«Far diventare la nostra Regione una priorità per il governo nazionale e aprire una nuova questione Calabria all’interno di una nuova questione meridionale è un punto fondamentale. Per cui non possiamo che guardare con interesse positivo e costruttivo alla vertenza Calabria e al confronto tra il presidente della Regione e i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil nazionali della Calabria».
Ad affermarlo è il segretario regionale del Pd Nicola Irto. «Siamo ad una fase embrionale del confronto che dovrebbe portare sul tavolo del governo guidato da Mario Draghi le principali questioni da affrontare per fare in modo che la Calabria possa uscire dalla condizione di sottosviluppo in cui versa da anni e poter recuperare il terreno perduto nei confronti delle altre Regioni italiane e dell’Europa. Su questioni di interesse generale è un fatto positivo che si registri il coinvolgimento più ampio possibile di tutte le forze politiche e trovi così rappresentanza massima l’interesse collettivo e la tutela dei diritti di ciascuno».
«Abbiamo appreso dai resoconti dell’incontro romano – afferma ancora il segretario regionale del Pd Irto - che sono già stati individuati diversi punti da inserire nella vertenza Calabria e in particolare: il rifacimento e l’ampliamento della Strada Statale Jonica; lo sviluppo e il reale finanziamento delle Zone economiche speciali, e in particolare della Zes incidente sul porto di Gioia Tauro ; la possibilità di investire più facilmente e con meno vincoli burocratici sulla produzione di energia da fonti rinnovabili; lo sblocco delle assunzioni e l'assorbimento del bacino dei precari per la sanità, e in particolare per i pronto soccorso. Si tratta ovviamente di questioni fondamentali delle quali si parla da tempo e che meritano il massimo interesse di questa Assemblea, del governo regionale e di quello nazionale. Rimane comunque anche tanto altro da discutere a affrontare. Abbiamo visto ad esempio che i tirocinanti calabresi hanno già protestato per non essere stati inseriti nella vertenza e come loro tanti dei lavoratori precari calabresi, a prescindere da quelli operanti nella sanità, aspettano di conoscere il proprio futuro».
«Ma nella vertenza Calabria le politiche occupazionali in genere devono avere uno spazio fondamentale – spiega Irto - Abbiamo visto gli ultimi rilievi Eurostat che inseriscono la nostra Regione agli ultimi posti per occupazione giovanile in Europa con un tasso di disoccupazione fra i più giovani che arriva al 37%. Si tratta di una vera e propria emergenza che, se non affrontata, porterà al totale spopolamento della Regione e alla definitiva condanna del suo sistema sociale ed economico. Servono interventi straordinari per incentivare l’occupazione attraverso percorsi che siano fuori dall’assistenzialismo e creino condizioni favorevoli per lo sviluppo e gli investimenti delle imprese. Serve ripensare il rapporto tra Università, istituzioni, scuole e mondo del lavoro per fare in modo che le competenze e le professionalità che formiamo sul nostro territorio abbiano la possibilità di restare a lavorare in Regione. Credo che nella vertenza Calabria l’emergenza occupazionale debba avere uno spazio importante».
«Non va poi dimenticato che il governo nazionale deve assumersi le responsabilità di quanto avvenuto nella gestione della sanità calabrese dopo i lunghi anni di commissariamento – spiega Irto - Credo che nell’interlocuzione con il governo Draghi, e il Pd in tal senso si sta muovendo attraverso tutti i canali possibili già da tempo, debba assumersi le responsabilità di gestione dello Stato. Durante il commissariamento il debito sanitario è cresciuto e i Lea si sono abbassati. Non è giusto che i calabresi continuino a pagare debiti creati da altri. Penso che in una vertenza Calabria questa discussione non possa essere tralasciata».
«Da oggi in avanti – spiega Irto guardando al prossimo futuro - se vogliamo davvero che questo percorso abbia un senso dovrebbe istituirsi una sorta di tavolo di confronto continuo che possa monitorare ogni giorno ogni avanzamento, raccogliere esigenze e proposte e lavorare a progetti concreti e soluzioni possibili da proporre a Roma insieme all’elenco delle emergenze. Rimane fondamentale poi, come più volte abbiamo sottolineato, che nell’affrontare emergenze ed elaborare soluzioni si riesca ad avare una visione complessiva del futuro della nostra Regione. Non si può continuare ad improvvisare. Una programmazione attenta, con l’idea chiara della Calabria che vogliamo costruire da qui a dieci anni, ci consentirà di essere più credibili ai tavoli delle trattative e a investire al meglio le risorse siano esse quelle del Pnrr o del Pon Salute. Un progetto e una visione di insieme, alla quale si può arrivare attraverso il confronto e la concertazione, consentirà di evitare micro interventi slegati tra loro che mai hanno consentito uno sviluppo armonico del nostro territorio condannandolo ad una situazione di perenne emergenza».

