«Il via libera ottenuto dal Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria all’istituzione del centro Irccs emato-oncologico è una notizia preziosa per tutto il sistema sanitario regionale». A sostenerlo, in una nota diramata alla stampa, è Nicola Irto, candidato alla presidenza della Giunta calabrese, commentando il riconoscimento dello status di Istituto di ricerca e cura a carattere scientifico per il Centro di Riferimento Emato-Oncologico (Creo) Calabria.
«In un periodo in cui quotidianamente emergono i gravi problemi di un sistema in cui per anni la gestione è stata tutt’altro che oculata e trasparente causando seri problemi nell’erogazione di servizi efficaci ed efficienti all’utenza, i pareri positivi dei Ministeri competenti circa la nascita dell’Irccs è motivo di soddisfazione per lo straordinario e riconosciuto valore del personale sanitario ma soprattutto crea fiducia», ha aggiunto Irto prima di concludere: «Al Creo Calabria nato all’interno del Gom viene riconosciuta una capacità scientifica specifica nonché una funzione determinante per l’intero comparto sanitario calabrese: complimenti dunque a tutti gli operatori del Centro, ai professionisti medici, biologi e tecnici, al management del Centro e del Gom per questo prestigioso traguardo frutto di un lavoro di alta qualità e autentica eccellenza clinica attraverso cui si restituiscono speranza e vita ai pazienti calabresi».

Reggio TV del 13 maggio 2021

 

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Gli esponenti Dem sono stati ricevuti dal commissario Agostinelli: «Porto strategico per far ripartire economia e lavoro»

Una delegazione del Partito democratico calabrese guidata dal commissario regionale Stefano Graziano, dal consigliere regionale Nicola Irto e dall’Onorevole Enza Bruno Bossio, deputata e componente della Commissione Trasporti della Camera, è stata ricevuta presso la sede dell’Autorità portuale di Gioia Tauro dal commissario straordinario, Andrea Agostinelli. Al centro della visita, a cui ha preso parte anche l’amministratore unico della Gioia Tauro Port Agency, Cinzia Nava, è stata posta l’analisi della situazione attuale e la visione complessiva riguardante le future prospettive che interessano da vicino l’importante infrastruttura del territorio reggino. Nel corso dell’incontro, che si è svolto in un clima cordiale, dal quale è emersa la comune volontà a rafforzare l’impegno per il rilancio delle politiche in materia portuale e infrastrutturale, è stata affrontato il ruolo strategico di Gioia Tauro e dell’annessa area industriale, nel quadro delle dinamiche di crescita economica e occupazionale che toccano da vicino non solo la Calabria ma l’intero Mezzogiorno.

L’incontro
«E’ stato un confronto positivo e proficuo», hanno commentato i componenti della delegazione Dem «che ci ha consentito di fare un punto completo della situazione con riferimento al più importante insediamento industriale che la Calabria possiede. Gioia Tauro – hanno poi evidenziato gli esponenti Democratici che a margine della riunione hanno anche visitato le aree della struttura portuale gioeise – rappresenta la sfida più importante per la Calabria, in particolare in questo delicatissimo e decisivo momento storico in cui occorre profondere ogni sforzo per far ripartire l’economia e il lavoro».

Gioia Tauro, inoltre, è stato ricordato, «si appresta a giocare un ruolo da assoluto protagonista nel quadro del Recovery plan che vede proprio nella zona portuale e in quella industriale i destinatari di ingenti risorse e soprattutto nella Zona economica speciale l’elemento chiave su cui costruire nuove strategie capaci di attrarre investimenti. Così come l’investimento su Alta Velocita e Alta Capacità che finalmente affronta e risolve l’opportunità per il porto di Gioia Tauro di raggiungere, anche attraverso la ferrovia, i più importanti nodi strategici europei.

Con il commissario Agostinelli, a cui va rivolto un convinto plauso per aver ridato stabilità e prospettiva alla governance dell’autorità portuale, abbiamo anche esaminato gli scenari legati a tutto il sistema della portualità calabrese che, inevitabilmente, appaiono strettamente connessi al porto di Gioia Tauro nel quadro degli indirizzi operativi del proprio piano strategico. C

’è l’esigenza di dare nuovo impulso a tutto il circuito portuale calabrese nel quadro di uno sviluppo omogeno e coerente con le diverse potenzialità territoriali». Un sistema portuale regionale che insieme a Gioia Tauro, hanno rimarcato i rappresentanti del Pd calabrese, «grazie anche alla posizione strategica nel cuore del Mediterraneo, ha tutte le carte in regola per compiere quel definitivo salto di qualità, anche in ottica internazionale e favorire lo sviluppo di progetti su innovazione e ricerca in grado di coinvolgere i migliori talenti giovanili. Una sfida che ci vede fortemente impegnati – hanno poi concluso i componenti della delegazione Dem – nell’ambito del percorso di definizione della proposta programmatica che stiamo portando avanti e che il futuro governo regionale dovrà porre al centro della propria agenda politica».

