"Con l'autonomia rafforzata delle Regioni andremo incontro a una babele istituzionale e ci ritroveremo privi di un modello di ordinamento dello Stato. L'Italia sta correndo un gravissimo rischio". E' quanto ha affermato il presidente del Consiglio regionale della Calabria, Nicola Irto, che è intervenuto al seminario organizzato dalla Svimez sul tema: "Il regionalismo differenziato. Riflessioni sui profili istituzionali del processo di attuazione". L'incontro, coordinato dal consigliere Svimez Manin Carabba, è stato aperto dal presidente dell'Associazione per lo sviluppo dell'industria nel Mezzogiorno, Adriano Giannola, e ha visto relazionare Giorgio Macciotta (Presidente della Fondazione Casa Museo Gramsci di Ghilarza), Alberto Zanardi (Membro del Consiglio dell’Ufficio parlamentare di bilancio), Federica Fabriizzi (docente di Istituzioni di diritto pubblico dell'università Uninettuno) e Gaetano Armao (Vicepresidente della Regione Siciliana). Sono inoltre intervenuti Nicola Lupo (docente di Diritto delle Assemblee elettive e Direttore del Centro Studi sul Parlamento della LUISS Guido Carli), i consiglieri Svimez Amedeo Lepore e Giuseppe Soriero, nonché il vicedirettore dell'associazione, Giuseppe Provenzano, che ha concluso il seminario.
Nel corso del suo intervento il presidente Irto si è soffermato sulla necessità di definire i livelli essenziali delle prestazioni. "Non e' una questione meramente procedurale o nominalistica - ha spiegato - ma costituisce un limite, oltrepassato il quale non ci troviamo piu' di fronte a una richiesta di maggiore autonomia, bensi' dinanzi a una surrettizia modifica dell'ordinamento dello Stato".
Un aspetto, questo, al centro della risoluzione approvata all'unanimità nel gennaio scorso dal Consiglio regionale della Calabria, un documento che il presidente ha richiamato nel corso del suo intervento davanti alla prestigiosa platea della Svimez. "Il Mezzogiorno non ha paura dell'autonomia rafforzata - ha aggiunto - ma a condizione che tutte le Regioni italiane siano collocate sulla stessa linea di partenza. Bisogna tener conto delle differenze che esistono nel Paese. Tutti gli indicatori economici segnalano l'aumento della forbice che separa le regioni del Nord e quelle del Mezzogiorno sui livelli di ricchezza, di benessere, di occupazione e di opportunita'. E a questo macrodato vanno aggiunti quelli, elaborati dal Censis per la Conferenza dei presidenti dei Consigli regionali, dai quali si evince che non esiste piu' 'un' Sud ma ci sono 'tanti' Sud, con aree piu' arretrate e a maggiore rischio di spopolamento e desertificazione economica".
Il presidente del Consiglio regionale della Calabria ha inoltre sottolineato i limiti della "controversa, anzi, discutibile riforma del titolo V della Costituzione avvenuta nel 2001, che ha trasformato le Regioni in enti di gestione del potere e in enormi centri di spesa. In questo quadro, la richiesta di particolari forme di autonomia trova la sua fonte nell'articolo 116 della Carta ma non può essere oggetto di una valutazione astratta perché va contestualizzata nella dimensione del Paese reale, nel quale 900mila giovani sono emigrati dal Sud negli ultimi sedici anni".
Nicola Irto ha infine ringraziato il presidente Giannola e Svimez "per l'ambizione e il coraggio di ragionare senza dogmi ma con un approccio scientifico sulla riforma, orientando correttamente un dibattito pubblico spesso superficiale. E su queste basi sarà importante, anche per noi rappresentanti dei Consigli regionali, continuare ad avvalersi dell'irrinunciabile contributo di Svimez"

