“L'Italia riparte se riparte il Sud. Da Reggio Calabria, sabato 22 giugno, grazie alla grande manifestazione organizzata dai sindacati Cgil, Cisl e Uil, la centralità della questione meridionale per lo sviluppo del Paese tornerà al centro del dibattito attraverso un momento di mobilitazione di cui si avverte il bisogno”. Il presidente del Consiglio regionale della Calabria, Nicola Irto, annuncia così la propria adesione alla mobilitazione nazionale in programma nella città peninsulare dello Stretto che, sabato prossimo, vedrà la partecipazione, tra gli altri, dei segretari generali Maurizio Landini, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo. “Ringrazio le organizzazioni sindacali, da sempre attente ai temi dello sviluppo del Mezzogiorno, per aver scelto la nostra regione e in particolare la città di Reggio per lanciare un messaggio forte al Governo e all'intero Paese. Una manifestazione quanto mai opportuna in questo momento, in cui, oltre agli irrisolti problemi economici, occupazionali e sociali, occorre fare attenzione ai rischi connessi al regionalismo differenziato. Bene hanno fatto i sindacati a individuare, come luogo altamente simbolico, la Città metropolitana più meridionale dell'Italia continentale, da dove deve partire un processo di rinnovata coesione nazionale e di partecipazione democratica. Occorre che tutte le forze sane della nostra società lavorino insieme – conclude Irto - allo sviluppo di una piattaforma programmatica fondata sul lavoro, sull'occupazione, sul rafforzamento dello Stato sociale, sulla tutela dell'ambiente, sulla legalità e sulla giustizia. Sono certo che la manifestazione di sabato sarà l'avvio di una discussione positiva e proficua per il futuro della Calabria, del Mezzogiorno e del Paese”.

Un gradito ritorno a palazzo Tommaso Campanella per gli studenti della Pennsylvania State University che, per l'undicesimo anno, hanno scelto Reggio Calabria e l'Università Mediterranea per il progetto di scambio culturale coordinato dalla professoressa Eleonora Pitasi. Il gruppo di giovani, di età compresa tra i 19 e i 23 anni e iscritto a facoltà sia umanistiche che scientifiche, è stato ricevuto dal presidente del Consiglio regionale, Nicola Irto. Quest'ultimo anche nel 2019 ha voluto accoglierli nella sede del parlamento calabrese, a testimoniare la “piena condivisione – ha affermato - di un programma di studi in grado di stimolare la comparazione tra sistemi accademici diversi, incentivare la conoscenza della lingua e della cultura italiane e promuovere la bellezza del nostro territorio”. La delegazione composta dai tredici universitari americani è stata accompagnata dai docenti Micheal Edwards e Carla Cornette. Il progetto, che ha avuto la durata di un mese, anche quest'anno è stato suddiviso in due momenti: quello didattico che si è sviluppato all'Università Mediterranea, come sede di studio, e quello di carattere culturale che ha visto i ragazzi della Penn State visitare i luoghi più belli e rappresentativi della Calabria, alla scoperta del territorio, della storia, delle tradizioni e dei costumi locali, nonché dei prodotti dell'agroalimentare che rappresentano alcune delle eccellenze produttive della nostra terra. La professoressa Pitasi ha espresso la sua gratitudine al presidente del Consiglio regionale per aver manifestato sensibilità istituzionale nei confronti dell'ormai consolidato programma messo in campo con la Pennsylvania State University nell'ambito della grande attenzione che Nicola Irto da sempre riserva al mondo della scuola, dell'università e dei giovani. Da parte sua, il rappresentante di Palazzo Campanella ha esortato gli studenti americani a “essere 'ambasciatori' e testimonial della Calabria, una regione straordinaria che finalmente sta iniziando a far conoscere nel mondo la sua immagine migliore. Quella di far studiare a Reggio, per un mese, i ragazzi della Penn State è una grande opportunità di promozione territoriale ma anche un modo per diffondere e far apprezzare la nostra cultura. Il mio auspicio – ha concluso Irto – è che questa ottima iniziativa continui a riproporsi nel tempo perché contribuisce direttamente al lavoro che stiamo portando avanti per raccontare la vera Calabria”

“L'ordine del giorno sulla Statale 106 presentato da tutti i capigruppo in Consiglio regionale e approvato all'unanimità, questo pomeriggio, è un segnale politico-istituzionale di grande forza, che testimonia l'attenzione dell'aula su una delle questioni più importanti per il futuro della Calabria, quella delle infrastrutture”. Lo afferma il presidente dell'Assemblea legislativa, Nicola Irto, a margine della seduta delle assise di Palazzo Campanella in cui è stato dato il via libera al documento che ha come primo firmatario il consigliere Gallo. “I ritardi nella realizzazione del Megalotto 3 della Statale Jonica sono coincisi con l'avvio della nuova legislatura nazionale e sono stati seguiti, recentemente, dalla proposta di un commissariamento dell'opera, foriera di un'ulteriore perdita di tempo, avanzata dal ministro Toninelli. Temiamo che tutto ciò – prosegue Irto – sia la dimostrazione di un disimpegno del Governo nazionale rispetto allo sviluppo infrastrutturale della Calabria e, in particolare, dell'intera fascia jonica”.

