Legislatura 19ª - Atto di Sindacato Ispettivo n. 3-00617 - Pubblicato il 26 luglio 2023, nella seduta n. 92 – Nicola Irto primo firmatario

Ai Ministri per la protezione civile e le politiche del mare e dell'ambiente e della sicurezza energetica.

Premesso che:
la regione Calabria, e in particolare il territorio della provincia di Reggio Calabria, negli ultimi giorni è stata devastata da una serie di incendi che hanno distrutto ettari di bosco e vegetazione a ridosso della città e di centri abitati con la morte di un cittadino nel comune di Cardeto e ingenti danni al patrimonio ambientale del comprensorio;
questi ultimi fenomeni hanno aggravato una situazione già compromessa dagli incendi che si sono verificati negli ultimi anni;
gli incendi hanno provocato, altresì, danneggiamenti ad aziende, a partire da quelle operanti in ambito agricolo e forestale, e a persone fisiche, a fronte dei quali appare necessario attivare immediatamente tutte le procedure idonee per dare un congruo ristoro;
le elevate temperature e i forti venti di scirocco hanno alimentato le fiamme e messo a dura prova il lavoro di Vigili del fuoco, protezione civile, Carabinieri forestali e volontari;
si pone ora la necessità di messa in sicurezza, bonifica e ripristino del patrimonio ambientale distrutto dalle fiamme;
come è noto, la normativa nazionale che regolamenta tale azione fa riferimento alla legge 21 novembre 2000, n. 353, che prevede una serie di divieti, di cui all’articolo 10;
la rilevanza dei danni registrati e la necessità di porre in essere interventi di rimboschimento richiedono una flessibilità in grado di tutelare l’interesse ambientale del comprensorio,

si chiede di sapere:
quali iniziative intendano adottare i Ministri in indirizzo, anche in deroga alla normativa vigente, al fine di porre in essere un piano straordinario di rimboschimento delle aree colpite dagli incendi di questi giorni e quali procedure immediate intendano predisporre, al fine di risarcire cittadini ed imprese dai danni subiti dagli incendi;
quali iniziative abbiano attivato, o siano in via di predisposizione, per prevenire e affrontare nei prossimi giorni l’emergenza incendi sui territori, e in particolare nella regione Calabria, e per ridurre al minimo i danni provocati dagli incendi boschivi;
se non ritengano cruciale destinare adeguati stanziamenti di risorse principalmente alle esigenze delle Regioni, quali enti maggiormente competenti in materia, concentrandoli su quelle i cui territori presentano maggiori fattori di rischio di incendi boschivi.

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Legislatura 19ª - Atto di Sindacato Ispettivo n. 3-00609 Pubblicato il 25 luglio 2023, nella seduta n. 93 Nicola Irto cofirmatario

Al Ministro della cultura

Premesso che:
con decreto ministeriale 14 luglio 2023, n. 37, è stata stabilita la chiusura, a decorrere dal 17 luglio, della sede distaccata dell’archivio di Stato di Roma, in via Galla Placidia;
secondo il comunicato ufficiale dell’archivio, “Il mancato rinnovo del contratto di locazione tra la Direzione generale e la proprietà - la quale non ha accolto l’adeguamento previsto dalla legge che la Direzione stessa era obbligata a richiedere ed era condizione di legittimità del rinnovo - ha automaticamente determinato la sospensione sine die del progetto di adeguamento del sistema antincendio della sede da parte della Direzione generale archivi, che a sua volta ha condotto a questo doveroso decreto, finalizzato a tutelare la sicurezza delle persone secondo le norme cogenti del d.lgs. 81/2008”;
da quanto si apprende, sembrerebbe in atto da parte della Direzione generale archivi l’impegno a organizzare un servizio in outsourcing per la conservazione e la consultazione della documentazione e un progetto di adeguamento di un edificio demaniale di via dei Papareschi per una sede succursale dell'archivio di Stato di Roma dedicata alla documentazione novecentesca;
trovare spazi e edifici idonei è un tema strutturale da decenni: molti degli archivi di Stato italiani sono in affitto negli stessi luoghi da tempo;
decretare la chiusura dell’archivio prima di avere un sistema di consultazione in outsourcing perfettamente funzionante rende di tutta evidenza il grave e annoso problema della carenza di personale negli archivi di Stato;
l’archivio di Stato di Roma, istituito con il decreto 30 dicembre 1871, n. 605, ha il compito di conservare le carte degli organi centrali dello Stato pontificio, alle quali si aggiungono anche gli atti degli archivi giudiziari e notarili;
garantisce ampia fruizione al pubblico e rappresenta una grande testimonianza del patrimonio storico dello Stato pontificio, custodendo le carte dell’amministrazione centrale dello Stato pontificio oltre a quelle degli uffici statali con sede nella provincia di Roma;
il nucleo principale del suo patrimonio è rappresentato dagli archivi delle amministrazioni centrali e periferiche degli Stati preunitari e dagli archivi delle amministrazioni periferiche dello Stato unitario, che vi sono confluiti trascorsi 30 anni dalla conclusione delle pratiche;
tutelare e garantire l’accesso a tali documenti storici ha consentito negli anni di preservare la memoria amministrativa, giuridica e storico-culturale degli Stati preunitari e dello Stato unitario;
la chiusura della sede distaccata in via Galla Placidia comporta il grave rischio che la preziosa documentazione ivi custodita e depositata possa essere dispersa o restare inaccessibile per anni,