Corriere della Calabria del 7 maggio 2021

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Calabria: secondo webinar promosso dal Partito Democratico sulla strategia con cui la regione intende affrontare uno dei temi più importanti del Pnrr

La sfida della transizione ecologica protagonista del secondo webinar promosso dal Partito Democratico Calabria con l’obiettivo di mettere al centro del dibattito pubblico la strategia della regione nell’ambito di uno dei temi più importanti previsti dal Pnrr. L’incontro, moderato dalla giornalista Emanuela Martino, ha visto la partecipazione di Silvio Greco, direttore dell’istituto nazionale di biologia ‘Anton Dorhn’; Anna Parretta, presidente di Legambiente Calabria; Alessandro Russo, vicepresidente nazionale Utilitalia, Nicola Irto, candidato alla presidenza della Regione Calabria e Chiara Braga, responsabile transazione ecologica del Partito Democratico.

“Il Pnrr non è qualcosa di immobile – ha detto Irto – ma un quadro di azioni dinamico che deve esprimere una visione coerente del futuro. In materia di transizione ecologica la Calabria ha il dovere di cogliere queste opportunità, a cominciare dai temi cruciali quali l’efficienza della Pa, la semplificazione normativa, la depurazione, la tutela del territorio rilanciando la disciplina sui contratti di fiume su cui la Calabria per prima, nel 2016, ha legiferato. Ma penso anche al contrasto all’erosione costiera e ad una nuova prospettiva per le fiumare. E poi, naturalmente, il ciclo dei rifiuti su cui il governo regionale non ha una visione adeguata che vada oltre la logica emergenziale. Su questo tema servirà la responsabilità di scelte coraggiose, anche togliendo parte di interessi ai privati. E bisognerà ristabilire anche un più funzionale dialogo tra i livelli di governance, regionale e comunale, perché da sole le comunità non possono affrontare le sfide del futuro”.

“Gli indirizzi del Pnrr avranno un impatto enorme per la Calabria – ha evidenziato Braga – su questioni centrali come l’agricoltura sostenibile, le energie rinnovabili, la tutela del territorio e anche il contrasto alle ecomafie. Senza dimenticare l’economia circolare che è la partita decisiva in questa regione e in generale nel Sud. La Regione sarà il motore di tutto ciò, accompagnando i territori in un percorso di condivisione delle scelte strategiche come la realizzazione di nuovi impianti per la gestione dei rifiuti. Il Pnrr ovviamente non esaurisce il quadro delle azioni che occorre attuare, serve rilanciare sulla programmazione europea e sulle risorse del bilancio nazionale, in termini di programmazione e capacità di spesa. Lo sviluppo del Paese non può prescindere dalla ripartenza del Mezzogiorno”.

“La transizione ecologica è il tema dei temi – ha detto Graziano – e il nostro partito ha il dovere di svolgere un ruolo da protagonista nella strategia che occorre sviluppare su questo fronte. Con Nicola Irto stiamo portando avanti un percorso molto preciso, per definire un quadro di azioni che interessano lo sviluppo della Calabria, in chiave turistica e attrattiva, attraverso il rilancio delle risorse ambientali”. I temi delle bonifiche e dei controlli sono, secondo Greco, “fattori chiave da cui ripartire. In Calabria abbiamo 409 discariche illegali, vere e proprie bombe ecologiche su cui intervenire. E in materia di valutazione di impatto ambientale credo sia sbagliato l’indirizzo del governo per la creazione di un nuovo parallelo strumento di controllo diverso da quello già esistente, con il rischio che si creino valutazioni difformi”. Il Pnrr convince solo in parte Legambiente in materia di transizione ecologica, “e per la Calabria – ha evidenziato Parretta – è fondamentale investire in economia circolare, nella depurazione e nel contrasto al rischio idrogeologico”. Sulla centralità della risorsa idrica ha poi posto l’accento Russo, “perché l’acqua oggi richiede un gestione di tipo industriale molto diversa da quanto accadeva 50 anni fa, individuando la giusta sintesi tra il concetto di bene pubblico e una gestione complessa e integrata del sistema idrico”.

Strettoweb del 06 maggio 2021

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Il candidato alla presidenza della Regione per il centrosinistra contrario al progetto: «Ho presentato una mozione in Consiglio per bloccare iter»

«Qualche giorno fa ho partecipato al webinair “Dalla terra alla terra: preserviamo i vigneti storici del Cirò organizzato dall’associazione di promozione sociale e territoriale Fili Meridiani. L’incontro è servito per mettere assieme imprenditori, istituzioni, cittadini per discutere della realizzazione del parco eolico “Timpe di Muzzunetti” progettato sulle colline dove sorgono gli storici vigneti cirotani».