«La festa del lavoro è un momento importante che va doverosamente celebrato. Il ricordo delle lotte per la tutela dei diritti dei lavoratori deve essere sempre vivido, ma purtroppo in Calabria c’è poco da festeggiare».
Il segretario regionale del Pd Nicola Irto rilancia il tema dell’emergenza occupazionale in Calabria nell’imminenza delle festa dei lavoratori del primo maggio e dopo la diffusione delle statistiche Eurostat sul mercato del lavoro relative all’anno 2021. L’anno scorso circa quattro giovani su dieci in Sicilia, Campania e Calabria erano senza lavoro.
I tassi di disoccupazione per le persone di età compresa tra i 15 e i 29 anni nelle tre regioni italiane erano tra i 10 più alti dell’Unione (rispettivamente 40%, 38% e 37%), ma in leggero calo dal 2020.
«Il leggero calo può essere considerato meramente congiunturale – dice Nicola Irto – rimane invece il dato inquietante del 37% di disoccupazione giovanile nella nostra Regione che è un’enormità inaccettabile e che condurrà allo spopolamento del nostro territorio».
«A questo si aggiunge proprio in questi giorni – spiega ancora Irto – la vertenza legata alla Lactalis che ha annunciato la chiusura dello stabilimento di Reggio Calabria mettendo a rischio il futuro di 79 famiglie. Anche questa una decisione che non può essere subita dal nostro territorio e bene hanno fatto i sindacati a chiedere un tavolo di crisi al Mise per affrontare la vertenza. Il Pd, dal canto suo, sta procedendo agli incontri con le articolazioni locali dei sindacati per trovare insieme le soluzioni più opportune per scongiurare la perdita dei posti di lavoro».
«Complessivamente però – afferma ancora il segretario regionale del Pd - ci troviamo davanti ad uno scenario preoccupante che rischia di far saltare la stessa tenuta sociale in Calabria. Il già fragile tessuto socio-economico regionale è stato messo a dura prova dai due anni di pandemia e la crisi internazionale innescata dall’invasione dell’Ucraina da parte della Russi sta ulteriormente complicando il quadro».
«Davanti ad uno scenario del genere – conclude Irto – servono risposte eccezionali da parte del governo nazionale e anche di quello regionale. Il tema dell’occupazione in Calabria deve diventare priorità nell’agenda della politica tutta. Il Pd, anche attraverso il lavoro delle Agorà democratiche, sta approntando proposte concrete da presentare ai vari livelli di governo. Ma naturalmente occorre che lo Stato decida, finalmente, di fare la sua parte e che il governo regionale non si lasci sfuggire le risorse europee in arrivo per dare risposte che devono essere di tipo strutturale e non emergenziale. Serve una visione di sviluppo di questo territorio per fare in modo che si riesca a fronteggiare l’emergenza ma, al contempo, si riesca a progettare un futuro diverso e migliore».