si chiede di sapere quali iniziative il Ministro in indirizzo, nell’ambito delle sue competenze, intenda adottare al fine di scongiurare la chiusura sine die della sede succursale dell’archivio di Stato di Roma di via Galla Placidia e, comunque, di continuare a garantire la fruizione di un inestimabile patrimonio documentale.

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Legislatura 19ª - Atto di Sindacato Ispettivo n. . 4-00589 Pubblicato il 20 luglio 2023, nella seduta n. 93 Nicola Irto primo firmatario

IRTO al Ministro dell'interno

Premesso che:
- allarmanti fatti di cronaca si stanno verificando nella città di Reggio Calabria;
- anche oggi, 20 luglio 2023, alle prime luci dell’alba, si è consumato un barbaro omicidio, probabilmente per futili motivi;
- in soli tre mesi, vi sono stati numerosi episodi criminosi ai danni di attività commerciali e diversi attentati ai danni di imprenditori;
- lo scenario criminoso ha interessato il centro della città ma anche la periferia, colpendo, in particolare, il quartiere di Catona, ove gli attentati ai danni di esercizi commerciali sono stati accompagnati da attentati ai danni di persone fisiche;
- si tratta di un'escalation di criminalità che non è possibile tollerare, perché è evidente che il territorio sia nel mirino dei delinquenti e nella città è forte la preoccupazione per tali attentati;
- il ripetersi di questi eventi criminosi conferma l'esistenza di un’emergenza sicurezza, in un territorio dove è forte la presenza della ‘ndrangheta;
- le associazioni di categoria, in particolare Confcommercio e Confartigianato, sono intervenute per chiedere maggiore sicurezza e tutela per le aziende;
- si rende necessario implementare i protocolli di sicurezza e controllo del territorio, al fine di prevenire e scoraggiare gli episodi criminali;
- la risposta della Prefettura e delle forze dell’ordine è stata tempestiva, ma i mezzi a disposizione e gli organici necessitano di un immediato incremento;
- è, ad oggi, fondamentale garantire una maggiore tranquillità della cittadinanza con presidi di sicurezza in grado di gestire una situazione che ormai si deve considerare straordinaria ed urgente,

si chiede di sapere:
- se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto esposto e, in virtù della gravità degli episodi stessi, quali urgenti e tempestive iniziative di competenza intenda adottare;
- se intenda adottare ogni opportuna iniziativa per la prevenzione e repressione dei fenomeni, anche attraverso un maggiore impiego di uomini delle forze dell'ordine e un aumento dei sistemi di sorveglianza, dispiegando tutte le forze necessarie ad affrontare questa pericolosa situazione.

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Legislatura 19ª - Atto di Sindacato Ispettivo n. 3-00557 Pubblicato l'11 luglio 2023, nella seduta n. 85 Nicola Irto cofirmatario