“Questo preoccupante passo indietro conferma infatti come la nostra regione non rappresenti una priorità né in termini di investimenti, né sul versante della riduzione del gap di sviluppo rispetto alle altre regioni del Paese. Per questo, condivido – aggiunge il presidente del Consiglio regionale – la richiesta avanzata da tutti i gruppi consiliari, che impegna la Giunta a promuovere con urgenza un tavolo di confronto con il governo, per acquisire certezze in ordine ai tempi e alle modalità di realizzazione del terzo Megalotto. Lo Stato, soprattutto in questo momento storico nel quale si palesano i rischi connessi all'allarmante progetto del regionalismo differenziato, ha il dovere di essere vicino alle regioni del Sud e alle aree, come quella interessata all'ammodernamento della Statale 106, fortemente esposte al rischio dell'isolamento e della marginalità. Il Consiglio regionale - conclude Nicola Irto – ha fornito oggi una prova di autorevole capacità di confronto democratico e di coesione nell'interesse dei cittadini calabresi”.

 

“Il nuovo waterfront di Monasterace è la dimostrazione concreta e positiva dell'attività legislativa del Consiglio regionale”. Lo afferma il presidente dell'Assemblea di palazzo Campanella, Nicola Irto, che ieri ha partecipato all'inaugurazione del nuovo tratto del lungomare del comune jonico. “Tra i provvedimenti più rilevanti approvati nel corso di questa legislatura dal nostro parlamento regionale – ricorda Irto – vi sono l'introduzione del principio del 'consumo zero' di suolo nella legge urbanistica e, da ultimo, l'aggiornamento del quadro conoscitivo del Quadro territoriale regionale a valenza paesistica. Un impegno che abbiamo portato avanti in direzione di uno sviluppo sostenibile del territorio e che ha prodotto anche a Monasterace risultati concreti e tangibili”. Il presidente del Consiglio regionale ha sottolineato che “il nuovo waterfront è la realizzazione di un obiettivo di grande importanza per la comunità di Monasterace sotto due punti di vista. Innanzitutto, è un esempio virtuoso di recupero urbanistico e di rigenerazione urbana in uno dei paesi più belli della costa jonica calabrese. E, in secondo luogo, è una vittoria della comunità dei cittadini, che è tornata a usufruire di un'area lasciata per quarant'anni in condizioni di inaccettabile degrado”. In questo senso, “è necessario adesso lavorare perché il nuovo tratto del lungomare venga pienamente vissuto e reso un punto di aggregazione sociale. Quello di Monasterace marina – conclude Nicola Irto – è un esempio di intervento pubblico su aree periferiche che risponde a un'esigenza di sicurezza fortemente avvertita dai cittadini e che deve concorrere al recupero del rapporto dei calabresi con una delle risorse più preziose di cui disponiamo dal punto di vista naturalistico e ambientale: il mare”.

Il presidente del Consiglio regionale della Calabria, Nicola Irto, ha inviato una lettera al direttore di Rai Fiction, Eleonora Andreatta, in ordine al film “Duisburg. La linea di sangue”, andato in onda ieri in prima serata su Rai Uno. Una trasmissione che, si legge nella missiva, “ha destato gravi perplessità in seno alla comunità calabrese, contrariamente ad altre precedenti occasioni nelle quali il servizio pubblico ha fornito un contributo positivo alla promozione dell'immagine della nostra regione”.

Scrive il presidente Irto: “Le devo dire, con grande franchezza, che condivido pienamente il sentimento diffuso nell'opinione pubblica calabrese, riguardo ad un film che nel complesso trovo malriuscito, soprattutto per la rappresentazione della Calabria spesso distante dalla realtà. La nostra è una comunità composta, nella sua stragrande maggioranza, da persone orgogliose, oneste e lavoratrici, che con la 'ndrangheta non hanno nulla a che vedere. Una sottolineatura doverosa oggi più che mai, nel giorno in cui ricordiamo la strage di Capaci e il sacrificio del giudice Falcone, della moglie e degli uomini della scorta”.

“Sono convinto – prosegue la lettera di Nicola Irto - che la produzione messa in onda ieri sera non abbia fornito un buon servizio né alla mia regione, di cui viene proposta una narrazione infedele e forzata, né al Paese, che della Calabria rischia di farsi, ancora più di quanto non sia avvenuto nel passato, un'idea totalmente sbagliata. E' su questo che intendo soffermarmi, sorvolando sugli altri limiti di 'Duisburg': in Calabria si parla il calabrese e non il siciliano; e alcuni dialoghi, me lo conceda, sono ai limiti dell'offensivo. Non possiamo ammettere che si dica: 'Duisburg è piena di calabresi' quasi a voler sostenere che 'i calabresi' tout court siano soggetti pericolosi o criminali”.

Nella lettera del presidente del Consiglio regionale si legge ancora: “Voglio rassicurarla: questa non è una lettera di piagnistei. Noi siamo fieri di essere figli di una terra che una personalità straordinaria come suo padre, Beniamino Andreatta, il 'trentino meridionalista', ha amato come pochi, essendo stato il fondatore dell'Università della Calabria. Ma, Direttore, sono certo che converrà con me sulle criticità di una fiction che della mia terra dice poco e male e che aveva già creato aspettative negative alla vigilia, alla luce delle non documentate affermazioni della responsabile della produzione, riguardo a non meglio precisate 'minacce' che avrebbero determinato lo spostamento della location del film in Puglia”.

Nicola Irto conclude: “Mi preme appellarmi alla sua sensibilità per sollecitare da parte delle produzioni maggiore attenzione e rispetto verso questa magnifica terra, nella quale mi pregio di invitarla alla scoperta dei tesori archeologici, culturali e naturalistici che la caratterizzano”.

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Nicola Irto - Sito ufficiale

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