“Radio Radicale non può e non deve chiudere. E' un patrimonio per l'informazione e la democrazia del Paese e il Consiglio regionale della Calabria non poteva rimanere insensibile dinanzi al rischio di un così grave depauperamento del panorama informativo nazionale”. Lo afferma il presidente dell'Assemblea legislativa calabrese, Nicola Irto, primo firmatario della mozione approvata oggi dall'aula di Palazzo Campanella a sostegno della storica emittente radiofonica. “Radio Radicale concorre in maniera preziosa e pressoché insostituibile al servizio pubblico contribuendo a inverare il principio di trasparenza e il diritto dei cittadini a una informazione puntuale e costante. Per questo è necessario che anche le istituzioni assumano una posizione ferma a tutela di una realtà di straordinario valore”.
Nel documento che ha ottenuto il via libera dal Consiglio regionale, viene ricordato tra l'altro che “con legge 230/1990, lo Stato finanzia imprese radiofoniche private che trasmettono quotidianamente propri programmi informativi su avvenimenti politici, religiosi, economici, sociali, sindacali o letterari per non meno di nove ore comprese tra le ore 7 e le ore 20”. In questo quadro, “Radio Radicale svolge con la sua attività un servizio pubblico di informazione che dal 1976 garantisce la trasmissione integrale di eventi istituzionali e politici, un servizio di rassegna stampa quotidiana dei giornali, interviste con ospiti politici e attività di confronto e dialogo diretto con i cittadini”.
L'emittente, si legge ancora, “copre il 75% del territorio italiano raggiungendo l’85% della popolazione del Paese” e “custodisce il più grande archivio audio e video presente in Italia, composto da oltre 540 mila documenti”.
La mozione prosegue: “Da 11 anni lo Stato rinnova annualmente la convenzione con Radio Radicale per trasmettere senza pubblicità le sedute del Parlamento, del Consiglio Superiore della Magistratura e della Corte Costituzionale” ma la legge di bilancio 2019 prevede l'abrogazione della legge 230 dal prossimo anno. Dinanzi a questa prospettiva nefasta, il Consiglio regionale “impegna il Presidente della Regione Calabria a farsi parte attiva nei confronti del Governo nazionale e del Ministero dello Sviluppo economico, affinché vengano intraprese tutte le iniziative per scongiurare la chiusura di Radio Radicale e la conseguente perdita di un patrimonio storico, culturale e politico di incommensurabile valore per l’Italia”.​

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Il presidente del Consiglio regionale della Calabria, Nicola Irto, ha reso omaggio questa mattina alla Stele del Partigiano di Reggio Calabria, nell'ambito delle celebrazioni per la Festa del 25 aprile organizzate dall'Anpi. Il rappresentante del parlamento regionale ha ricordato "la fondamentale importanza di questa ricorrenza per la nostra storia patria. Oggi festeggiamo la liberazione dell'Italia dall'oppressione nazi-fascista, onoriamo i partigiani che hanno versato il loro sangue per darci la possibilità di vivere in uno Stato libero e democratico e, soprattutto, alimentiamo la memoria storica. Un elemento, quest'ultimo, indispensabile specie tra le giovani generazioni per far sì che l'Italia si proietti verso una dimensione di compiuta democrazia e verso il pieno dispiegarsi dei principi e dei valori della Costituzione, messi in pericolo dall'insinuarsi di nuove forme di intolleranza e da una politica troppo spesso priva di filtri e rivolta a soddisfare gli istinti più brutali delle masse".

Il presidente Irto ha aggiunto: "Viviamo un'epoca difficile, segnata da gravi episodi di xenofobia, di razzismo, di omofobia e di violenza, che riportano pericolosamente indietro le lancette del tempo. Guai a sottovalutare i segnali che arrivano dalla nostra società, in seno alla quale continuano a crescere forme di malessere, rabbia e paura da cui traggono nutrimento il populismo e la demagogia che minano alla base la nostra democrazia. La politica - ha aggiunto Nicola Irto - non deve cavalcare il malessere ma vincerlo con le armi del lavoro e della giustizia".