“PNRR, PON Salute e DM 71: è adesso il tempo per la riforma sanitaria in Calabria”. Questo il tema che è stato affrontato dall’Agorà democratica che è stata trasmessa sulla pagina facebook del Pd calabrese.
I lavori sono stati coordinati da Carlo Guccione, Responsabile Pd Salute per il Mezzogiorno.
All’incontro hanno preso parte Sandra Zampa, Segreteria Nazionale Pd e Responsabile Salute; Nicola Irto, Segretario regionale PD, Franz Caruso, Sindaco di Cosenza, Sebastiano Andò, Direttore Centro sanitario dell’Università della Calabria, Elio Bozzo, Medico e già direttore del Distretto Sanitario Cosenza, Sergio Arena, Primario all’Ospedale di Crotone, Franco Mammì, Medico Pediatra, Mimma Iannello, Presidente Federconsumatori Calabria e Anna Domenica Mignuoli, Presidente Associazione Dall’Ostetrica.
Le conclusioni sono state affidate a Peppe Provenzano, Vicesegretario nazionale Pd.

Il segretario regionale del Pd Nicola Irto ha, ancora una volta, messo in evidenza come le Agorà Democratiche siano «un grande momento di confronto e di apertura verso il mondo che è anche al di fuori del nostro partito. Questa iniziativa non nasce in maniera estemporanea, ma dopo una serie di altri incontri e dalla richiesta di approfondire il tema ed elaborare proposte concrete per riformare la sanità. Il Pon salute dimostra la consapevolezza europea che per rendere moderno un territorio serve una risposta sanitaria efficiente. Serve adesso una programmazione integrata tra le Regioni del Mezzogiorno con attenzione anche alla necessità di aumentare gli organici. Elaboreremo in piattaforma proposte che tramuteremo in proposte di legge regionali. Non voglio fare polemica politica, ma il governatore e commissario alla sanità ha chiesto al presidente dell’Albania l’invio di medici e infermieri. Non ci si deve vergognare di chiedere aiuto, ma per essere concreti serve il coraggio delle scelte e di dare risposte in Consiglio regionale e serve un confronto vero sugli strumenti da mettere in campo».

Il sindaco di Cosenza Frank Caruso ha insistito sulla necessità di arrivare al completamento del nuovo ospedale di Cosenza. «Serve al contempo investire sul capitale umano e trattenere nelle nostre strutture le migliori competenze e professionalità che spesso invece vanno a lavorare nelle città del Nord».

La responsabile nazionale della sanità per il Pd Sandra Zampa: «I 625 milioni del Pon si aggiungono alle risorse del Pnrr che dovranno servire per combattere la povertà sanità e eliminare le ulteriori sperequazioni create dal Covid. Il Pd deve rendersi parte attiva per individuare le misure concrete da adottare in tutte le quattro aree previste dal Pon».

Il vicesegretario nazionale del Pd Giuseppe Provenzano ha richiamato la responsabilità dello Stato per la situazione in cui versa la sanità nella nostra Regione. «Dopo il lungo commissariamento la Calabria ha i livelli di assistenza più bassi d’Italia. Credo che a questo punto si debba parlare di un debito dello Stato italiano verso la Calabria. Lo dico anche da ex ministro per il Sud che ha vissuto quella vicenda imbarazzante del rinnovo del commissariamento. Serve in ogni caso lavorare alla riforma della sanità con le risorse di cui stiamo discutendo, restituendo al termine riforma il suo significato autentico: riforma nel senso di diminuire la diseguaglianza nei diritti tra i cittadini. Una diseguaglianza che si avverte specialmente nelle Regioni meridionali in materia di diritto alla salute. Abbiamo assistito, inoltre, a un progressivo depauperamento delle nostre risorse umane e all’aumento del precariato che hanno reso assai complicata la riorganizzazione dei servizi sanitari e la loro integrazione con i servizi socio-assistenziali. Un nodo fondamentale che dovrà essere affrontato in tempi rapidi».
Provenzano ha poi dato atto del nuovo corso intrapreso dal Pd dopo l’elezione di Nicola Irto «che sta riorganizzando il partito con l’approvazione e il pieno sostegno della segreteria nazionale» e ringraziato Carlo Guccione per l’organizzazione dell’Agorà.

