Nel corso della seduta del Consiglio Regionale di ieri, 21 aprile, è stato approvato l'ordine del giorno per la realizzazione di campi estivi promossi dai centri di diabetologia pediatrica delle aziende sanitarie calabresi. 

La proposta, avanzata al Consigliere Regionale Nicola Irto, impegnerà la Giunta regionale a finanziare l'iniziativa per l'anno 2015 con un importo di 50.000 euro.
Con Delibera n. 368 del 18.06.2009, la Regione aveva già istituito la rete rete diabetologica pediatrica e attivato il Registro Regionale per il diabete in età pediatrica.
Successivamente, con la L.R. n. 8 del 2010, erano già state finanziate iniziative a sostegno dei soggetti affetti da tale patologia per il triennio 2011 - 2013.
L'obiettivo era quello di realizzare campi scuola informativi e terapeutici, con l’ausilio di un equipe medica specializzata al fine di sensibilizzare e favorire la socializzazione dei giovani pazienti.
D'altra parte, la rilevanza del diabete mellito e la necessità di attivare tutte le strategie necessarie alla cura della malattia ha trovato sostegno nel recente Decreto del Commissario ad Acta n. 13 del 02/04/2015, con il quale sono stati approvati i percorsi diagnostici terapeutici assistenziali per la patologia diabetica nell’adulto e nel bambino.
Come è noto, infatti, il diabete mellito è una delle patologie metaboliche più diffuse dell’età evolutiva (0-18 anni) e causa di complicanze croniche invalidanti che coinvolgono organi vitali e funzionali. Un fenomeno che presenta una fortissima incidenza in Calabria, considerato che occupa il secondo posto tra le regioni più colpite dalla malattia, nella fascia di età inferiore ai 15 anni.

“Chiederemo l’istituzione di un tavolo tecnico tra la Regione, il sindaco del Comune di San Pietro di Caridà Mario Masso, il sindaco del Comune di Galatro Carmelo Panetta, il presidente del Consorzio di Bonifica Tirreno Reggino Filippo Zerbi e tutti i soggetti coinvolti, per il completamento dei lavori e la messa a regime della diga del Metramo”.IV commissione 01.04.15
E’ la proposta del presidente della quarta Commissione “Assetto e utilizzazione del territorio e protezione dell’ambiente” Nicola Irto, condivisa all’unanimità dall’organismo consiliare e scaturita dopo le audizioni dei sindaci e del presidente del Consorzio, che hanno segnato la prima parte dei lavori.
 Tra le decisioni scaturite nel corso della riunione, anche un sopralluogo che la Commissione ha deciso di tenere presso la diga del Metramo, nello spirito di creare un rapporto diretto con il territorio, verificandone criticità ed esigenze. “A maggior ragione – ha spiegato il presidente Irto- questo confronto aperto e condiviso deve riguardare tutte le opere strategiche che rappresentano occasione di sviluppo concreto e sostenibile dell’intero territorio regionale e sulle quali, nel tempo, sono state investite risorse pubbliche importanti. Si tratta adesso di mettere in atto interventi finalizzati a completare l’opera del Metramo, pervenendo ad un suo pieno utilizzo che renda effettive sul territorio le potenzialità in termini di energia, agricoltura e sviluppo economico. Nella consapevolezza che serve un progetto complessivo della Regione, l’incontro odierno di questa Commissione vuole rappresentare un punto di partenza, non solo di riflessione ma anche di stimolo ed operativo, anche e soprattutto per non lasciare soli i sindaci, ai quali esprimiamo vicinanza per le difficoltà incontrate nel tempo”.
Infine, la Commissione ha rimandato l’esame di due proposte di legge: quella del consigliere Morrone sulla ‘Regolamentazione eccesso di illuminazione pubblica e privata – contenimento dello spreco energetico’ e quella dello stesso Irto su “Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 16 aprile 2002, n. 19 (Norme per la tutela, governo ed uso del territorio – Legge Urbanistica della Calabria).
 Su quest’ultima iniziativa legislativa, la Commissione ha deciso di avviare l’audizione dei soggetti interessati.
Hanno partecipato ai lavori i commissari Mimmo Tallini, Giovanni Arruzzolo e Giovanni Nucera.

