La preoccupazione del consigliere regionale dem sulla ripartizione dei fondi europei e nazionali. «Sarebbe un danno enorme alla capacità di ripartenza dell’economia meridionale»

«Le ore che stiamo vivendo sono decisive per il futuro del Paese. La sessione di bilancio in Parlamento e la predisposizione del Piano nazionale di ripresa e resilienza sono le due partite determinanti per costruire l’Italia dei prossimi decenni. Un’Italia nella quale il Mezzogiorno deve essere il motore del rilancio della Nazione. Per questo, le notizie sulla ripartizione dei fondi di Next Generation EU, ma anche sulla riduzione dei fondi per la Decontribuzione Sud, sono fonte di un’enorme preoccupazione che non può essere taciuta. Anzi, la classe dirigente e politica del Sud deve dimostrare coesione e fermezza nel rivendicare ciò che spetta alle regioni meridionali». Lo afferma il consigliere regionale calabrese Nicola Irto, componente della direzione nazionale del Partito Democratico, che prosegue: «La possibile riduzione del fondo per la decontribuzione, nell’ordine di 3 miliardi di euro per i prossimi due anni, è molto grave. Il governo nazionale si fermi prima di arrecare un danno enorme alla capacità di ripartenza dell’economia meridionale, che aveva tratto benecio dalla misura che lo stesso governo aveva inserito nel Decreto Agosto. Per aiutare la Calabria e il Mezzogiorno, la priorità deve essere il lavoro. Solo stimolando l’occupazione si può aiutare la ripresa socio-produttiva delle nostre regioni e, al tempo stesso, combattere la ‘ndrangheta. A Roma si evitino scelte miopi e pericolose come quella di irrigidirsi dietro la clausola del 34% che è contraria allo spirito solidaristico ed equitativo con cui la Commissione europea ha lanciato il programma Next Generation EU». Irto conclude: «Penso sia opportuno che le forze di governo del Paese attualmente impegnate nel tavolo del centrosinistra calabrese debbano concentrarsi prioritariamente su questo aspetto, anziché soffermarsi su bizantinismi e rivendicazioni di postazioni e ruoli».

Corriere della Calabria del 22 dicembre 2020

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“Chi si sposta quotidianamente tra il Tirreno e lo Jonio, e deve farlo con i mezzi pubblici, è costretto a vivere una vera e propria odissea. Che sia la Locride, il Crotonese o la Sibaritide, la storia è sempre la stessa”. È quanto afferma il consigliere regionale Nicola Irto (Pd) sulle enormi difficoltà incontrate dai pendolari che si spostano lungo le due direttrici, “con situazioni paradossali e inaccettabili per un Paese civile, come le sei ore che in alcuni casi sono necessarie per spostarsi da Crotone a Lamezia Terme”.
Per l’esponente democrat, “la politica calabrese deve smettere di litigare e continuare a rimbalzare le responsabilità da una parte all’altra. La Giunta regionale, che ha la competenza in materia, esca dalla quarantena e affronti l’annosa questione con Trenitalia, dandosi finalmente da fare. Serve un’offerta razionale di mobilità, in grado di assicurare una connettività efficiente e collegamenti intermodali intelligenti. È assurdo, ad esempio, che il personale regionale che deve raggiungere la cittadella di Germaneto debba muoversi nella stragrande maggioranza dei casi con mezzi propri. Non esiste, infatti, un servizio in grado di assicurare spostamenti a orari accettabili dalle più importanti città, tra cui la Città metropolitana di Reggio, fino alla sede della Regione. Le risorse finanziarie non mancano ma nell’ultimo anno, sotto questo punto di vista, non è stato fatto nulla e le eredità del passato non possono essere sempre il solito comodo alibi. La Calabria ha bisogno di guardare avanti, a cominciare dai trasporti, perché se non usciamo dall’isolamento nessuno sviluppo sarà possibile. Invece di sperperare denaro pubblico in campagne pubblicitarie che si sono trasformate in autentici boomerang per l’immagine stessa della nostra terra - conclude Irto - la Giunta regionale incentivi in maniera strutturale il ricorso allo smart working e, per quanti sono costretti a muoversi, metta a disposizione mezzi ferroviari e su gomma che non costringano i malcapitati passeggeri a veri e propri viaggi della speranza”.

