Nicola Irto ha formalizzato le sue dimissioni da consigliere regionale dopo l’elezione al Senato della Repubblica ottenuta alle politiche dello scorso 25 settembre. Una decisione che arriva molto tempo prima rispetto alla scadenza prevista dalla legge per optare fra una delle due cariche.
«Dopo l’attività politica in Consiglio regionale, dove ho avuto l’opportunità e l’onore di svolgere diversi ruoli, compreso quello di presidente dell’Aula, rassegno le mie dimissioni. L’elezione a senatore della Repubblica mi impone di concentrarmi sul nuovo ruolo che i calabresi hanno voluto affidarmi e che svolgerò con il massimo impegno e nell’interesse esclusivo della Calabria e del Paese. Sento, però, di dover rivolgere un sentito ringraziamento a tutti i colleghi con cui ho avuto modo di lavorare in questi anni, ma anche ai dipendenti del Consiglio e a tutti coloro che lavorano, e continueranno a farlo, per il bene della nostra Regione. E’ stata un’esperienza esaltante, contrassegnata da tante difficoltà, ma anche dal raggiungimento di numerosi obiettivi. Faccio i miei migliori auguri ai colleghi che proseguiranno il loro lavoro in questa legislatura, e li invito al massimo impegno perché il periodo che ci prepariamo ad affrontare sarà assai complicato. Serve, dunque, uno sforzo fuori dall’ordinario, da parte di maggioranza e opposizione, per fare in modo che la Calabria riesca a superare questa fase e costruire uno sviluppo reale per il nostro territorio. Lo stesso impegno che sarà richiesto al Parlamento al governo con i quali il Consiglio regionale deve avere una sempre più stretta e proficua collaborazione che, per quel che di mia competenza e possibilità, proverò ad agevolare in ogni modo».

«Va nella direzione giusta la presa di posizione assunta dal Pd sulla bozza del ddl Calderoli sull’autonomia differenziata dopo la riunione degli Uffici di presidenza dei gruppi parlamentari per discutere del tema».

Ad affermarlo è il senatore del Pd Nicola Irto che ha preso parte ai lavori di ieri. «Il ddl Calderoli va bloccato perché iniquo e inaccettabile. Il confronto che abbiamo avuto nella giornata di ieri è stato proficuo e approfondito. Deve essere prodotto ogni sforzo per evitare che venga adottato un provvedimento lesivo dell’unità del Paese. Serve immaginare un percorso diverso con l’elaborazione di una legge quadro figlia di un confronto preventivo e di una concertazione tra Parlamento e Regioni. Non possiamo permetterci che il progetto di autonomia differenziata per come oggi concepito dal centrodestra, spacchi ulteriormente il Paese o consentire che servizi nevralgici come scuola, trasporti e sanità abbiano livelli essenziali diversi nelle varie Regioni».

 

Si è svolta a Bivongi una partecipata Assemblea pubblica del Pd, organizzata dal segretario di circolo Alessio Zirilli e aperta alla cittadinanza della vallata dello Stilaro.
All’incontro, volto anche ad approfondire la conoscenza tra i cittadini del comprensorio e il senatore dem Nicola Irto, hanno preso parte militanti, amministratori locali e rappresentanti delle istituzioni.
Nicola Irto ha registrato le tante esigenze provenienti del territorio e ha garantito di farsi da tramite per farle arrivare sui tavoli istituzionali di ogni livello.
Il senatore e segretario regionale del Pd ha sottolineato come «incontri di questa natura siano fondamentali per rafforzare il legame con i territori e con la base, anche in vista del percorso congressuale nazionale che dovrà portare all’elezione della nuova classe dirigente. In Calabria è un percorso che stiamo seguendo da tempo e che proseguirà nei prossimi mesi per rendere sempre di più il Pd un partito aperto ai contributi della società e punto di riferimento per i cittadini».
Il dibattito è stato alimentato da numerosi interventi di amministratori, iscritti e simpatizzanti che hanno dato vita a una discussione proficua, con numerose proposte e idee volte ad arricchire il dibattito e fornire un contributo anche al percorso congressuale nazionale.