Ai Ministri delle imprese e del made in Italy e delle infrastrutture e dei trasporti.
Premesso che:
l’articolo 2, commi 198 e 199, della legge 24 dicembre 2007, n. 244 (legge finanziaria per il 2008), ha istituito presso il Ministero dello sviluppo economico il garante della sorveglianza dei prezzi, prevedendo che esso si avvalga, per l’esercizio delle sue funzioni, anche della collaborazione dell'ISTAT e dei dati da quest’ultimo rilevati;
il successivo comma 199-bis, introdotto dall’articolo 3 del decreto-legge 14 gennaio 2023, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge 10 marzo 2023, n. 23, prevede che, al fine di monitorare la dinamica dei prezzi è costituita la commissione di allerta rapida di sorveglianza dei prezzi, che può essere convocata dal garante per coordinare l'attivazione degli strumenti di monitoraggio necessari all'individuazione delle ragioni dell'anomala dinamica dei prezzi;
il comma 199-quinquies, anch’esso introdotto dall’articolo 3 del decreto-legge n. 5 del 2023, prevede, altresì, che: “qualora dalle analisi condotte in seno alla Commissione o dalle indagini conoscitive emergano fenomeni speculativi lungo la filiera di origine e produzione, ingrosso e distribuzione, nonché vendita e consumo, il Garante riferisce gli esiti delle attività al Ministro delle imprese e del made in Italy che ne informa, ove necessario, il Governo per l'adozione di adeguate misure correttive o di ogni altra iniziativa ritenuta opportuna”;
considerato che:
secondo i dati ISTAT relativi al mese di maggio 2023, si sono registrati aumenti medi del 40 per cento su base annua dei prezzi medi dei biglietti aerei sulle tratte nazionali, nonostante, nel medesimo mese, si sia verificato un calo generalizzato dei prezzi dei carburanti;
tali aumenti sono stati registrati anche dall’Osservatorio prezzi e tariffe del Ministero delle imprese e del made in Italy, in quanto nella newsletter “Prezzi e tariffe” del maggio 2023, che riporta i dati di Eurostat, “il differenziale inflazionistico è sfavorevole all’Italia per il trasporto aereo passeggeri” ed è registrato un aumento del 38,03 per cento dei relativi prezzi rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, un dato nettamente maggiore rispetto a quello medio dell’area euro, pari al 17,91 per cento;
a quanto si apprende da fonti giornalistiche, le compagnie aeree interessate hanno affermato che l'aumento dei costi è dovuto, da un lato, alla crescita dell’inflazione generale, dall’altro, al significativo aumento della domanda con la ripresa dei viaggi post COVID-19, cui le compagnie non hanno risposto pienamente con nuovi mezzi e personale, mentre il calo dei prezzi dei carburanti non avrebbe avuto un impatto come quello dei biglietti in quanto diverse compagnie lo hanno acquistato l’anno precedente con costi più elevati;
nonostante il comunicato stampa ISTAT relativo ai prezzi di maggio sia stato pubblicato a metà giugno, secondo quanto riportato dal sito del Ministero delle imprese solamente lo scorso 4 luglio, su indicazione del Ministro, il garante per la sorveglianza dei prezzi ha avviato un’interlocuzione con le principali compagnie aeree, vale a dire ITA Airways, Ryanair, Malta Air, Aeroitalia, Easyjet, Neos e Wizz Air, al fine di “analizzare le dinamiche dei prezzi medi dei biglietti aerei negli ultimi mesi sulle tratte nazionali”, e in particolare quelli relativi alle tratte che collegano le città di Roma e Milano con Venezia, Palermo, Catania e Cagliari;
il garante ha inoltre comunicato che la prossima riunione della commissione di allerta rapida di sorveglianza dei prezzi si terrà giovedì 20 luglio e servirà a confrontare i dati forniti dalle imprese con quelli già disponibili;
secondo la citata normativa vigente, l’adozione delle misure correttive è successiva agli esiti dei lavori della commissione, pertanto queste rischiano di arrivare in ritardo rispetto alle esigenze degli utenti che necessitano di prenotare in anticipo voli lungo le tratte critiche in coincidenza con il periodo di ferie estive,
si chiede di sapere:
quali siano le motivazioni che hanno impedito la tempestiva attivazione delle procedure di monitoraggio della dinamica dei prezzi previste dalla legge n. 244 del 2007, e in particolare la costituzione della commissione di allerta rapida di sorveglianza dei prezzi prevista dall’articolo 2, comma 199-bis, della legge, al fine di coordinare l'attivazione degli strumenti di monitoraggio necessari alla individuazione delle ragioni dell'anomala dinamica dei prezzi sulle tratte nazionali;
quali siano le analisi finora condotte dalla commissione di allerta rapida di sorveglianza dei prezzi in merito ai fatti di cui sopra e se, ai sensi di quanto previsto dall’articolo 2, comma 199-quinquies, della legge n. 244, siano emersi risultati che confermano anomalie nella dinamica dei prezzi dei biglietti aerei da cui discende l’obbligo per il Governo di adottare adeguate misure correttive o di ogni altra iniziativa ritenuta opportuna a tutela dei consumatori;
se il Ministro delle imprese non ritenga tardiva l’attivazione dell’interlocuzione con le principali compagnie aeree solamente a partire dallo scorso 4 luglio, nonostante gli aumenti dei prezzi dei biglietti aerei si siano verificati a partire da maggio;
se non ritenga che la convocazione della prossima riunione della commissione di allerta rapida di sorveglianza dei prezzi, prevista soltanto per il 20 luglio 2023, sia in palese ritardo rispetto alle esigenze e all’urgenza di adottare iniziative correttive volte ad alleviare il prezzo dei biglietti aerei a carico dei consumatori;
quali interventi urgenti si intenda adottare, nelle more della conclusione dei lavori della commissione di allerta rapida di sorveglianza dei prezzi, al fine di giungere a una tempestiva soluzione del problema esposto e se tra le iniziative si intenda prevedere adeguate misure di ristoro nei confronti dei consumatori a fronte dell’eccessivo incremento dei prezzi dei biglietti aerei sulle tratte nazionali.