“Lo psicologo di base, una proposta concreta per rimettere al centro il benessere della persona”. Questo il tema affrontato dall’Agorà democratica che è stata trasmessa on-line sulla piattaforma Zoom e sulla pagina facebook del Pd regionale.
All’incontro hanno preso parte Simona Mungo, Santo Cambareri, Anna Pittelli, Felice Torricelli, le senatrici Caterina Biti e Paola Boldrini e il segretario regionale del Pd Nicola Irto che è il primo firmatario della proposta di legge che è stata depositata in Consiglio regionale.
Si tratta di un’iniziativa di civiltà che punta a realizzare un’idea di medicina di base diversa rispetto al passato e attenta ai disagi di ogni genere. Il Covid ha accelerato i problemi e i bisogni dei cittadini e per questo il gruppo del Pd ha deciso di proporre un provvedimento legislativo efficace che possa fornire risposte immediate alle famiglie calabresi.

Santo Cambareri, coordinatore di “AltraPsicologia Calabria” e consigliere dell’Ordine degli psicologi calabrese, ha sottolineato l’importanza del testo di legge in discussione e invitato i consiglieri regionali a fare il massimo affinché il Consiglio possa approvarlo nel più breve tempo possibile.

Anna Pittelli, componente della direzione nazionale del Pd, ha ricordato come sia particolarmente importante «avere a cuore il benessere psicofisico delle persone dopo i due anni difficili contrassegnati dalla pandemia»

Il segretario regionale del Pd Nicola Irto si è detto «Molto contento della discussione. Grazie a questi confronti siamo riusciti ad arrivare alla presentazione di una proposta di legge nata dal basso che poi ha conquistato l’attenzione di addetti ai lavori e non e ci hanno ribadito la necessità della figura dello psicologo di base ad una Regione che ha tantissimi problemi sanitari. Abbiamo individuato le risorse necessarie e previsto la creazione di un Osservatorio regionale che monitori la situazione del disagio psicologico in Calabria. Si tratta di una norma di civiltà e che ci consente di tenerci in contatto, come fa un partito federale, con la proposta di legge quadro che abbiamo presentato in Senato. Né possono essere accettate le provocazioni di chi ci ha accusato di avere presentato una legge che non tiene conto dell’emergenza sanitaria calabrese. E’ vero l’esatto contrario».

La senatrice Caterina Biti ha evidenziato come sia «fondamentale intervenire sui disagi psicologi dei più piccoli alla loro prima manifestazione. Interventi fondamentali per evitare poi ulteriori costi per il sistema sanitario quando questi disagi dovessero poi continuare anche da adulti. Serve grande attenzione specialmente dopo i due anni di pandemia».

Le conclusioni sono state affidate alla senatrice Paola Boldrini. «Mettere al centro il diritto alla salute è fondamentale. E non si tratta di salute solo fisica, ma anche psichica. La proposta di legge al Senato l’abbiamo presentata nel 2020 nel pieno della pandemia. E non è accettabile dire che questo non sia un tema prioritario per la sanità: vuol dire avere ancora una mentalità arretrata. Nelle società complesse come la nostra e in un periodo come questo il supporto psicologico è fondamentale. Sono contento che questa proposta di legge abbia attirato l’attenzione di tanti giovani».