 

“Apriremo una nuova stagione urbanistica in Calabria che veda al centro il Consiglio regionale e la sua potestà legislativa e quindi la necessità di migliorare il sistema urbano in chiave sicura e sostenibile”.
E’ quanto ha dichiarato il presidente della quarta Commissione “Assetto ed utilizzazione del territorio e protezione dell’Ambiente” Nicola Irto, aprendo la prima seduta della decima legislatura dell’organismo consiliare.IV Commissione
“E’, infatti, sotto gli occhi di tutti – ha proseguito Irto- il fallimento della legge regionale urbanistica a causa anche del rapporto contorto tra Regioni e Amministrazioni comunali, alcune delle quali hanno avviato il processo urbanistico, altre solo in parte, mentre, per altre ancora, le pratiche sono bloccate presso gli uffici della Regione”.
Inoltre, la Commissione terrà una riunione ad hoc sui rifiuti ed un’altra sul dissesto idrogeologico e sarà presente a Petilia Policastro con una propria delegazione per verificare lo stato dell’arte del Comune che vive una situazione di assoluta emergenza.
“Predisporremo anche un ordine del giorno sul rischio idrogeologico quale impegno concreto del Consiglio regionale sulla salvaguardia e valorizzazione del territorio, questioni che vanno oltre la singola realtà e l’emergenza del momento, interessando tutti comuni calabresi e per questo meritano una discussione ed un coinvolgimento più ampi possibile da parte dell’Assise. La logica che vogliamo seguire – ha detto Irto- è quella di interventi strutturali nel contesto di una sana politica di coordinamento per mettere in sicurezza il futuro dei nostri territori e delle nuove generazioni”.
Al riguardo, il sindaco di Petilia Policastro Amedeo Nicolazzi ha chiesto alla Commissione, che ha operato al completo con i contributi di Domenico Tallini, Giovanni Nucera, Giovanni Arruzzolo, Arturo Bova ed Orlandino Greco, azioni urgenti e la necessità che vengano sveltiti i tempi della burocrazia per scongiurare il fatto che altre vite umane siano messe a rischio. Sul dissesto idrogeologico, l’ing. Domenico Pallaria, direttore generale dei Dipartimenti Ambiente e territorio ed infrastrutture e Lavori pubblici della Regione, ha relazionato sulle azioni avviate per affrontare il dissesto di Petilia Policastro, annunciando un sopralluogo per domani della Protezione civile. Ancora, l’ing. Salvatore Siviglia, segretario generale Autorità di bacino della Regione Calabria, ha comunicato che anche Canolo, Comune del reggino, si trova da qualche giorno isolato a seguito di una frana ed ha fornito un dato eloquente: dal 2010 ad oggi, successivamente all’alluvione di Soverato, sono stati spesi oltre 750 milioni di euro per interventi post-emergenza, mentre quelli di programmazione e prevenzione, negli ultimi quindici anni, si fermano a 200 milioni di euro.
 Al centro dei lavori della seduta, anche la questione rifiuti. Il sindaco di Motta San Giovanni Paolo Laganà ha posto l’accento sull’aumento spropositato della tariffa dei rifiuti solidi urbani e l’impossibilità di raggiungere la quota di differenziata secondo quanto stabilito dal Piano regionale.
 Ancora, sulla gestione e sullo smaltimento dei rifiuti, sono stati auditi il presidente Legambiente Calabria Francesco Falcone ed il componente della segreteria nazionale Nuccio Barillà; tematiche sulle quali, ai fini di un opportuno approfondimento, il presidente Irto ha richiesto il dossier realizzato da Legambiente relativo alle aree a rischio.

 