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Legislatura 19ª - Atto di Sindacato Ispettivo n. 3-00559 Pubblicato l'11 luglio 2023, nella seduta n. 85 - Nicola Irto cofirmatario

Ai Ministri dell'ambiente e della sicurezza energetica, dell'interno, della difesa e per la protezione civile e le politiche del mare. 

Premesso che:
secondo i dati pubblicati dallo “European forest fire information system” (EFFIS), in Italia, a partire dalla seconda metà di luglio, si verifica in media un repentino aumento della superficie cumulata di aree bruciate;
nel 2022, la superficie bruciata settimanale cumulata è stata superiore a quella media degli anni tra il 2006 e il 2022, mentre l’anno 2021 ha rappresentato il picco più alto. Per la campagna antincendio boschivo del 2022, la flotta aerea di Stato è composta da 14 velivoli “Canadair” CL415, 2 AT 802 “Fire Boss” e 5 elicotteri Erickson S64F, cui si sono aggiunti 13 elicotteri del comparto difesa, del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco e dell’Arma dei carabinieri e, in situazioni estremamente critiche, i velivoli cofinanziati dalla Commissione europea nell’ambito del progetto “rescEU";
attualmente, nell’anno 2023, non si sono ancora verificati significativi episodi di incendi boschivi e le anomalie termiche settimanali sono al di sotto del livello minimo registrato a partire dall’anno 2012. Tuttavia nel corso delle prossime settimane la situazione potrà portarsi in linea con gli anni precedenti con l’arrivo delle ondate di caldo previste per la seconda metà del mese. Alla dotazione dei mezzi a disposizione si sono aggiunti, rispetto alla campagna dell’anno precedente, due AT 802 “Fire Boss”, mentre il numero dei Canadair e quello degli elicotteri sono stati ridotti di un’unità;
il punto di riferimento normativo per la materia in questione è la legge 21 novembre 2000, n. 353 (legge quadro in materia di incendi boschivi), che, anche alla luce dell'eterogeneità degli ecosistemi presenti sul territorio nazionale, affida alle Regioni la competenza di programmare le attività di previsione, prevenzione e lotta attiva contro gli incendi boschivi, attraverso lo strumento del piano regionale, di cui all'articolo 3 della legge-quadro. Nel corso degli anni di applicazione della legge quadro, le Regioni hanno approvato specifiche legislazioni regionali e hanno sviluppato competenze e strategie anche oltre quanto previsto dalla normativa nazionale, accumulando esperienze e impiegando risorse umane e strumentali in modo diversificato. A livello nazionale vi sono diversi enti che, ciascuno per le sue competenze, partecipano all’attività antincendi boschivi: il Dipartimento della protezione civile, struttura della Presidenza del Consiglio dei ministri, il Corpo nazionale dei Vigili del fuoco, che fa capo al Ministero dell'interno, il comando unità forestali, ambientali e agroalimentari dell'Arma dei carabinieri, di competenza del Ministero della difesa e la Direzione per la protezione della natura e del mare del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, ora Ministero della transizione ecologica;
in risposta al picco degli incendi boschivi del 2021, il decreto-legge 8 settembre 2021, n. 120, ha recato disposizioni per il contrasto degli incendi boschivi, promuovendo il rafforzamento del coordinamento, l'aggiornamento tecnologico e l'accrescimento della capacità operativa nelle azioni di previsione, prevenzione e lotta attiva contro gli incendi boschivi, il rafforzamento della capacità operativa delle componenti statali nelle attività di prevenzione e lotta attiva contro gli incendi, l'aggiornamento del catasto dei soprassuoli percorsi dal fuoco, il rafforzamento delle attività di previsione e prevenzione degli incendi e della lotta attiva, e prevedendo modifiche al codice penale e alla legge quadro. Dal punto di vista finanziario, il decreto ha previsto due stanziamenti principali: all'articolo 2, 40 milioni di euro per l'anno 2021 per il rafforzamento della capacità operativa delle componenti statali destinati al Ministero dell'interno, al Ministero della difesa e all'Arma dei carabinieri; all'articolo 4, comma 2, 20 milioni di euro per l'anno 2021 e a 40 milioni di euro per ciascuno degli anni 2022 e 2023, destinati esclusivamente alle attività di prevenzione nei territori ricadenti nell'ambito della strategia nazionale aree interne (SNAI) e nelle isole minori. Tra le novità più importanti introdotte dal decreto-legge incendi boschivi vi è la disciplina a livello nazionale della tecnica del fuoco prescritto, già impiegata sperimentalmente da alcune regioni italiane virtuose e largamente utilizzata con successo in altri Paesi quali il Portogallo, la Spagna e la Francia, che consiste nell’utilizzo scientifico e pianificato del fuoco durante la stagione invernale da parte di personale qualificato per ridurre l'accumulo di vegetazione infiammabile e, di conseguenza, l'intensità degli incendi futuri. I citati stanziamenti per fronteggiare gli incendi boschivi non sono destinati né ai soggetti istituzionali più coinvolti nella materia, vale a dire le Regioni, né ai territori che presentano profili di rischio incendi boschivi più elevato, in quanto questi, per la maggior parte, si trovano al di fuori dell'ambito della SNAI e delle isole minori;
la diversità degli ecosistemi presenti sul territorio nazionale e le diverse tradizioni ed esperienze accumulate negli ultimi decenni in materia di previsione, prevenzione e lotta attiva agli incendi boschivi suggeriscono che il livello istituzionale più appropriato per affrontare la questione in modo efficiente sia quello regionale, nel rispetto del principio di sussidiarietà. Maggiori investimenti in previsione e prevenzione, come dimostrato da un'ampia letteratura scientifica specialistica, possono contribuire all’efficacia e alla sicurezza della lotta attiva, all'abbattimento dei suoi costi, nonché alla riduzione delle conseguenze negative degli incendi;
per impiegare la tecnica del fuoco prescritto con successo su tutto il territorio nazionale si rendono necessari sia il potenziamento dell'addestramento professionale degli addetti, la cui età media è attualmente eccessivamente elevata per un'attività che per natura è complessa, sia meccanismi di monitoraggio e di informazione più efficaci, sia l'assenza di eccessivi limiti normativi a livello nazionale, in quanto le singole Regioni già oggi applicano tale tecnica con modalità diverse,

si chiede di sapere:
quali iniziative il Governo abbia attivato, o siano in via di preparazione, per la campagna antincendio da affrontare in estate e per ridurre al minimo i danni provocati dagli incendi boschivi che rappresentano ormai da anni una emergenza nazionale;
se ritenga che l'attuale dotazione di personale e mezzi dislocati sul territorio nazionale sia sufficiente per affrontare al meglio la prossima campagna antincendio e se non ritenga opportuno un suo corrispondente tempestivo potenziamento;
se non ritenga cruciale destinare adeguati stanziamenti di risorse principalmente alle esigenze delle Regioni, quali enti maggiormente competenti in materia, concentrandoli su quelle i cui territori presentano maggiori fattori di rischio e sulle attività di previsione e prevenzione, con particolare riferimento all'addestramento professionale del personale da impiegare nella stagione invernale per l'applicazione della tecnica del fuoco prescritto, con l'obiettivo di abbassarne l'età media;
se non ritenga, altresì, opportuno prevedere, di concerto con le Regioni, un meccanismo di monitoraggio degli interventi di prevenzione tesi a ridurre l’infiammabilità della vegetazione, con particolare attenzione all'impatto che queste hanno sulla biodiversità e sulle emissioni di gas climalteranti.

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