Incontro operativo tra il segretario regionale del Pd Nicola Irto, la deputata Chiara Braga con Francesco Alì, Sunia-Cgil Calabria, Raffaele Rotundo, Sicet-Cisl Catanzaro, Stefano Chiappelli, segretario generale Sunia – Nazionale e Alberto Frontera, Uniat-Uil Regionale.
Oggetto del confronto: l’emergenza abitativa diventata ancora più pressante dopo i due anni di pandemia che hanno messo in crisi l’economia italiana, messo in grave difficoltà i cittadini e allargato le sperequazioni sociali. Indispensabile, a questo punto, rivedere le politiche abitative che devono diventare priorità sia per il governo nazionale, che per il governo regionale.
Dopo il primo confronto nazionale tra i rappresentanti sindacali e i vertici del Pd, si è trattato del primo vertice realizzato a livello regionale, confermando la massima attenzione del partito calabrese sul tema.

Ad introdurre i lavori è stato Francesco Alì che ha descritto la preoccupante situazione che si sta vivendo in Italia e al lavoro svolto attraverso la piattaforma unitaria nazionale sindacale, confederale Cgil, Cisl e Uil e degli inquilini Sunia, Sicet, Uniat e Unione degli inquilini. «L’Istat nel 2020 aveva fatto una previsione di circa 866 famiglie povere che vivono in affitto che non riusciranno a pagare i canoni. Serve, dunque, un Piano strutturale pluriennale di edilizia residenziale pubblica per fronteggiare l’emergenza e implementare l’offerta di alloggi. Il 14 aprile l’Aterp regionale ha comunicato che il numero dei dipendenti è inferiore alle esigenze, 121 unità sulle 242 previste e, quindi, l’azienda non riesce a svolgere i servizi essenziali. Potrebbe essere questo un punto di partenza».

Raffaele Rotundo ha posto il problema relativo all’effettiva utilizzazione delle risorse per aiutare gli inquilini al pagamento degli affitti in caso di morosità incolpevole.

Stefano Chiappelli si è richiamato alle proposte unitarie formulate dai sindacati «proposte che abbiamo discusso con le varie segreterie dei partiti e che costituiscono la base da cui partire e sulle quali serve l’impegno del governo» e insistito sulla necessità di fornire aiuto agli inquilini, ma anche adeguati ristori per i proprietari».

Nicola Irto ha evidenziato il ruolo fondamentale che può svolgere la Regione. «Per il Pd calabrese il diritto alla casa è al centro del proprio impegno politico. Siamo un partito che vuole dialogare con i cittadini e tutelare i loro diritti. Su questo tema la Regione può fare molto. Serve intervenire sull’organico dell’Aterp, servono poi interventi molteplici che tengano conto, insieme all’emergenza abitativa, della necessità di riqualificare l’ambiente urbano, i sistemi di mobilità i quartieri in cui insistono le abitazioni di edilizia residenziale pubblica. La Regione deve sostenere le Amministrazioni comunali in questo processo e mettere in campo iniziative di sostegno economico far funzionare l’Osservatorio regionale per le politiche abitative che dovrebbe avere un ruolo cardine nella programmazione degli interventi».

A concludere l’incontro è stata Chiara Braga. «Serve maggiore attenzione dei ministeri competenti sulle politiche abitative anche in vista dell’approvazione della prossima legge di bilancio. Sono convinta del fatto che l’attenzione al disagio abitativo deve stare all’interno di provvedimenti che affrontino il problema del caro vita e all’aumento dei costi per l’energia a tutto tondo. Nei prossimi mesi si rischia una situazione assai grave che potrebbe mettere a rischio la tenuta sociale del Paese. In particolare servono interventi sull’edilizia residenziale pubblica, per l’aumento dei fondi a sostegno del pagamento degli affitti e una nuova attenzione per il nuovo accesso alla casa dei giovani o delle persone anziane sole».

A conclusione del confronto Nicola Irto ha invitato i sindacati ad un lavoro per formulare proposte concrete da discutere fra qualche settimana nell’ambito di una prossima Agorà Democratica.

   

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