RTV del 07/12/2020

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Il consigliere regionale del Partito Democratico: «Non abbassare la guardia. Diffondiamo i valori della non violenza»

«La battaglia contro la violenza di genere deve essere condotta innanzitutto da noi uomini. Solo attraverso un impegno straordinario dell’universo maschile contro questo triste fenomeno riusciremo ad avere risultati concreti e duraturi. Ne sono convinto da tempo». È quanto afferma il consigliere regionale Nicola Irto (Partito democratico) che prosegue: «Negli ultimi anni, ho avuto l’opportunità di partecipare a numerose iniziative organizzate dal mondo delle associazioni attive nella difesa delle donne e nella promozione della parità di genere. E mi ha sempre molto colpito la circostanza che le platee, quando era ancora possibile riempirle di pubblico, fossero in larghissima maggioranza composte al femminile. Ma di violenza contro le donne – non ‘sulle’ donne, ma ‘contro’ le donne – occorre che ragionino, discutano e comprendano il disvalore soprattutto gli uomini, responsabili di quegli atti ripugnanti e vili che con frequenza inaccettabile continuano a verificarsi nel nostro Paese, specie al Sud».
Secondo l’esponente democrat, «in Italia si consuma un femminicidio ogni tre giorni. Questi numeri agghiaccianti ci consegnano una realtà che la società tende a rimuovere colpevolmente, salvo poi ricordarsi nel mese di novembre dell’esistenza di tale drammatico fenomeno. Soccorrono, ancora una volta, le opportune parole del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, un faro per l’intera comunità nazionale in tempi così difficili, che ha definito  ‘emergenza pubblica’ la violenza contro le donne, sollecitando l’intera società civile a far crescere la coscienza collettiva su questi crimini».
Nicola Irto rammenta: «Nella scorsa legislatura regionale, d’intesa con la Questura di Reggio Calabria all’epoca guidata dal dottor Maurizio Vallone, con le istituzioni scolastiche, con l’Osservatorio contro la violenza di genere da noi costituito, nonché con i centri antiviolenza e le tante associazioni attive in questo campo, abbiamo condotto un intenso lavoro di sensibilizzazione e promozione della cultura del rispetto di genere. Tutto ciò, nella consapevolezza che solo la diffusione, in seno alle giovani generazioni, dei valori della non violenza, del dialogo, delle pari opportunità, della democrazia può contribuire a eradicare questo triste fenomeno».
«Tra le numerose iniziative che abbiamo promosso assieme all’Osservatorio coordinato da Mario Nasone – aggiunge Irto -, mi piace ricordare l’istituzione della Stanza della memoria e dell’impegno a Palazzo Campanella, ma non posso non citare anche lo storico premio ‘Ragazzi in aula’ intitolato alla memoria di Fabiana Luzzi. Oggi il compito di chi fa politica e di chi è chiamato a svolgere un ruolo all’interno delle istituzioni democratiche è quello di non abbassare la guardia sulla violenza contro le donne, che anche negli ultimi anni ha causato episodi gravissimi e dolorosi come un pugno nello stomaco. Si pensi alla vicenda di Maria Antonietta Rositani, coraggiosa leonessa reggina, cui l’intera comunità regionale deve rivolgere il più forte abbraccio e incoraggiamento».
Il consigliere regionale pd prosegue: «Per riuscire a vincere questa battaglia, è necessario moltiplicare le occasioni di incontro e di confronto, rafforzare nel bilancio della Regione i finanziamenti alla legge 20 del 2007 sul sostegno ai centri antiviolenza, istituire un fondo di solidarietà regionale a favore delle vittime di violenza, continuare a promuovere tutte le iniziative culturali idonee a diffondere, specie in età scolare, una consapevolezza delle più giuste dinamiche nei rapporti tra i sessi. Una società migliore – conclude Irto – si costruisce affiancando alle attività di repressione condotte dalle forze dell’ordine, quelle pedagogiche da promuovere in classe. Si tratta di un indispensabile investimento sul futuro di cui siamo tutti responsabili. Un investimento che ciascuno di noi deve compiere, mettendo a disposizione una delle risorse più importanti di cui disponiamo: il tempo, da dedicare all’ascolto e all’impegno».