«Democrazia, leggi e sentenze vanno rispettate sempre e non a corrente alternata. Un principio che vale ancora di più in un momento storico difficile come quello che stiamo vivendo. Le strumentalizzazioni per obiettivi politici non servono a nulla. Noi rispettiamo la decisione dei Giudici della Corte d’Appello di Reggio Calabria, anche se continuiamo e continueremo ad essere convinti dell’innocenza di Giuseppe Falcomatà e della sua Giunta».
Lo sostiene il senatore e segretario regionale del Pd Nicola Irto dopo le polemiche innescate dalla condanna in appello del sindaco Falcomatà.
«Le dichiarazioni dei parlamentari della destra reggina, sembrano fatte per “obbligo a dire qualcosa per forza”. Tant’è che la richiesta di dimissioni del sindaco arriva dopo la cosiddetta sentenza Miramare, ma in relazione allo stato in cui, a loro dire, verserebbe la città».
«Le critiche politiche dell’opposizione fanno parte della normalità democratica, vanno bene e possono servire anche da stimolo per l’Amministrazione comunale e rappresentano il sale della democrazie. Non sono accettabili, invece, le mere aggressioni verbali. Vale la pena evidenziare che non ci troviamo davanti a una condanna definitiva. La sospensione di Falcomatà dalla carica di sindaco è l’effetto della tanto criticata legge Severino, che anche la Destra mette da tempo in discussione. Lo stesso Sgarbi, sottosegretario del governo Meloni, ha difeso il sindaco di Reggio puntando l’indice proprio contro quella legge».
«C’è, inoltre, un altro punto fermo e chiaro: l’attuale Amministrazione comunale, con sindaco Falcomatà, ha ottenuto la fiducia dei reggini alle elezioni per la seconda volta bloccando il progetto politico della Lega. Una volontà popolare che merita rispetto e che non può essere ribaltata con un richiamo implicito, e anche pericoloso, alle “piazze“. Saranno di nuovo i cittadini a giudicare e decidere, alle scadenze previste dalla legge, chi dovrà guidare questa città».
«Detto questo, anche io sono convinto che è necessario, adesso, un grande sforzo collettivo per migliorare ulteriormente la nostra città facendo arrivare risultati concreti. Uno sforzo che passa anche da un confronto civile, costante e di merito con tutti i soggetti politici con gli attori sociali e tutti i cittadini che vogliono contribuire al progresso della nostra comunità. Pertanto sarebbe utile che anche i parlamentari della destra, che fanno parte della maggioranza governativa, anziché concentrarsi su strumentali campagne pubblicitarie, utili solo per conquistare spazio sui giornali locali, iniziassero ad impegnarsi in questa direzione per ottenere risultati tangibili e da tutti verificabili. Potrebbero iniziare, ad esempio, rendendo chiara la loro posizione rispetto ai progetti del Ministro Calderoli e del governo sull’autonomia differenziata».

Il senatore del Pd Nicola Irto ha presentato un’interrogazione a risposta orale al Ministro dell’Economia e delle Finanze per sapere «quali iniziative intenda attivare, in tempi rapidissimi, al fine di aprire un tavolo con le imprese della filiera delle costruzioni e il sistema finanziario e creditizio per individuare una risposta definitiva al grave problema della cessione dei crediti legati ai bonus edilizi contrastando la speculazione in atto e salvaguardando la tenuta delle imprese e dell’occupazione collegata alla misura del superbonus».
L’interrogazione è stata formalizzata dopo che, in data 8 novembre 2022, sul sito di Poste Italiane, nella pagina dedicata alla misura Superbonus edilizio, è apparso un comunicato che recita testualmente: "Il servizio di acquisto di crediti d'imposta è sospeso per l'apertura di nuove pratiche”.
In buona sostanza Poste si è adeguata alle decisioni già assunte dell’intero sistema bancario italiano, andando a creare una palese criticità che si riverbererà su tutto il sistema produttivo di settore e sulle famiglie andando a generare una prevedibile e pericolosa fase di stallo.
Se a ciò si aggiunge il ritardo con il quale si arriva alla liquidazione delle pratiche da parte degli istituti di credito, si delinea un quadro che rischia di mettere in ginocchio famiglie e imprese.
Nel settore edile la situazione è ancora più preoccupante perché è in atto una forte speculazione da parte di chi ancora acquista i crediti relativi al superbonus, sfruttando proprio la necessità di liquidità delle imprese, nonostante una circolare dell’Agenzia delle entrate abbia cercato di porre un freno al fenomeno.
«Servono risposte urgenti – afferma Irto - che sblocchino il sistema ed evitano che le prassi poste in essere dagli istituti di credito prestino il fianco alla speculazione, aggiungendo difficoltà su difficoltà ad imprese già messe a dura prova dalla crisi economica. Il sistema bancario è stato aiutato in passato a superare le crisi finanziarie che rischiavano di travolgerlo, oggi non può essere il soggetto che impunemente innesca una crisi economica che rischia di travolgere la filiera edilizia, fondamentale per la tenuta del Paese».

   

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