizia,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della situazione e se non ritenga opportuno intervenire al fine di assicurare che i beni confiscati risultino reali strumenti di riscatto e sviluppo dei territori, senza che sia lasciato spazio ai tentativi di intimidazione e sabotaggio da parte delle organizzazioni mafiose;

quali iniziative urgenti intenda adottare, al fine di garantire piena sicurezza e tutela alle cooperative impegnate nel riutilizzo dei beni confiscati alle mafie, a partire dalle cooperative interessate dai recenti episodi intimidatori;

se abbia intenzione di attivare con urgenza un tavolo interministeriale che coinvolga le realtà del terzo settore, le prefetture e le forze dell’ordine al fine di un monitoraggio sistematico delle condizioni dei beni confiscati e delle cooperative affidatarie;

se non ritenga opportuno potenziare i fondi e gli strumenti di sostegno, anche economico e assicurativo, per garantire la continuità operativa delle cooperative danneggiate dalle azioni criminali.

Allegati:
Accedi a questo URL (https://www.senato.it/show-doc?leg=19&tipodoc=Sindisp&id=1465844&idoggetto=0)Testo[Testo]0.1 kB

“È gravissimo che migliaia di cittadini debbano essere costretti a viaggiare in piena estate in condizioni di disagio estremo e senza forme di ristoro o di tutela. I lavori sulla rete ferroviaria vanno fatti, ma non possono ricadere per intero sulle spalle dei passeggeri”. Lo dichiara il senatore del Pd Nicola Irto, a Palazzo Madama componente della commissione Lavori pubblici, a proposito delle notizie sui previsti allungamenti dei tempi di percorrenza per diverse tratte ferroviarie.

“A cavallo di Ferragosto – denuncia Irto – sono previsti, per quanto riportato dalla stampa, viaggi da incubo, con ritardi anche di 100 minuti sulla Roma-Milano, fino a 90 minuti sulla Milano-Venezia, fino a 60 minuti sulla Milano-Bologna e a 40 minuti sulla Firenze-Roma. Non vi sarebbe, poi, alcuna riduzione del costo dei biglietti. Verrebbero colpiti soprattutto turisti, lavoratori e pendolari del Sud, già penalizzati riguardo al trasporto ferroviario”.

“Serve subito – precisa Irto – un fondo nazionale e un tavolo interistituzionale con Mef, Mit, Regioni e Ferrovie dello Stato. Il governo smetta di trattare i passeggeri come effetti collaterali del Pnrr. Siamo ancora una volta – conclude – davanti all’inadeguatezza del ministro Salvini, che non può più restare immobile”.

“Un attacco vile e ripetuto che non può lasciarci indifferenti”. Così, il senatore Nicola Irto commenta a nome del Pd Calabria, di cui è segretario, l’incendio doloso che nei giorni scorsi ha devastato il raccolto di grano biologico coltivato su un terreno confiscato alla criminalità organizzata in località Pontevecchio, nel Comune di Gioia Tauro.

Il campo è gestito dalla cooperativa sociale “Valle del Marro”, aderente a “Libera”, che da oltre 20 anni è in prima linea nella promozione della legalità e dell’inclusione lavorativa attraverso il riutilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie. “Ci troviamo di fronte al quarto atto del genere in meno di un mese. È dunque evidente – evidenzia Irto a nome del Pd Calabria – il tentativo di colpire un’esperienza virtuosa che dà dignità al territorio, crea lavoro pulito e trasmette ogni giorno speranza”. Il Partito democratico della Calabria esprime piena solidarietà alla cooperativa Valle del Marro, al suo presidente e a tutti i lavoratori che ogni giorno, tra mille difficoltà, portano avanti un modello di riscatto civile ed economico.

“Siamo e saremo al loro fianco senza esitazione”

Il senatore attacca: “chiedono un commissario per l’autostrada, segno del fallimento del ministro. La Calabria ha bisogno di opere vere, non di illusioni costose e fuori norma”

“Se Salvini non riesce a completare i cantieri dell’A2, in perenne ritardo, figuriamoci il ponte sullo Stretto. La richiesta di Lega e Forza Italia di un commissario per ultimare i lavori sull’autostrada Salerno-Reggio Calabria è la prova del fallimento politico e operativo del ministro. La Calabria ha bisogno di infrastrutture vere, non di illusioni costose e opere fuori norma europea. Il Ponte rischia di diventare l’ennesima incompiuta, con costi enormi e gravi lacune su controlli e sostenibilità”. E’ quanto afferma sui social il senatore Nicola Irto, Segretario Regionale del PD.

“Lo sportello digitale rileva difficoltà che ci vengono costantemente segnalate, in particolare dalle aziende che propongono modifiche. La divisione precedente in 8 Zes regionali consentiva di diversificare gli investimenti: oggi un player internazionale che volesse investire nel Sud non fa differenza se viene a Gioia Tauro o in Sicilia. Le Zes regionali, invece, oltre a dare un credito d’imposta più alto, offrivano maggiore proiezione di sviluppo” ha detto Nicola Irto, capogruppo PD in Commissione Ambiente del Senato, a Largo Chigi, format tv di The Watcher Post.
“Su questo rilevo un certo strabismo da parte del governo: vogliono l’autonomia differenziata ma centralizzano la Zes unica. E molti dei progetti erano già in pancia alle Zes regionali”.
“Il Sud non è un unico blocco. Servono infrastrutture: non abbiamo Alta velocità né collegamenti internazionali. Gioia Tauro è un porto straordinario ma va internazionalizzato. Il Pil è salito grazie al Pnrr, ma non ha inciso su problemi strutturali come spopolamento e mancanza di lavoro” ha concluso Irto.

   

f t g

Nicola Irto - Sito ufficiale

 

e-mail: segreteria.nicolairto@gmail.com

Privacy Policy

   

 

 

Restiamo in contatto

Iscriviti alla newsletter per ricevere news e bandi