ilReggino.it del 24 novembre 2020

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“Oggi il Consiglio regionale, nella sua interezza, ha colmato un ritardo storico attraverso un percorso sano e condiviso da tutte le forze politiche. Il gap nella rappresentanza di genere viene finalmente cancellato, attraverso un lavoro che si è rivelato, nella nostra regione, più difficile e tortuoso del previsto. Ci avevamo già provato diverse volte, anche nella scorsa legislatura, nella quale ero stato tra coloro che avevano sostenuto l’approvazione di questa legge. Finalmente abbiamo scritto una pagina importante per il futuro della nostra terra”. Lo ha affermato, nel corso del suo intervento in aula, il consigliere regionale Nicola Irto (Pd). Il rappresentante dem a Palazzo Campanella ha proseguito: “Se questo risultato oggi è arrivato, lo si deve anche allo straordinario contributo che, al di fuori dell’aula del Consiglio regionale, è stato offerto dalle associazioni culturali, dal mondo impegnato, specie quello volto alla promozione e al pieno riconoscimento del ruolo delle donne, dai movimenti civici e dagli stessi organismi regionali, tra cui la Commissione regionale pari opportunità e la Consigliera di parità, che hanno aperto e condotto un grande dibattito su questa materia. Hanno organizzato tantissime iniziative, momenti di riflessione e di stimolo e raccolte di firme, a volte giustamente alzando i toni. Tutto questo però non basta - ha concluso Nicola Irto -. La Calabria non può fermarsi, ma deve dare piena e completa attuazione allo spirito della normativa nazionale, anche riguardo agli organismi di governo e sottogoverno e agli enti e alle aziende regionali, in cui è necessario garantire un’adeguata rappresentanza di genere, nel rispetto della Costituzione”.