"Il 25 aprile è perciò una festa attuale, che unisce la Nazione attorno all'antifascismo, i cui valori appartengono indistintamente a ciascuna a e ciascuno di noi. Oggi il modo migliore per onorare la memoria dei Partigiani e celebrare la festa della Liberazione è salvaguardare il nucleo profondo della Costituzione, i cui principi fondamentali sono intangibili e non sono mai stati messi in discussione nelle ultime proposte di revisione della nostra Magna Charta. Ma alcuni di quei principi, tra i quali l'uguaglianza dei cittadini e l'unità e indivisibilità della Nazione, sono minacciati da proposte inaccettabili come quella dell'autonomia differenziata delle Regioni. Il nostro dovere - ha proseguito Nicola Irto - è di tutelare l'unità del Paese e i livelli essenziali delle prestazioni sociali per tutti: solo così riusciremo a essere degni dei partigiani che ci hanno consegnato l'Italia nella quale viviamo, che pur con tutti i suoi limiti e le sue difficoltà, è diventata una delle grandi potenze industriali, libere e democratiche del mondo". Il presidente del Consiglio regionale ha ringraziato l'Associazione nazionale dei partigiani d'Italia "per l'insostituibile lavoro che svolge quotidianamente al fine di custodire l'eredità preziosa della lotta partigiana e per salvaguardare la nostra Costituzione".

Il presidente del Consiglio regionale della Calabria, Nicola Irto, ha ricevuto a palazzo Tommaso Campanella l'ambasciatore della Repubblica Popolare Cinese in Italia, Li Ruiyu. Si è trattato di un colloquio cordiale, dal quale è emerso il comune interesse a rafforzare la cooperazione tra la Cina e la Calabria in direzione di scambi commerciali, culturali e turistici.

Il presidente Irto si è detto “onorato di ospitare nel Parlamento regionale il rappresentante nel nostro Paese di una delle più importanti potenze mondiali, verso la quale siamo animati da sentimenti di amicizia e dal concreto interesse a intessere solide e durature relazioni, coinvolgendo pienamente il nostro sistema imprenditoriale soprattutto nei comparti agricolo, commerciale e turistico”.

Irto ha sottolineato “la volontà di mettere in cantiere, in tempi brevissimi, ulteriori opportunità di incontro che trasformino in atti concreti le potenzialità economiche calabresi”. Tra queste, il presidente del Consiglio regionale della Calabria ha sottolineato “la qualità assoluta, riconosciuta a livello internazionale, di prodotti agricoli come il peperoncino di Diamante, la cipolla di Tropea e, soprattutto, il bergamotto, agrume unico al mondo che si produce in un lembo della provincia di Reggio e che ha innumerevoli applicazioni nei campi dell'industria profumiera, farmaceutica e agroalimentare”.

L'ambasciatore Ruiyu ha ricordato il rapido sviluppo dei rapporti tra l'Italia e la Repubblica Popolare Cinese in ambito commerciale, culturale, dell'istruzione e della ricerca. L'alto rappresentante diplomatico ha ricordato il rafforzamento delle relazioni istituzionali tra l'Italia e la Cina, citando la visita del presidente della Repubblica Sergio Mattarella a Pechino e quella, recentissima, del presidente Xi Jinping in Italia. Li Ruiyu ha inoltre rimarcato il valore che la Repubblica Popolare attribuisce alla cooperazione internazionale e ai rapporti bilaterali, evidenziando l'apertura del mercato cinese ai prodotti italiani e auspicando il rafforzamento della promozione dell'immagine della Calabria per attrarre turisti cinesi nella regione. L'incontro, nel corso del quale l'ambasciatore si è detto ammirato della bellezza dello Stretto di Messina, si è concluso con uno scambio di doni tra i due rappresentanti istituzionali.​

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Fax: 0965.880637

 

 

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