È quanto afferma il candidato alla presidenza della Regione, Nicola Irto. «Ho detto con chiarezza – aggiunge Irto – che il progetto va bloccato per garantire la tutela agroalimentare e paesaggistica di zone straordinarie, con la presenza di secolari vigneti e di antiche colture della produzione del vino che rappresentano la ‘filiera della vita’ di quei territori. Ma non bastava solo dirlo. Ho depositato questa mattina la mozione in Consiglio regionale che impegni la Giunta a bloccare l’iter autorizzativo. Anche l’assessore all’Agricoltura ha già comunicato che firmerà il mio documento».

«Spero davvero – sostiene ancora Irto – che tutti adesso dimostrino il coraggio di impedire uno scempio che non serve alla Calabria».

Corriere della Calabria del 3 maggio 2021

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Lo scenario regionale della sanità, la tutela del diritto alla salute e lo stato dell'arte della rete dei servizi socioassistenziali, sono stati gli argomenti che hanno animato il confronto pubblico online promosso da Comunità Competente Calabria e a cui ha preso parte il candidato alla presidenza della Regione Calabria, Nicola Irto. Un'iniziativa che ha fatto registrare una larga partecipazione da parte di tanti attori del terzo settore, dell'associazionismo e del mondo delle professioni sanitarie e che ha posto sul tavolo gli argomenti di stringente attualità che stanno caratterizzando il dibattito pubblico in Calabria sul tema della Sanità.


Un serrato dibattito di oltre due ore, moderato dalla giornalista Emanuela Martino, a cui hanno preso parte anche Rubens Curia, portavoce Comunità Competente e don Giacomo Panizza, rappresentante di Comunità Competente e presidente del Comitato Progetto Sud. Ma numerosi sono stati gli spunti e le sollecitazioni lanciate da alcuni dei rappresentanti delle circa quaranta realtà associative partecipanti al confronto. Dal recupero della dimensione sociale delle politiche sanitarie, al diritto alla cura e alla salute come fondamento universale da tutelare nel quadro del dibattito sugli equilibri tra pubblico e privato. E ancora, il quadro dell'offerta sanitaria e le problematiche legate alla governance del settore.

"L'esperimento di Comunità competente – ha detto Nicola Irto nel suo intervento - rappresenta un valore aggiunto in questa regione nel dibattito sulla sanità, specie in chiave di proposta e visione. Siamo di fronte ad uno scenario molto complicato e l'istituto del commissariamento ha abbondantemente fallito, come la storia e i numeri testimoniano. Bisogna partire sin da ora con i temi centrali, come la riorganizzazione della medicina territoriale come ho ribadito anche al commissario Longo. E poi l'integrazione tra sanità e terzo settore.

E' impensabile che le Asp non abbiano un ancora un canale di dialogo con tutti gli attori del sistema socio-assistenziale. Dobbiamo in questa direzione – ha rimarcato Irto - ridisegnare i dipartimenti regionali, ma non secondo logiche di carrierismo, ma sulla base dei bisogni reali. E sul debito sanitario occorre essere responsabili e non basta dire che lo Stato deve farsi carico di tale voragine. Si può semmai avanzare la proposta di dividere il problema, dicendo ad esempio che è responsabilità dello Stato tutto il passivo maturato negli anni del commissariamento. Ma per fare ciò serve recuperare una forte e credibile capacità di confronto ai tavoli nazionali.

E infine, - ha poi concluso Irto – occorre lavorare su un vasto piano di riassetto delle piante organiche, rilanciando le assunzioni e introducendo nativi digitali nelle strutture regionali".

Oggi occorre avere una nuova visione, ha poi rimarcato Curia "e soprattutto una riforma organizzativa ed etica della sanità in Calabria. La partecipazione è un altro tema centrale, bisogna garantire qualità e trasparenza perché due terzi del bilancio regionale è rappresentato dalla sanità. Chiediamo che tutti gli strumenti legislativi di partecipazione vengano attuati. Ma occorre muoverci anche per il presente perché tra qualche giorno la Calabria raggiungerà quota 1000 morti per Covid. Eravamo convinti di averla superata ma ci siamo sbagliati. E oggi abbiamo un'economia in ginocchi, si avverte una sensazione forte di abbandono da parte del governo nazionale e le risposte da parte di quello regionale non sono rassicuranti".

"Tanti mondi in Calabria hanno diritto di parola e non si può su questo tema fingere un dialogo che in realtà non esiste, - ha evidenziato don Panizza - specie tra sanitario e sociale. La governance deve comprendere il tema della partecipazione, dei bisogni e dei diritti. E' necessario che la Regione sappia governare con le diverse espressioni del territorio, sapendo però distinguere bene chi opera davvero, ad esempio nel terzo settore, perseguendo interessi di carattere generale. In Calabria c'è una forte consapevolezza da parte dei cittadini, si riparta da qui, ponendo al centro la competenza, a cominciare da chi fa politica".

Il Dispaccio del 29 aprile 2021

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