Sulla salvaguardia, messa in sicurezza e valorizzazione del territorio, in particolare contro il rischio idrogeologico che interessa tutti i 409 comuni calabresi, la Regione intende essere in prima fila, utilizzando ogni tipo di risorsa disponibile e soprattutto coinvolgendo ogni soggetto, pubblico e privato, istituzionale o associazionistico che ha voce in questa materia così decisiva per lo sviluppo della Calabria”.
L’ha detto il presidente della quarta Commissione “Assetto ed utilizzazione del territorio e protezione dell’Ambiente” Nicola Irto che per mercoledì prossimo, 25 marzo con inizio alle ore 11.00, ha convocato l’organismo consiliare.
All’ordine del giorno della seduta, l’insediamento ed organizzazione dei lavori, le comunicazioni del presidente e diverse audizioni: quelle dell’ing. Domenico Pallaria, direttore generale dei Dipartimenti Ambiente e territorio ed infrastrutture e Lavori pubblici della Regione; del sindaco di Motta San Giovanni Paolo Laganà, del sindaco di Petilia Policastro Amedeo Nicolazzi e del presidente di Legambiente Calabria Francesco Falcone.
Ha aggiunto il presidente Irto: “Per quanto concerne la Commissione che ho l’onere o l’onore di presiedere, l’impegno per fronteggiare l’emergenza ambiente, che in Calabria presenta molteplici e purtroppo annosi aspetti delicati, e per trasformare il territorio da problema in risorsa, sarà sistematico e costante. Si è consapevoli – ha spiegato Irto – della necessità di maggiori investimenti in termini di prevenzione, ma anche del fatto che occorra assolutamente affermare una nuova logica circa l’impiego del suolo, che abbia tra le priorità la sicurezza della collettività ed ostacoli in ogni modo abusi e speculazioni ai danni del territorio. Crediamo, quindi- ha proseguito Irto- di dare un segnale giusto legando l’inizio dell’attività istituzionale della quarta Commissione a tematiche che rappresentano una centralità assoluta per calabresi. Sarà un percorso di riflessione, analisi, proposte nel quale raccoglieremo le tante e diverse istanze che arrivano dal territorio calabrese, per arrivare a definire, attraverso una linea fortemente condivisa, testi di legge che siano in grado di incidere efficacemente sul territorio e garantirne uno sviluppo integrato e sostenibile”.

E’ la denuncia del consigliere regionale del Pd, nonché presidente della quarta Commissione consiliare, Nicola Irto che ricostruisce così la vicenda: “I lavori cominciarono alla fine del secolo scorso e ancora oggi siamo lontani dal soddisfare la sete e i bisogni della città dello Stretto e del suo comprensorio.  Si tratta di un progetto degli anni ’60, oltre mezzo secolo fa quindi- rileva Irto- per un manufatto più volte inaugurato e ‘venduto’ agli elettori con solenni proclami e assicurazioni. Dal taglio del nastro di Loiero nel 2010, prima della sua ricandidatura al Governo regionale, ai proclami di Scopelliti, quando, nel 2012, l’ex Presidente della Regione, annunciò ai cittadini che, nell’ambito del Piano per il Sud, c’erano pronti 13 milioni di euro del Cipe per i lavori residuali di collegamento che avrebbero dovuto spegnere la sete dei reggini con condotta forzata, centrale idroelettrica e interventi di mitigazione ambientale”.
Aggiunge Nicola Irto: “Un budget che nel 2013 si arricchì di altri 12 milioni di euro, sempre Cipe, per completare lo schema idrico del Menta. Un ‘fiume’ di denaro pubblico che rende intollerabile qualsiasi altro rinvio per la messa in funzione di un’opera che rischia, dagli anni della sua progettazione ad oggi, di non rispondere più alle esigenze idriche di una popolazione nel frattempo cresciuta. Non c’è abitante di Reggio né dei centri urbani limitrofi, che non sia stanco per la qualità di un’acqua imbevibile il cui arrivo nelle case è sempre incerto e insufficiente perfino rispetto a bisogni igienici elementari. E ciò senza affrontare, in questa sede, quanto tutto questo inevitabilmente finisca con il moltiplicare le fatiche e i costi per le famiglie più deboli economicamente che pagano per prime e prima di tutti per questa vergogna”.
“Nella storia della Diga, che è ormai nota per essere la più grande incompiuta della Calabria, se non del Mezzogiorno – aggiunge il presidente della quarta Commissione-occorrono ora tempi certi. Non abbiamo bacchette magiche. Ma, entro un anno e non oltre, il sistema del Menta può e quindi deve entrare in funzione facendo scorrere l’acqua potabile in quantità sufficiente dai rubinetti delle abitazioni. La maggioranza di centrosinistra che oggi governa la Calabria deve fare la sua parte, garantendo sia sui tempi di messa in funzione, sia su eventuali contributi economici”.
L’annuncio di Irto: “Da Presidente della IV Commissione, Assetto e utilizzazione del territorio e protezione dell’ambiente, convocherò i soggetti interessati per una riflessione e per fare il punto sulle opere di completamento concluse e avviate in Calabria. Al tempo stesso, manterremo alta l’attenzione per la Diga del Metramo, altra fonte di rifornimento importante per i cittadini e gli agricoltori della Piana di Gioia, anche questa inaugurata nel 2013, ma mai entrata in funzione. Solo cosi si potrà andare oltre i proclami rispettando i bisogni dei territori. E venga preso –conclude – questo impegno dai livelli ufficiali del potere politico e delle istituzioni e se ne traggano tutte le conseguenze. La gente è stanca; servono risposte”.

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