Reggio Calabria, 10 novembre 2020

MOZIONE

Premesso che:
- la scelta di dichiarare “zona rossa” la Calabria è frutto di criteri ben precisi, condivisi anche dalla stessa Regione Calabria, che ha inviato i dati al Ministero della Salute e all’Istituto Superiore di Sanità. Quindi, non è stata una decisione politica bensì una scelta tecnica.
- si ribadisce, i dati e i criteri sono stati condivisi e inviati dal Dipartimento della Salute della Regione Calabria e dall’Ufficio del Commissario.
Anche l’ammissione del Presidente facente funzioni che, nel corso di una trasmissione sul La7, alla domanda sulle terapie intensive, ha dovuto confessare di essere “ignorante sulla situazione”, la dice lunga sul lavoro che la Regione ha fatto in questi mesi per prepararsi in tempo a questa nuova seconda ondata.
- se qualcuno pensa oggi di utilizzare questa situazione per iniziare una campagna elettorale in vista delle prossime elezioni regionali, si sbaglia di grosso e rischia di far pagare un caro prezzo ai calabresi.
- il Presidente f.f. Spirlì deve oggi rispondere dell’operato dei rappresentanti della Lega alla guida di importanti strutture sanitarie calabresi e dei danni che hanno provocato non mettendo in atto tutto quello che era necessario per contrastare la pandemia e la sua diffusione.
- nell’ultimo verbale di verifica del Tavolo Adduce, formalmente approvato il 20 maggio 2020, della riunione congiunta del Tavolo tecnico per la verifica degli adempimenti regionali e del Comitato permanente per la verifica dei Lea, sono emerse notevoli criticità con riferimento alla rete ospedaliera, alla rete oncologica, all’assistenza territoriale. In questa situazione, la Regione non appare in grado di garantire un regime di normalità per l’organizzazione e l’erogazione dei servizi sanitari regionali ai cittadini calabresi.
- ci si chiede come mai non si è proceduto a rendere operativo il Piano di riordino della rete ospedaliera in emergenza Covid-19, previsto con decreto n. 91 del giugno 2020. Nel piano venivano specificati quanti posti letto aggiuntivi erano stati previsti per le terapie intensive, sub intensive, per i reparti di Malattie intensive e Pneumologia, e venivano indicati i requisiti da rispettare per la riorganizzazione dei Pronto soccorso della Rete Covid. E ancora, perché non sono stati assunti i 320 infermieri di comunità, previsti per la Calabria dal Decreto Rilancio? Queste figure professionali dovevano servire a implementare e aiutare l’assistenza sanitaria territoriale. Che fine hanno fatto i 332 milioni e 640 mila euro stanziati dal governo per l’assunzione di queste figure professionali? Inoltre, come mai ancora non sono operative le 37 Unità speciali di continuità assistenziali (Usca) regionali? Ogni Usca necessita di 4 medici e 4 infermieri e deve essere operativa sette giorni su sette, dalle 8 alle 20. Ma anche qui poco o nulla è stato fatto. Così come per gli hotel Covid, perché nessuno li ha previsti? Perché non sono strati rafforzati e potenziati i laboratori regionali in grado di processare i tamponi molecolari? È inconcepibile, infatti, che ancora oggi non sia entrato in funzione ad esempio il laboratorio dell’ospedale Spoke di Corigliano Rossano visto che quello di Cosenza non è più in grado di gestire e processare da solo centinaia di tamponi al giorno. Bisognerà autorizzare altri laboratori per evitare che il sistema in tilt e che vengano trasferiti fuori Regione. Questa lunga sequela di inadempienze della Regione e dell’Ufficio del Commissario ha provocato la nostra entrata nella “zona rossa”.
- autorevoli esperti del Ministero della Salute e dell’Istituto Superiore di Sanità, in questi giorni, hanno spiegato il perché la Calabria si trova oggi in questa situazione. Tra l’altro, il Tar del Lazio ha respinto proprio oggi il ricorso della Regione Calabria contro la Presidenza del Consiglio dei Ministri e il Ministero della Salute per l’annullamento dell’ultimo Dpcm del 3 novembre 2020, che inserisce la Calabria nella zona rossa.

Tutto ciò premesso,

i sottoscritti Consiglieri regionali fanno appello affinché si mettano da parte le polemiche e l’inizio della campagna elettorale, se si vuole effettivamente uscire da questa “zona rossa”.
Impegnano la Giunta regionale e la maggioranza a dare risposte immediate nei prossimi giorni assumendo, ad esempio, gli infermieri di comunità, rendendo le Usca operative così come prevede la legge, attivando i posti letto aggiuntivi di terapia intensiva, sub intensiva, di pneumologia e malattie infettive dei nostri ospedali.
Solo così, insieme, saremo in grado di poter uscire dalla zona rossa e di ridurre il numero dei contagi. Ma ognuno deve fare la propria parte, quello che non è stato fatto in questi mesi né dall’ufficio del Commissario, né dalla Regione.
Reggio Calabria, 7 novembre 2020

    

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Nicola Irto - Sito ufficiale

Vicepresidente Consiglio regionale della Calabria

via Cardinale Portanova
89100 Reggio Calabria
e-mail: segreteria.nicolairto@gmail.com
tel. 0965.880992

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